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News,  Recensioni

Quando il testo non è di sola lettura

di Giuseppe Musso

Nuova corrente n° 156
Scritture ibridate 
a cura di Elisa Bricco
Interlinea Edizioni, 2015
pp. 200, 25 €

Nuova corrente 156 1801Il numero 156 della rivista semestrale “Nuova corrente” (Interlinea edizioni) propone una raccolta di saggi a cura di Elisa Bricco dal titolo Scritture ibridate. Un titolo del genere richiama alla mente sperimentalismi artistici che potrebbero impaurire il lettore medio, per quanto egli possa essere avvezzo alla letteratura saggistica. Tuttavia Scritture Ibridate ha il merito di affrontare coraggiosamente una delle più scottanti problematiche espressive legate al postmoderno: il possibile esaurimento delle categorie artistiche e la ghiotta alternativa della contaminazione, da cui risultano prodotti intermediali.

La tematica viene esaustivamente analizzata nell’arco di nove saggi scritti da altrettanti ricercatori. Diverse descrizioni sono dedicate sia a opere di sostanza letteraria, ma ispirate da forme espressive che non ricorrono alla parola scritta (sezione “Dalla scrittura ibrida…”), sia a esempi di arte figurativa, plastica e cinematografica che inglobano frammenti di testo per raggiungere una più vasta portata comunicativa (sezione “…all’ibridazione della scrittura”).

Le possibilità di sperimentazione dovute alla mescolanza tra scrittura, cinema, pittura e scultura sono pressoché sterminate: per quanto riguarda la prima sezione si passa da semplici esempi di narrativa in cui le riflessioni del protagonista scaturiscono dalla visione di un dipinto (Le cygne invisible di Henry Raczymow, saggio di Elisa Bricco) fino a casi letterari come Mes Bureaux di Jean-Philippe Toussaint (saggio di Margareth Amatulli), che sfrutta un pretesto banale come la descrizione dei luoghi di scrittura particolarmente cari all’autore per presentare riflessioni metalinguische e velate allusioni alla gerarchia in cui testo e immagine sono costantemente ordinati e riordinati. Per quanto riguarda la seconda sezione va menzionato il sodalizio tra J.M. Coetzee e Berlinde De Bruyckere (saggio di Valeria Mosca), rispettivamente scrittore e scultrice. Dalla loro cooperazione scaturiscono opere transmediali nella quali domina il tema di una corporeità sofferta, che funge da denominatore comune tra il mondo umano e quello animale.

Scritture ibridate è dunque un volume la cui lettura richiede uno sforzo intellettuale da parte del fruitore, ma l’analisi di una buona fetta del panorama artistico contemporaneo che esso offre non potrà non interessare il lettore attento alle forme di sperimentalismo più recenti, così come lo scrittore (professionista o amatoriale) in cerca di nuove fonti d’ispirazione.

Fonte foto: http://www.interlinea.com/schedenovita/immaginischede/Nuova%20corrente%20156%20180.jpg

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