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Amitav Ghosh + Fridays for Future al #SalToEXTRA

15 maggio 2020. L’edizione straordinaria del Salone del libro di Torino, nata dal desiderio di reagire alla pandemia, creando un’occasione di riflessione e incontro, ancorché virtuale, è cominciata. Alle dieci in punto, il direttore Nicola Lagioia dà la linea a Radio 3. Oggi, ospite speciale a “Tutta la città ne parla” è lo scrittore indiano Amitav Ghosh, autore di La grande cecità: il cambiamento climatico e l’impensabile e di L’isola dei fucili (entrambi editi dalla casa editrice Neri Pozza).

La responsabilità della letteratura secondo Amitav Ghosh

Tanto nel saggio La grande cecità quando nel romanzo L’isola dei fucili, Amitav Ghosh affronta il tema del cambiamento climatico. Nel primo, in particolare, lo scrittore si domanda come la letteratura reagisca di fronte a questi eventi. Se ne interessa? Li indaga? Nulla di tutto ciò.

È questo uno degli argomenti principali che vengono affrontati durante la trasmissione. Ghosh, attraverso la voce di Claudia Durastanti, autrice e membro del comitato editoriale qui in veste di traduttrice, ribadisce che la crisi climatica è la grande assente nella letteratura. Negli ultimi trent’anni scrittori e scrittrici sono stati protagonisti di un ripiegamento verso tematiche intimistiche quali quella della famiglia, delle relazioni e dell’identità sessuale, mentre non molto è stato scritto che tenesse conto dei grandi cambiamenti ambientali e politici che stiamo vivendo.

Scindere questi due aspetti non è una novità nella letteratura, ma è un errore, secondo Ghosh chiudere gli occhi e scrivere del mondo senza tenere conto di questa crisi planetaria.

«Non si può scrivere di famiglie, di relazioni e di rapporti come se fossimo in un mondo antecedente a questo».

Crisi climatica, crisi planetaria

Nel corso dell’intervista, Amitav Ghosh cita la collega Margaret Atwood quando dice che «It’s not Climate – it’s Everything Change» («non è cambiamento climatico, è cambiamento di tutto»). Infatti, lo scrittore spiega come sia limitante concentrarsi solo su cambiamento climatico, quando in verità si ha a che fare con una crisi planetaria.

In L’isola dei fucili il protagonista Deen Datta ha a che fare con «alluvioni, carestie, burrasche e altre calamità» e si confronta con le migrazioni. Anche la famiglia di Ghosh in passato è stata costretta a emigrare dal Bangladesh, e lo scrittore racconta come questo evento abbia sradicato profondamente i suoi avi. Purtroppo, in occidente, il legame tra cambiamento climatico e migrazioni non è ancora chiaro a tutti. Nel 2016 Amitav Ghosh ha avuto modo di intervistare diversi migranti grazie a una collaborazione con alcune associazioni di attivisti. «Ho chiesto loro se si consideravano migranti climatici» spiega, «mi hanno risposto di no. Quella di cui parlavano, mi sono reso conto, era una crisi planetaria fatta di razzismo, classismo, violenza politica e clima come altro fattore. Queste persone sono in prima linea in una guerra che non combatte contro il cambiamento climatico, ma contro una crisi che riguarda il pianeta».

L’intervento di Fridays for future

Piccola perla di questo incontro, la voce di Valentina Bonavoglia, attivista di Fridays for future presente in trasmissione per dialogare insieme al grande scrittore Amitav Ghosh. Dopo aver sottolineato l’importanza del lavoro dello scrittore indiano per portare la crisi climatica all’interno della letteratura, Bonavoglia porta al centro della conversazione un tema importante: molte persone percepiscono la questione ambientale come distante dalla loro realtà. Come si fa a spiegare loro che in realtà i cambiamenti non riguardano solo pinguini e orsi polari? Secondo Amitav Ghosh, proprio in questo consiste una delle sfide di oggi. Smentire la narrazione, errata, che tende a esternalizzare i problemi climatici riferendoli non solo ad animali esotici, ma anche agli esseri umani più poveri, che apparentemente dovrebbero essere le vittime principali.

Questa visione del mondo non posa su basi solide ed è evidente che anche i paesi ricchi sono colpiti in modo violento. Per quanto riguarda l’Italia, Ghosh parla della siccità in Sicilia e delle piogge torrenziali che negli ultimi anni hanno messo in ginocchio molte zone del nostro paese. Secondo l’autore, il punto su cui è necessario insistere è proprio questo: essere ricco non ti salverà.

Un’ottima partenza per il Salone del Libro EXTRA

Questo incontro, il quinto nella mattinata che ha dato l’avvio all’edizione speciale Salone del Libro, è già un perfetto esempio di ciò che il #SalToEXTRA si proponeva di offrire: uno spazio dedicato al presente e al futuro, in cui chi scrive, legge, edita e produce libri può confrontarsi, per rendersi conto di quali siano le proprie responsabilità (e i propri poteri!).

Amitav Ghosh, ospite eccezionale, ha affermato all’inizio dell’incontro di non essere preoccupato di come il Covid-19 abbia messo in crisi il suo rapporto con lettori e lettrici. Quello è un tipo di contatto che si mantiene vivo attraverso ciò che scrive.

Invece la vera perdita è non potersi incontrare tra persone. In un momento in cui sarebbe fondamentale una visione collettiva, siamo forzati in una forma estrema di individualismo.

Allora grazie al Salone del Libro per questo momento di incontro virtuale, nella speranza che un incontro fisico sarà possibile questo autunno.

Emma Bernardi

© Foto: Gage Skidmore