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Mondo Editoriale

Approvata la legge sul libro: il mondo dell’editoria è diviso

Lo scorso 5 febbraio il Senato ha approvato all’unanimità la cosiddetta “legge sul libro”, innestando nel mondo dell’editoria un dibattito senza esclusione di colpi, tra critici e sostenitori. La legge nasce in conformità con le leggi di altri paesi europei, come la Francia e la Germania. Chi da una parte crede che tale legge ostacoli la promozione della lettura, chi invece ipotizza una ripresa del sistema editoriale.

 

Lo sconto sui libri

Il ddl nasce allo scopo di promuovere e sostenere la lettura, tramite uno stanziamento annuale di circa 4 milioni di euro. Uno dei punti più controversi della legge è quello relativo agli sconti massimi applicabili ai libri. L’art. 8, infatti, prevede l’abbassamento del tetto degli sconti, dal 15% attuale al 5%. Durante le promozioni, per gli editori sarà possibile effettuare uno sconto massimo del 20% (e non più del 25%), solo in alcuni periodi dell’anno. Librerie, store online, Amazon: la legge non guarda in faccia nessuno, portando tutti i canali di vendita allo stesso piano. L’unica eccezione si fa per il settore della scolastica, in cui lo sconto rimane al 15%.

 

Il dibattito nel mondo dell’editoria

Questa decisione cambia le carte in tavola, a vantaggio della piccola editoria e delle librerie indipendenti. I grandi distributori hanno manifestato a gran voce la loro perplessità: il presidente dell’Aie, Ricardo Franco Levi, ha commentato così poco dopo l’approvazione della legge sul libro:

L’Associazione Italiana Editori (AIE), associazione rappresentativa degli editori italiani grandi e piccoli, con tutta l’editoria scolastica, universitaria e professionale e l’80% dell’editoria di varia esprime preoccupazione per il possibile grave impatto che questa avrà sul mercato e su tutti gli operatori

L’Aie da una parte si è sempre schierata contro la legge, ponendo l’attenzione sulla riduzione dello sconto, che potrebbe ridurre ulteriormente il numero di lettori e gravare sulle famiglie in difficoltà. Dall’altra parte l’Ali (Associazione librai italiani) assieme all’Adei (Associazione degli editori indipendenti) si sono schierate assieme per la creazione di un mercato più equo che “rimetta in riga” Amazon e le sue strategie indiscriminate, come ad esempio il cross merchandising (se compri due libri ti viene regalato un buono acquisto). Anche i grandi editori sono accusati di comportamenti non sempre corretti, come l’innalzamento del prezzo del libro per poi metterlo in vendita già in sconto. Marco Zapparoli, presidente dell’Adei, ha commentato la legge dicendo ciò:

Per anni ci si è cullati nell’illusione che giocare sulla leva degli sconti fosse proficuo (…) Ora si prende finalmente atto che la scelta non ha prodotto i frutti attesi: gli indici di lettura sono fermi a 17 anni fa, con un calo notevole di librerie e biblioteche

 

Incentivi alla lettura

Certamente con questa legge è la piccola editoria che si vuole sostenere, anche tramite incentivi fiscali. Troppo spesso si è letto di librerie chiuse in Italia: attualmente i dati riportano 2300 saracinesche abbassate negli ultimi 5 anni. Le librerie, con il ddl sul libro, sono tra le realtà maggiormente finanziate, un paio di esempi sono l’istituzione dell’albo delle librerie di qualità e la digitalizzazione del patrimonio.

L’obbiettivo è fornire un forte incentivo alla lettura. Un’altra proposta è l’introduzione della carta da 100 euro per i lettori e le famiglie in difficoltà economica. Inoltre l’art. 2 della legge prevede la promozione di una “Capitale Italiana della Lettura”, che verrà scelta annualmente in base ad un progetto e riceverà un finanziamento di ben 500 mila euro.

 

Riflessioni personali

Questa legge sarà in grado di rinnovare il mondo dell’editoria e risollevare i dati di lettura del nostro paese, al momento poco rassicuranti? Per rintracciare l’efficacia o meno della legge bisognerà aspettare un anno. Gli unici dati di cui si dispone sono quelli relativo agli altri paesi europei, che hanno adottato la legge: attualmente non sono positivi. In questo momento non è possibile fare previsioni, non sarebbe neanche giusto.

Sicuramente un aspetto molto positivo è la presenza di una legge sul libro, sull’editoria, che investa sulla cultura e che incentivi la promozione di una Capitale della Lettura. Sono tutte iniziative che permettono il fermento di una cultura viva e pulsante. Condivido la volontà di ridonare spazio alla piccola editoria e alle librerie indipendenti, anche se disincentivare l’e-commerce, attualmente uno dei principali canali di vendita, appare controproducente per il mercato del libro. Il dibattito sugli sconti appare ancora controverso: mettere al primo posto il lettore rimane sempre la priorità più efficace per gli attori di questa filiera.

 

 

Jacopo Senni