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Apre Firenze Libro Aperto, una nuova occasione culturale per il capoluogo toscano

di Elisa Frilli

 

 

 

 

 

 

Dal 17 al 19 febbraio Firenze ha ospitato Libro Aperto, il suo primo festival del libro, una grande novità nel panorama culturale toscano che la città ha accolto carica di aspettative. La manifestazione si proponeva di essere “un evento aperto, dinamico e condiviso intorno al libro”, in cui realtà editoriali di tutte le dimensioni potessero coesistere armoniosamente. Per favorire la presenza di case editrici piccole e indipendenti gli organizzatori hanno scelto di mantenere basso il costo di locazione degli spazi espositivi, evitando inoltre di relegare le realtà minori in posizioni meno prestigiose. Come risultato, il padiglione Spadolini della Fortezza da Basso ha ospitato l’evento in un vasto ambiente open space, a dire il vero un po’ spoglio ma comunque interessante e ben attrezzato.

Ad accogliere l’invito degli organizzatori sono state circa 150 case editrici provenienti da tutta Italia. Lo stand di maggior rilievo era quello della Giunti di Firenze, sui cui scaffali comparivano in bella mostra anche le opere della recentemente acquisita Bompiani. Una vasta sezione del festival era inoltre dedicata all’editoria per bambini e ragazzi, rappresentata da case editrici come Il Castoro e Kalandraka.

Oltre che come un salone del libro, Firenze Libro Aperto è stata pensata come una vera e propria rassegna culturale. Per i tre giorni del festival si sono susseguiti decine di incontri ed eventi, organizzati in due calendari paralleli, uno dedicato agli adulti e l’altro ai ragazzi. Tra gli ospiti di spicco del Festival Joe R. Lansdale, Carlo Lucarelli, Marco Vichi, Matteo Bussola, lo psichiatra Paolo Crepet, lo storico Franco Cardini e personaggi dello spettacolo come Serena Dandini e Paolo Hendel. Diversi anche gli appuntamenti musicali, con i concerti di Morgan, Ginevra di Marco e Dolcenera.

In un contesto di generale soddisfazione, testimoniato anche da una grande e forse inaspettata affluenza di pubblico, non sono comunque mancate le critiche. Sulle pagine social dell’evento si possono leggere diverse lamentele circa la scelta di tenere le conferenze in un ambiente open space, dove rumore di fondo ed incontri in contemporanea hanno messo a dura prova l’attenzione dei visitatori. Numerose, inoltre, le proteste per la presenza al Festival di Matteo Salvini. Il leader della Lega è infatti stato l’unico esponente di partito ad accogliere l’invito degli organizzatori (che intendevano comunque parlare di libri e non di politica). In questo quadro, ha avuto una certa rilevanza mediatica la protesta di una piccola casa editrice della periferia fiorentina, EdizioniPIAGGE, politicamente e socialmente impegnata su vari fronti (dai diritti dei carcerati all’ecologia), che ha tenuto chiuso il suo spazio espositivo durante la permanenza di Salvini al Festival, invitando gli altri espositori a fare lo stesso. Sul loro piccolo stand avevano appeso un manifesto che spiegava le ragioni del gesto: «La presenza di Salvini all’interno del Festival è negativa, divisiva e assolutamente contrastante con questo evento che si propone di mettere al centro la lettura […] Non c’è traccia di nessuna “trama culturale” nel dare spazio e visibilità alle pericolose posizioni razziste di Salvini». 

Al netto delle critiche, l’esperienza di Libro Aperto può essere senz’altro considerata un successo, sebbene ci siano larghi margini di miglioramento. Si avvertiva la mancanza di una fiera del libro in una città dalla lunga tradizione editoriale come Firenze, e chiunque sia interessato alla vita culturale della città non può che rallegrarsi dell’iniziativa. C’è solo da sperare che si trasformi in un appuntamento fisso.

fonti foto: https://www.riotvan.net/intervista-cammilli-organizzatore-firenze-libro-aperto-festival-firenze/;
http://www.quinewsfirenze.it/firenze-piu-di-ventimila-per-la-f.htm;
http://www.nove.firenze.it/firenze-libro-aperto-le-immagini-di-un-grande-successo.htm

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