Fenoglio
Edizioni Santa Caterina

Dondolare fra langa e salotti – Visto si premi

Fenoglio

“«Lei mi sa sincero quando affermo che i premi letterari non mi tolgono né il sonno né l’appetito. Io non scrivo per competizione (per quanto la sportsmanship sia un evidente aspetto del mio carattere), alla radice del mio scrivere c’è una primaria ragione che nessuno conosce all’infuori di me». Così scrive Beppe Fenoglio a Pietro Citati nel giugno 1959 polemizzando con la richiesta avanzatagli dalla casa editrice Garzanti di ritirare la propria candidatura al premio Strega dello stesso anno per lasciare spazio all’altro importante autore garzantiano del momento: Pier Paolo Pasolini. Ed in questo modo prosegue: «l’idea di danneggiare Pasolini è lontana da me almeno quanto l’idea di favorirlo. Praticamente non lo conosco, né come uomo né come scrittore. E poi lo spirito di scuderia (due garzantiani) nemmeno mi sfiora. Io sarò un brocco ma un brocco brado».”

La controversa candidatura di casa Garzanti al premio Strega del 1959 è un valido spunto per approfondire l’atteggiamento che il burbero Fenoglio tenne sempre nei confronti dei premi letterari. Tra attrazione e indifferenza, tra voglia di partecipare e scetticismo rispetto alle reali possibilità di vittoria, scavando nella corrispondenza e nei ritagli dell’autore langarolo sono venuti delineandosi i contorni di un perenne “dondolio” che contrapponeva proposte e tentativi a delusioni e rivincite.

In questa storia a lieto fine, una luce in più sembra illuminare la personalità del grande scrittore mostrandoci un animo in lotta tra aspirazione al riconoscimento e orgogliosa vita ai margini.  
E parlare di premi non è mai stato così intrigante. 

Federica Garrone

La puntata precedente: http://www.mastereditoria.it/ilblog/lo-strega-a-moravia-scrittore-proibito-visto-si-premi/

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