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Donne e pandemia. I racconti al #SalToEXTRA

Ora più che mai l’editoria sembra essersi interessata al tema delle donne in ambito lavorativo e sociale, e non poteva mancare così il Salone del libro di Torino, per la sua edizione straordinaria. Di recente uscita è il saggio Invisibili di Caroline Criado Perez per la collana Stile Libero Extra di Einaudi, dal sottotitolo che ci dice già tutto “Come il nostro mondo ignora le donne in ogni campo. Dati alla mano”.
Presentato da Claudia De Lillo in un intermezzo telematico del SalTo Extra anche il fumetto Bastava Chiedere! dell’illustratrice francese Emma, edito da Laterza, dove il femminismo è presentato con divertenti e taglienti vignette.
Con la pandemia poi, le incertezze lavorative che hanno coinvolto tutti diventano più preoccupanti per l’universo femminile, all’interno di un panorama ben lontano dalla tanto agognata parità.

Le donne ai tempi del Coronavirus

Alle 13.25 di oggi sul sito del Salone del libro una instancabile Lilli Gruber ci accoglie dallo studio del suo programma Otto e Mezzo, introdotta dalla giornalista del “Corriere della Sera” Barbara Stefanelli. Sulle competenze femminili la Gruber si è spesa già nel suo libro edito da Solferino dal poco enigmatico titolo Basta!. Se era evidente la mancanza di ruoli al vertice nella politica e nelle istituzioni riservati alle donne, con il lockdown da Coronavirus il divario è solo che peggiorato. Nelle varie Task force formate dal governo per affrontare la pandemia, risaltano ancora di più le sole giacche scure degli uomini (solo 4 donne nella commissione presieduta da Vittorio Colao). A livello internazionale le decisioni prese da donne al comando, come la prima ministra della Nuova Zelanda Jacinda Ardern o la cancelliera Merkel in Germania, si sono ben distinte dalle regole confuse e contraddittorie imposte dai loro corrispettivi uomini, da Trump in America a Boris Johnson in Inghilterra. La pandemia e la conseguente crisi del mondo del lavoro inoltre non faranno che peggiorare il ruolo delle donne, usate ancora una volta come ammortizzatore sociale, in quanto le uniche che ancora si devono occupare dei figli e dei lavori domestici. Già prima del virus, la Gruber ci ricorda un dato quanto mai esemplare: nel settore sanitario, tanto esaltato in questi tempi critici, le donne rappresentano quasi i due terzi, ma solo il 20% ricopre il ruolo di primario. Forse allora è arrivato il momento per le donne di non temere il potere, di non temere di sbagliare, e di non vergognarsi di chiedere ciò che spetta loro di diritto. Con quel suo perentorio motto la Gruber chiosa «Basta essere troppo educate, basta lamentarsi, prendiamocelo il potere».

Gli incontri di Venerdì 15 Maggio

Il giorno prima la tematica è stata affrontata da Donna Haraway, femminista e filosofa americana autrice del Manifesto Cyborg e dell’ultimo libro Chthulucene: Sopravvivere su un pianeta infetto edito da Nero nel 2019. Il dialogo è portato avanti con Loredana Lipperini, giornalista e scrittrice, e Claudia Durastanti, scrittrice e traduttrice dell’ultimo volume della Haraway. La filosofa così dal salotto di casa sua ci aiuta a riflette partendo dal virus e l’impatto che ha avuto nella coscienza di molti.  Diventa ora chiaro che occorre pensare ad un nuovo rapporto dell’uomo con la natura, ma parlare di ecologismo è anche parlare di femminismo. I vari imperi capitalisti hanno man mano eliminato l’autonomia riproduttiva e sessuale delle donne, in nome della «grande accelerazione», una smodata crescita di persone che fossero in grado di produrre e consumare sempre di più. Donna Haraway ritorna così a parlare di «giustizia riproduttiva», consigliando nel suo libro di «generare parantele, non figli». La sovrappopolazione impoverisce sempre di più la nostra terra, e il nostro rapporto con essa : «viviamo in un mondo pro natalità, bisogna arrivare ad un mondo pro bambini». A tal proposito la filosofa a favore di camera, anzi webcam, ci consiglia il manuale scritto a più mani, Making Kin not population. Parlare così del mondo malato è anche parlare di donne, e non si può pensare ad una soluzione che non le implichi. La discussione in streaming online è stata registrata e sottotitolata ed è ancora visibile sulla piattaforma Youtube del Salone del libro.

Anche Dacia Maraini, poco prima, alle 18.35 in punto durante la maratona in live streaming, ci delizia con un racconto delicato sulla solitudine e la libertà. Pur non affrontando il tema della solidarietà tra donne, la Maraini ci insegna il valore universale dei classici e dei sentimenti umani, ora messi a dura prova dal distacco sociale causato dal virus. Dal racconto Il compagno segreto di Joseph Conrad alla lettura di un estratto dal suo romanzo autobiografico La grande festa. Il nuovo libro della Maraini è previsto in uscita per il 30 giugno, dal titolo Tra noi e sottotitolo ”Storia di due amiche, un uomo e la peste a Messina”, edito dalla sua storica casa editrice Rizzoli.

Per approfondire:

Caroline Criado Perez, Invisibili, Einaudi, 2020
Emma, Bastava chiedere! 10 storie di femminismo quotidiano, Laterza, 2020
Lilli Gruber, Basta!, Solferino, 2019
Donna Haraway, Manifesto cyborg. Donne, tecnologie e biopolitiche del corpo, Milano, Feltrinelli, 1995
Claudia Durastanti, La straniera, La nave di Teseo, 2019
Donna Haraway e Adele E. Clarke, Making Kin not population, Prickly Paradigm Press, 2018 (only english version)
Donna Haraway, Chthulucene: sopravvivere su un pianeta infetto, NERO, 2019
Joseph Conrad, Il compagno segreto, Rizzoli, 1996 (nella traduzione di Dacia Maraini)
Dacia Maraini, La grande Festa, Rizzoli, 2011

Laura Volpi