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Due milioni di baci per ridare sapore alla vita | Recensione

Dice una poesia «Voler bene ad una persona è un lungo viaggio». Il nuovo libro di Alessandro Milan, Due milioni di baci (edito da DeA Planeta), credo rappresenti pienamente la delicatezza e la fatica che si possono presentare quando si ha a cuore qualcuno

Due milioni di baci

Come anche nel suo romanzo d’esordio Mi vivi dentro (edito da DeA Planeta nel 2018), Alessandro mette a tema se stesso e la sua vita. Due milioni di baci è un libro che parla del futuro e della voglia di rimettersi in gioco: la voglia di un padre di non perdere ogni singolo istante di vita dei propri figli, che crescono a vista d’occhio, la voglia di un amico di non perdere i propri amici, il desiderio di un figlio di esprimere l’amore per sua madre. È un romanzo di costruzione e ricostruzione di sé, che alterna leggerezza e tenerezza arrivando al cuore del lettore.

L’immagine di copertina, stampata su carta patinata, mostra tre sagome in silhouette: un padre che stringe la mano ai propri figli e una farfalla sopra le loro teste (che affettuosamente richiama la copertina di Mi vivi dentro). La copertina, come anche il libro, mostra un cammino che si sta compiendo sotto i nostri occhi. Il rapporto di Alessandro coi propri figli è il fulcro della storia. Ad esempio, quasi tutti i nomi dei capitoli sono veri nomignoli dati a loro. È importante, in ogni momento, ricercare una vicinanza ed una complicità coi propri figli: Alessandro cerca di fare ciò in ogni momento, anche tramite bizzarri soprannomi e strane conte di baci.

Un bacio per affermare un bene

Quanti sono i baci che hai dato nella tua vita? A tua madre, alla tua ragazza, ai tuoi figli? È questa la domanda che improvvisamente sorge ad Alessandro. Ad un certo punto si accorge che, crescendo, inizia a dare meno baci a sua madre:

Da quel giorno non avrei mai più accettato i suoi baci della buonanotte. Ero diventato grande, mio malgrado

La consapevolezza di questa mancanza genera in lui il desiderio di non ripetere l’errore. Inizia perciò questo gioco coi propri figli, dicendo “quanti sono i baci” che ha dato loro da quando sono nati: ad ogni bacio la conta si aggiorna. Il bacio per Alessandro Milan è occasione di riaffermare il proprio bene nei confronti dei suoi figli. Due milioni di baci è un’iperbole, per indicare una quantità spropositata, ma la certezza è che questo numero sia destinato a crescere, sia nella quantità che nell’intensità. Il bacio ha anche la forza non solo di affermare un bene, ma anche di riconsegnare alla vita un sapore nuovo:

Ogni bacio dato, o mancato, per me sarebbe stato quel pizzico di sale in più o in meno che avrebbe fatto la differenza.

Nella pasta, nella vita.

Educare alla verità

Ad un incontro di presentazione, tenutosi a Pavia, Alessandro ha detto che, nel crescere i suoi figli, la cosa più importante è educarli alla verità. Con la perdita della madre e moglie Wondy è stata sua premura quella di non nascondere loro niente, neanche il dolore della morte. Anche se per dei ragazzi può essere un’esperienza dolorosa, “la verità rende liberi”. Credo che questo sia un grande insegnamento da dare ai propri figli. Spesso, comprensibilmente, di fronte alla realtà, ognuno accetta tutto quello che “va bene”, rifiutando tutti i dolori e le sfortune. Un uomo che vive nella verità non fa distinzioni: vede un solo mondo e lo accoglie interamente. Questa accoglienza totale e quotidiana lo rende libero.

Jacopo Senni
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