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“Due milioni di baci” per vivere il futuro | Master Editoria

Due milioni di baci: la presentazione e il contesto

(Alessandro Milan alla presentazione del libro)

Mercoledì 19 febbraio, ore 17, Salone Teresiano dell’Università di Pavia. Alessandro Milan ha presentato, all’interno di questa affascinante cornice risalente al 1779, il suo secondo romanzo, edito DeA Planeta, intitolato Due milioni di baci. Lo ha intervistato Andrea Soldani, regista e autore televisivo.

La presentazione, organizzata in occasione del festival “Cosa Sarà”, promosso dall’associazione Small Valley, è stata introdotta da Giampiero Lotito, fondatore di Facility Live, che ha voluto mostrare l’intervento a Radio 24 in cui incontrò per la prima volta anni fa l’autore. Il festival si prefigura come un contenitore pensato per dare alla città un luogo ed eventi dove discutere di tecnologia e futuro.

 

 

Il tema del libro

(Alessandro Milan, “Due Milioni di baci”, DeA Planeta)

È proprio il futuro il tema centrale del libro Due milioni di baci, uscito a settembre 2019.

Dopo il successo del primo libro, Mi vivi dentro, dove Alessandro racconta come ha affrontato la perdita della moglie, Francesca Del Rosso, morta di cancro a fine 2016, l’autore torna a parlarci della sua vita di padre solo che deve crescere due figli piccoli.

Con grande ironia e freschezza Alessandro ha raccontato alcuni episodi che sono stati determinanti per la stesura del romanzo. Un libro scritto di cuore, rispetto al primo scritto più “di pancia”, che racconta come si può ripartire dopo una tragedia inaspettata. Per l’autore il suo libro si caratterizza per essere anche un memoir, nonostante alcune parti siano più romanzate.

Le difficoltà narrate sono quelle affrontate da lui, che vuole raccontarci tutto, il bello e il brutto. Proprio riguardo alle vicende spiacevoli Alessandro ha voluto spiegare il modo che lui e la moglie hanno deciso di usare per spiegare la malattia e la perdita ai figli. Hanno scelto di educarli alla sincerità, ovvero spiegando loro anche le cose brutte (dalle quali spesso e volentieri vogliamo tenere all’oscuro i più piccoli) in modo semplice e vero. Un metodo che li rafforza e permette loro di affrontare la vita in armonia.

Un romanzo che parla di resilienza, di ricominciare di nuovo, cambiando tutte le abitudini di una vita. Forte, così come lo era “Wondy”, sua moglie, la vera scrittrice della famiglia, secondo Alessandro.

 

La trama

Baciando, si vive. Perché non c’è momento chiave della nostra esistenza che non sia segnato da un bacio. L’infanzia, costellata da quelli materni, così dolci e avvolgenti, e da quelli tra i genitori, a scandire le giornate in famiglia. L’inizio di una storia d’amore, magari chissà, mezzi ubriachi dentro una Renault Clio bordeaux, a notte fonda. L’ultimo saluto in ospedale, quando il mondo sembra crollare. La pace dopo un litigio coi figli, da sancire con un bacio di quelli che fanno il solletico al collo, sulle braccia, sulle gambe. Ma anche i baci mancati, quelli che hanno marcato una distanza, o il bacio di un Giuda che all’università ti ha rubato la fidanzata.

Ripercorrendo questi istanti cruciali, Alessandro Milan racconta la quotidianità di un padre che deve crescere da solo due bambini quasi adolescenti – con i loro silenzi, i capricci, le domande scomode – ma anche di un uomo che a quarantotto anni è ancora figlio di una mamma che per la prima volta ha bisogno di lui. Amici vecchi e nuovi lo aiuteranno a risolvere i problemi pratici e a curare le ferite dell’anima.

Con la grazia e l’intensità che sono il suo tratto distintivo, Milan torna a condividere la speciale normalità delle sue emozioni, del suo incespicare, e di una tenace voglia di riabbracciare nuovamente tutti i colori della vita.

 

 

Elisa Bernardi