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In trasferta alla sede Mondadori di Segrate

Per uno studente di un master in editoria, visitare a Segrate la sede centrale della casa editrice Mondadori è un momento in cui si ha la possibilità di fermarsi e toccare con mano una realtà le cui dimensioni sfuggono.

Prima di tutto, dimensioni fisiche. Circondato da ampi prati e da un lago artificiale di ben ventimila metri quadri, ciò che colpisce è l’imponenza dell’edificio: cinque piani, sospesi e incastonati all’interno di una gabbia di archi. Anche da lontano si vede.

Ma a suggestionare i nuovi arrivati è il concentrato di Storia e di storie che avvolgono questo luogo, testimone e figlio di una ben diversa stagione culturale. Tra gli anni Cinquanta e Sessanta la casa editrice Mondadori si allarga, con un aumento vertiginoso del numero di dipendenti che passano da 300 a oltre 3000. Serve una sede più grande, ma questo da solo non basta. Serve una struttura pensata appositamente per i suoi lavoratori, per far sì che mille persone o più possano lavorare in armonia. Un progetto originale in cui si rifletta l’ambizione che da sempre ha caratterizzato l’operato mondadoriano.

La sede di Segrate è un vero palazzo di rappresentanza, modello di “architettura pubblicitaria”. Secondo la definizione dell’architetto Niemeyer, «un edificio che non ha bisogno di insegne e capace di imprimersi nella memoria».

Ma una casa è ben poca cosa senza i suoi abitanti. Ad arricchire la nostra visita, infatti, ha contribuito l’incontro con persone che hanno avuto la voglia di presentarsi e la pazienza di guidarci attraverso gli uffici e le postazioni di lavoro. Eppure, leitmotiv dell’intera visita, cercando di tenere sempre un occhio su quel coacervo di storie e di Storia di cui si parlava poco più su. Da qui l’eccezionale opportunità di incontrare Renata Colorni. Responsabile della collana “I Meridiani” sin dalla fine degli anni Novanta, è stata davvero protagonista di una pagina dell’editoria italiana per molti aspetti ormai lontana, ma i cui frutti sono ancora vivi e presenti. Dalla lunga esperienza con l’editore Boringhieri per la pubblicazione delle opere di Freud, alla sua attività di traduttrice di autori di lingua tedesca per Adelphi, Renata Colorni non ha avuto remore a raccontarsi. A noi il piacere di ascoltare.

La nostra visita a Segrate non si è limitata, grazie al cielo, a un semplice giro turistico per la struttura. Le nostre intenzioni erano ben più oscene. Noi volevamo sbirciare di nascosto, annusare l’aria che si respira dentro una casa editrice, scoprire il velo e vedere cosa si nasconde sotto. Certo, un gruppo di venti persone che si muove in blocco, anche volendo, non passa inosservato.

 

Ringraziando tutte le persone che ci hanno accolto, in special modo Marco Corsi e Livia Sorio, responsabile delle redazioni Mondadori, permettetemi di concludere con un semplice

 

Grazie.

di Pietro Segreto

 

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