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Recensioni

Inseparabile: un ritratto di sentimenti

Giulia Persico

Lalla Romano

Inseparabile

Collana: Senza frontiere

Lindau, 2017

p. 224, 18 €

«Quello che oggi affermo, con maggiore consapevolezza di quanta ne potessi avere scrivendolo, è che un libro contiene tanto di vero (vero per sempre) quanto più era vero, diciamo, il compito che l’autore si era prefisso. In questo caso la forza dei sentimenti: e questa si esprime attraverso lo stile.»

Sono appunto le emozioni e i sentimenti i veri protagonisti di Inseparabile di Lalla Romano, libro che fa dittico con L’ospite, entrambi già editi da Einaudi e da poco usciti in una nuova edizione a cura della casa editrice torinese Edizioni Lindau, impreziosita dalla riproduzione in copertina di opere dell’autrice stessa.

«È una lunga e complessa cronaca familiare»: è la storia d’amore tra una donna anziana e il suo nipotino Emiliano che viene travolta dalla crisi di un matrimonio la cui vittima è appunto il bambino e che viene raccontata, con dolore e dolcezza, dalla nonna. Ma non si tratta di una nonna qualunque, bensì della grande poetessa e scrittrice, nonché pittrice, Lalla Romano: ed ecco dunque che questa sorta di diario si presenta come una narrazione segmentata in tanti brevi capitoli, quasi dei paragrafi, che dipingono dei veri e propri quadretti su eventi particolari, ricordi, dettagli e sentimenti e che, tocco dopo tocco, ricompongono il ritratto del piccolo Emiliano e la sua relazione con i nonni in questo difficile clima familiare di separazione.

Sono temi quanto mai attuali, situazioni così reali e quotidiane che possono apparire banali, ma che tali non sono in quanto vengono riscattate dallo stile essenziale e poetico della Romano, dalla sua scrittura mai sentimentalista e tanto epigrafica da rasentare spesso il silenzio, in modo che il lettore possa far sua la testimonianza e abbia spazio sia concettuale che fisico, grazie ad ampi margini bianchi, per scrivere le proprie personali riflessioni. È una scrittura a togliere, dietro alla quale c’è grande fatica e una dedizione quasi sacra, ed è innervata sulla musicalità della frase. Può dunque valere anche per L’ospite e Inseparabile quel che scrisse Montale quando Lalla Romano vinse nel 1969 il premio Strega con Le parole tra noi leggere: «Se c’è ancora qualche lettore capace di amare una poesia incapace di esibirsi come tale, questo è il libro che fa per lui».

Come ha dichiarato Ezio Quarantelli, direttore editoriale di Edizioni Lindau, in occasione di una conferenza tenutasi a Torino nel mese di marzo in collaborazione con il Centro Studi Piemontesi e l’Associazione Amici di Lalla Romano, la decisione di pubblicare nuovamente questi libri è nata innanzitutto dalla necessità di rimettere in circolazione titoli dall’indubbia qualità letteraria che mancavano da tempo. Ma ciò che non si è voluto assolutamente perdere è il rigore morale che essi esprimono, non tanto nei contenuti quanto soprattutto attraverso lo studio sulla lingua e lo stile difficile.

In casa Lindau già si prepara la pubblicazione del dittico Un caso di coscienza e Ho sognato l’Ospedale, e la riproposta del gioiello di Pralève, prima di passare alla pubblicazione dell’intera opera poetica. È un ritorno significativo quello di Lalla Romano, in una città, Torino, alla quale la storia della scrittrice è strettamente legata e che lei stessa in La giovinezza inventata chiama «la mia piccola Lindau», in riferimento ad una città su un’isola nel lago di Costanza che simboleggia la libertà e da cui la casa editrice prende il nome.