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La notte delle falene. La candidatura di una brutta copia

di Diletta Rostellato

Riccardo Bruni

La notte delle falene

Amazon Publishing

p. 249, 9,99 euro

 

 

DILETTAFra i ventisette libri candidati al Premio Strega 2016, La notte delle falene, romanzo dalle ambizioni thriller di Riccardo Bruni edito da Amazon Publishing, non ha superato la prima selezione dei dodici. Poco male, il caso dell’omicidio di Alice, i cui misteri riemergono a distanza di dieci anni a partire dalla scoperta di un sms finora mai letto, non spicca né per originalità né per stile. «Credevo volessi sapere e invece hai preferito dimenticare» è il messaggino che Enrico, il fidanzato di allora, scopre una volta tornato nel paese dove è avvenuto il delitto per vendere la vecchia casa delle vacanze e lasciarsi definitivamente questa storia alle spalle. Un incipit interessante che cade nell’evolversi della trama, incapace di sostenere né tanto meno di preparare al colpo di scena finale la curiosità del lettore, distratto e annoiato dalla banalità dei personaggi.

La scena è congestionata da delle macchiette che, prive di profondità psicologica, intrecciano i loro destini senza che nessuna di esse ne esca giustamente sviluppata: dall’attuale fidanzata di Enrico, Giulia, stressata per i preparativi di un’«apericena rigorosamente solo-ragazze-tutt’al-più-qualche-amico-gay» a Chiara, adolescente ribelle che passa una «giornata di merda» perché «la scassacazzi – alias la madre – mi ha fatto fare tardi x l’autobus»; dalla nonna di Chiara, Gloria, una femminista per la quale «gli uomini dopo aver fatto il loro dovere per la riproduzione servono soltanto a creare problemi» alla sorella, Margherita, la “strana” mandata dai genitori a studiare a Londra che gravita come un fantasma attorno alla storia.

Si diceva anche dello stile: in un articolo sull’evoluzione della lingua letteraria di questi settant’anni di Premio Strega, Giuseppe Antonelli nota come nella disparità dei vincitori dell’ultimo decennio si possa individuare quale «minimo comune multiplo una certa semplificazione sintattica, fatta di frasi brevi – spesso senza verbo – scandite da una punteggiatura che tende al taglio netto» (“La Lettura”, n.237). Un elemento che Bruni forse ha preso un po’ troppo sul serio quando per più volte scrive «La pioggia. Che batte», portando la frase addirittura a una frammentazione estrema: «La. Pioggia. Che. Batte.»

Il giudizio però non migliora se si pensa al libro vincitore del Premio Strega 2015 è La ferocia, romanzo dai toni noir di Nicola Lagioia. La storia dell’omicidio di una ragazza, Clara, attorno a cui si infittiscono le tensioni di un’altra famiglia, i Salvemini, sullo sfondo di una Puglia corrotta. Anche se con tutt’altra profondità, alcuni elementi coincidono: un marito/padre fedifrago, una madre/moglie tradita, un fratello emarginato, la ribellione dell’adolescenza. Ad infittire il mistero non più degli sms ma messaggi postati su Twitter.

Un’ultima ironica coincidenza: Bruni e Lagioia sono dello stesso anno, classe 1973. Con La notte delle falene, la casa editrice Amazon Publishing è entrata per la prima volta in corsa per il più ambito premio letterario italiano avanzando la candidatura di uno scrittore di genere, pioniere del self publishing, senza dubbio in linea con la propria politica editoriale. Un passo che forse voleva essere scaltro, ma è risultato poco elegante per il colosso delle vendite online.

 

Fonte immagine: https://www.amazon.it/notte-delle-Falene-Riccardo-Bruni-ebook/dp/B011808278

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