Viareggio
Edizioni Santa Caterina

La poesia del Viareggio – Visto si premi

Viareggio

“«La poesia è un po’ la Cenerentola dell’editoria, nessuno la compra, nessuno la segue e non si vende». Così il poeta Valerio Magrelli parla di questo genere in relazione al mercato librario durante un incontro con gli studenti del liceo Mamiani di Roma, ma alla domanda di uno di loro su quale sia il potere della poesia nel cambiare il mondo, Magrelli risponde affermando che «può cambiare chi la scrive, ma soprattutto, e questa è la cosa più importante, può cambiare chi la legge, modificando il suo rapporto con il linguaggio e con l’esperienza».”

Partendo da queste parole del poeta viene qui proposta un’indagine su questo genere letterario attraverso il premio che più di tutti lo esalta: il Viareggio.
Dopo il tempo prezioso speso al Fondo Manoscritti di Pavia a leggere le corrispondenze di Luciano Erba e una piacevole chiacchierata con Valerio Magrelli, ho potuto creare un fil rouge tra questi autori e analizzare le loro vittorie del premio rispettivamente nel 1980 e nel 1987, tra aneddoti e cospirazioni.

Si parte dagli anni ottanta per arrivare a riflettere in senso più ampio sul destino della poesia oggi, anche attraverso le parole della presidente del Viareggio, Simona Costa, e di Giovanna Ioli, membro dell’attuale giuria. In un mondo editoriale che vede il trionfo del best seller e delle classifiche, la poesia continua timidamente a resistere, accontentandosi di un pubblico elitario, ma molto attento e consapevole.

Allora sorge spontaneo un consiglio: leggiamo ancora poesia e diamo ascolto a chi ci parla di poesia.
Parlare di premi non è mai stato così intrigante.

Giulia Pagliuca

La puntata precedente: http://www.mastereditoria.it/ilblog/il-filo-rosso-del-campiello-visto-si-premi/

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