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Francesca Cinelli
Interviste,  News

Lavorare con gli eventi in casa editrice: intervista a Francesca Cinelli

Francesca Cinelli, deputy event manager per Rizzoli da dieci anni, ha tenuto per noi del master una serie di lezioni riguardanti il lavoro dell’ufficio eventi in casa editrice. Tantissime sono le cose che, ricoprendo un ruolo come il suo, vanno tenute sotto controllo per la riuscita ottimale di un evento. Non si tratta solo di badare all’aspetto logistico, ma anche a quello umano, nel rapporto tanto con l’autore quanto con il pubblico.

Ho dunque rivolto a Francesca Cinelli alcune domande per riflettere insieme su questo aspetto fondamentale del lavoro editoriale, influenzato anch’esso dall’emergenza sanitaria.

Il ruolo di chi organizza eventi è sicuramente un ruolo di mediazione e controllo di tanti elementi. Quali sono gli aspetti più delicati di questo compito in campo editoriale?

Il responsabile eventi deve essere dotato di una grande sensibilità umana tra le altre cose, poiché vengono gestiti due prodotti: libro e autore. L’ottima conoscenza del mercato del libro e del panorama degli eventi deve sposarsi sempre con una dose di attività psicologica!

Quali sono, invece, le caratteristiche di un evento di successo?

Per definire se un evento è stato un successo si deve considerare quale era l’obiettivo dell’evento stesso: vendita? Pubblico? Creazione di un immaginario sull’autore? Logicamente la presenza di molto pubblico e una buona vendita del libro sono elementi che ti fanno dire “ok è andato tutto bene”. Ma per esempio se l’interazione tra autore e relatore non è stata buona o si sono creati momenti di tensione, non basta il successo di pubblico o la vendita a cancellare il disagio per l’autore.

Al di là delle condizioni attuali, quali sono stati, nella sua esperienza, gli elementi di maggiore criticità e le innovazioni nel campo in questi ultimi anni?

Grandi criticità non ne vedo. Le problematiche sono sempre le stesse: possibile creare eventi di successo per esordienti? Quindi anche come spingere un esordiente verso un libraio. Come far sì che il maggior numero di persone sappia che ci sarà un evento? Qual è il canale che può meglio veicolare la notizia e portare pubblico? Grandi innovazioni non ne vedo, ci sono delle evoluzioni e degli aggiustamenti seguendo il cambiamento dei gusti e delle abitudini del pubblico. Diciamo che ogni anno spuntano nuovi festival, nuove rassegne perché l’incontro con l’autore per molte manifestazioni diventa un momento di intrattenimento e per molte librerie è l’unico modo per riportare persone in negozio.

Attualmente dobbiamo tenere conto dell’impatto dell’emergenza Covid su tutta la filiera editoriale. Cosa pensa delle edizioni online della Bologna Children’s Book Fair e del Salone del Libro? E delle presentazioni online dei libri?

La trasposizione dell’evento da fisico a digitale è ancora in via di monitoraggio. Gli ottimi risultati di visualizzazione per il Salone del Libro fanno pensare che il lettore forte possa trovare lì la compensazione per la mancanza di questi appuntamenti fisici. È ancora troppo presto per capire se le presentazioni online prenderanno campo e saranno seguite come un evento fisico o un appuntamento televisivo. È presto per dirlo perché le nostre abitudini di vita in questo momento sono in continuo mutamento.

Questo spostamento sul “digitale” e l’annesso periodo di isolamento potrebbero avere delle conseguenze future cambiando il modo di lavorare e vivere gli eventi?

È troppo presto per dirlo ma credo che dal momento che si potrà tornare in sicurezza e tranquillità a godere di eventi fisici, l’evento digitale si ridimensionerà perché non può sostituire quel momento. Certo, il momento digitale sarà sempre seguito quando per esempio l’autore molto noto farà la sua prima presentazione sui social per annunciare l’uscita del libro, ma poi ognuno si aspetterà di incontrarlo dal vivo vicino a casa. È un’esperienza troppo più gratificante.

Francesca Cinelli, dunque, pur riconoscendo il valore del lavoro svolto sul digitale in questo periodo di crisi, auspica e confida nel ritorno progressivo alla normalità. Il mondo del libro e quello degli eventi si riapproprieranno della loro fisicità. Ed è quello che ci auguriamo anche noi!

Francesca Aliperta
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