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Recensioni

Le cimetière marin: una nuova traduzione

di Elena Villanova

Paul Valery
Il cimitero marino
A cura di Raul Capra
Collana: Lyra
Interlinea, 2016
pp. 60, 12 €

valery1A colmare un vuoto editoriale già da tempo percepito, dopo lesaurimento del volume edito nel 1978 da Einaudi, esce oggi per Interlinea una nuova edizione de Il cimitero marino di Paul Valéry.

Il testo francese, riprodotto a fronte, è tradotto da Raul Capra, che nell’introduzione ripercorre criticamente l’avvicendarsi delle precedenti versioni italiane. L’opera ermeneutica di Capra si pone come l’esito della ricerca di un equilibrio tra tendenze traduttive tra loro opposte, e rappresentative di modi diversi d’intendere un atto che è contemporaneamente, e per propria stessa natura, funzionale e artistico-creativo.

Svincolatosi dalle catene di un sistema ritmico difficilmente riproducibile, ma fedele alla «gabbia strofica» e alla «costanza di metro» dell’originale, Capra conserva, all’interno di una nuova traduzione scorrevole e attuale, la sonorità costitutiva del testo francese.

L’esile libriccino viene alla luce in un momento non casuale: in occasione del settantesimo anniversario dalla morte dell’autore, in memoria sua e di Beniamino Dal Fabbro, la cui traduzione de Il cimitero marino valse le lodi dello stesso Valéry (e una selezione di documenti d’archivio dal fondo Dal Fabbro è riprodotta in appendice). Incluso nella collana poetica Lyra, esso restituisce dunque al celebre poema la dignità di una pubblicazione autonoma e documentata, in cui emerge chiara l’«intenzione di far corrispondere ogni verso all’originale, con la maggior prossimità possibile alle unità significanti».

Fonte foto: http://img2.libreriauniversitaria.it/BIT/240/088/9788868570880.jpg

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