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Lo hidebehind, ovvero la vendetta del traduttore

di Vanessa Nascimbene

Brice Matthieussent
La vendetta del traduttore
Marsilio, 2012
p. 288, 19 €

matthieussentNella sezione dedicata alla fauna degli Stati Uniti del Manuale di zoologia fantastica Borges e Guerrero includono la voce hidebehind, letteralmente “colui che si nasconde dietro”: «lo hidebehind  sta sempre di dietro. Per quanti giri uno faccia, quello gli sta sempre alle spalle, e per questo nessuno l’ha visto mai, sebbene abbia ucciso e divorato molti legnaioli».

Brice Matthieusent sviluppa questa metafora potente nel suo primo romanzo La vendetta del traduttore, un caso editoriale in Francia nel 2009, tradotto in Italia da Elena Loewenthal per Marsilio nel 2012 (365 pagine, 19 euro). Il protagonista è un traduttore che si ribella al libro che sta traducendo, ne elimina progressivamente aggettivi, avverbi, poi interi paragrafi e pagine, cannibalizzando il testo di partenza attraverso l’espansione delle note d’autore a piè pagina. Da traghettatore umbratile, quasi trasparente, il traduttore diventa parte attiva e ritrova (materialmente) i suoi spazi. Un romanzo nel romanzo, che moltiplica la trama attraverso giochi di specchi e di ruolo, incastri di scatole cinesi,  in cui i personaggi si travestono da vendicatori mascherati e la lingua diventa protagonista attraverso sfavillanti giochi di parole.

Una sfida al lettore che strizza l’occhio alla nuova attenzione nei confronti della traduzione editoriale (d’altra parte Brice Matthieussent è un pluripremiato traduttore dall’inglese – da Jack Kerouac, Joyce Carol Oates, Paul Bowles, Charles Bukowski e Bret Easton Ellis): per dirla con le parole della sua traduttrice, «un riscatto collettivo» per l’intera categoria.  

Fonte immagine:http://www.lanotadeltraduttore.it/cms/images/matthieussent.jpg

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