Edizioni Santa Caterina

“Scompaginatori” allo Strega – Visto si premi

Luther Blissett

“«Il premio Strega è più truccato di Sanremo», è questo l’esordio dell’intervista ai Luther Blissett in occasione della candidatura del romanzo Q al premio del 1999. Impossibile non lasciarsi incuriosire dalla sfrontatezza dei quattro autori bolognesi, dalla scelta dell’anonimato e dal rifiuto categorico di piegarsi ai giochi della mondanità letteraria. I Luther Blissett, oggi conosciuti come Wu Ming, hanno un unico eterno motto: «trasparenti per i lettori e opachi per i media», contano infatti le relazioni dirette con il pubblico, alle telecamere non ha senso esporsi.
La storia della candidatura di Q invade le terze pagine dei giornali, i gesti concreti oltre le singole dichiarazioni eleggono i Luther Blissett a “scompaginatori dello Strega”, forse gli unici nella storia. Il loro andare contro corrente è una sfida alle interviste preconfezionate, ai ringraziamenti vuoti dei vincitori, a tutto ciò che è già stato visto.
In una piazzetta senza nome, davanti a un caffè, Wu Ming 2 mi racconta la loro avventura al premio Strega; anche se è passata una vita intera, pian piano i ricordi riaffiorano, e il pomeriggio scorre in un attimo accompagnato dalla voce di chi le storie le sa raccontare.”

Il saggio racconta del rifiuto iniziale da parte dei Luther Blissett di partecipare al premio Strega e della determinazione della casa editrice Einaudi nel convincere i quattro scrittori. Einaudi non partecipava al premio da qualche anno, ma grazie alla professionalità di Paolo Repetti e Severino Cesari, trovarono in Q delle potenzialità. Romanzo storico ambientato nel 1500, Q ha venduto oltre trecentosessanta mila copie e proprio quest’anno festeggia i vent’anni di carriera con una nuova edizione.

Entrare in cinquina al premio Strega significa avere una risonanza mediatica importante, tra interviste e foto le vendite si moltiplicano. Tutto questo era estraneo ai Luther Blissett, addirittura in contrasto con la loro lotta al potere mediatico, volta a dimostrare la degenerazione dell’informazione giornalistica: spesso avevano loro stessi diffuso fake news sui giornali, considerate verità. Quindi la loro partecipazione non fu convenzionale, niente cene di gala o gite al Ninfeo, la loro assenza li caratterizzava. Scrissero degli articoli, ma i loro volti apparvero solo indistinguibili su “la Repubblica” in una foto minuscola.

Ad accompagnare le parole di Wu Ming 2 ho riportato tracce della rassegna stampa di quell’anno, riflessioni di autori sui meccanismi del premio Strega, critiche e apprezzamenti, oltre ad alcune osservazioni personali. Scrivere questo saggio è stato un tuffo nel passato, ho ritrovato autori e libri che in parte avevo dimenticato troppo presa dalle novità di oggi. Grazie a questo progetto ho potuto ripercorrere la storia e le sfaccettature di un prestigioso premio letterario, che ancora oggi, nel bene e nel male, influenza il mondo editoriale e letterario del nostro paese.
E parlare di premi non è mai stato così intrigante.

Eleonora Bitti

La puntata precedente: La cinquina dello scandalo – Visto si premi

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