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Strada per lo Strega 2019

Scurati, il figlio dello Strega – Strada per lo Strega

Tanto strepito, tanti morti per niente. Una continua, terribile trincea. Una strage inutile. Ecco cos’era questo secolo forsennato.

Antonio Scurati, Il figlio del secolo

M. Il figlio del secolo. Quella M nera che spicca brutale, arcigna e potente sulla copertina a sfondo bianco non invoglia per niente all’acquisto del libro. Non porta neanche ad avvicinarsi, perché la forza comunicativa è talmente prorompente e il significato così sfacciatamente chiaro, che chi conosce la storia non può far altro che averne paura.

Scurati copertina

M. Il figlio nel secolo, romanzo di Antonio Scurati edito da Bompiani parla da sé ed esprime una grandezza tale che prima di avvicinarvisi bisogna fare i conti con la storia di tutti, di un’Italia che ha vinto la guerra, ma rincorrerà sempre il carro dei vincitori senza arrivare mai a salirci.

Scurati scrive un romanzo di più di ottocento pagine che è talmente documentato che riesce ad assomigliare contemporaneamente anche a un memoir, un reportage e un saggio, riuscendo così a fare colpo su tipologie diverse di lettori.

Il personaggio principale è un ex socialista, un giornalista mancato, un maestro di scuola, un uomo che a prima vista non sembrerebbe essere in grado di fare del male ad una mosca: Benito Mussolini, un carnefice. Scurati racconta con il supporto di documenti dell’epoca gli anni immediatamente successivi alla fine della prima guerra mondiale.

Il primo capitolo inizia con la fondazione dei Fasci di combattimento il 23 marzo del 1919 e l’ultimo vede Mussolini – M – che parla in Parlamento con le mani ancora sporche di sangue per l’assassinio di Matteotti.

Non si può negare che il libro sia ben scritto, nonostante a volte lo scrittore sembri faticare a distaccarsi dalle fonti rendendo meno scorrevole la lettura e spostando il tono narrativo più verso il saggio che verso il romanzo.

Quando si prende in mano per la prima volta M non si può far altro che sentire un leggero senso di colpa. Lo leggo, non lo leggo? Leggere una biografia di Mussolini mi rende meno antifascista?

M non è un romanzo fascista, ma non è neppure antifascista. È un romanzo che si attiene ai fatti, poco importa se a volte non riescono ad essere precisi. Non c’è una direzione specifica, non si parla di lotta tra il bene e il male ma dei sei anni che seguono la Grande Guerra e della persona che porterà alla seconda guerra mondiale.

Benito Mussolini non viene preso in considerazione solo come carnefice, ma come uomo. Scurati ha in mano un tizzone ardente, non è facile parlare di Mussolini cercando di essere super partes, ma nonostante tutto ci riesce. La caratterizzazione è semplice, essendo personaggi realmente esistiti e meno complicati da gestire. Scurati è riuscito a renderli tridimensionali e policromatici, senza mai giudicarne l’operato.

Antonio Scurati

In tutto il romanzo si riescono a scorgere dei parallelismi tra la politica del tempo e il clima populista odierno:

«Il suo trionfo è dovuto al plebiscito del Centro e, soprattutto, del Sud, dove fino alla marcia su Roma il fascismo quasi non esisteva. Sono i fascisti dell’ultima ora ad aver consegnato il Paese a Mussolini, è la vocazione al servaggio dei popoli a scarsa educazione politica, la corsa a salire sul carro del vincitore»

Il romanzo mette in luce il periodo a cavallo tra la prima e la seconda guerra mondiale in modo freddo e distaccato, come farebbe il miglior professore di storia. Ci parla del fascismo senza giudicarlo, di come e perché gli italiani lo hanno appoggiato e di chi fosse veramente la figura a capo di tutto.
Di come la massa, se si riesce a prestarle attenzione, possa essere intercettata e guidata.

Francesca Chiarello

Nella puntata precedente: http://www.mastereditoria.it/ilblog/il-mio-dolore-tuo-addio-fantasmi-terranova-strada-per-lo-strega/