Edizioni Santa Caterina

Un premio che vuol dire casa – Visto si premi

Premio Bancarella

“L’inaugurazione del premio, datata 11 agosto 1952, sancita su un semplice dépliant pubblicitario, è solo il suggello perfetto di quelle giornate in cui i librai si sono ritrovati nella loro città natale per ricordare i loro predecessori: quei librai che non possedevano nulla se non il contenuto della propria gerla e delle fette di pattona come unico sostentamento; che percorrevano a piedi le strade sterrate tra i castagni per ritrovarsi al Passo della Cisa e decidere quale direzione prendere per vendere i loro libri, con la mente sempre rivolta al giorno in cui sarebbero tornati a casa.”

La storia del premio Bancarella nasce dal basso; è una storia nata dal sudore della fronte e dalla gioia di stare insieme. Questa è l’idea che è stata di ispirazione per il mio saggio: la passione per un mestiere, quello del libraio ambulante, che si è tramutata in uno degli eventi culturali più importanti d’Italia. Con me, scoprirete come uno dei romanzieri più acclamati di ogni epoca, Ernest Hemingway, è riuscito ad aggiudicarsi la vittoria della prima edizione del premio letterario dal carattere più “popolare”. Ma non c’è solo la storia, c’è spazio anche per il presente: grazie a interviste a librai, organizzatori e presidenti, ho cercato di fare il punto sulla situazione del premio ai giorni nostri. Un premio che, dopo sessant’anni di glorie e momenti bui, sembra oggi più vivo che mai.

Emanuele Malpezzi

La puntata precedente: IoScrittore, il torneo letterario online – Visto si premi

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