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Un viaggio nella letteratura: gli studenti del Master in visita al Fondo Manoscritti di Pavia

di Gaia Caracciolo

Dedica di Umberto Saba

Autori importanti, di ogni epoca e luogo; scrittori di cui leggiamo sui libri di scuola per le loro opere di grande successo. All’interno del Fondo Manoscritti dell’Università di Pavia, gli scritti e le opere in prima edizione di questi personaggi sono custoditi con attenzione e disponibili alla consultazione degli studiosi. Gli allievi del master in editoria hanno potuto visitare questo luogo affascinante e osservare alcuni dei pezzi più preziosi. La nascita ufficiale del Fondo Manoscritti risale al 1984 ma già dalla fine degli anni ’60, Maria Corti, docente dell’Università di Pavia legata ad alcuni letterati dell’epoca, si pose il problema della conservazione di manoscritti e dattiloscritti dei suoi contemporanei e pose le basi di quello che è oggi uno dei due centri principali d’Italia, insieme a quello di Firenze. Grazie alle prime donazioni dell’amico Eugenio Montale, che le regalò alcuni quaderni, il fondo nacque e, partendo da una piccola collazione contenuta in una cassaforte dell’ufficio di Corti, col tempo è riuscito ad ampliarsi e impedire il fenomeno della fuga e distruzione dei manoscritti.

La prima edizione degli “Ossi di Seppia”

“Le tante opere donate da Montale e in seguito dalla governante Gina Tiossi costituiscono una parte importante del nostro archivio, perché Montale fu un vero nome tutelare agli inizi di questa esperienza” hanno commentato le responsabili del centro, che hanno portato avanti il lavoro archivistico anche dopo la morte della fondatrice Corti, avvenuta nel 2002. Al secondo piano della struttura, un’intera sala è dedicata alle opere di Montale e a quelle di un altro mostro sacro della storia della letteratura italiana: Ugo Foscolo. Nella sezione dedicata a Montale, il Fondo Manoscritti vanta la presenza, tra gli altri, di alcuni volumi della prima edizione degli “Ossi di Seppia”, rarissimi, e anche la famosa upupa a cui l’autore era tanto affezionato e con cui venne fotografato nella celebre immagine che li ritrae di profilo. Per il fondo Foscolo invece bisogna ringraziare il medico milanese Gianfranco Acchiappati che, appassionato dello scrittore, inseguiva le sue opere in tutto il mondo per acquistarle e collezionarle. “Stanotte mi è apparso in sogno il poeta dicendomi di donare a voi le opere che possiedo” furono le parole del collezionista a Maria Corti. Tra le opere donate, anche un’edizione spagnola pirata di un volume delle “Ultime lettere di Jacopo Ortis” in cui il nome dell’autore, erroneamente, era stato cambiato in Toscolo.

Edizione spagnola pirata delle “Ultime lettere di Jacopo Ortis”, con errore nel nome dell’autore

Oltre a queste opere, all’interno delle sale sono conservati alcuni dipinti di Eugenio Montale e anche del poeta Alfonso Gatto e della compagna pittrice.

Ma per gli studiosi e gli appassionati, è molto interessante l’analisi dei manoscritti: lettere, correzioni, firme e introduzioni sono tutte scritte a mano dai grandi letterati. Dall’epistolario di Foscolo incluso nella collezione Acchiappati, alla busta in cui Gadda inserì la sua “Madonna dei filosofi” su cui scrisse ripetutamente il suo nome, alle pagine che gli autori incollavano sui testi stampati per correggerli e alle tantissime modifiche che Calvino apportò a “La speculazione edilizia”, all’interno del Fondo si possono trovare tantissime prove del lavoro certosino degli autori sui loro testi, che non si arrestava nemmeno dopo la pubblicazione dell’opera.

“E’ molto interessante vedere la scrittura degli autori; alcuni, come Saba, avevano una grafia meravigliosa, quasi calligrafica, altri invece facciamo più fatica a comprenderli, senza contare che gli inchiostri utilizzati nel passato spesso hanno lasciato sul foglio un alone violaceo che rende difficile la lettura” ha commentato la Professoressa Lavezzi dell’Università di Pavia.

Le correzioni a matita che Saba fece dopo la pubblicazione dell’opera

Grazie alle opere presenti nel fondo, sono state ampliate le bibliografie degli autori, e grazie alle informazioni personali rinvenute nelle missive, sono state portate a galla anche notizie importanti sulle loro vite. All’interno di “Autografo”, rivista pubblicata semestralmente dal centro, si possono scoprire le novità contenute nel Fondo e informazioni sul mondo della letteratura.

 

Nel tempo il Fondo ha acquistato dei volumi, per ampliare la collezione e proteggere le opere, ma ora vive di donazioni, quindi, se un giorno diventerete dei grandi autori, ricordatevi di questa piccola struttura dal grande contenuto. Perché un giorno anche altri studiosi possano emozionarsi toccando testi importanti e leggendo le vostre lettere.

Un esempio di oggetti custoditi nel Fondo Manoscritti: l’upupa e altri ricordi di Eugenio Montale
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