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Una giornata al Book Pride

di Anna Travagliati

Book PrideDue settimane fa, dall’1 al 3 aprile, si è svolta a Milano la seconda edizione di Book Pride, la fiera dell’editoria indipendente promossa dall’ODEI (Osservatorio Degli Editori Indipendenti). La manifestazione ha incontrato un grande successo di pubblico, con più di 30000 visitatori e migliaia di acquisti agli stand, segno che gli italiani sono alla ricerca di nuove letture, diverse da ciò che propongono i grandi marchi nazionali.

La qualità dei libri è assicurata dalle regole dell’ODEI: solo gli editori non a pagamento possono partecipare alla fiera.

Book pride3(1)Parlare di tutti gli stand (quasi 150, il numero delle case editrici partecipanti) sarebbe impossibile, ma si può consultare la lista completa a questo indirizzo: http://www.bookpride.net/espositori/

Si ricorda, però, la Claudiana, casa editrice di ispirazione protestante fondata a Torino nel 1855. Fra le sue collane è presente un progetto davvero interessante: una serie di libri che leggono opere della cultura popolare contemporanea sotto la lente del cristianesimo, con titoli come Il Vangelo secondo Star Wars, Il Vangelo secondo Il piccolo principe, Il Vangelo secondo Stephen King, e molti altri ancora.

Anche la Damocle Edizione si distingue fra le altre: è specializzata nella creazione di libri d’artista e di cultura cuciti a mano.

book-pride4(1)Di grande attualità la proposta di O barra O Edizioni, incentrata sul pensiero culturale, sociale, artistico e politico dell’Oriente e dell’Occidente, nonché sui rapporti fra i due mondi. Da evidenziare il particolare stile, colorato ed essenziale, con cui sono realizzate gran parte delle copertine.

Era presente anche Bookabook, un nuovo progetto che si basa sul crowdfounding, ovvero la raccolta fondi. L’idea della casa editrice è far finanziare i propri libri dal pubblico, attraverso una campagna on-line. A differenza di altre iniziative simili, Bookabook garantisce letture di qualità, in quanto propone solo libri approvati dalla redazione.

Un’autrice di questa nuova casa editrice, Chimera Palmieri, e il suo fondatore, Tomaso Greco, hanno partecipato all’incontro “Si può insegnare a scrivere? Si può imparare a pubblicare?”, tenuto dalla scuola di scrittura creativa Belleville. Qui si è ribadito che il problema dell’editoria italiana è che molti scrivono ma nessuno legge, mentre la lettura è indispensabile per una buona scrittura.

book-pride2(1)Concludendo, Book Pride si è confermata un’ottima occasione per ampliare le proprie biblioteche e conoscere tante case editrici non legate ai grandi gruppi, e quindi libere di proporre progetti diversi e di controtendenza. Il programma di incontri, presentazioni e laboratori si è rivelato denso, vario e interessante, dalla poesia giapponese al popolo dei Rom, dalla differenza sessuale all’eBook.

Se amate i libri e volete conoscere nuovi autori, non mancate al Book Pride del prossimo anno!

Fonti foto: http://www.mitomorrow.it/2016/03/31/book-pride-2016-inaugura-base/

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