{"version":"1.0","provider_name":"il BLOG di EDITORIA","provider_url":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog","author_name":"Studenti","author_url":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/author\/studenti\/","title":"Amici per paura - il BLOG di EDITORIA","type":"rich","width":600,"height":338,"html":"<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"JSPg4nm3IF\"><a href=\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/amici-per-paura\/\">Amici per paura<\/a><\/blockquote><iframe sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" src=\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/amici-per-paura\/embed\/#?secret=JSPg4nm3IF\" width=\"600\" height=\"338\" title=\"&#8220;Amici per paura&#8221; &#8212; il BLOG di EDITORIA\" data-secret=\"JSPg4nm3IF\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\" class=\"wp-embedded-content\"><\/iframe><script>\n\/*! This file is auto-generated *\/\n!function(d,l){\"use strict\";l.querySelector&&d.addEventListener&&\"undefined\"!=typeof URL&&(d.wp=d.wp||{},d.wp.receiveEmbedMessage||(d.wp.receiveEmbedMessage=function(e){var t=e.data;if((t||t.secret||t.message||t.value)&&!\/[^a-zA-Z0-9]\/.test(t.secret)){for(var s,r,n,a=l.querySelectorAll('iframe[data-secret=\"'+t.secret+'\"]'),o=l.querySelectorAll('blockquote[data-secret=\"'+t.secret+'\"]'),c=new RegExp(\"^https?:$\",\"i\"),i=0;i<o.length;i++)o[i].style.display=\"none\";for(i=0;i<a.length;i++)s=a[i],e.source===s.contentWindow&&(s.removeAttribute(\"style\"),\"height\"===t.message?(1e3<(r=parseInt(t.value,10))?r=1e3:~~r<200&&(r=200),s.height=r):\"link\"===t.message&&(r=new URL(s.getAttribute(\"src\")),n=new URL(t.value),c.test(n.protocol))&&n.host===r.host&&l.activeElement===s&&(d.top.location.href=t.value))}},d.addEventListener(\"message\",d.wp.receiveEmbedMessage,!1),l.addEventListener(\"DOMContentLoaded\",function(){for(var e,t,s=l.querySelectorAll(\"iframe.wp-embedded-content\"),r=0;r<s.length;r++)(t=(e=s[r]).getAttribute(\"data-secret\"))||(t=Math.random().toString(36).substring(2,12),e.src+=\"#?secret=\"+t,e.setAttribute(\"data-secret\",t)),e.contentWindow.postMessage({message:\"ready\",secret:t},\"*\")},!1)))}(window,document);\n\/\/# sourceURL=http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-includes\/js\/wp-embed.min.js\n<\/script>\n","thumbnail_url":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Amici-per-paura.jpeg","thumbnail_width":225,"thumbnail_height":300,"description":"\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Chiara Mostini Francesco non pu\u00f2 morire: \u00e8 un bambino e i bambini non muoiono. Di questo \u00e8 profondamente convinto, quando gioca alla guerra col suo amico Domenico, lanciando palline di carta da un balcone all\u2019altro e muovendo i suoi soldatini incamiciati di nero contro gli inglesi con le braccia alzate. Ne \u00e8 convinto quando ascolta la retorica del Regime &#8211; siamo a Roma nel 1943 &#8211; sventolando dalle spalle del suo pap\u00e0 una bandierina sotto al balcone del Duce. Allo stesso modo \u00e8 fortemente sicuro che Roma non possa essere davvero colpita dalle bombe, nonostante le sirene, il nastro gommato alle finestre e il rifugio sotto il casamento in cui abita, nel quale scende con la famiglia quasi tutte le notti. Francesco sogna questa guerra, perch\u00e9 alla fatidica domanda \u201cCosa vuoi fare da grande\u201d, lui risponde \u201cil fante\u201d. E cos\u00ec \u00e8 per tutta la prima parte della storia, con Francesco che racconta, in una sorta di discorso indiretto libero, del pap\u00e0 che lavora al Ministero e ci va in bicicletta, del signor Mario, comunista, anche se \u00e8 meglio non dirlo troppo forte, e del Portinaio, fascista convinto. Racconta del nonno, che si rifiuta di scendere nel rifugio al suono delle sirene, della nonna morta per le bombe, ma non a causa di esse. E ancora, di Domenico, dei film dell\u2019Istituto Luce visti col pap\u00e0, della sorellina Cristina, pi\u00f9 piccola e ingenua di lui, e della mamma, che vive in preoccupazione perenne. Se mi aspettavo che \u201cAmici per paura\u201d fosse una storia di amicizia, effettivamente avevo ragione. Eppure mi immaginavo una vicenda diversa. Il titolo del libro mi aveva \u201cchiamata\u201d, nello scorrere l\u2019elenco dei candidati allo Strega. Cos\u00ec, per tutta la lettura, nella mia mente si sono moltiplicate aspettative e congetture: cosa mi avrebbe davvero raccontato il romanzo? Cosa mi avrebbe lasciato e quando avrei colto in pieno il significato del titolo? All\u2019ultima pagina mi si \u00e8 rivelato, all\u2019improvviso, come esso fosse pienamente pregnante. Parazzoli racconta, alla fine, di come la paura stessa faccia sentire tutti pi\u00f9 vicini bench\u00e9 diversi, provenienti da strade opposte e senza nulla in comune; di come la paura crei legami. Sono \u201camicizie\u201d, a volte di un istante, a volte senza fine; non solo quella di Francesco e Domenico, che in modo ciclico chiude la storia, ma anche quella tra il bambino e il cugino, quando la mamma e i figli si rifugiano a Macerata; e ancora, quella che la mamma stringe, in modo un po\u2019 atipico, con Don Elio, eroe della storia nel suo piccolo; quella del pap\u00e0 con Mario, il comunista dirimpettaio, e quella di Francesco col Signor Anselmo, che gli apre le porte di casa sua e del suo infinito amore per i libri. \u201cCosa voglio fare da grande?\u201d si chiede a quel punto Francesco. \u201cVoglio scrivere libri\u201d \u00e8 la risposta. Ho letto \u201cAmici per paura\u201d tra un treno e l\u2019altro, sulla metro, nei momenti di pausa dallo studio. \u00c8 un libro che scorre, ma non \u00e8 uno di quelli che divori capitolo dopo capitolo: perch\u00e9 il suo messaggio ti arrivi, bisogna concedersi il tempo per ripensare a ci\u00f2 che si \u00e8 letto. \u00c8 un libro che racconta gli orrori della guerra, ma gli orrori non si vedono davvero. E non per questo colpisce di meno, anzi. \u00c8 la guerra vista dagli occhi di un bambino, che la racconta con ingenuit\u00e0 spesso pi\u00f9 lucida di quanto ci si aspetti, con perspicacia e con un\u2019aura fiabesca: quella di chi \u00e8 convinto di essere immortale."}