{"version":"1.0","provider_name":"il BLOG di EDITORIA","provider_url":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog","author_name":"Studenti","author_url":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/author\/studenti\/","title":"Mappare la realt\u00e0. Angelo Zinna e l\u2019editoria turistica - il BLOG di EDITORIA","type":"rich","width":600,"height":338,"html":"<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"3XfxXlBXVv\"><a href=\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/mappare-la-realta-angelo-zinna-e-leditoria-turistica\/\">Mappare la realt\u00e0. Angelo Zinna e l\u2019editoria turistica<\/a><\/blockquote><iframe sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" src=\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/mappare-la-realta-angelo-zinna-e-leditoria-turistica\/embed\/#?secret=3XfxXlBXVv\" width=\"600\" height=\"338\" title=\"&#8220;Mappare la realt\u00e0. 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This file is auto-generated *\/\n!function(d,l){\"use strict\";l.querySelector&&d.addEventListener&&\"undefined\"!=typeof URL&&(d.wp=d.wp||{},d.wp.receiveEmbedMessage||(d.wp.receiveEmbedMessage=function(e){var t=e.data;if((t||t.secret||t.message||t.value)&&!\/[^a-zA-Z0-9]\/.test(t.secret)){for(var s,r,n,a=l.querySelectorAll('iframe[data-secret=\"'+t.secret+'\"]'),o=l.querySelectorAll('blockquote[data-secret=\"'+t.secret+'\"]'),c=new RegExp(\"^https?:$\",\"i\"),i=0;i<o.length;i++)o[i].style.display=\"none\";for(i=0;i<a.length;i++)s=a[i],e.source===s.contentWindow&&(s.removeAttribute(\"style\"),\"height\"===t.message?(1e3<(r=parseInt(t.value,10))?r=1e3:~~r<200&&(r=200),s.height=r):\"link\"===t.message&&(r=new URL(s.getAttribute(\"src\")),n=new URL(t.value),c.test(n.protocol))&&n.host===r.host&&l.activeElement===s&&(d.top.location.href=t.value))}},d.addEventListener(\"message\",d.wp.receiveEmbedMessage,!1),l.addEventListener(\"DOMContentLoaded\",function(){for(var e,t,s=l.querySelectorAll(\"iframe.wp-embedded-content\"),r=0;r<s.length;r++)(t=(e=s[r]).getAttribute(\"data-secret\"))||(t=Math.random().toString(36).substring(2,12),e.src+=\"#?secret=\"+t,e.setAttribute(\"data-secret\",t)),e.contentWindow.postMessage({message:\"ready\",secret:t},\"*\")},!1)))}(window,document);\n\/\/# sourceURL=http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-includes\/js\/wp-embed.min.js\n<\/script>\n","thumbnail_url":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Immagine-2026-04-15-135918.jpg","thumbnail_width":666,"thumbnail_height":672,"description":"Scrittore, giornalista, fotografo e autore di guide di viaggio, Angelo Zinna ha trasformato anni di nomadismo tra tre continenti in una professione editoriale. Dopo l\u2019esordio con Un altro bicchiere di Arak (Villaggio Maori Edizioni 2016), cronaca di un viaggio in solitaria sulla Via della Seta, ha consolidato il suo percorso professionale specializzandosi in reportage e contenuti sullo spazio post-sovietico, come i podcast di successo Cemento e Kult. \u00c8 una delle firme di riferimento di Lonely Planet, per cui ha curato e aggiornato numerose guide. Cura inoltre la newsletter Collisioni, dove raccoglie storie e riflessioni dai suoi viaggi. 1. Il tuo percorso unisce giornalismo, scrittura e attivit\u00e0 di blog. Come sei arrivato all\u2019editoria turistica? C\u2019\u00e8 stato un momento preciso in cui hai capito che il viaggio poteva diventare anche un lavoro editoriale? Il mio percorso \u00e8 iniziato con l\u2019autopubblicazione di piccole guide in PDF sulla vita in Australia e Nuova Zelanda, dove mi sono trasferito per alcuni anni, prima di viaggiare in Asia. Sono stati i miei primi tentativi di scrivere una cosa simile a una guida di viaggio. Il salto verso l\u2019editoria professionale \u00e8 avvenuto nel 2016 con l\u2019uscita di Un altro bicchiere di Arak: \u00e8 stato il momento in cui ho iniziato a pensare che la scrittura potesse diventare un lavoro. Successivamente, ho scelto di strutturare la mia formazione iscrivendomi a Lettere a 27 anni. Ho iniziato a costruire un portfolio collaborando con testate internazionali, come \u201cMatador Network\u201d. Su questa rivista ho scritto riguardo a temi specifici che mi interessavano particolarmente (Asia centrale ed ex Unione Sovietica). L\u2019approdo a Lonely Planet \u00e8 avvenuto quando sono tornato in Italia nel 2020. Cercavano un autore per un aggiornamento su Roma. Da l\u00ec \u00e8 iniziata una collaborazione che dura da sei anni, lavorando in lingua inglese su destinazioni come Toscana, Finlandia e Paesi Baltici. 2. Quali sono le fasi di lavorazione di una guida, dalla ricerca sul campo alla pubblicazione? Quale di queste fasi preferisci? L\u2019editore assegna un progetto con un budget, un numero di pagine prestabilito e una scadenza. Il mio lavoro parte dall\u2019incrocio tra spazio e tempo: consulto la mappa per la logistica e la letteratura per comprendere il racconto storico e culturale del luogo. Una volta sul campo, cerco di bilanciare le grandi attrazioni con scoperte impreviste nate dai contatti locali. La guida \u00e8 un progetto vivo: anche dopo la pubblicazione continuo a raccogliere dati per le edizioni successive. All\u2019interno di una realt\u00e0 come Lonely Planet mi interfaccio con i cosiddetti destination editor, che fungono da project manager e, a consegna avvenuta, con i copy editor per la revisione del testo. Vedere una cosa che nasce come un\u2019idea molto astratta e prende forma attraverso il contatto con il territorio, secondo me \u00e8 una cosa molto bella. Quindi direi che mi piace ogni fase della lavorazione di una guida di viaggio. 3. Quali sono le fasi di lavorazione di una guida, dalla ricerca sul campo alla pubblicazione? Quale di queste fasi preferisci? L\u2019editore assegna un progetto con un budget, un numero di pagine prestabilito e una scadenza. Il mio lavoro parte dall\u2019incrocio tra spazio e tempo: consulto la mappa per la logistica e la letteratura per comprendere il racconto storico e culturale del luogo. Una volta sul campo, cerco di bilanciare le grandi attrazioni con scoperte impreviste nate dai contatti locali. La guida \u00e8 un progetto vivo: anche dopo la pubblicazione continuo a raccogliere dati per le edizioni successive. All\u2019interno di una realt\u00e0 come Lonely Planet mi interfaccio con i cosiddetti destination editor, che fungono da project manager e, a consegna avvenuta, con i copy editor per la revisione del testo. Vedere una cosa che nasce come un\u2019idea molto astratta e prende forma attraverso il contatto con il territorio, secondo me \u00e8 una cosa molto bella. Quindi direi che mi piace ogni fase della lavorazione di una guida di viaggio. 4. Come si costruisce l\u2019affidabilit\u00e0 di un contenuto turistico nell\u2019epoca dei social e dei blog? L\u2019editore, e dunque la guida turistica classica, \u00e8 una garanzia di qualit\u00e0? L\u2019affidabilit\u00e0 di una guida deriva dal processo di creazione della guida stessa: il lettore paga per informazioni verificate per mesi o anni da professionisti e filtrate da una casa editrice. Mentre i social vivono di velocit\u00e0 e quantit\u00e0, il libro richiede tempi lunghi che garantiscono maggiore accuratezza, pur con il limite fisico dell\u2019obsolescenza (un ristorante pu\u00f2 chiudere dopo la stampa). Credo comunque che i due mezzi non siano esclusivi, ma complementari. Forse bisogna fare una riflessione in pi\u00f9 sul perch\u00e9 le persone viaggino, dato che i social sono fortemente orientati verso l\u2019aspetto estetico del viaggio. Alcune guide hanno provato a emulare questo approccio tramite prodotti pi\u00f9 visuali, ma c\u2019\u00e8 da chiedersi se non sia un errore. 5. Come si gestisce il problema dell\u2019obsolescenza nelle guide turistiche? Lonely Planet aggiorna le destinazioni principali ogni due anni, un ritmo che solo pochi grandi editori possono sostenere economicamente. Tra la scrittura e l\u2019uscita passa circa un anno: in quella fase cerchiamo di dare priorit\u00e0 a luoghi con un valore storico consolidato, pur inserendo novit\u00e0 per dimostrare la presenza sul territorio. Inoltre, l\u2019ecosistema digitale dell\u2019editore (sito, social, articoli online) supporta il cartaceo con aggiornamenti pi\u00f9 frequenti. 6. Come immagini il futuro dell\u2019editoria turistica? Il cartaceo scomparir\u00e0? Non vedo la scomparsa dei libri a breve. Anzi, noto un ritorno all\u2019analogico come reazione al sovraccarico digitale. La guida cartacea viene acquistata per risparmiare tempo nella ricerca, per il piacere della consultazione o persino come oggetto da collezione. Il vero punto interrogativo riguarda l\u2019intelligenza artificiale: le informazioni standardizzate e di massa possono gi\u00e0 essere gestite meglio dai software. La sfida futura per l\u2019editoria non sar\u00e0 solo il supporto fisico, ma capire come evolver\u00e0 il turismo stesso in un\u2019epoca di forte conformismo dei viaggiatori. di Chiara Ferrara"}