{"version":"1.0","provider_name":"il BLOG di EDITORIA","provider_url":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog","author_name":"Studenti","author_url":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/author\/studenti\/","title":"Dal raccordo al premio Calvino: Valerio Callieri, teorema di un esordio di successo. - il BLOG di EDITORIA","type":"rich","width":600,"height":338,"html":"<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"0aSnWBdgug\"><a href=\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/teorema-dell-incompletezza-recensione\/\">Dal raccordo al premio Calvino: Valerio Callieri, teorema di un esordio di successo.<\/a><\/blockquote><iframe sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" src=\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/teorema-dell-incompletezza-recensione\/embed\/#?secret=0aSnWBdgug\" width=\"600\" height=\"338\" title=\"&#8220;Dal raccordo al premio Calvino: Valerio Callieri, teorema di un esordio di successo.&#8221; &#8212; il BLOG di EDITORIA\" data-secret=\"0aSnWBdgug\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\" class=\"wp-embedded-content\"><\/iframe><script>\n\/*! 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Le cavallette vivono in un grazioso anfratto della mente del loro locatario e occupano la loro giornata tagliando un pratino verde e geometrico che circonda un laghetto \u2013 quintessenza della placidit\u00e0 marina \u2013 attraversato ogni tanto da una leggera brezza; sono talmente solerti nel loro lavoro di promotrici di accidia che riescono addirittura nell\u2019intento di far dimenticare al loro gentile padrone di casa alcuni dettagli sulla morte del padre, ucciso anni prima all\u2019interno del suo bar di Centocelle. A far increspare l\u2019acqua del lago interviene per\u00f2 il ritrovamento di una cornice, sparita dal bar la sera dell\u2019omicidio, sul cui retro qualcuno ha scritto un messaggio in codice: \u201cNon lasciarmi sola, Clelia 1979\u201d. Chi \u00e8 Clelia, si chiede il protagonista, e cosa voleva da suo padre? Interrogativi leciti che poco a poco costringono ad un viaggio a ritroso nella storia, dalla Torino del boom economico e delle lotte sindacali fino ad arrivare al G8 e al massacro della Diaz, passando per gli anni di piombo e l\u2019omicidio Moro. Un filo rosso collega tutti gli eventi significativi della politica italiana dagli anni \u201970 in poi e Callieri riesce a tenderlo con una maestria che rivela uno studio accurato degli avvenimenti citati e una brillantezza artistica che dissimula la complessit\u00e0 della trama. D\u2019altronde non potrebbe essere diversamente, con un parterre di co-protagonisti da far invidia a Irvine Welsh: Elena, Sirio e Luca sembrano la versione nostrana e coatta degli scozzesi Diane, Spud e Sick Boy, con trovate che vanno dalla lotta armata antiborghese allo spaccio di pashmine impregnate di ketamina, e con la stessa determinazione dei loro compari d\u2019oltre manica quando si tratta di buttarsi a capofitto in situazioni quantomeno ambigue. Intorno al pittoresco trio gravita il nostro protagonista, campione di titubanza, inconcludenza e insicurezza patologica: un Alex DeLarge al contrario che non si muoverebbe mai dal Korova Milk Bar se i suoi drughi non lo costringessero ad affrontare i fantasmi che porta con s\u00e9 \u2013 e quello del padre si materializza davvero, raccontando la sua storia attraverso frammenti di ricordi \u2013. Un manipolo di eroi improvvisati che si muove tra le maglie della storia del XX secolo dalla sala di un centro sociale, Il Posto, che \u00e8 al tempo stesso covo per la definizione di strategie di spionaggio e nido al quale fare ritorno dopo una manifestazione in Val di Susa contro la TAV o un rave di tre giorni. Con ironia mai banale e un linguaggio divertente e straniante nella sua improvvisa alternanza di frasi sagaci e battute da osteria \u2013 \u201cDopo che l\u2019ho beccato che stava con un\u2019altra, ha iniziato a spiegarmi come il lavoro alienato dei Grundrisse di Marx e le passioni tristi di Spinoza non erano che l\u2019ineffabile conseguenza di una societ\u00e0 monocorde e monogama.\u201d \u201cSi me chiamavi quer giorno e me dicevi \u2018sta robba venivo pur\u2019io a datte na mano con le pinze dell\u2019officina.\u201d \u2013 Valerio Callieri accompagna il lettore zigzagando tra i vicoli di una Roma periferica ed assolata, teatro di un continuo andirivieni di ricordi e voci che chiedono solo di essere ascoltate. Un romanzo da leggere e su cui riflettere, perch\u00e9 tutti prima o poi dovremo fare i conti con il fatto che &#8220;ogni sistema contiene delle preposizioni vere che non sono dimostrabili all&#8217;interno del sistema stesso&#8221;, e allora non dovremo avere paura."}