{"version":"1.0","provider_name":"il BLOG di EDITORIA","provider_url":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog","author_name":"Studenti","author_url":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/author\/studenti\/","title":"Toni Morrison, una donna per mille voci - il BLOG di EDITORIA","type":"rich","width":600,"height":338,"html":"<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"9dE4gnSkQx\"><a href=\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/toni-morrison-una-donna-mille-voci\/\">Toni Morrison, una donna per mille voci<\/a><\/blockquote><iframe sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" src=\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/toni-morrison-una-donna-mille-voci\/embed\/#?secret=9dE4gnSkQx\" width=\"600\" height=\"338\" title=\"&#8220;Toni Morrison, una donna per mille voci&#8221; &#8212; il BLOG di EDITORIA\" data-secret=\"9dE4gnSkQx\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\" class=\"wp-embedded-content\"><\/iframe><script>\n\/*! This file is auto-generated *\/\n!function(d,l){\"use strict\";l.querySelector&&d.addEventListener&&\"undefined\"!=typeof URL&&(d.wp=d.wp||{},d.wp.receiveEmbedMessage||(d.wp.receiveEmbedMessage=function(e){var t=e.data;if((t||t.secret||t.message||t.value)&&!\/[^a-zA-Z0-9]\/.test(t.secret)){for(var s,r,n,a=l.querySelectorAll('iframe[data-secret=\"'+t.secret+'\"]'),o=l.querySelectorAll('blockquote[data-secret=\"'+t.secret+'\"]'),c=new RegExp(\"^https?:$\",\"i\"),i=0;i<o.length;i++)o[i].style.display=\"none\";for(i=0;i<a.length;i++)s=a[i],e.source===s.contentWindow&&(s.removeAttribute(\"style\"),\"height\"===t.message?(1e3<(r=parseInt(t.value,10))?r=1e3:~~r<200&&(r=200),s.height=r):\"link\"===t.message&&(r=new URL(s.getAttribute(\"src\")),n=new URL(t.value),c.test(n.protocol))&&n.host===r.host&&l.activeElement===s&&(d.top.location.href=t.value))}},d.addEventListener(\"message\",d.wp.receiveEmbedMessage,!1),l.addEventListener(\"DOMContentLoaded\",function(){for(var e,t,s=l.querySelectorAll(\"iframe.wp-embedded-content\"),r=0;r<s.length;r++)(t=(e=s[r]).getAttribute(\"data-secret\"))||(t=Math.random().toString(36).substring(2,12),e.src+=\"#?secret=\"+t,e.setAttribute(\"data-secret\",t)),e.contentWindow.postMessage({message:\"ready\",secret:t},\"*\")},!1)))}(window,document);\n\/\/# sourceURL=http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-includes\/js\/wp-embed.min.js\n<\/script>\n","thumbnail_url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/toni-morrison.jpg","thumbnail_width":1347,"thumbnail_height":758,"description":"It would be my job to publish the voices, the books, the ideas of African Americans. And that would&nbsp;last. Premio Nobel per la letteratura, Toni Morrison \u00e8 stata la prima donna afroamericana a ottenere tale riconoscimento nel 1993. Per tutta una vita, nutre profonda intolleranza per le forme di razzismo intrinseco di cui \u00e8 vittima la sua gente e per il doppio grado di stigma sociale che segna la donna nera: il genere e il colore della pelle. Contro l\u2019immagine di questa come coraggiosa e sicura di s\u00e9, Morrison lotta a grande voce per decostruirne il clich\u00e9. Chloe Ardelia Wofford (poi lo pseudonimo Toni Morrison) nasce a Lorain, Ohio, nel 1931 da una famiglia non molto benestante della classe operaia, ma di sani valori. Da essa eredita un viscerale senso di appartenenza alle proprie radici e grande sensibilit\u00e0 sulla questione dell\u2019identit\u00e0 razziale. Intraprende una formazione umanistica alla Howard University e si specializza in letteratura africano-americana, insegnando inglese per dieci anni in altre realt\u00e0 accademiche. Il suo legame con la parola scritta la accompagna sin dalla culla cos\u00ec visceralmente che non sar\u00e0 mai fine a s\u00e9 stesso. \u00abIf there\u2019s a book that you want to read, but it hasn\u2019t been written yet, then you must write it\u00bb (\u00abSe c&#8217;\u00e8 un libro che vuoi leggere, ma non \u00e8 stato ancora scritto, allora devi scriverlo tu.\u00bb), dichiara la donna che sognava di essere una ballerina come Maria Tallchief e che, dopo l\u2019uscita del primo romanzo, The Bluest Eye (L\u2019occhio pi\u00f9 azzurro, Sperling &amp; Kupfer) nel 1970, realizza che la scrittura non la abbandoner\u00e0 pi\u00f9. Morrison esordisce con una storia di incesto e abuso su minori: la protagonista \u00e8 una bambina afroamericana, Pecola Breedlove, che desidera ardentemente avere gli occhi azzurri per sentirsi bella come le bambine (bianche) che vede in televisione. In questo caso, l\u2019appartenere ad una minoranza etnica non \u00e8 solo sinonimo di alienazione dal mondo Altro, ma \u00e8 anche costruzione ideologica di un canone di bellezza occidentalizzato, a scapito delle infinite sfumature che la fattezza umana pu\u00f2 assumere. Pubblica il romanzo con l\u2019editore statunitense Holt, Rinehart and Winston mentre lavora come senior editor alla Random House (dal 1971 al 1983) dove collabora con scrittori principalmente afro-americani, sconosciuti fino ad allora nel panorama letterario. Alcuni nomi: Toni Cade Bambara, Gayl Jones, Andrew Young; cura l\u2019autobiografia dell\u2019attivista Angela Davis e del massimo campione di pugilato, Muhammad Ali. L\u2019esperienza della scrittrice come editor deriva dal sentimento di urgenza nel portare al grande pubblico storie di resistenza dimenticate e dar voce a coloro che il mercato ignorava. Se alcuni editori intimano questi autori a modulare la propria lingua e il linguaggio per una ricettivit\u00e0 ad ampio raggio, la Morrison li incita invece a conservare quell\u2019identit\u00e0 linguistica vernacolare che, allora pi\u00f9 che mai, necessitava di essere ascoltata nella sua originalit\u00e0. Il progetto editoriale che le \u00e8 costato maggiori fatiche e tempo \u00e8 stata la curatela dell\u2019antologia The Black Book uscita nel 1974. Il testo racchiude in forma di collage trecento anni di storia e folklore afro-americani: testimonianze fotografiche, testi di canzoni, pezzi di giornale, formule per rituali voodoo, interpretazioni di sogni e altro. Oltre un anno e mezzo di ricerca e sviluppo del progetto, eppure di Toni Morrison neanche una menzione. Nell\u2019intervista del New York Times, spiega: \u00abThe Black Book is unconventional history told from the point of view of everyday people. With the whole world as its couch and white \u00a0America as its pillow, it dreams of colored people. It is indeed an excellent dream\u00bb. \u00c8 indubbio che dal suo ingresso in editoria, Toni Morrison sia stata promotrice di una rivoluzione culturale e razziale a partire da un oggetto cos\u00ec semplice, il libro. Tuttavia, i numeri non sono rassicuranti: Dan Sinykin nota che in quasi cinquant\u2019anni (dal 1971 al 2018) la prevalenza di autori caucasici pubblicati dalle grandi case editrici, rispetto ad autori di diversa etnia, era scesa solo del 5%. Nonostante questo, la consapevolezza editoriale e la disillusione di Toni non le fanno da ostacolo nel gridare ancora pi\u00f9 forte l\u2019importanza della comunit\u00e0 e della scrittura: Anche se forse non ci sono molti negozi che vendono libri di autori neri\u2026 e anche se potrebbero non esserci molte librerie afroamericane, anche se forse non ci sono molti luoghi dove gli editor possono ottenere recensioni sui loro libri, anche se non ci sono molti spazi in televisione, alla radio e cos\u00ec via che ci diano l\u2019opportunit\u00e0 di distribuire o pubblicizzare i nostri libri, c\u2019\u00e8 un\u2019altra cosa, e quella cosa c\u2019\u00e8 sempre stata. Siamo noi! Siamo tutto ci\u00f2 che abbiamo! Questa comunit\u00e0, unita dalla fede nella singolarit\u00e0 letteraria, artistica e linguistica della cultura Black, avrebbe dovuto lavorare insieme per superare le barriere imposte da un sistema tradizionalmente escludente. In un clima storico di disgregazione dell\u2019identit\u00e0 collettiva causato dall\u2019indebolimento dei legami sociopolitici della comunit\u00e0 nera, Morrison mantiene salda la convinzione che le persone afroamericane siano tutto ci\u00f2 di cui hanno bisogno per affermarsi: una forza autonoma, capace di resistere e di creare valore attraverso la propria cultura, la propria lingua e la propria voce. Sabrina Riccardi Tra le altre opere di Toni Morrison: Sula (1973) Song of Solomon (1977). Vince il&nbsp;National Book Critics Circle Award&nbsp;e il&nbsp;Premio Janet Heidinger Kafka. Tar Baby (1981) Beloved (1987) vincitore del Premio Pulitzer e American Book Awards"}