{"id":169,"date":"2012-03-16T22:53:50","date_gmt":"2012-03-16T22:53:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/?p=169"},"modified":"2012-03-16T22:53:50","modified_gmt":"2012-03-16T22:53:50","slug":"recensione-de-qil-piacereq-di-gabriele-dannunzio","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/recensione-de-qil-piacereq-di-gabriele-dannunzio\/","title":{"rendered":"Recensione de &#8220;Il piacere&#8221; di Gabriele D&#8217;Annunzio"},"content":{"rendered":"<p>\u201cBisogna <em>fare<\/em> la propria vita, come si fa un&#8217;opera d&#8217;arte\u201d \u00e8 uno degli insegnamenti che il padre di Andrea Sperelli, protagonista de <em>Il piacere<\/em> di Gabriele D&#8217;Annunzio (Mondadori 2004, pp. 342, \u20ac 8), avrebbe lasciato al figlio, il quale fa di tutto per metterlo in pratica, fino a renderlo la vera chiave della propria esistenza, nonch\u00e9 il motto di un&#8217;intera stagione culturale.<br \/>\nAttraverso le vicende narrate dall&#8217;autore, si viene infatti riportati nel mondo della Roma aristocratica di fine &#8216;800 (la prima edizione del libro \u00e8 del 1889). Un mondo chiuso in se stesso, ostinatamente superbo e fiero di s\u00e9, lontano dalla borghesia e privo di valori solidi e quindi destinato all&#8217;autodistruzione.<br \/>\nAndrea Sperelli, nei\u00a0cui tratti non \u00e8 difficile scorgere numerosi richiami all&#8217;autore e alla sua biografia, \u00e8 il perfetto modello del nobile decadente, dedito al culto di ogni forma di bellezza e vanit\u00e0; un esteta sulla stessa linea del Des Esseintes di Huysmans e del Dorian Gray di Wilde.<br \/>\nD&#8217;Annunzio, con stile magniloquente e sapientemente ricercato, descrive ogni gesto, ogni oggetto, ogni sensazione provata dal protagonista come dettagli non secondari di un&#8217;esistenza in continua tensione verso la perfezione, vissuta nell&#8217;incessante tentativo di appagare ogni desiderio e ogni piacere.<br \/>\nAnche la parola scritta sembra quindi smettere la semplice funzione di mezzo comunicativo e diventa elemento integrante di questa ricerca estetica. Le descrizioni degli ambienti, della natura, dei colori e dei profumi, su cui D&#8217;Annunzio si sofferma puntualmente, ne sono la prova pi\u00f9 evidente, cos\u00ec come le numerose e travagliate vicende amorose di Sperelli, lontane dall&#8217;essere guidate da reali sentimenti, offrono la visione di un&#8217;esistenza vuota, condotta al solo scopo di soddisfare i sensi, e saranno per il giovane la vera causa dello sgretolarsi di ogni sogno.<br \/>\nE non \u00e8 perci\u00f2 un caso che sin dalla frase d&#8217;inizio del romanzo, \u201cL&#8217;anno moriva, assai dolcemente\u201d, entrata ormai nella memoria collettiva, si percepisca subito l&#8217;idea di una fine. Non per\u00f2 repentina, ma una lenta, quasi impercettibile, nobile decadenza.<br \/>\nTutti questi elementi fanno de <em>Il piacere<\/em> il miglior risultato della produzione dannunziana pi\u00f9 strettamente legata alla fase edonistica.<\/p>\n<div style=\"text-align: right;\">\n<p align=\"right\">Roberto Pancani<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cBisogna fare la propria vita, come si fa un&#8217;opera d&#8217;arte\u201d \u00e8 uno degli insegnamenti che il padre di Andrea Sperelli, protagonista de Il piacere di Gabriele D&#8217;Annunzio (Mondadori 2004, pp. 342, \u20ac 8), avrebbe lasciato al figlio, il quale fa di tutto per metterlo in pratica, fino a renderlo la vera chiave della propria esistenza, nonch\u00e9 il motto di un&#8217;intera stagione culturale. Attraverso le vicende narrate dall&#8217;autore, si viene infatti riportati nel mondo della Roma aristocratica di fine &#8216;800 (la prima edizione del libro \u00e8 del 1889). 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