{"id":17,"date":"2010-03-24T15:55:50","date_gmt":"2010-03-24T14:55:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/?p=17"},"modified":"2016-04-11T18:36:18","modified_gmt":"2016-04-11T16:36:18","slug":"qla-morte-non-e-nel-non-poter-comunicare-ma-nel-non-poter-piu-essere-compresiq","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/qla-morte-non-e-nel-non-poter-comunicare-ma-nel-non-poter-piu-essere-compresiq\/","title":{"rendered":"&#8220;La morte non \u00e8 nel non poter comunicare ma nel non poter pi\u00f9 essere compresi&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><!--more-->di Sandra Bardotti<\/p>\n<p>\u00c8 il 2 marzo 2010 quando il senatore Marcello Dell\u2019Utri annuncia in una conferenza stampa di presentazione della Mostra del Libro Antico di Milano di essere venuto in possesso di un dattiloscritto scomparso di Pasolini, che avrebbe dovuto costituire un intero capitolo di Petrolio.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Si tratterebbe del famoso Lampi sull\u2019Eni, appunto 21, a cui Pasolini fa cenno nell\u2019appunto successivo, rimandando il lettore a quel capitolo come se esso fosse gi\u00e0 un testo compiuto: \u201cPer quanto riguarda le imprese antifasciste, ineccepibili e rispettabili, malgrado il misto, della formazione partigiana guidata da Bonocore, ne ho gi\u00e0 fatto cenno nel paragrafo intitolato \u2018Lampi sull\u2019Eni\u2019, e ad esso rimando chi volesse rinfrescarsi la memoria\u201d. Qui le parole di Pasolini sembrano indicare con certezza che quel capitolo era gi\u00e0 stato scritto. La cura filologica di Graziella Chiarcossi e Aurelio Roncaglia, per\u00f2, ignora questa affermazione pasoliniana, classificando l\u2019episodio come se si trattasse di una delle molte lacune presenti nel brogliaccio di Petrolio. Lo stesso accade con Walter Siti e Silvia De Laude, che curano l\u2019edizione Meridiani.<br \/>\nFatto sta che gioved\u00ec 11, giorno dell\u2019inaugurazione della Mostra del Libro Antico, queste pagine non ci sono. \u201cLa persona che me li ha promessi \u00e8 scomparsa\u201d, si giustifica Dell\u2019Utri, che per\u00f2 afferma di avere avuto tra le mani quei fogli per qualche minuto, \u201csperando di poterli leggere con calma dopo\u201d. Poi precisa anche che si tratta di \u201cuna settantina di veline dattiloscritte con qualche appunto a mano\u201d, ma ci\u00f2 che \u00e8 inquietante \u00e8 il fatto che il senatore sembra sapere il titolo esatto di quel capitolo, non Lampi sull\u2019Eni, bens\u00ec \u201cpi\u00f9 esattamente Lampi su Eni\u201d.<br \/>\nPer il resto, la mostra che rende omaggio a Pasolini a trentacinque anni dalla morte, Immagini corsare: ritratti e libri di Pier Paolo Pasolini, organizzata da Alessandro Noceti, raccoglie prime edizioni pasoliniane e fotografie originali del poeta sul set dei suoi film o per le strade di Roma in compagnia di attori e amici. Un allestimento tutto sommato mediocre, se non fosse per l\u2019indubbio valore letterario delle prime edizioni friulane dell\u2019Academiuta e dei due volumi introvabili su Cefis. Il primo di quest\u2019ultimi \u00e8 Chi \u00e8 Cefis? L\u2019altra faccia dell\u2019onorato presidente, firmato con lo pseudonimo Giorgio Steimetz e pubblicato nel 1972 dall\u2019Ami, fatto subito sparire dalla circolazione. Sappiamo che Pasolini possedeva una copia fotocopiata del pamphlet, dalla quale attinse le notizie sulla scalata di Cefis al vertice dell\u2019Eni, quasi parafrasandole in Petrolio. L\u2019altro volume \u00e8 L\u2019uragano Cefis di un certo Fabrizio De Masi, pubblicato sotto la sigla editoriale EGR e privo di data.<br \/>\nA quanto pare entrambi i testi sono stati forniti a Dell\u2019Utri dalla stessa persona che aveva offerto il fantomatico capitolo di Petrolio.<br \/>\nTutto l\u2019evento si \u00e8 risolto dunque in una bolla di sapone, che forse ha avuto il merito di risvegliare l\u2019attenzione sulla possibilit\u00e0 di riaprire le indagini sulla morte di Pasolini. Ma una serie di domande nascono spontanee in chi conosce anche solo minimamente da una parte il \u2018talento\u2019 bibliofilo di Dell\u2019Utri (e ricordiamoci che Dell\u2019Utri \u00e8 colui che alcuni anni fa aveva dichiarato di essere in possesso dei diari di Mussolini, smentito clamorosamente da alcuni studi filologici di Gentile e Travaglini), e dall\u2019altra il progetto di Petrolio. Quale \u00e8 stata la strategia pensata e messa in atto da Dell\u2019Utri? Perch\u00e9 questo annuncio quando ancora non aveva la certezza di possedere il dattiloscritto? E se quest\u2019ultimo fosse stato nelle sue mani, chi \u00e8 la persona che glielo ha dato? Perch\u00e9 se il manoscritto esiste ed \u00e8 scomparso dalla casa romana di Pasolini, esso deve essere in mano a una persona che pu\u00f2 essere accusata di ricettazione, come del resto Dell\u2019Utri stesso, se non denuncia il fatto all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria.<br \/>\nAppena qualche giorno dopo Veltroni porta il caso in Parlamento con un\u2019interpellanza urgente al ministro Bondi: \u201cSe questo capitolo esiste, come \u00e8 arrivato nelle mani di Dell\u2019Utri? Chi lo ha portato via da casa Pasolini, chi lo ha consegnato a mani diverse di quelle della famiglia o dei curatori dell\u2019opera di Pasolini?\u201d, si chiede giustamente Veltroni. Del resto, Petrolio implica non solo una discussione di carattere letterario, ma una riflessione su una parte ancora oscura della storia politica italiana legata alle stragi di stato, sulla quale sarebbe necessario fare finalmente luce. Le morti di De Mauro, Mattei e Pasolini potrebbero essere considerate omicidi eccellenti guidati dai vertici politici italiani implicati con gruppi neofascisti e servizi segreti, come si cerca di ricostruire in Profondo nero. Mattei, De Mauro, Pasolini. Che cosa sapevano? Perch\u00e9 dovevano morire? di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza, edito da Chiarelettere.<br \/>\nBondi risponde di aver gi\u00e0 preso \u201ccontatti diretti\u201d con Dell\u2019Utri per cercare di fare chiarezza sulla questione e il caso sar\u00e0 indagato dai carabinieri. Resta indubbio il fatto che Dell\u2019Utri avrebbe dovuto rivolgersi subito alle autorit\u00e0 giudiziarie.<br \/>\nAnche la famiglia Pasolini si \u00e8 divisa sull\u2019accaduto. La parte della Chiarcossi nega fermamente che vi siano stati furti tra le carte del poeta dopo la morte, e con lei concorda il cugino Naldini. Invece un cugino materno, Guido Mazzon, aveva gi\u00e0 dichiarato a Gianni D\u2019Elia anni fa di aver ricevuto una telefonata da parte della Chiarcossi qualche giorno dopo la morte di Pasolini che accennava al fatto che alcuni ladri erano entrati in casa portandosi via gioielli e alcune carte del poeta. La confusione, dunque, regna anche in casa Pasolini, tra gli eredi e i parenti che forniscono diverse versioni dei fatti.<br \/>\nPetrolio \u00e8 un caso editoriale fin dal 1992, quando esce per i Supercoralli Einaudi con copertina bianca e titolo in rosso, a diciassette anni dalla morte dell\u2019autore.<br \/>\n\u201cHo iniziato un libro che mi impegner\u00e0 per anni, forse per il resto della mia vita. Non voglio parlarne, per\u00f2; basti sapere che \u00e8 una specie di \u2039summa\u203a di tutte le mie esperienze, di tutte le mie memorie\u201d, cos\u00ec Pasolini annunciava il progetto di Petrolio in un\u2019intervista rilasciata a Luisella Re, pubblicata da \u2039\u2039Stampa Sera\u203a\u203a il 10 gennaio 1975. Gi\u00e0 il 26 dicembre 1974, stavolta a \u2039\u2039Il Mondo\u203a\u203a, intervistato da Carlotta Tagliarini, aveva annunciato: \u201cNulla \u00e8 quanto ho fatto da quando sono nato, in confronto all\u2019opera gigantesca che sto portando avanti: un grosso Romanzo di 2000 pagine. Sono arrivato a pagina 600, e non le dico di pi\u00f9 per non compromettermi\u201d.<br \/>\nQuando Graziella Chiarcossi decise di aprire la cartella del manoscritto, dopo la morte di Pasolini, i fogli riempiti erano 522, poco pi\u00f9 di un quarto di quello che era il progetto alla fine del 1974. \u201cMi ricordo, a proposito di Petrolio, che era molto fiero della consistenza dei fogli. Faceva vedere agli amici quanto aveva scritto, ma a nessuno lo aveva dato da leggere: era molto geloso. Quando nel \u201974 mi diede il manoscritto da fotocopiare si raccomand\u00f2 con un sorriso di scusa di fare la fotocopia senza leggere\u2026\u201d, dichiara la nipote dello scrittore nel 1992, all\u2019uscita del romanzo, intervistata da Paolo Mauri per \u2039\u2039La Repubblica\u203a\u203a. Sembrerebbe dunque che vi siano dei fogli mancanti all\u2019appello, se a fine 1974 Pasolini dichiara di essere a quota 600 pagine, tenendo conto anche del fatto che nel 1975 egli abbia portato avanti il suo progetto.\u201cHo fatto un po&#8217; di calcoli. Visto che la decisione spettava a me e che Pier Paolo non mi aveva mai detto n\u00e9 brucialo n\u00e9 pubblicalo cos\u00ec com&#8217; \u00e8, con un virgola lasciata a met\u00e0, ho deciso di farlo prima di diventare troppo vecchia e di non poterci pi\u00f9 lavorare con tutti gli strumenti del caso\u201d: cos\u00ec Graziella Chiarcossi giustifica la lunga attesa, a cui segu\u00ec la decisione di dare alle stampe il manoscritto. Una Nota filologica, curata da Aurelio Roncaglia, era pi\u00f9 che mai necessaria, nel caso di un testo magmatico e incompiuto come Petrolio, e fu inserita come postfazione gi\u00e0 nella prima edizione.<br \/>\nNel 2006 esce una nuova edizione, a cura di S. De Laude, stavolta per gli Oscar Mondadori, con copertina tutta nera. Nero petrolio. Dal punto di vista filologico vi sono degli approfondimenti nello studio delle carte e delle fonti pasoliniane, ma la lacuna dell\u2019appunto 21 rimane anche qui inesplicata.<br \/>\nQuello che vien fuori da questa faccenda \u00e8 che una nuova edizione critica di Petrolio appare sempre pi\u00f9 necessaria, a tanti anni di distanza dalla morte del suo autore. Lo stato frammentario, il magma costitutivo di questa opera, infatti, pone ancora oggi domande cruciali sullo stato della letteratura contemporanea. La struttura stessa di Petrolio, la sua riflessivit\u00e0 totale, che mostra l\u2019opera nel suo farsi, attraverso un principio compositivo che riflette continuamente su se stesso, \u00e8 il punto su cui il dibattito tra gli studiosi \u00e8 ancora aperto. Anche senza queste pagine di cui si sta parlando tanto in questi giorni, l\u2019attualit\u00e0 di Petrolio \u00e8 sconvolgente, all\u2019interno dei canoni letterari di fine Novecento.<br \/>\nSenza dubbio, per\u00f2, questa opera non voleva essere un semplice romanzo, n\u00e9 un semplice discorso sulla letteratura e le sue possibilit\u00e0. Petrolio mette in scena un pezzo di storia italiana importante, ancora non del tutto chiara, letta con gli occhi di un autore che si \u00e8 posto come voce civile dell\u2019Italia. Vale la pena rileggere quelle parole che tanto scandalizzarono la scena culturale italiana nel 1974: \u201cIo so. Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato \u2018golpe\u2019 (e che in realt\u00e0 \u00e8 una serie di \u2018golpe\u2019 istituitasi a sistema di protezione del potere). Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969. Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974. Io so i nomi del \u2018vertice\u2019 che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di \u2018golpe\u2019, sia i neo-fascisti autori materiali delle prime stragi, sia infine, gli \u2018ignoti\u2019 autori materiali delle stragi pi\u00f9 recenti. Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi, opposte, fasi della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969) e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974). Io so i nomi del gruppo di potenti, che, con l&#8217;aiuto della Cia (e in second&#8217;ordine dei colonnelli greci della mafia), hanno prima creato (del resto miseramente fallendo) una crociata anticomunista, a tamponare il &#8217;68, e in seguito, sempre con l&#8217;aiuto e per ispirazione della Cia, si sono ricostituiti una verginit\u00e0 antifascista, a tamponare il disastro del \u2018referendum\u2019. Io so i nomi di coloro che, tra una Messa e l&#8217;altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali (per tenere in piedi, di riserva, l&#8217;organizzazione di un potenziale colpo di Stato), a giovani neo-fascisti, anzi neo-nazisti (per creare in concreto la tensione anticomunista) e infine criminali comuni, fino a questo momento, e forse per sempre, senza nome (per creare la successiva tensione antifascista). Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro a dei personaggi comici come quel generale della Forestale che operava, alquanto operettisticamente, a Citt\u00e0 Ducale (mentre i boschi italiani bruciavano), o a dei personaggio grigi e puramente organizzativi come il generale Miceli. Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro ai tragici ragazzi che hanno scelto le suicide atrocit\u00e0 fasciste e ai malfattori comuni, siciliani o no, che si sono messi a disposizione, come killer e sicari. Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli. Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi. Io so perch\u00e9 sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ci\u00f2 che succede, di conoscere tutto ci\u00f2 che se ne scrive, di immaginare tutto ci\u00f2 che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica l\u00e0 dove sembrano regnare l&#8217;arbitrariet\u00e0, la follia e il mistero. Tutto ci\u00f2 fa parte del mio mestiere e dell&#8217;istinto del mio mestiere. Credo che sia difficile che il mio \u2018progetto di romanzo\u2019, sia sbagliato, che non abbia cio\u00e8 attinenza con la realt\u00e0, e che i suoi riferimenti a fatti e persone reali siano inesatti. Credo inoltre che molti altri intellettuali e romanzieri sappiano ci\u00f2 che so io in quanto intellettuale e romanziere. Perch\u00e9 la ricostruzione della verit\u00e0 a proposito di ci\u00f2 che \u00e8 successo in Italia dopo il &#8217;68 non \u00e8 poi cos\u00ec difficile\u201d.<br \/>\nPasolini era un intellettuale scomodo a tanta parte politica del paese, perch\u00e9 non si limitava a mettere in luce dei problemi, ma aveva il coraggio di lanciare accuse precise. Qualunque cosa Pasolini sapesse dei giochi di potere e delle trame oscure della politica italiana, non avrebbe avuto paura a denunciarli, e Petrolio avrebbe dovuto contenere una esplicita ricostruzione della torbida scalata di Cefis al vertice dell\u2019Eni. La sua coscienza etica e civile, programmaticamente dimenticata e ostacolata, \u00e8 un manifesto di cultura che sarebbe fondamentale riscoprire oggi. Per questo motivo un appello alla riapertura delle indagini sulla sua morte dovrebbe provenire proprio da noi giovani, dalla nostra volont\u00e0 di capire e di non mettere a tacere l\u2019intelligenza intellettuale e la ricerca della verit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":31,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[90,91,92,88,89],"class_list":["post-17","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-recensioni","tag-dellutri","tag-libro-antico","tag-milano","tag-pasolini","tag-petrolio"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.1.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>&quot;La morte non \u00e8 nel non poter comunicare ma nel non poter pi\u00f9 essere compresi&quot; - il BLOG di EDITORIA<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/qla-morte-non-e-nel-non-poter-comunicare-ma-nel-non-poter-piu-essere-compresiq\/\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"&quot;La morte non \u00e8 nel non poter comunicare ma nel non poter pi\u00f9 essere compresi&quot; - 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