{"id":2786,"date":"2018-03-21T10:30:13","date_gmt":"2018-03-21T09:30:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/?p=2786"},"modified":"2020-06-26T10:22:37","modified_gmt":"2020-06-26T08:22:37","slug":"tempo-di-fiere-tempo-di-book-pride-intervista-a-giorgio-vasta","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/tempo-di-fiere-tempo-di-book-pride-intervista-a-giorgio-vasta\/","title":{"rendered":"Tempo di fiere, tempo di Book Pride: intervista a Giorgio Vasta"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>\u00abL\u2019organizzazione di una fiera come Book Pride \u00e8 per\u00f2 soprattutto un discorso. Un discorso degli umani agli umani. Dei viventi ai viventi\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>La quarta edizione della\u00a0fiera nazionale dell&#8217;editoria indipendente <a href=\"http:\/\/bookpride.net\/site\/\"><strong>Book pride<\/strong><\/a>, organizzata da <strong>Odei<\/strong> (Osservatorio degli editori indipendenti) dal 23 al 25 marzo a Milano (negli spazi di Base, ex Ansaldo) a ingresso gratuito, per la prima volta ha affidato la direzione creativa allo scrittore\u00a0<strong>Giorgio Vasta<\/strong> al quale abbiamo deciso di fare alcune domande.<\/p>\n<p><strong>Come stai affrontando questo compito?<\/strong><\/p>\n<p>Sapevamo di poter affrontare un altro modo di intendere la fiera, per questo abbiamo deciso di dialogare con tutte le case editrici mettendoci a loro disposizione per ragionare sui singoli incontri. Abbiamo indicato il tema, lo abbiamo descritto suddividendolo in sottotemi che sono come dei cesti, contenitori con l\u2019obiettivo di intercettare le loro proposte, abbiamo ragionato sul taglio degli incontri e sui moderatori. Questa moltiplicazione di dialogo, questa discussione fitta con le case editrici oltre ad aver contribuito a dare forma al programma, ha messo ognuno di noi nella condizione di comprendere meglio che cosa \u00e8 book pride e che cosa pu\u00f2 essere una fiera, un progetto in cui la proposta culturale non \u00e8 inerziale, ma qualcosa in cui ci sia <strong>un\u2019idea di mondo, di editoria, un\u2019invenzione di senso da provare a condividere<\/strong>,<strong>\u00a0<\/strong>sapendo che questa condivisione riguarda qualcosa di labile, vulnerabile.<strong>\u00a0<\/strong>Si prova a dare forma a un disegno che si consuma in qualche giorno, ma tutta la fatica che serve a tracciare quel disegno pi\u00f9 che utile \u00e8 indispensabile: se una manifestazione rinuncia a suggerire un\u2019idea di mondo spreca una occasione e si limita a fare un \u201cincontrificio\u201d.<\/p>\n<p><strong>Parliamo della mappa dei luoghi di questa fiera che si terr\u00e0 a Milano e a Genova. Molto importante \u00e8 il dialogo con il <a href=\"http:\/\/www.salonelibro.it\/it\/salone-2018\/i-progetti-tematici.html\">Salone di Torino<\/a> e l\u2019organizzazione degli spazi degli studenti della Naba (Nuova Accademia di Belle Arti) di Milano.<\/strong><\/p>\n<p>Da subito l\u2019idea era quella di costruire, come dicevo, pi\u00f9 dialogo possibile con il gruppo di lavoro, le case editrici e con tutti gli interlocutori che ci \u00e8 sembrato naturale e bello coinvolgere. Con il Salone di Torino, per delle affinit\u00e0 tra me e Nicola Lagioia, per degli sguardi condivisi \u00e8 stato un legame che si \u00e8 creato fin da subito e si concretizza nei tre tavoli: <strong>diritti dei migranti, parit\u00e0 di genere, editoria indipendente<\/strong>. Book pride si svolge a Milano in una zona che \u00e8 quella di Genova-Tortona strettamente legata al design ed era naturale dialogare con l\u2019accademia che attraverso Elvira Vannini lavora sulle strategie di esposizione. L\u2019elaborazione dei progetti che sono stati realizzati dai ragazzi si svilupper\u00e0 in futuro in modo tale che lo spazio della fiera invece di ripetere in modo inerziale sempre se stesso con corridoi, strutture ortogonali, stand di un certo tipo, <strong>provi a reinventare lo spazio pensando che sia portatore di senso<\/strong>. Su Milano il dialogo \u00e8 molteplice e riguarda anche la scuola Mohole e le altre manifestazioni. Genova \u00e8 il luogo in cui gi\u00e0 nel 2017 book pride ha dichiarato di volersi disseminare e sono gi\u00e0 confermate le date di settembre. <strong>So che certamente nel 2019 ci sar\u00e0 una triplicazione della fiera al sud, perch\u00e9 ha profondamente senso che book pride si tenga nel sud<\/strong>. Avere questa cadenza marzo, settembre e una terza sede futura nel sud in estate permette di tenere vivo il dialogo con le case editrici per tutto l\u2019anno.<\/p>\n<p><strong>Quindi un\u2019idea nuova, quasi itinerante di fiera\u2026<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, infatti, c\u2019\u00e8 questo carattere nomade di book pride.<\/p>\n<p><strong>\u00abTutti i viventi\u00bb: ricollegandoci all\u2019invenzione di senso, <a href=\"http:\/\/bookpride.net\/site\/programma\/\">il programma<\/a> si muove intorno a otto sottotemi e ha gi\u00e0 affrontato nelle anteprime il significato di alcune parole come \u00aborgoglio\u00bb e \u00abindipendenza\u00bb. Come \u00e8 nata questa scelta e perch\u00e9?<\/strong><\/p>\n<p>Tutti i viventi \u00e8 una piccolissima frase che ho intercettato leggendo il <a href=\"http:\/\/www.odei.it\/cosa-siamo\/manifesto\/\">manifesto<\/a> pubblicato da <strong>ODEI<\/strong>. Tutti i viventi \u00e8 qualcosa che si osserva sia dalla prospettiva concreta della biologia, sia tutto quello a cui siamo disposti ad attribuire vita. L\u2019immaginazione letteraria anima, ha la capacit\u00e0 di rendere vivo ci\u00f2 che non lo \u00e8 e non pu\u00f2 esserlo. <strong>Per noi i viventi trovano nel libro la loro dimora fisiologica, abbiamo da essere umani inventato il libro per continuare a far esistere il vivente, a moltiplicarlo<\/strong>. I tre personaggi letterari che abbiamo deciso di individuare come emblematici di tutti i viventi sono Pinocchio, Orlando di Virginia Woolf e Frankestein perch\u00e9 sono quasi delle provocazioni all\u2019idea di vivente. I sottotemi sono stati individuati cercando di far esistere le caratteristiche del vivente, la dimensione politica, biopolitica, l\u2019attenzione nei confronti dei corpi, identit\u00e0 di genere, l\u2019invecchiamento dei corpi anche quelli che sono culturalmente dei tab\u00f9. C\u2019\u00e8 l\u2019immaginazione del futuro e il riconoscere il prodursi del futuro nel nostro presente, c\u2019\u00e8 tutto quello che ci fa superare il contingente attraverso il desiderio. Serviva poi avere un sottotema che veicolasse incontri pi\u00f9 tecnici legati all\u2019editoria con la sezione &#8220;strumenti&#8221;.<\/p>\n<p><strong><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-2787\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/DYE3GzJWkAcZDsN-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/DYE3GzJWkAcZDsN-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/DYE3GzJWkAcZDsN-24x18.jpg 24w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/DYE3GzJWkAcZDsN-36x27.jpg 36w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/DYE3GzJWkAcZDsN-48x36.jpg 48w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/DYE3GzJWkAcZDsN.jpg 900w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Che cosa vuol dire conquistarsi e mantenere uno sguardo indipendente?<\/strong><\/p>\n<p>Tu prima facevi riferimento all\u2019<em>orgoglio<\/em> che in una delle anteprime abbiamo deciso di legare alla parola <em>cura<\/em>, perch\u00e9 sono parole sfuggenti e facilmente banalizzabili. L\u2019orgoglio non \u00e8 uno stato d\u2019animo generico \u00e8 direttamente legato alla <strong>quantit\u00e0 e qualit\u00e0 di cura che un editore riesce a dedicare ai libri che pubblica<\/strong>.\u00a0Un discorso analogo vale per la parola indipendenza. Indipendente dentro book pride prima di tutto \u00e8 un fatto oggettivo: possono partecipare quelle case editrici che dal punto di vista economico-finanziario sono indipendenti. Quello di cui mi sono reso conto nel corso degli anni \u00e8 che in realt\u00e0 l\u2019indipendenza di una casa editrice non va individuata alla origine, quando viene fondata, ma va osservata dopo un po\u2019 di tempo. Un editore che \u00e8 culturalmente poco attrezzato comincer\u00e0 ad assecondare il mercato e il mercato chiede di ripetere il gi\u00e0 noto, qualcosa che ha funzionato; un editore pi\u00f9 forte riesce a dialogare con il mercato a viso aperto, ma in coerenza con quello che si \u00e8 fatto fino a quel momento, dipendendo dalla propria indipendenza originaria. Sono successe e succedono con Sellerio, Adelphi, Minimum fax, NN, E\/0 delle cose importantissime, editori che sono davvero orgogliosamente autori di uno sguardo sulle cose, riescono a entrare in relazione con il mercato in modo tale che non li pu\u00f2 ignorare e impongono il proprio discorso.<\/p>\n<p><strong>Su La Repubblica si trova una domanda fatta proprio a Nicola Lagioia: \u00abTempo di Libri, pochi giorni prima di Book Pride lo dannegger\u00e0?\u00bb. Sono curiosa di ascoltare la tua risposta\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Rispetto a quello che accadr\u00e0 non lo sappiamo, \u00e8 chiaro che il discorso andrebbe spinto guardando due aspetti: se nella stessa citt\u00e0 nella quale da alcuni anni si tiene una fiera nella seconda met\u00e0 di marzo viene a collocarsi un\u2019altra fiera incommensurabile come dimensioni, forza economica e capacit\u00e0 di comunicazione e si viene a collocare due settimane prima di quella che c\u2019\u00e8 gi\u00e0 da diversi anni e che ha gi\u00e0 comunicato le proprie date, questo non \u00e8 un fatto neutrale, \u00e8 un fatto che determina delle conseguenze. Da un lato c\u2019\u00e8 un problema (vediamo se si creer\u00e0 o meno) che riguarda la disponibilit\u00e0 del pubblico a rinnovare attenzione, curiosit\u00e0 e presenza nel giro di due settimane nei confronti di qualcosa che all\u2019apparenza \u00e8 uguale perch\u00e9 sono i libri, ma nel concreto sono due cose diverse. Non necessariamente questa differenza viene subito riconosciuta perch\u00e9 il lettore pi\u00f9 attento e consapevole distingue una libreria di catena da una indipendente, un grande editore da uno indipendente, ma ogni fiera vuole dialogare con pi\u00f9 persone possibili, con tutto il pubblico che pu\u00f2 essere interessato a ragionare di libri.<\/p>\n<p><strong>L\u2019altra questione?<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;altra questione ha a che fare con le case editrici: alcune hanno dovuto decidere se andare da una parte o dall\u2019altra. Non occorrono dati, basta scorrere l\u2019elenco dei partecipanti per rendersi conto che <strong>tutta la cultura editoriale che \u00e8 diventata significativa e importante negli ultimi vent&#8217;anni \u00e8 a book pride<\/strong>, \u00e8 una pura e semplice constatazione. Chi ha ripensato l\u2019editoria riattraversandola e anche di recente reinventandola, sono tutte case editrici che decidono di proporre la propria cultura editoriale all\u2019interno di book pride. Tutti si sarebbe stati pi\u00f9 contenti se gli editori, soprattutto quelli non milanesi, ai quali costa pi\u00f9 fatica e denaro valutare di partecipare a due fiere, non si fossero trovati davanti a questa situazione. Visti i risultati numerici di Tempo di Libri, do per scontato che sia un assetto immodificabile: legittimo che dopo la prima edizione decida di cambiare luogo e periodo, forse si potevano valutare ancora delle ipotesi. Se book pride andr\u00e0 un giorno in un luogo in cui si tiene gi\u00e0 una fiera che ha caratteristiche analoghe, non si andr\u00e0 a collocare due settimane prima, non ci verrebbe mai in mente di creare una situazione che pu\u00f2 causare difficolt\u00e0 a chi \u00e8 gi\u00e0 l\u00ec e sta cercando di fare un determinato tipo di lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><strong>di Silvana Farina<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abL\u2019organizzazione di una fiera come Book Pride \u00e8 per\u00f2 soprattutto un discorso. Un discorso degli umani agli umani. Dei viventi ai viventi\u00bb La quarta edizione della\u00a0fiera nazionale dell&#8217;editoria indipendente Book pride, organizzata da Odei (Osservatorio degli editori indipendenti) dal 23 al 25 marzo a Milano (negli spazi di Base, ex Ansaldo) a ingresso gratuito, per la prima volta ha affidato la direzione creativa allo scrittore\u00a0Giorgio Vasta al quale abbiamo deciso di fare alcune domande. Come stai affrontando questo compito? Sapevamo di poter affrontare un altro modo di intendere la fiera, per questo abbiamo deciso di dialogare con tutte le case editrici mettendoci a loro disposizione per ragionare sui singoli incontri. Abbiamo indicato il tema, lo abbiamo descritto suddividendolo in sottotemi che sono come dei cesti, contenitori con l\u2019obiettivo di intercettare le loro proposte, abbiamo ragionato sul taglio degli incontri e sui moderatori. Questa moltiplicazione di dialogo, questa discussione fitta con le case editrici oltre ad aver contribuito a dare forma al programma, ha messo ognuno di noi nella condizione di comprendere meglio che cosa \u00e8 book pride e che cosa pu\u00f2 essere una fiera, un progetto in cui la proposta culturale non \u00e8 inerziale, ma qualcosa in cui ci sia un\u2019idea di mondo, di editoria, un\u2019invenzione di senso da provare a condividere,\u00a0sapendo che questa condivisione riguarda qualcosa di labile, vulnerabile.\u00a0Si prova a dare forma a un disegno che si consuma in qualche giorno, ma tutta la fatica che serve a tracciare quel disegno pi\u00f9 che utile \u00e8 indispensabile: se una manifestazione rinuncia a suggerire un\u2019idea di mondo spreca una occasione e si limita a fare un \u201cincontrificio\u201d. Parliamo della mappa dei luoghi di questa fiera che si terr\u00e0 a Milano e a Genova. Molto importante \u00e8 il dialogo con il Salone di Torino e l\u2019organizzazione degli spazi degli studenti della Naba (Nuova Accademia di Belle Arti) di Milano. Da subito l\u2019idea era quella di costruire, come dicevo, pi\u00f9 dialogo possibile con il gruppo di lavoro, le case editrici e con tutti gli interlocutori che ci \u00e8 sembrato naturale e bello coinvolgere. Con il Salone di Torino, per delle affinit\u00e0 tra me e Nicola Lagioia, per degli sguardi condivisi \u00e8 stato un legame che si \u00e8 creato fin da subito e si concretizza nei tre tavoli: diritti dei migranti, parit\u00e0 di genere, editoria indipendente. Book pride si svolge a Milano in una zona che \u00e8 quella di Genova-Tortona strettamente legata al design ed era naturale dialogare con l\u2019accademia che attraverso Elvira Vannini lavora sulle strategie di esposizione. L\u2019elaborazione dei progetti che sono stati realizzati dai ragazzi si svilupper\u00e0 in futuro in modo tale che lo spazio della fiera invece di ripetere in modo inerziale sempre se stesso con corridoi, strutture ortogonali, stand di un certo tipo, provi a reinventare lo spazio pensando che sia portatore di senso. Su Milano il dialogo \u00e8 molteplice e riguarda anche la scuola Mohole e le altre manifestazioni. Genova \u00e8 il luogo in cui gi\u00e0 nel 2017 book pride ha dichiarato di volersi disseminare e sono gi\u00e0 confermate le date di settembre. So che certamente nel 2019 ci sar\u00e0 una triplicazione della fiera al sud, perch\u00e9 ha profondamente senso che book pride si tenga nel sud. Avere questa cadenza marzo, settembre e una terza sede futura nel sud in estate permette di tenere vivo il dialogo con le case editrici per tutto l\u2019anno. 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Tu prima facevi riferimento all\u2019orgoglio che in una delle anteprime abbiamo deciso di legare alla parola cura, perch\u00e9 sono parole sfuggenti e facilmente banalizzabili. L\u2019orgoglio non \u00e8 uno stato d\u2019animo generico \u00e8 direttamente legato alla quantit\u00e0 e qualit\u00e0 di cura che un editore riesce a dedicare ai libri che pubblica.\u00a0Un discorso analogo vale per la parola indipendenza. Indipendente dentro book pride prima di tutto \u00e8 un fatto oggettivo: possono partecipare quelle case editrici che dal punto di vista economico-finanziario sono indipendenti. Quello di cui mi sono reso conto nel corso degli anni \u00e8 che in realt\u00e0 l\u2019indipendenza di una casa editrice non va individuata alla origine, quando viene fondata, ma va osservata dopo un po\u2019 di tempo. Un editore che \u00e8 culturalmente poco attrezzato comincer\u00e0 ad assecondare il mercato e il mercato chiede di ripetere il gi\u00e0 noto, qualcosa che ha funzionato; un editore pi\u00f9 forte riesce a dialogare con il mercato a viso aperto, ma in coerenza con quello che si \u00e8 fatto fino a quel momento, dipendendo dalla propria indipendenza originaria. Sono successe e succedono con Sellerio, Adelphi, Minimum fax, NN, E\/0 delle cose importantissime, editori che sono davvero orgogliosamente autori di uno sguardo sulle cose, riescono a entrare in relazione con il mercato in modo tale che non li pu\u00f2 ignorare e impongono il proprio discorso. Su La Repubblica si trova una domanda fatta proprio a Nicola Lagioia: \u00abTempo di Libri, pochi giorni prima di Book Pride lo dannegger\u00e0?\u00bb. Sono curiosa di ascoltare la tua risposta\u2026 Rispetto a quello che accadr\u00e0 non lo sappiamo, \u00e8 chiaro che il discorso andrebbe spinto guardando due aspetti: se nella stessa citt\u00e0 nella quale da alcuni anni si tiene una fiera nella seconda met\u00e0 di marzo viene a collocarsi un\u2019altra fiera incommensurabile come dimensioni, forza economica e capacit\u00e0 di comunicazione e si viene a collocare due settimane prima di quella che c\u2019\u00e8 gi\u00e0 da diversi anni e che ha gi\u00e0 comunicato le proprie date, questo non \u00e8 un fatto neutrale, \u00e8 un fatto che determina delle conseguenze. Da un lato c\u2019\u00e8 un problema (vediamo se si creer\u00e0 o meno) che riguarda la disponibilit\u00e0 del pubblico a rinnovare attenzione, curiosit\u00e0 e presenza nel giro di due settimane nei confronti di qualcosa che all\u2019apparenza \u00e8 uguale perch\u00e9 sono i libri, ma nel concreto sono due cose diverse. Non necessariamente questa differenza viene subito riconosciuta perch\u00e9 il lettore pi\u00f9 attento e consapevole distingue una libreria di catena da una indipendente, un grande editore da uno indipendente, ma ogni fiera vuole dialogare con pi\u00f9 persone possibili, con tutto il pubblico che pu\u00f2 essere interessato a ragionare di libri. L\u2019altra questione? L&#8217;altra questione ha a che fare con le case editrici: alcune hanno dovuto decidere se andare da una parte o dall\u2019altra. Non occorrono dati, basta scorrere l\u2019elenco dei partecipanti per rendersi conto che tutta la cultura editoriale che \u00e8 diventata significativa e importante negli ultimi vent&#8217;anni \u00e8 a book pride, \u00e8 una pura e semplice constatazione. Chi ha ripensato l\u2019editoria riattraversandola e anche di recente reinventandola, sono tutte case editrici che decidono di proporre la propria cultura editoriale all\u2019interno di book pride. Tutti si sarebbe stati pi\u00f9 contenti se gli editori, soprattutto quelli non milanesi, ai quali costa pi\u00f9 fatica e denaro valutare di partecipare a due fiere, non si fossero trovati davanti a questa situazione. Visti i risultati numerici di Tempo di Libri, do per scontato che sia un assetto immodificabile: legittimo che dopo la prima edizione decida di cambiare luogo e periodo, forse si potevano valutare ancora delle ipotesi. Se book pride andr\u00e0 un giorno in un luogo in cui si tiene gi\u00e0 una fiera che ha caratteristiche analoghe, non si andr\u00e0 a collocare due settimane prima, non ci verrebbe mai in mente di creare una situazione che pu\u00f2 causare difficolt\u00e0 a chi \u00e8 gi\u00e0 l\u00ec e sta cercando di fare un determinato tipo di lavoro. di Silvana Farina<\/p>\n","protected":false},"author":31,"featured_media":2788,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172,1112,1],"tags":[300,214,651,649,92,592,650,591,215,392,577,561],"class_list":["post-2786","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-eventi","category-interviste","category-news","tag-adelphi","tag-book-pride","tag-edizioni-e-o","tag-giorgio-vasta","tag-milano","tag-minimum-fax","tag-naba","tag-nn-editore","tag-odei","tag-salone-del-libro-torino","tag-sellerio","tag-tempo-di-libri"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.1.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Tempo di fiere, tempo di Book Pride: intervista a Giorgio Vasta - il BLOG di EDITORIA<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/tempo-di-fiere-tempo-di-book-pride-intervista-a-giorgio-vasta\/\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Tempo di fiere, tempo di Book Pride: intervista a Giorgio Vasta - il BLOG di EDITORIA\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"\u00abL\u2019organizzazione di una fiera come Book Pride \u00e8 per\u00f2 soprattutto un discorso. 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Questa moltiplicazione di dialogo, questa discussione fitta con le case editrici oltre ad aver contribuito a dare forma al programma, ha messo ognuno di noi nella condizione di comprendere meglio che cosa \u00e8 book pride e che cosa pu\u00f2 essere una fiera, un progetto in cui la proposta culturale non \u00e8 inerziale, ma qualcosa in cui ci sia un\u2019idea di mondo, di editoria, un\u2019invenzione di senso da provare a condividere,\u00a0sapendo che questa condivisione riguarda qualcosa di labile, vulnerabile.\u00a0Si prova a dare forma a un disegno che si consuma in qualche giorno, ma tutta la fatica che serve a tracciare quel disegno pi\u00f9 che utile \u00e8 indispensabile: se una manifestazione rinuncia a suggerire un\u2019idea di mondo spreca una occasione e si limita a fare un \u201cincontrificio\u201d. Parliamo della mappa dei luoghi di questa fiera che si terr\u00e0 a Milano e a Genova. Molto importante \u00e8 il dialogo con il Salone di Torino e l\u2019organizzazione degli spazi degli studenti della Naba (Nuova Accademia di Belle Arti) di Milano. Da subito l\u2019idea era quella di costruire, come dicevo, pi\u00f9 dialogo possibile con il gruppo di lavoro, le case editrici e con tutti gli interlocutori che ci \u00e8 sembrato naturale e bello coinvolgere. Con il Salone di Torino, per delle affinit\u00e0 tra me e Nicola Lagioia, per degli sguardi condivisi \u00e8 stato un legame che si \u00e8 creato fin da subito e si concretizza nei tre tavoli: diritti dei migranti, parit\u00e0 di genere, editoria indipendente. Book pride si svolge a Milano in una zona che \u00e8 quella di Genova-Tortona strettamente legata al design ed era naturale dialogare con l\u2019accademia che attraverso Elvira Vannini lavora sulle strategie di esposizione. L\u2019elaborazione dei progetti che sono stati realizzati dai ragazzi si svilupper\u00e0 in futuro in modo tale che lo spazio della fiera invece di ripetere in modo inerziale sempre se stesso con corridoi, strutture ortogonali, stand di un certo tipo, provi a reinventare lo spazio pensando che sia portatore di senso. Su Milano il dialogo \u00e8 molteplice e riguarda anche la scuola Mohole e le altre manifestazioni. Genova \u00e8 il luogo in cui gi\u00e0 nel 2017 book pride ha dichiarato di volersi disseminare e sono gi\u00e0 confermate le date di settembre. So che certamente nel 2019 ci sar\u00e0 una triplicazione della fiera al sud, perch\u00e9 ha profondamente senso che book pride si tenga nel sud. Avere questa cadenza marzo, settembre e una terza sede futura nel sud in estate permette di tenere vivo il dialogo con le case editrici per tutto l\u2019anno. Quindi un\u2019idea nuova, quasi itinerante di fiera\u2026 S\u00ec, infatti, c\u2019\u00e8 questo carattere nomade di book pride. \u00abTutti i viventi\u00bb: ricollegandoci all\u2019invenzione di senso, il programma si muove intorno a otto sottotemi e ha gi\u00e0 affrontato nelle anteprime il significato di alcune parole come \u00aborgoglio\u00bb e \u00abindipendenza\u00bb. Come \u00e8 nata questa scelta e perch\u00e9? Tutti i viventi \u00e8 una piccolissima frase che ho intercettato leggendo il manifesto pubblicato da ODEI. Tutti i viventi \u00e8 qualcosa che si osserva sia dalla prospettiva concreta della biologia, sia tutto quello a cui siamo disposti ad attribuire vita. L\u2019immaginazione letteraria anima, ha la capacit\u00e0 di rendere vivo ci\u00f2 che non lo \u00e8 e non pu\u00f2 esserlo. Per noi i viventi trovano nel libro la loro dimora fisiologica, abbiamo da essere umani inventato il libro per continuare a far esistere il vivente, a moltiplicarlo. I tre personaggi letterari che abbiamo deciso di individuare come emblematici di tutti i viventi sono Pinocchio, Orlando di Virginia Woolf e Frankestein perch\u00e9 sono quasi delle provocazioni all\u2019idea di vivente. I sottotemi sono stati individuati cercando di far esistere le caratteristiche del vivente, la dimensione politica, biopolitica, l\u2019attenzione nei confronti dei corpi, identit\u00e0 di genere, l\u2019invecchiamento dei corpi anche quelli che sono culturalmente dei tab\u00f9. C\u2019\u00e8 l\u2019immaginazione del futuro e il riconoscere il prodursi del futuro nel nostro presente, c\u2019\u00e8 tutto quello che ci fa superare il contingente attraverso il desiderio. Serviva poi avere un sottotema che veicolasse incontri pi\u00f9 tecnici legati all\u2019editoria con la sezione &#8220;strumenti&#8221;. Che cosa vuol dire conquistarsi e mantenere uno sguardo indipendente? Tu prima facevi riferimento all\u2019orgoglio che in una delle anteprime abbiamo deciso di legare alla parola cura, perch\u00e9 sono parole sfuggenti e facilmente banalizzabili. L\u2019orgoglio non \u00e8 uno stato d\u2019animo generico \u00e8 direttamente legato alla quantit\u00e0 e qualit\u00e0 di cura che un editore riesce a dedicare ai libri che pubblica.\u00a0Un discorso analogo vale per la parola indipendenza. Indipendente dentro book pride prima di tutto \u00e8 un fatto oggettivo: possono partecipare quelle case editrici che dal punto di vista economico-finanziario sono indipendenti. Quello di cui mi sono reso conto nel corso degli anni \u00e8 che in realt\u00e0 l\u2019indipendenza di una casa editrice non va individuata alla origine, quando viene fondata, ma va osservata dopo un po\u2019 di tempo. Un editore che \u00e8 culturalmente poco attrezzato comincer\u00e0 ad assecondare il mercato e il mercato chiede di ripetere il gi\u00e0 noto, qualcosa che ha funzionato; un editore pi\u00f9 forte riesce a dialogare con il mercato a viso aperto, ma in coerenza con quello che si \u00e8 fatto fino a quel momento, dipendendo dalla propria indipendenza originaria. Sono successe e succedono con Sellerio, Adelphi, Minimum fax, NN, E\/0 delle cose importantissime, editori che sono davvero orgogliosamente autori di uno sguardo sulle cose, riescono a entrare in relazione con il mercato in modo tale che non li pu\u00f2 ignorare e impongono il proprio discorso. Su La Repubblica si trova una domanda fatta proprio a Nicola Lagioia: \u00abTempo di Libri, pochi giorni prima di Book Pride lo dannegger\u00e0?\u00bb. Sono curiosa di ascoltare la tua risposta\u2026 Rispetto a quello che accadr\u00e0 non lo sappiamo, \u00e8 chiaro che il discorso andrebbe spinto guardando due aspetti: se nella stessa citt\u00e0 nella quale da alcuni anni si tiene una fiera nella seconda met\u00e0 di marzo viene a collocarsi un\u2019altra fiera incommensurabile come dimensioni, forza economica e capacit\u00e0 di comunicazione e si viene a collocare due settimane prima di quella che c\u2019\u00e8 gi\u00e0 da diversi anni e che ha gi\u00e0 comunicato le proprie date, questo non \u00e8 un fatto neutrale, \u00e8 un fatto che determina delle conseguenze. Da un lato c\u2019\u00e8 un problema (vediamo se si creer\u00e0 o meno) che riguarda la disponibilit\u00e0 del pubblico a rinnovare attenzione, curiosit\u00e0 e presenza nel giro di due settimane nei confronti di qualcosa che all\u2019apparenza \u00e8 uguale perch\u00e9 sono i libri, ma nel concreto sono due cose diverse. Non necessariamente questa differenza viene subito riconosciuta perch\u00e9 il lettore pi\u00f9 attento e consapevole distingue una libreria di catena da una indipendente, un grande editore da uno indipendente, ma ogni fiera vuole dialogare con pi\u00f9 persone possibili, con tutto il pubblico che pu\u00f2 essere interessato a ragionare di libri. L\u2019altra questione? L&#8217;altra questione ha a che fare con le case editrici: alcune hanno dovuto decidere se andare da una parte o dall\u2019altra. Non occorrono dati, basta scorrere l\u2019elenco dei partecipanti per rendersi conto che tutta la cultura editoriale che \u00e8 diventata significativa e importante negli ultimi vent&#8217;anni \u00e8 a book pride, \u00e8 una pura e semplice constatazione. Chi ha ripensato l\u2019editoria riattraversandola e anche di recente reinventandola, sono tutte case editrici che decidono di proporre la propria cultura editoriale all\u2019interno di book pride. 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Se book pride andr\u00e0 un giorno in un luogo in cui si tiene gi\u00e0 una fiera che ha caratteristiche analoghe, non si andr\u00e0 a collocare due settimane prima, non ci verrebbe mai in mente di creare una situazione che pu\u00f2 causare difficolt\u00e0 a chi \u00e8 gi\u00e0 l\u00ec e sta cercando di fare un determinato tipo di lavoro. di Silvana Farina\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/tempo-di-fiere-tempo-di-book-pride-intervista-a-giorgio-vasta\/\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"il BLOG di EDITORIA\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2018-03-21T09:30:13+00:00\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2020-06-26T08:22:37+00:00\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/campagna3.png\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1100\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"619\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/png\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Studenti\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Studenti\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"7 minuti\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/tempo-di-fiere-tempo-di-book-pride-intervista-a-giorgio-vasta\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/tempo-di-fiere-tempo-di-book-pride-intervista-a-giorgio-vasta\/\"},\"author\":{\"name\":\"Studenti\",\"@id\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#\/schema\/person\/6f9a05accb3a5aa7dc3ef4c332b4d171\"},\"headline\":\"Tempo di fiere, tempo di Book Pride: intervista a Giorgio Vasta\",\"datePublished\":\"2018-03-21T09:30:13+00:00\",\"dateModified\":\"2020-06-26T08:22:37+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/tempo-di-fiere-tempo-di-book-pride-intervista-a-giorgio-vasta\/\"},\"wordCount\":1474,\"publisher\":{\"@id\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/tempo-di-fiere-tempo-di-book-pride-intervista-a-giorgio-vasta\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/campagna3.png\",\"keywords\":[\"Adelphi\",\"Book Pride\",\"Edizioni E\/O\",\"Giorgio Vasta\",\"Milano\",\"Minimum Fax\",\"Naba\",\"NN Editore\",\"ODEI\",\"Salone del libro Torino\",\"sellerio\",\"tempo di libri\"],\"articleSection\":[\"Eventi\",\"Interviste\",\"News\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/tempo-di-fiere-tempo-di-book-pride-intervista-a-giorgio-vasta\/\",\"url\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/tempo-di-fiere-tempo-di-book-pride-intervista-a-giorgio-vasta\/\",\"name\":\"Tempo di fiere, tempo di Book Pride: intervista a Giorgio Vasta - 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Un discorso degli umani agli umani. Dei viventi ai viventi\u00bb La quarta edizione della\u00a0fiera nazionale dell&#8217;editoria indipendente Book pride, organizzata da Odei (Osservatorio degli editori indipendenti) dal 23 al 25 marzo a Milano (negli spazi di Base, ex Ansaldo) a ingresso gratuito, per la prima volta ha affidato la direzione creativa allo scrittore\u00a0Giorgio Vasta al quale abbiamo deciso di fare alcune domande. Come stai affrontando questo compito? Sapevamo di poter affrontare un altro modo di intendere la fiera, per questo abbiamo deciso di dialogare con tutte le case editrici mettendoci a loro disposizione per ragionare sui singoli incontri. Abbiamo indicato il tema, lo abbiamo descritto suddividendolo in sottotemi che sono come dei cesti, contenitori con l\u2019obiettivo di intercettare le loro proposte, abbiamo ragionato sul taglio degli incontri e sui moderatori. Questa moltiplicazione di dialogo, questa discussione fitta con le case editrici oltre ad aver contribuito a dare forma al programma, ha messo ognuno di noi nella condizione di comprendere meglio che cosa \u00e8 book pride e che cosa pu\u00f2 essere una fiera, un progetto in cui la proposta culturale non \u00e8 inerziale, ma qualcosa in cui ci sia un\u2019idea di mondo, di editoria, un\u2019invenzione di senso da provare a condividere,\u00a0sapendo che questa condivisione riguarda qualcosa di labile, vulnerabile.\u00a0Si prova a dare forma a un disegno che si consuma in qualche giorno, ma tutta la fatica che serve a tracciare quel disegno pi\u00f9 che utile \u00e8 indispensabile: se una manifestazione rinuncia a suggerire un\u2019idea di mondo spreca una occasione e si limita a fare un \u201cincontrificio\u201d. Parliamo della mappa dei luoghi di questa fiera che si terr\u00e0 a Milano e a Genova. Molto importante \u00e8 il dialogo con il Salone di Torino e l\u2019organizzazione degli spazi degli studenti della Naba (Nuova Accademia di Belle Arti) di Milano. Da subito l\u2019idea era quella di costruire, come dicevo, pi\u00f9 dialogo possibile con il gruppo di lavoro, le case editrici e con tutti gli interlocutori che ci \u00e8 sembrato naturale e bello coinvolgere. Con il Salone di Torino, per delle affinit\u00e0 tra me e Nicola Lagioia, per degli sguardi condivisi \u00e8 stato un legame che si \u00e8 creato fin da subito e si concretizza nei tre tavoli: diritti dei migranti, parit\u00e0 di genere, editoria indipendente. Book pride si svolge a Milano in una zona che \u00e8 quella di Genova-Tortona strettamente legata al design ed era naturale dialogare con l\u2019accademia che attraverso Elvira Vannini lavora sulle strategie di esposizione. L\u2019elaborazione dei progetti che sono stati realizzati dai ragazzi si svilupper\u00e0 in futuro in modo tale che lo spazio della fiera invece di ripetere in modo inerziale sempre se stesso con corridoi, strutture ortogonali, stand di un certo tipo, provi a reinventare lo spazio pensando che sia portatore di senso. Su Milano il dialogo \u00e8 molteplice e riguarda anche la scuola Mohole e le altre manifestazioni. Genova \u00e8 il luogo in cui gi\u00e0 nel 2017 book pride ha dichiarato di volersi disseminare e sono gi\u00e0 confermate le date di settembre. So che certamente nel 2019 ci sar\u00e0 una triplicazione della fiera al sud, perch\u00e9 ha profondamente senso che book pride si tenga nel sud. Avere questa cadenza marzo, settembre e una terza sede futura nel sud in estate permette di tenere vivo il dialogo con le case editrici per tutto l\u2019anno. Quindi un\u2019idea nuova, quasi itinerante di fiera\u2026 S\u00ec, infatti, c\u2019\u00e8 questo carattere nomade di book pride. \u00abTutti i viventi\u00bb: ricollegandoci all\u2019invenzione di senso, il programma si muove intorno a otto sottotemi e ha gi\u00e0 affrontato nelle anteprime il significato di alcune parole come \u00aborgoglio\u00bb e \u00abindipendenza\u00bb. Come \u00e8 nata questa scelta e perch\u00e9? Tutti i viventi \u00e8 una piccolissima frase che ho intercettato leggendo il manifesto pubblicato da ODEI. Tutti i viventi \u00e8 qualcosa che si osserva sia dalla prospettiva concreta della biologia, sia tutto quello a cui siamo disposti ad attribuire vita. L\u2019immaginazione letteraria anima, ha la capacit\u00e0 di rendere vivo ci\u00f2 che non lo \u00e8 e non pu\u00f2 esserlo. Per noi i viventi trovano nel libro la loro dimora fisiologica, abbiamo da essere umani inventato il libro per continuare a far esistere il vivente, a moltiplicarlo. I tre personaggi letterari che abbiamo deciso di individuare come emblematici di tutti i viventi sono Pinocchio, Orlando di Virginia Woolf e Frankestein perch\u00e9 sono quasi delle provocazioni all\u2019idea di vivente. I sottotemi sono stati individuati cercando di far esistere le caratteristiche del vivente, la dimensione politica, biopolitica, l\u2019attenzione nei confronti dei corpi, identit\u00e0 di genere, l\u2019invecchiamento dei corpi anche quelli che sono culturalmente dei tab\u00f9. C\u2019\u00e8 l\u2019immaginazione del futuro e il riconoscere il prodursi del futuro nel nostro presente, c\u2019\u00e8 tutto quello che ci fa superare il contingente attraverso il desiderio. Serviva poi avere un sottotema che veicolasse incontri pi\u00f9 tecnici legati all\u2019editoria con la sezione &#8220;strumenti&#8221;. Che cosa vuol dire conquistarsi e mantenere uno sguardo indipendente? Tu prima facevi riferimento all\u2019orgoglio che in una delle anteprime abbiamo deciso di legare alla parola cura, perch\u00e9 sono parole sfuggenti e facilmente banalizzabili. L\u2019orgoglio non \u00e8 uno stato d\u2019animo generico \u00e8 direttamente legato alla quantit\u00e0 e qualit\u00e0 di cura che un editore riesce a dedicare ai libri che pubblica.\u00a0Un discorso analogo vale per la parola indipendenza. Indipendente dentro book pride prima di tutto \u00e8 un fatto oggettivo: possono partecipare quelle case editrici che dal punto di vista economico-finanziario sono indipendenti. Quello di cui mi sono reso conto nel corso degli anni \u00e8 che in realt\u00e0 l\u2019indipendenza di una casa editrice non va individuata alla origine, quando viene fondata, ma va osservata dopo un po\u2019 di tempo. Un editore che \u00e8 culturalmente poco attrezzato comincer\u00e0 ad assecondare il mercato e il mercato chiede di ripetere il gi\u00e0 noto, qualcosa che ha funzionato; un editore pi\u00f9 forte riesce a dialogare con il mercato a viso aperto, ma in coerenza con quello che si \u00e8 fatto fino a quel momento, dipendendo dalla propria indipendenza originaria. Sono successe e succedono con Sellerio, Adelphi, Minimum fax, NN, E\/0 delle cose importantissime, editori che sono davvero orgogliosamente autori di uno sguardo sulle cose, riescono a entrare in relazione con il mercato in modo tale che non li pu\u00f2 ignorare e impongono il proprio discorso. Su La Repubblica si trova una domanda fatta proprio a Nicola Lagioia: \u00abTempo di Libri, pochi giorni prima di Book Pride lo dannegger\u00e0?\u00bb. Sono curiosa di ascoltare la tua risposta\u2026 Rispetto a quello che accadr\u00e0 non lo sappiamo, \u00e8 chiaro che il discorso andrebbe spinto guardando due aspetti: se nella stessa citt\u00e0 nella quale da alcuni anni si tiene una fiera nella seconda met\u00e0 di marzo viene a collocarsi un\u2019altra fiera incommensurabile come dimensioni, forza economica e capacit\u00e0 di comunicazione e si viene a collocare due settimane prima di quella che c\u2019\u00e8 gi\u00e0 da diversi anni e che ha gi\u00e0 comunicato le proprie date, questo non \u00e8 un fatto neutrale, \u00e8 un fatto che determina delle conseguenze. Da un lato c\u2019\u00e8 un problema (vediamo se si creer\u00e0 o meno) che riguarda la disponibilit\u00e0 del pubblico a rinnovare attenzione, curiosit\u00e0 e presenza nel giro di due settimane nei confronti di qualcosa che all\u2019apparenza \u00e8 uguale perch\u00e9 sono i libri, ma nel concreto sono due cose diverse. Non necessariamente questa differenza viene subito riconosciuta perch\u00e9 il lettore pi\u00f9 attento e consapevole distingue una libreria di catena da una indipendente, un grande editore da uno indipendente, ma ogni fiera vuole dialogare con pi\u00f9 persone possibili, con tutto il pubblico che pu\u00f2 essere interessato a ragionare di libri. L\u2019altra questione? L&#8217;altra questione ha a che fare con le case editrici: alcune hanno dovuto decidere se andare da una parte o dall\u2019altra. Non occorrono dati, basta scorrere l\u2019elenco dei partecipanti per rendersi conto che tutta la cultura editoriale che \u00e8 diventata significativa e importante negli ultimi vent&#8217;anni \u00e8 a book pride, \u00e8 una pura e semplice constatazione. Chi ha ripensato l\u2019editoria riattraversandola e anche di recente reinventandola, sono tutte case editrici che decidono di proporre la propria cultura editoriale all\u2019interno di book pride. Tutti si sarebbe stati pi\u00f9 contenti se gli editori, soprattutto quelli non milanesi, ai quali costa pi\u00f9 fatica e denaro valutare di partecipare a due fiere, non si fossero trovati davanti a questa situazione. Visti i risultati numerici di Tempo di Libri, do per scontato che sia un assetto immodificabile: legittimo che dopo la prima edizione decida di cambiare luogo e periodo, forse si potevano valutare ancora delle ipotesi. Se book pride andr\u00e0 un giorno in un luogo in cui si tiene gi\u00e0 una fiera che ha caratteristiche analoghe, non si andr\u00e0 a collocare due settimane prima, non ci verrebbe mai in mente di creare una situazione che pu\u00f2 causare difficolt\u00e0 a chi \u00e8 gi\u00e0 l\u00ec e sta cercando di fare un determinato tipo di lavoro. di Silvana Farina","og_url":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/tempo-di-fiere-tempo-di-book-pride-intervista-a-giorgio-vasta\/","og_site_name":"il BLOG di EDITORIA","article_published_time":"2018-03-21T09:30:13+00:00","article_modified_time":"2020-06-26T08:22:37+00:00","og_image":[{"width":1100,"height":619,"url":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/campagna3.png","type":"image\/png"}],"author":"Studenti","twitter_misc":{"Scritto da":"Studenti","Tempo di lettura stimato":"7 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/tempo-di-fiere-tempo-di-book-pride-intervista-a-giorgio-vasta\/#article","isPartOf":{"@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/tempo-di-fiere-tempo-di-book-pride-intervista-a-giorgio-vasta\/"},"author":{"name":"Studenti","@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#\/schema\/person\/6f9a05accb3a5aa7dc3ef4c332b4d171"},"headline":"Tempo di fiere, tempo di Book Pride: intervista a Giorgio Vasta","datePublished":"2018-03-21T09:30:13+00:00","dateModified":"2020-06-26T08:22:37+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/tempo-di-fiere-tempo-di-book-pride-intervista-a-giorgio-vasta\/"},"wordCount":1474,"publisher":{"@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#organization"},"image":{"@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/tempo-di-fiere-tempo-di-book-pride-intervista-a-giorgio-vasta\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/campagna3.png","keywords":["Adelphi","Book Pride","Edizioni E\/O","Giorgio Vasta","Milano","Minimum Fax","Naba","NN Editore","ODEI","Salone del libro Torino","sellerio","tempo di libri"],"articleSection":["Eventi","Interviste","News"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/tempo-di-fiere-tempo-di-book-pride-intervista-a-giorgio-vasta\/","url":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/tempo-di-fiere-tempo-di-book-pride-intervista-a-giorgio-vasta\/","name":"Tempo di fiere, tempo di Book Pride: intervista a Giorgio Vasta - il BLOG di EDITORIA","isPartOf":{"@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/tempo-di-fiere-tempo-di-book-pride-intervista-a-giorgio-vasta\/#primaryimage"},"image":{"@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/tempo-di-fiere-tempo-di-book-pride-intervista-a-giorgio-vasta\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/campagna3.png","datePublished":"2018-03-21T09:30:13+00:00","dateModified":"2020-06-26T08:22:37+00:00","breadcrumb":{"@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/tempo-di-fiere-tempo-di-book-pride-intervista-a-giorgio-vasta\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/tempo-di-fiere-tempo-di-book-pride-intervista-a-giorgio-vasta\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/tempo-di-fiere-tempo-di-book-pride-intervista-a-giorgio-vasta\/#primaryimage","url":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/campagna3.png","contentUrl":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/campagna3.png","width":1100,"height":619},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/tempo-di-fiere-tempo-di-book-pride-intervista-a-giorgio-vasta\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Tempo di fiere, tempo di Book Pride: intervista a Giorgio Vasta"}]},{"@type":"WebSite","@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#website","url":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/","name":"il BLOG di EDITORIA","description":"Master Professioni e prodotti dell'editoria - Universit&agrave; 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