{"id":8281,"date":"2024-03-21T18:46:15","date_gmt":"2024-03-21T17:46:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/?p=8281"},"modified":"2024-05-28T17:16:56","modified_gmt":"2024-05-28T15:16:56","slug":"idea-vilarino-la-voce-implacabile-di-un-io-dilaniato","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/idea-vilarino-la-voce-implacabile-di-un-io-dilaniato\/","title":{"rendered":"Idea Vilari\u00f1o: la voce implacabile di un io dilaniato"},"content":{"rendered":"<p>Ventuno marzo, Giornata Mondiale della Poesia. Vano tentativo avanzare una definizione. \u00c8 un <strong>universo<\/strong> a tal punto <strong>carico di risonanze<\/strong>\u00a0quello poetico, che si ingannerebbe chiunque ritenesse possibile circoscrivere quest\u2019ultimo a mappature rigide e classificazioni stringenti: definire sottende ridurre; la <strong>poesia<\/strong>, invece, <strong>sovrabbonda di potenza<\/strong>. Astuta <strong>trasformista della parola<\/strong>, l\u2019espressione poetica sfida i limiti del linguaggio, favorendo il consolidarsi di una lingua altra: ogni componimento intona un <strong>canto<\/strong>, saperne cogliere il <strong>riverbero<\/strong> \u00e8 un onere riservato esclusivamente al fruitore. Quale che sia la configurazione assunta da quest\u2019arte, oggi \u00e8 l\u2019occasione di celebrarne la potente intensit\u00e0.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-8282\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Immagine1.jpg\" alt=\"\" width=\"211\" height=\"189\" \/><\/p>\n<p>Esempio paradigmatico di <strong>singolare sensibilit\u00e0<\/strong>, la produzione poetica di <strong>Idea Vilari\u00f1o<\/strong> \u2013 traduttrice, saggista e compositrice uruguayana \u2013 offre una testimonianza emblematica del <strong>potere evocativo<\/strong> del <strong>linguaggio<\/strong>. Nata a <strong>Montevideo<\/strong> il 18 agosto <strong>1920<\/strong>, Vilari\u00f1o inizia a scrivere poesie poco meno che ventenne, esordendo con la raccolta <em>La Suplicante<\/em> nel 1945. <em>Nocturnos<\/em> (1955), <em>Poemas de amor<\/em> (1957) e <em>No <\/em>(1980) sono solo alcuni tra i titoli che inseriscono legittimamente la poetessa <strong>tra le<\/strong> <strong>voci pi\u00f9 preziose e rare del panorama letterario novecentesco<\/strong>.<\/p>\n<blockquote><p>Ascolta, \/ ti parlo a fatica, \/ con la voce spezzata. \/ [\u2026] \/ Avevo un roseto pieno di rose \/ e un vaso di miele chiaro \/ per\u00f2 ho pensato ho pensato ho pensato \/ e pi\u00f9 niente mi \u00e8 rimasto. \/ [\u2026] \/ Ho pensato ho pensato ho pensato \/ e oggi non resta \/ che questa povera cosa spezzata<\/p><\/blockquote>\n<p>Sono <strong>versi laceranti<\/strong>, quelli di Vilari\u00f1o; <strong>osservazioni dure e implacabili<\/strong> sulla realt\u00e0 che la circonda:<\/p>\n<blockquote><p>Alzare gli occhi \/ al mistero abissale delle stelle \/ che sar\u00e0 senza dubbio \/ qualcosa di sporco \/ cos\u00ec meschino e sporco \/ com&#8217;\u00e8 qui<\/p><\/blockquote>\n<p>L\u2019<strong>insensatezza del vivere<\/strong> si impone come oggetto d\u2019indagine privilegiato della produzione poetica dell\u2019autrice; esemplificativa in tal senso \u00e8 la riflessione disarmante esposta in <em>Vieni<\/em>:<\/p>\n<blockquote><p>Se fosse un angelo nero \/ o una madre \/ se le si potesse parlare \/ convocarla \/ come facevano i poeti \/ [\u2026] \/ stanotte \/ tutta la notte \/ le farei inviti \/ offerte \/ invocazioni \/ straziando l&#8217;aria il tetto il cielo \/ con la mia voce \/ vieni morte vieni \/ ti aspetto. \/ Tutta la notte \/ tutta \/ fino a che finalmente \/ mi senta<\/p><\/blockquote>\n<p>E ancora, in <em>Che c\u2019entro io<\/em>:<\/p>\n<blockquote><p>Se potessi sapere \/ che diavolo c&#8217;entro io \/ con tutto questo \/ se non mi si perseguitasse \/ accerchiasse \/ a ogni ora a squarciagola \/ in ogni momento e circostanza \/ e potessi sapere \/ pensare un po\u2019 \/ attentamente serenamente a che \/ a che demonio \/ a che diavolo c\u2019entro \/ io \/ con tutto questo<\/p><\/blockquote>\n<p>Se \u00e8 vero che il <strong>linguaggio<\/strong> \u00e8 <strong>semplice<\/strong>, \u00e8 altrettanto vero che quest\u2019ultimo <strong>investe<\/strong> il <strong>lettore<\/strong> con la <strong>forza<\/strong> di una<strong> rivelazione<\/strong>. Quanto pi\u00f9 <strong>essenziale<\/strong> diviene il discorso poetico, tanto pi\u00f9 <strong>incisivo<\/strong> risulta il suo riverbero. Ne siano un esempio i versi a conclusione della poesia <em>Notte del sabato<\/em>:<\/p>\n<blockquote><p>Tutta la vita vive \/ tutta la notte \u00e8 notte \/ il mondo mondo \/ tutti \/ sono l\u00ec fuori sono \/ fuori di qui \/ del mio ambito \/ per tutti \u00e8 sabato \/ la notte del sabato \/ e io sto sola sola \/ e sto sola \/ e sono sola \/ anche se a volte \/ a volte \/ il sabato, di notte \/ mi invade a volte una \/ nostalgia della vita<\/p><\/blockquote>\n<p>Lo <strong>sguardo lucido <\/strong>e<strong> disincantato<\/strong> della poetessa non risparmia nemmeno la sfera emotiva dell\u2019amore; in un componimento dedicato all\u2019autore argentino Manuel Claps, la scrittrice afferma:<\/p>\n<blockquote><p>Ci\u00f2 che provo per te \u00e8 cos\u00ec difficile. \/ Non \u00e8 di rose che si aprono nell&#8217;aria, \/ \u00e8 di rose che si aprono nell&#8217;acqua. \/ [\u2026] \/ Ci\u00f2 che provo per te, cos\u00ec doloroso \/ come la povera luce delle stelle \/ che ci arriva dolorante, affaticata. \/ Ci\u00f2 che provo per te, che a volte tuttavia \/ fa tanta strada senza poi sfiorarti<\/p><\/blockquote>\n<p>Con i suoi versi di dolente pessimismo, Idea Vilari\u00f1o accompagna il lettore tra le <strong>dicotomie<\/strong> di un\u2019<strong>anima<\/strong> <strong>lacerata<\/strong>. Una straziante solitudine non pu\u00f2 che imporsi come inevitabile epilogo di un <strong>io dilaniato<\/strong>; tuttavia, alla morte sopravvive la <strong>voce<\/strong>, <strong>potente e nitida<\/strong>:<\/p>\n<blockquote><p>E continuer\u00e0 senza di me questo mondo mago \/ questo mondo marcio. \/ Tutti gli alberi che ho piantato \/ e i versi che ho scritto al farsi giorno \/ lasciati in giro come spazzatura \/ come resti di un&#8217;anima \/ di qualcuno che \u00e8 stato qui \/ e poi non pi\u00f9 \/ non pi\u00f9<\/p><\/blockquote>\n<p>Non spazzatura, come credeva Vilari\u00f1o. Tra le macerie di un\u2019anima straziata, \u00e8 possibile <strong>fiorire<\/strong>, scaldandosi al calore di una <strong>voce affine<\/strong>; una voce con cui poter <strong>dialogare<\/strong>, e cos\u00ec attenuare l\u2019immensa solitudine dei nostri monologhi interiori.<\/p>\n<pre>Le poesie citate sono tratte da I. Vilari\u00f1o, <em>Di rose che si aprono nell\u2019acqua<\/em>, a cura di L. Pugno, Bompiani, Milano 2021. In ordine appaiono: <em>Ascolta<\/em>; <em>5<\/em>; <em>Vieni<\/em>; <em>Che c\u2019entro io<\/em>; <em>Notte del sabato<\/em>; <em>Ci\u00f2 che provo per te \u00e8 cos\u00ec difficile<\/em>; <em>E continuer\u00e0 senza di me<\/em>.<\/pre>\n<h6 style=\"text-align: right\"><strong>Federica Longoni<\/strong><\/h6>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ventuno marzo, Giornata Mondiale della Poesia. Vano tentativo avanzare una definizione. \u00c8 un universo a tal punto carico di risonanze\u00a0quello poetico, che si ingannerebbe chiunque ritenesse possibile circoscrivere quest\u2019ultimo a mappature rigide e classificazioni stringenti: definire sottende ridurre; la poesia, invece, sovrabbonda di potenza. Astuta trasformista della parola, l\u2019espressione poetica sfida i limiti del linguaggio, favorendo il consolidarsi di una lingua altra: ogni componimento intona un canto, saperne cogliere il riverbero \u00e8 un onere riservato esclusivamente al fruitore. Quale che sia la configurazione assunta da quest\u2019arte, oggi \u00e8 l\u2019occasione di celebrarne la potente intensit\u00e0. Esempio paradigmatico di singolare sensibilit\u00e0, la produzione poetica di Idea Vilari\u00f1o \u2013 traduttrice, saggista e compositrice uruguayana \u2013 offre una testimonianza emblematica del potere evocativo del linguaggio. Nata a Montevideo il 18 agosto 1920, Vilari\u00f1o inizia a scrivere poesie poco meno che ventenne, esordendo con la raccolta La Suplicante nel 1945. Nocturnos (1955), Poemas de amor (1957) e No (1980) sono solo alcuni tra i titoli che inseriscono legittimamente la poetessa tra le voci pi\u00f9 preziose e rare del panorama letterario novecentesco. Ascolta, \/ ti parlo a fatica, \/ con la voce spezzata. \/ [\u2026] \/ Avevo un roseto pieno di rose \/ e un vaso di miele chiaro \/ per\u00f2 ho pensato ho pensato ho pensato \/ e pi\u00f9 niente mi \u00e8 rimasto. \/ [\u2026] \/ Ho pensato ho pensato ho pensato \/ e oggi non resta \/ che questa povera cosa spezzata Sono versi laceranti, quelli di Vilari\u00f1o; osservazioni dure e implacabili sulla realt\u00e0 che la circonda: Alzare gli occhi \/ al mistero abissale delle stelle \/ che sar\u00e0 senza dubbio \/ qualcosa di sporco \/ cos\u00ec meschino e sporco \/ com&#8217;\u00e8 qui L\u2019insensatezza del vivere si impone come oggetto d\u2019indagine privilegiato della produzione poetica dell\u2019autrice; esemplificativa in tal senso \u00e8 la riflessione disarmante esposta in Vieni: Se fosse un angelo nero \/ o una madre \/ se le si potesse parlare \/ convocarla \/ come facevano i poeti \/ [\u2026] \/ stanotte \/ tutta la notte \/ le farei inviti \/ offerte \/ invocazioni \/ straziando l&#8217;aria il tetto il cielo \/ con la mia voce \/ vieni morte vieni \/ ti aspetto. \/ Tutta la notte \/ tutta \/ fino a che finalmente \/ mi senta E ancora, in Che c\u2019entro io: Se potessi sapere \/ che diavolo c&#8217;entro io \/ con tutto questo \/ se non mi si perseguitasse \/ accerchiasse \/ a ogni ora a squarciagola \/ in ogni momento e circostanza \/ e potessi sapere \/ pensare un po\u2019 \/ attentamente serenamente a che \/ a che demonio \/ a che diavolo c\u2019entro \/ io \/ con tutto questo Se \u00e8 vero che il linguaggio \u00e8 semplice, \u00e8 altrettanto vero che quest\u2019ultimo investe il lettore con la forza di una rivelazione. Quanto pi\u00f9 essenziale diviene il discorso poetico, tanto pi\u00f9 incisivo risulta il suo riverbero. Ne siano un esempio i versi a conclusione della poesia Notte del sabato: Tutta la vita vive \/ tutta la notte \u00e8 notte \/ il mondo mondo \/ tutti \/ sono l\u00ec fuori sono \/ fuori di qui \/ del mio ambito \/ per tutti \u00e8 sabato \/ la notte del sabato \/ e io sto sola sola \/ e sto sola \/ e sono sola \/ anche se a volte \/ a volte \/ il sabato, di notte \/ mi invade a volte una \/ nostalgia della vita Lo sguardo lucido e disincantato della poetessa non risparmia nemmeno la sfera emotiva dell\u2019amore; in un componimento dedicato all\u2019autore argentino Manuel Claps, la scrittrice afferma: Ci\u00f2 che provo per te \u00e8 cos\u00ec difficile. \/ Non \u00e8 di rose che si aprono nell&#8217;aria, \/ \u00e8 di rose che si aprono nell&#8217;acqua. \/ [\u2026] \/ Ci\u00f2 che provo per te, cos\u00ec doloroso \/ come la povera luce delle stelle \/ che ci arriva dolorante, affaticata. \/ Ci\u00f2 che provo per te, che a volte tuttavia \/ fa tanta strada senza poi sfiorarti Con i suoi versi di dolente pessimismo, Idea Vilari\u00f1o accompagna il lettore tra le dicotomie di un\u2019anima lacerata. Una straziante solitudine non pu\u00f2 che imporsi come inevitabile epilogo di un io dilaniato; tuttavia, alla morte sopravvive la voce, potente e nitida: E continuer\u00e0 senza di me questo mondo mago \/ questo mondo marcio. \/ Tutti gli alberi che ho piantato \/ e i versi che ho scritto al farsi giorno \/ lasciati in giro come spazzatura \/ come resti di un&#8217;anima \/ di qualcuno che \u00e8 stato qui \/ e poi non pi\u00f9 \/ non pi\u00f9 Non spazzatura, come credeva Vilari\u00f1o. Tra le macerie di un\u2019anima straziata, \u00e8 possibile fiorire, scaldandosi al calore di una voce affine; una voce con cui poter dialogare, e cos\u00ec attenuare l\u2019immensa solitudine dei nostri monologhi interiori. Le poesie citate sono tratte da I. Vilari\u00f1o, Di rose che si aprono nell\u2019acqua, a cura di L. Pugno, Bompiani, Milano 2021. 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Nata a Montevideo il 18 agosto 1920, Vilari\u00f1o inizia a scrivere poesie poco meno che ventenne, esordendo con la raccolta La Suplicante nel 1945. Nocturnos (1955), Poemas de amor (1957) e No (1980) sono solo alcuni tra i titoli che inseriscono legittimamente la poetessa tra le voci pi\u00f9 preziose e rare del panorama letterario novecentesco. Ascolta, \/ ti parlo a fatica, \/ con la voce spezzata. \/ [\u2026] \/ Avevo un roseto pieno di rose \/ e un vaso di miele chiaro \/ per\u00f2 ho pensato ho pensato ho pensato \/ e pi\u00f9 niente mi \u00e8 rimasto. \/ [\u2026] \/ Ho pensato ho pensato ho pensato \/ e oggi non resta \/ che questa povera cosa spezzata Sono versi laceranti, quelli di Vilari\u00f1o; osservazioni dure e implacabili sulla realt\u00e0 che la circonda: Alzare gli occhi \/ al mistero abissale delle stelle \/ che sar\u00e0 senza dubbio \/ qualcosa di sporco \/ cos\u00ec meschino e sporco \/ com&#8217;\u00e8 qui L\u2019insensatezza del vivere si impone come oggetto d\u2019indagine privilegiato della produzione poetica dell\u2019autrice; esemplificativa in tal senso \u00e8 la riflessione disarmante esposta in Vieni: Se fosse un angelo nero \/ o una madre \/ se le si potesse parlare \/ convocarla \/ come facevano i poeti \/ [\u2026] \/ stanotte \/ tutta la notte \/ le farei inviti \/ offerte \/ invocazioni \/ straziando l&#8217;aria il tetto il cielo \/ con la mia voce \/ vieni morte vieni \/ ti aspetto. \/ Tutta la notte \/ tutta \/ fino a che finalmente \/ mi senta E ancora, in Che c\u2019entro io: Se potessi sapere \/ che diavolo c&#8217;entro io \/ con tutto questo \/ se non mi si perseguitasse \/ accerchiasse \/ a ogni ora a squarciagola \/ in ogni momento e circostanza \/ e potessi sapere \/ pensare un po\u2019 \/ attentamente serenamente a che \/ a che demonio \/ a che diavolo c\u2019entro \/ io \/ con tutto questo Se \u00e8 vero che il linguaggio \u00e8 semplice, \u00e8 altrettanto vero che quest\u2019ultimo investe il lettore con la forza di una rivelazione. 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Ne siano un esempio i versi a conclusione della poesia Notte del sabato: Tutta la vita vive \/ tutta la notte \u00e8 notte \/ il mondo mondo \/ tutti \/ sono l\u00ec fuori sono \/ fuori di qui \/ del mio ambito \/ per tutti \u00e8 sabato \/ la notte del sabato \/ e io sto sola sola \/ e sto sola \/ e sono sola \/ anche se a volte \/ a volte \/ il sabato, di notte \/ mi invade a volte una \/ nostalgia della vita Lo sguardo lucido e disincantato della poetessa non risparmia nemmeno la sfera emotiva dell\u2019amore; in un componimento dedicato all\u2019autore argentino Manuel Claps, la scrittrice afferma: Ci\u00f2 che provo per te \u00e8 cos\u00ec difficile. \/ Non \u00e8 di rose che si aprono nell&#8217;aria, \/ \u00e8 di rose che si aprono nell&#8217;acqua. \/ [\u2026] \/ Ci\u00f2 che provo per te, cos\u00ec doloroso \/ come la povera luce delle stelle \/ che ci arriva dolorante, affaticata. \/ Ci\u00f2 che provo per te, che a volte tuttavia \/ fa tanta strada senza poi sfiorarti Con i suoi versi di dolente pessimismo, Idea Vilari\u00f1o accompagna il lettore tra le dicotomie di un\u2019anima lacerata. 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Vano tentativo avanzare una definizione. \u00c8 un universo a tal punto carico di risonanze\u00a0quello poetico, che si ingannerebbe chiunque ritenesse possibile circoscrivere quest\u2019ultimo a mappature rigide e classificazioni stringenti: definire sottende ridurre; la poesia, invece, sovrabbonda di potenza. Astuta trasformista della parola, l\u2019espressione poetica sfida i limiti del linguaggio, favorendo il consolidarsi di una lingua altra: ogni componimento intona un canto, saperne cogliere il riverbero \u00e8 un onere riservato esclusivamente al fruitore. Quale che sia la configurazione assunta da quest\u2019arte, oggi \u00e8 l\u2019occasione di celebrarne la potente intensit\u00e0. Esempio paradigmatico di singolare sensibilit\u00e0, la produzione poetica di Idea Vilari\u00f1o \u2013 traduttrice, saggista e compositrice uruguayana \u2013 offre una testimonianza emblematica del potere evocativo del linguaggio. Nata a Montevideo il 18 agosto 1920, Vilari\u00f1o inizia a scrivere poesie poco meno che ventenne, esordendo con la raccolta La Suplicante nel 1945. Nocturnos (1955), Poemas de amor (1957) e No (1980) sono solo alcuni tra i titoli che inseriscono legittimamente la poetessa tra le voci pi\u00f9 preziose e rare del panorama letterario novecentesco. Ascolta, \/ ti parlo a fatica, \/ con la voce spezzata. \/ [\u2026] \/ Avevo un roseto pieno di rose \/ e un vaso di miele chiaro \/ per\u00f2 ho pensato ho pensato ho pensato \/ e pi\u00f9 niente mi \u00e8 rimasto. \/ [\u2026] \/ Ho pensato ho pensato ho pensato \/ e oggi non resta \/ che questa povera cosa spezzata Sono versi laceranti, quelli di Vilari\u00f1o; osservazioni dure e implacabili sulla realt\u00e0 che la circonda: Alzare gli occhi \/ al mistero abissale delle stelle \/ che sar\u00e0 senza dubbio \/ qualcosa di sporco \/ cos\u00ec meschino e sporco \/ com&#8217;\u00e8 qui L\u2019insensatezza del vivere si impone come oggetto d\u2019indagine privilegiato della produzione poetica dell\u2019autrice; esemplificativa in tal senso \u00e8 la riflessione disarmante esposta in Vieni: Se fosse un angelo nero \/ o una madre \/ se le si potesse parlare \/ convocarla \/ come facevano i poeti \/ [\u2026] \/ stanotte \/ tutta la notte \/ le farei inviti \/ offerte \/ invocazioni \/ straziando l&#8217;aria il tetto il cielo \/ con la mia voce \/ vieni morte vieni \/ ti aspetto. \/ Tutta la notte \/ tutta \/ fino a che finalmente \/ mi senta E ancora, in Che c\u2019entro io: Se potessi sapere \/ che diavolo c&#8217;entro io \/ con tutto questo \/ se non mi si perseguitasse \/ accerchiasse \/ a ogni ora a squarciagola \/ in ogni momento e circostanza \/ e potessi sapere \/ pensare un po\u2019 \/ attentamente serenamente a che \/ a che demonio \/ a che diavolo c\u2019entro \/ io \/ con tutto questo Se \u00e8 vero che il linguaggio \u00e8 semplice, \u00e8 altrettanto vero che quest\u2019ultimo investe il lettore con la forza di una rivelazione. Quanto pi\u00f9 essenziale diviene il discorso poetico, tanto pi\u00f9 incisivo risulta il suo riverbero. Ne siano un esempio i versi a conclusione della poesia Notte del sabato: Tutta la vita vive \/ tutta la notte \u00e8 notte \/ il mondo mondo \/ tutti \/ sono l\u00ec fuori sono \/ fuori di qui \/ del mio ambito \/ per tutti \u00e8 sabato \/ la notte del sabato \/ e io sto sola sola \/ e sto sola \/ e sono sola \/ anche se a volte \/ a volte \/ il sabato, di notte \/ mi invade a volte una \/ nostalgia della vita Lo sguardo lucido e disincantato della poetessa non risparmia nemmeno la sfera emotiva dell\u2019amore; in un componimento dedicato all\u2019autore argentino Manuel Claps, la scrittrice afferma: Ci\u00f2 che provo per te \u00e8 cos\u00ec difficile. \/ Non \u00e8 di rose che si aprono nell&#8217;aria, \/ \u00e8 di rose che si aprono nell&#8217;acqua. \/ [\u2026] \/ Ci\u00f2 che provo per te, cos\u00ec doloroso \/ come la povera luce delle stelle \/ che ci arriva dolorante, affaticata. \/ Ci\u00f2 che provo per te, che a volte tuttavia \/ fa tanta strada senza poi sfiorarti Con i suoi versi di dolente pessimismo, Idea Vilari\u00f1o accompagna il lettore tra le dicotomie di un\u2019anima lacerata. Una straziante solitudine non pu\u00f2 che imporsi come inevitabile epilogo di un io dilaniato; tuttavia, alla morte sopravvive la voce, potente e nitida: E continuer\u00e0 senza di me questo mondo mago \/ questo mondo marcio. \/ Tutti gli alberi che ho piantato \/ e i versi che ho scritto al farsi giorno \/ lasciati in giro come spazzatura \/ come resti di un&#8217;anima \/ di qualcuno che \u00e8 stato qui \/ e poi non pi\u00f9 \/ non pi\u00f9 Non spazzatura, come credeva Vilari\u00f1o. Tra le macerie di un\u2019anima straziata, \u00e8 possibile fiorire, scaldandosi al calore di una voce affine; una voce con cui poter dialogare, e cos\u00ec attenuare l\u2019immensa solitudine dei nostri monologhi interiori. Le poesie citate sono tratte da I. Vilari\u00f1o, Di rose che si aprono nell\u2019acqua, a cura di L. Pugno, Bompiani, Milano 2021. In ordine appaiono: Ascolta; 5; Vieni; Che c\u2019entro io; Notte del sabato; Ci\u00f2 che provo per te \u00e8 cos\u00ec difficile; E continuer\u00e0 senza di me. Federica Longoni","og_url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/idea-vilarino-la-voce-implacabile-di-un-io-dilaniato\/","og_site_name":"il BLOG di EDITORIA","article_published_time":"2024-03-21T17:46:15+00:00","article_modified_time":"2024-05-28T15:16:56+00:00","og_image":[{"width":1536,"height":864,"url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/copertinapoesia.png","type":"image\/png"}],"author":"Studenti","twitter_misc":{"Scritto da":"Studenti","Tempo di lettura stimato":"3 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/idea-vilarino-la-voce-implacabile-di-un-io-dilaniato\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/idea-vilarino-la-voce-implacabile-di-un-io-dilaniato\/"},"author":{"name":"Studenti","@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#\/schema\/person\/6f9a05accb3a5aa7dc3ef4c332b4d171"},"headline":"Idea Vilari\u00f1o: la voce implacabile di un io dilaniato","datePublished":"2024-03-21T17:46:15+00:00","dateModified":"2024-05-28T15:16:56+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/idea-vilarino-la-voce-implacabile-di-un-io-dilaniato\/"},"wordCount":719,"publisher":{"@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/idea-vilarino-la-voce-implacabile-di-un-io-dilaniato\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/copertinapoesia.png","keywords":["21 marzo","giornata mondiale poesia","idea vilari\u00f1o","poesia"],"articleSection":["Autori","Diario del Master"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/idea-vilarino-la-voce-implacabile-di-un-io-dilaniato\/","url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/idea-vilarino-la-voce-implacabile-di-un-io-dilaniato\/","name":"Idea Vilari\u00f1o: la voce implacabile di un io dilaniato - il BLOG di EDITORIA","isPartOf":{"@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/idea-vilarino-la-voce-implacabile-di-un-io-dilaniato\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/idea-vilarino-la-voce-implacabile-di-un-io-dilaniato\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/copertinapoesia.png","datePublished":"2024-03-21T17:46:15+00:00","dateModified":"2024-05-28T15:16:56+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/idea-vilarino-la-voce-implacabile-di-un-io-dilaniato\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/idea-vilarino-la-voce-implacabile-di-un-io-dilaniato\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/idea-vilarino-la-voce-implacabile-di-un-io-dilaniato\/#primaryimage","url":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/copertinapoesia.png","contentUrl":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/copertinapoesia.png","width":1536,"height":864},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/idea-vilarino-la-voce-implacabile-di-un-io-dilaniato\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Idea Vilari\u00f1o: la voce implacabile di un io dilaniato"}]},{"@type":"WebSite","@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#website","url":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/","name":"il BLOG di EDITORIA","description":"Master Professioni e prodotti dell'editoria - Universit&agrave; 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