{"id":9499,"date":"2026-03-18T10:23:46","date_gmt":"2026-03-18T09:23:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/?p=9499"},"modified":"2026-03-26T09:18:15","modified_gmt":"2026-03-26T08:18:15","slug":"donnaregina-di-teresa-ciabatti-il-lato-umano-di-un-boss","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/donnaregina-di-teresa-ciabatti-il-lato-umano-di-un-boss\/","title":{"rendered":"Donnaregina di Teresa Ciabatti: il lato umano di un boss"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><em>Nel suo ultimo libro Teresa Ciabatti racconta di una giornalista romana \u2013 figura in parte autobiografica e in parte no, ha precisato l\u2019autrice \u2013 che riceve dalla sua testata il difficile incarico di intervistare l\u2019ex boss del rione Sanit\u00e0 Giuseppe Misso, ora collaboratore di giustizia. Domanda dopo domanda di quest\u2019uomo verr\u00e0 riportata un\u2019immagine inaspettata, personale, legata a gioie e dolori di vita, facendone affiorare il lato umano. Il tutto \u00e8 raccontato con lo stile tipico di Ciabatti, secco, a tratti sentenzioso, arricchito di incisi che aggiungono riflessioni e particolari<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il testo, a copertina rigida, che riporta nella sovracoperta una fotografia a tutta pagina con lo sfondo di cielo, acqua e scogli, e in primo piano un bambino che si gira verso il lettore portando sul capo una creatura del mare, sembra rievocare certi paesaggi e atmosfere descritte. A dominare sono i toni dell\u2019azzurro \u2013 che prosegue nel dorso e nella quarta \u2013 e del nero, con cui viene riportato il nome dell\u2019autrice e il titolo dell\u2019opera, entrambi con iniziale minuscola e caratteri non graziati. Gi\u00e0 vincitore dei premi BPER Banca e Mondello 2025, <em>Donnaregina<\/em>, pubblicato da Mondadori nella collana degli \u201cScrittori italiani e stranieri\u201d, \u00e8 entrato a far parte delle 79 proposte per lo Strega 2026.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una professionista che fino a quel momento si \u00e8 occupata di gente di spettacolo, di cantanti, di adolescenti, si trova ora ad avere a che fare con un camorrista senza che di mafia sappia nulla. Manda decine di e-mail, chiede aiuto a esperti del settore, ma le risposte che ottiene sono poche e se la deve cavare quasi del tutto da sola leggendo articoli, consultando siti web, scartabellando tra le carte giudiziarie. \u00c8 sommersa dalla paura di non piacere all\u2019intervistato e di non essere all\u2019altezza. Si vergogna di non essere mai stata in quella Napoli di cui si dovr\u00e0 continuamente parlare. Arriva a chiedersi se mai il boss porter\u00e0 con s\u00e9 una pistola.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Messo da parte ogni pregiudizio, avviene il primo incontro. In un ristorante del centro di Roma, accompagnato dalla futura moglie, Misso si presenta con camicia rosa e occhiali scuri. Da qui inizia il racconto di Giuseppe, entrato e uscito dal carcere dall\u2019et\u00e0 di 14 anni, accusato di rapina a mano armata, di furto, di omicidio, con alle spalle 33 anni di prigione e 150 morti accertati, \u00abper qualcuno oltre mille\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo un inizio complesso, dominato dalla confusione della giornalista per le tante informazioni ricevute e da un Misso diffidente che non vuole che si registrino col cellulare le sue parole, si arriva a \u00abuna specie di confidenza\u00bb, fatta di vocali per integrare gli incontri e di messaggi Whatsapp di auguri e supporto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Soffermandosi su questo lato pi\u00f9 malleabile e riavvolgendo le fila, la protagonista mette spesso da parte le strette questioni di mafia \u2013 che a un\u2019altra figura giornalistica avrebbero fatto gola \u2013 e cerca di tirare fuori gli episodi pi\u00f9 o meno centrali della vita del boss. Da quelli pi\u00f9 curiosi e ai limiti del pettegolezzo, come la presunta plastica facciale fatta da Misso, che gli avrebbe cambiato i connotati e permesso di abbandonare <em>\u2018o Nasone<\/em> (questo il suo soprannome) ma che lui nega categoricamente, fino alla passione per l\u2019allevamento dei colombi, il suo credere ai segni del destino e perfino agli UFO \u2013 adesso \u00e8 l\u2019intervistato a chiedere di avviare la registrazione perch\u00e9 il fatto deve essere documentato, dice il boss \u2013. Ognuna delle tre parti in cui il testo \u00e8 diviso inizia con un esergo \u2013 di Cechov, Bloch e Rowling \u2013 con cui sembra si voglia rappresentare la doppiezza dell\u2019intervistato: da una parte il crimine, le armi e i processi, dall\u2019altro l\u2019esistenza quotidiana, la sensibilit\u00e0 e la fantasia ai limiti del soprannaturale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Misso \u00e8 sotto tanti punti di vista un boss atipico, a partire dalla sua emancipazione culturale che lo ha portato alla lettura di C\u00e9line, Nietzsche, Susanna Tamaro, fino alla stesura di un romanzo autobiografico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La vita di Giuseppe, adesso settantacinquenne, ha attraversato anche momenti di sofferenza: la fratellanza con Luigi Giuliano poi diventato suo acerrimo nemico, la perdita del suo grande amore (che in parte si riflette nel titolo), la mancanza di una figura paterna, il rapporto controverso con il figlio Giulio e la sua omosessualit\u00e0, prima fonte di dispiacere, poi di rabbia e di violenza, e alla fine quasi motivo di orgoglio, trasformando Misso nel primo mafioso a essersi aperto sul tema. \u00c8 su questo terreno che la storia del boss e la vita privata della giornalista, che si alternano nella narrazione, quasi si incontrano. Entrambi hanno vissuto e vivono la difficolt\u00e0 dei rapporti con gli altri, per cui la protagonista deve fare i conti con una figlia che non si sente pi\u00f9 attaccata alla vita e con la malattia di un\u2019amica debilitata dalle cure sperimentali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il carattere del boss si mostra a tratti impaziente: manda messaggi per poter accordare i prossimi appuntamenti e completare l\u2019intervista, desidera farsi conoscere nella sua veste autentica e mettere a tacere le false voci su di lui, vuole acquisire di nuovo notoriet\u00e0. Dall\u2019altra parte la protagonista si mostra spesso sfuggente e vaga. I ruoli quasi si invertono. A modo suo, per\u00f2, il boss mostra vicinanza, comprensione ed estrema generosit\u00e0, non esitando a inviare ricchi regali alla sua intervistatrice. Alla fine la protagonista, invitata in una localit\u00e0 segreta al matrimonio di Giuseppe Misso e la sua Adele, di quell\u2019intervistato un po&#8217; manipolatore ma che \u00e8 stato anche molto disponibile con lei non pu\u00f2 che scrivere: \u00absfido chiunque a riconoscere nello sposo novello il superboss che ha fatto la storia\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alti e bassi, luci e ombre, gli elementi pi\u00f9 inattesi della vita dell\u2019ex mafioso vengono riportati qui, rappresentando il trampolino di lancio per affrontare tematiche delicate, spinose e profondamente attuali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">Gaia Cogorno<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel suo ultimo libro Teresa Ciabatti racconta di una giornalista romana \u2013 figura in parte autobiografica e in parte no, ha precisato l\u2019autrice \u2013 che riceve dalla sua testata il difficile incarico di intervistare l\u2019ex boss del rione Sanit\u00e0 Giuseppe Misso, ora collaboratore di giustizia. Domanda dopo domanda di quest\u2019uomo verr\u00e0 riportata un\u2019immagine inaspettata, personale, legata a gioie e dolori di vita, facendone affiorare il lato umano. Il tutto \u00e8 raccontato con lo stile tipico di Ciabatti, secco, a tratti sentenzioso, arricchito di incisi che aggiungono riflessioni e particolari Il testo, a copertina rigida, che riporta nella sovracoperta una fotografia a tutta pagina con lo sfondo di cielo, acqua e scogli, e in primo piano un bambino che si gira verso il lettore portando sul capo una creatura del mare, sembra rievocare certi paesaggi e atmosfere descritte. A dominare sono i toni dell\u2019azzurro \u2013 che prosegue nel dorso e nella quarta \u2013 e del nero, con cui viene riportato il nome dell\u2019autrice e il titolo dell\u2019opera, entrambi con iniziale minuscola e caratteri non graziati. Gi\u00e0 vincitore dei premi BPER Banca e Mondello 2025, Donnaregina, pubblicato da Mondadori nella collana degli \u201cScrittori italiani e stranieri\u201d, \u00e8 entrato a far parte delle 79 proposte per lo Strega 2026. Una professionista che fino a quel momento si \u00e8 occupata di gente di spettacolo, di cantanti, di adolescenti, si trova ora ad avere a che fare con un camorrista senza che di mafia sappia nulla. Manda decine di e-mail, chiede aiuto a esperti del settore, ma le risposte che ottiene sono poche e se la deve cavare quasi del tutto da sola leggendo articoli, consultando siti web, scartabellando tra le carte giudiziarie. \u00c8 sommersa dalla paura di non piacere all\u2019intervistato e di non essere all\u2019altezza. Si vergogna di non essere mai stata in quella Napoli di cui si dovr\u00e0 continuamente parlare. Arriva a chiedersi se mai il boss porter\u00e0 con s\u00e9 una pistola. Messo da parte ogni pregiudizio, avviene il primo incontro. In un ristorante del centro di Roma, accompagnato dalla futura moglie, Misso si presenta con camicia rosa e occhiali scuri. Da qui inizia il racconto di Giuseppe, entrato e uscito dal carcere dall\u2019et\u00e0 di 14 anni, accusato di rapina a mano armata, di furto, di omicidio, con alle spalle 33 anni di prigione e 150 morti accertati, \u00abper qualcuno oltre mille\u00bb.&nbsp; Dopo un inizio complesso, dominato dalla confusione della giornalista per le tante informazioni ricevute e da un Misso diffidente che non vuole che si registrino col cellulare le sue parole, si arriva a \u00abuna specie di confidenza\u00bb, fatta di vocali per integrare gli incontri e di messaggi Whatsapp di auguri e supporto. Soffermandosi su questo lato pi\u00f9 malleabile e riavvolgendo le fila, la protagonista mette spesso da parte le strette questioni di mafia \u2013 che a un\u2019altra figura giornalistica avrebbero fatto gola \u2013 e cerca di tirare fuori gli episodi pi\u00f9 o meno centrali della vita del boss. Da quelli pi\u00f9 curiosi e ai limiti del pettegolezzo, come la presunta plastica facciale fatta da Misso, che gli avrebbe cambiato i connotati e permesso di abbandonare \u2018o Nasone (questo il suo soprannome) ma che lui nega categoricamente, fino alla passione per l\u2019allevamento dei colombi, il suo credere ai segni del destino e perfino agli UFO \u2013 adesso \u00e8 l\u2019intervistato a chiedere di avviare la registrazione perch\u00e9 il fatto deve essere documentato, dice il boss \u2013. Ognuna delle tre parti in cui il testo \u00e8 diviso inizia con un esergo \u2013 di Cechov, Bloch e Rowling \u2013 con cui sembra si voglia rappresentare la doppiezza dell\u2019intervistato: da una parte il crimine, le armi e i processi, dall\u2019altro l\u2019esistenza quotidiana, la sensibilit\u00e0 e la fantasia ai limiti del soprannaturale. Misso \u00e8 sotto tanti punti di vista un boss atipico, a partire dalla sua emancipazione culturale che lo ha portato alla lettura di C\u00e9line, Nietzsche, Susanna Tamaro, fino alla stesura di un romanzo autobiografico. La vita di Giuseppe, adesso settantacinquenne, ha attraversato anche momenti di sofferenza: la fratellanza con Luigi Giuliano poi diventato suo acerrimo nemico, la perdita del suo grande amore (che in parte si riflette nel titolo), la mancanza di una figura paterna, il rapporto controverso con il figlio Giulio e la sua omosessualit\u00e0, prima fonte di dispiacere, poi di rabbia e di violenza, e alla fine quasi motivo di orgoglio, trasformando Misso nel primo mafioso a essersi aperto sul tema. \u00c8 su questo terreno che la storia del boss e la vita privata della giornalista, che si alternano nella narrazione, quasi si incontrano. Entrambi hanno vissuto e vivono la difficolt\u00e0 dei rapporti con gli altri, per cui la protagonista deve fare i conti con una figlia che non si sente pi\u00f9 attaccata alla vita e con la malattia di un\u2019amica debilitata dalle cure sperimentali. Il carattere del boss si mostra a tratti impaziente: manda messaggi per poter accordare i prossimi appuntamenti e completare l\u2019intervista, desidera farsi conoscere nella sua veste autentica e mettere a tacere le false voci su di lui, vuole acquisire di nuovo notoriet\u00e0. Dall\u2019altra parte la protagonista si mostra spesso sfuggente e vaga. I ruoli quasi si invertono. A modo suo, per\u00f2, il boss mostra vicinanza, comprensione ed estrema generosit\u00e0, non esitando a inviare ricchi regali alla sua intervistatrice. Alla fine la protagonista, invitata in una localit\u00e0 segreta al matrimonio di Giuseppe Misso e la sua Adele, di quell\u2019intervistato un po&#8217; manipolatore ma che \u00e8 stato anche molto disponibile con lei non pu\u00f2 che scrivere: \u00absfido chiunque a riconoscere nello sposo novello il superboss che ha fatto la storia\u00bb. 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Domanda dopo domanda di quest\u2019uomo verr\u00e0 riportata un\u2019immagine inaspettata, personale, legata a gioie e dolori di vita, facendone affiorare il lato umano. Il tutto \u00e8 raccontato con lo stile tipico di Ciabatti, secco, a tratti sentenzioso, arricchito di incisi che aggiungono riflessioni e particolari Il testo, a copertina rigida, che riporta nella sovracoperta una fotografia a tutta pagina con lo sfondo di cielo, acqua e scogli, e in primo piano un bambino che si gira verso il lettore portando sul capo una creatura del mare, sembra rievocare certi paesaggi e atmosfere descritte. A dominare sono i toni dell\u2019azzurro \u2013 che prosegue nel dorso e nella quarta \u2013 e del nero, con cui viene riportato il nome dell\u2019autrice e il titolo dell\u2019opera, entrambi con iniziale minuscola e caratteri non graziati. Gi\u00e0 vincitore dei premi BPER Banca e Mondello 2025, Donnaregina, pubblicato da Mondadori nella collana degli \u201cScrittori italiani e stranieri\u201d, \u00e8 entrato a far parte delle 79 proposte per lo Strega 2026. Una professionista che fino a quel momento si \u00e8 occupata di gente di spettacolo, di cantanti, di adolescenti, si trova ora ad avere a che fare con un camorrista senza che di mafia sappia nulla. Manda decine di e-mail, chiede aiuto a esperti del settore, ma le risposte che ottiene sono poche e se la deve cavare quasi del tutto da sola leggendo articoli, consultando siti web, scartabellando tra le carte giudiziarie. \u00c8 sommersa dalla paura di non piacere all\u2019intervistato e di non essere all\u2019altezza. Si vergogna di non essere mai stata in quella Napoli di cui si dovr\u00e0 continuamente parlare. Arriva a chiedersi se mai il boss porter\u00e0 con s\u00e9 una pistola. Messo da parte ogni pregiudizio, avviene il primo incontro. In un ristorante del centro di Roma, accompagnato dalla futura moglie, Misso si presenta con camicia rosa e occhiali scuri. Da qui inizia il racconto di Giuseppe, entrato e uscito dal carcere dall\u2019et\u00e0 di 14 anni, accusato di rapina a mano armata, di furto, di omicidio, con alle spalle 33 anni di prigione e 150 morti accertati, \u00abper qualcuno oltre mille\u00bb.&nbsp; Dopo un inizio complesso, dominato dalla confusione della giornalista per le tante informazioni ricevute e da un Misso diffidente che non vuole che si registrino col cellulare le sue parole, si arriva a \u00abuna specie di confidenza\u00bb, fatta di vocali per integrare gli incontri e di messaggi Whatsapp di auguri e supporto. Soffermandosi su questo lato pi\u00f9 malleabile e riavvolgendo le fila, la protagonista mette spesso da parte le strette questioni di mafia \u2013 che a un\u2019altra figura giornalistica avrebbero fatto gola \u2013 e cerca di tirare fuori gli episodi pi\u00f9 o meno centrali della vita del boss. Da quelli pi\u00f9 curiosi e ai limiti del pettegolezzo, come la presunta plastica facciale fatta da Misso, che gli avrebbe cambiato i connotati e permesso di abbandonare \u2018o Nasone (questo il suo soprannome) ma che lui nega categoricamente, fino alla passione per l\u2019allevamento dei colombi, il suo credere ai segni del destino e perfino agli UFO \u2013 adesso \u00e8 l\u2019intervistato a chiedere di avviare la registrazione perch\u00e9 il fatto deve essere documentato, dice il boss \u2013. Ognuna delle tre parti in cui il testo \u00e8 diviso inizia con un esergo \u2013 di Cechov, Bloch e Rowling \u2013 con cui sembra si voglia rappresentare la doppiezza dell\u2019intervistato: da una parte il crimine, le armi e i processi, dall\u2019altro l\u2019esistenza quotidiana, la sensibilit\u00e0 e la fantasia ai limiti del soprannaturale. Misso \u00e8 sotto tanti punti di vista un boss atipico, a partire dalla sua emancipazione culturale che lo ha portato alla lettura di C\u00e9line, Nietzsche, Susanna Tamaro, fino alla stesura di un romanzo autobiografico. La vita di Giuseppe, adesso settantacinquenne, ha attraversato anche momenti di sofferenza: la fratellanza con Luigi Giuliano poi diventato suo acerrimo nemico, la perdita del suo grande amore (che in parte si riflette nel titolo), la mancanza di una figura paterna, il rapporto controverso con il figlio Giulio e la sua omosessualit\u00e0, prima fonte di dispiacere, poi di rabbia e di violenza, e alla fine quasi motivo di orgoglio, trasformando Misso nel primo mafioso a essersi aperto sul tema. \u00c8 su questo terreno che la storia del boss e la vita privata della giornalista, che si alternano nella narrazione, quasi si incontrano. Entrambi hanno vissuto e vivono la difficolt\u00e0 dei rapporti con gli altri, per cui la protagonista deve fare i conti con una figlia che non si sente pi\u00f9 attaccata alla vita e con la malattia di un\u2019amica debilitata dalle cure sperimentali. Il carattere del boss si mostra a tratti impaziente: manda messaggi per poter accordare i prossimi appuntamenti e completare l\u2019intervista, desidera farsi conoscere nella sua veste autentica e mettere a tacere le false voci su di lui, vuole acquisire di nuovo notoriet\u00e0. Dall\u2019altra parte la protagonista si mostra spesso sfuggente e vaga. I ruoli quasi si invertono. A modo suo, per\u00f2, il boss mostra vicinanza, comprensione ed estrema generosit\u00e0, non esitando a inviare ricchi regali alla sua intervistatrice. Alla fine la protagonista, invitata in una localit\u00e0 segreta al matrimonio di Giuseppe Misso e la sua Adele, di quell\u2019intervistato un po&#8217; manipolatore ma che \u00e8 stato anche molto disponibile con lei non pu\u00f2 che scrivere: \u00absfido chiunque a riconoscere nello sposo novello il superboss che ha fatto la storia\u00bb. 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Domanda dopo domanda di quest\u2019uomo verr\u00e0 riportata un\u2019immagine inaspettata, personale, legata a gioie e dolori di vita, facendone affiorare il lato umano. Il tutto \u00e8 raccontato con lo stile tipico di Ciabatti, secco, a tratti sentenzioso, arricchito di incisi che aggiungono riflessioni e particolari Il testo, a copertina rigida, che riporta nella sovracoperta una fotografia a tutta pagina con lo sfondo di cielo, acqua e scogli, e in primo piano un bambino che si gira verso il lettore portando sul capo una creatura del mare, sembra rievocare certi paesaggi e atmosfere descritte. A dominare sono i toni dell\u2019azzurro \u2013 che prosegue nel dorso e nella quarta \u2013 e del nero, con cui viene riportato il nome dell\u2019autrice e il titolo dell\u2019opera, entrambi con iniziale minuscola e caratteri non graziati. Gi\u00e0 vincitore dei premi BPER Banca e Mondello 2025, Donnaregina, pubblicato da Mondadori nella collana degli \u201cScrittori italiani e stranieri\u201d, \u00e8 entrato a far parte delle 79 proposte per lo Strega 2026. Una professionista che fino a quel momento si \u00e8 occupata di gente di spettacolo, di cantanti, di adolescenti, si trova ora ad avere a che fare con un camorrista senza che di mafia sappia nulla. Manda decine di e-mail, chiede aiuto a esperti del settore, ma le risposte che ottiene sono poche e se la deve cavare quasi del tutto da sola leggendo articoli, consultando siti web, scartabellando tra le carte giudiziarie. \u00c8 sommersa dalla paura di non piacere all\u2019intervistato e di non essere all\u2019altezza. Si vergogna di non essere mai stata in quella Napoli di cui si dovr\u00e0 continuamente parlare. Arriva a chiedersi se mai il boss porter\u00e0 con s\u00e9 una pistola. Messo da parte ogni pregiudizio, avviene il primo incontro. In un ristorante del centro di Roma, accompagnato dalla futura moglie, Misso si presenta con camicia rosa e occhiali scuri. Da qui inizia il racconto di Giuseppe, entrato e uscito dal carcere dall\u2019et\u00e0 di 14 anni, accusato di rapina a mano armata, di furto, di omicidio, con alle spalle 33 anni di prigione e 150 morti accertati, \u00abper qualcuno oltre mille\u00bb.&nbsp; Dopo un inizio complesso, dominato dalla confusione della giornalista per le tante informazioni ricevute e da un Misso diffidente che non vuole che si registrino col cellulare le sue parole, si arriva a \u00abuna specie di confidenza\u00bb, fatta di vocali per integrare gli incontri e di messaggi Whatsapp di auguri e supporto. 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La vita di Giuseppe, adesso settantacinquenne, ha attraversato anche momenti di sofferenza: la fratellanza con Luigi Giuliano poi diventato suo acerrimo nemico, la perdita del suo grande amore (che in parte si riflette nel titolo), la mancanza di una figura paterna, il rapporto controverso con il figlio Giulio e la sua omosessualit\u00e0, prima fonte di dispiacere, poi di rabbia e di violenza, e alla fine quasi motivo di orgoglio, trasformando Misso nel primo mafioso a essersi aperto sul tema. \u00c8 su questo terreno che la storia del boss e la vita privata della giornalista, che si alternano nella narrazione, quasi si incontrano. Entrambi hanno vissuto e vivono la difficolt\u00e0 dei rapporti con gli altri, per cui la protagonista deve fare i conti con una figlia che non si sente pi\u00f9 attaccata alla vita e con la malattia di un\u2019amica debilitata dalle cure sperimentali. Il carattere del boss si mostra a tratti impaziente: manda messaggi per poter accordare i prossimi appuntamenti e completare l\u2019intervista, desidera farsi conoscere nella sua veste autentica e mettere a tacere le false voci su di lui, vuole acquisire di nuovo notoriet\u00e0. Dall\u2019altra parte la protagonista si mostra spesso sfuggente e vaga. I ruoli quasi si invertono. A modo suo, per\u00f2, il boss mostra vicinanza, comprensione ed estrema generosit\u00e0, non esitando a inviare ricchi regali alla sua intervistatrice. Alla fine la protagonista, invitata in una localit\u00e0 segreta al matrimonio di Giuseppe Misso e la sua Adele, di quell\u2019intervistato un po&#8217; manipolatore ma che \u00e8 stato anche molto disponibile con lei non pu\u00f2 che scrivere: \u00absfido chiunque a riconoscere nello sposo novello il superboss che ha fatto la storia\u00bb. Alti e bassi, luci e ombre, gli elementi pi\u00f9 inattesi della vita dell\u2019ex mafioso vengono riportati qui, rappresentando il trampolino di lancio per affrontare tematiche delicate, spinose e profondamente attuali. 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