{"id":9520,"date":"2026-03-29T19:21:25","date_gmt":"2026-03-29T17:21:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/?p=9520"},"modified":"2026-04-08T13:13:55","modified_gmt":"2026-04-08T11:13:55","slug":"la-lingua-e-il-digitale-riflessioni-di-un-linguista","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/la-lingua-e-il-digitale-riflessioni-di-un-linguista\/","title":{"rendered":"La lingua e il digitale: riflessioni di un linguista"},"content":{"rendered":"\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">\u201cUn calcolatore meriterebbe di essere definito intelligente se potesse ingannare un essere umano facendogli credere di essere umano.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">(Alan Turing)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"200\" height=\"315\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/alfabit.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9522\" srcset=\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/alfabit.jpg 200w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/alfabit-190x300.jpg 190w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/alfabit-15x24.jpg 15w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/alfabit-23x36.jpg 23w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/alfabit-30x48.jpg 30w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In data 21 marzo il collegio Santa Caterina ha ospitato una conferenza tenuta da Giuseppe Antonelli, docente di Storia della lingua italiana presso l\u2019ateneo pavese e volto noto del dibattito culturale, incentrata sulla sua ultima fatica <em>Alfabit. L&#8217;italiano digitale dagli SMS all&#8217;IA<\/em> (Il Mulino, Bologna 2026). Sollecitato dalle domande di Roberto Cicala e del pubblico, l\u2019autore ha ripercorso le tappe della formazione di due varianti della nostra lingua, al cui studio dedica da anni le proprie ricerche: <em>e-taliano<\/em> e <em>IA-taliano<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima consiste nell\u2019italiano sviluppatosi negli spazi di comunicazione virtuale, come SMS, chat di gruppo, e-mail. L\u2019italiano digitale, che i linguisti osservano fin dagli anni \u201990, ha ridato impulso alla scrittura, disattendendo le previsioni che davano vittoria completa, nel campo della comunicazione, all\u2019audio. Questa scrittura ha sviluppato da subito sue forme e particolarit\u00e0, e in <em>Alfabit <\/em>si parla di essa come di una <em>neografia<\/em>, un termine suggestivo che trasmette l\u2019importanza dei cambiamenti in essa registrati, molto spesso dettati dal mondo circostante. Solo per citarne alcuni, l\u2019uso dei rimandi impliciti, coerenti con la perenne semi-sincronia dei nostri tempi; o ancora, la sempre minore percezione di gravit\u00e0 degli errori nelle mail formali, marca della rimodulazione dei registri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allo stesso tempo, mettendo in guardia dal non cadere nel paradigma giovani-&gt; novit\u00e0-&gt; declino, Antonelli ha fatto notare come questa forma di italiano abbia accentuato dinamiche preesistenti nella comunicazione epistolare tradizionale, oltre ad aver riesumato forme che sembravano aver fatto il loro tempo: abbreviazioni, contrazioni, sigle.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 un\u2019evoluzione irregolare, dunque, che lascia ora disattese, ora soddisfatte le predizioni dei linguisti. Un campo di indagine fertile, a patto di accantonare il passatismo di chi vorrebbe le parole sulla carta soltanto e l\u2019isterismo di chi non relativizza l\u2019influenza, di per s\u00e8 limitata, della lingua digitale sulla lingua non digitale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019evoluzione dell\u2019IA-taliano invece va dritta, senza curve o ripensamenti. Il Wittgenstein delle <em>Ricerche Filosofiche<\/em> ha lasciato una frase divenuta celebre: \u00abIl linguaggio \u00e8 un labirinto di strade. Vieni da una parte e ti sai orientare; giungi allo stesso punto da un\u2019altra parte, e non ti raccapezzi pi\u00f9\u00bb. Oggi, con le macchine che sanno muoversi disinvolte in quel labirinto, c\u2019\u00e8 da capire che ne sar\u00e0 dei cartografi: saranno ancora gli umani a scrivere i libri? I programmi IA di scrittura sono in costante miglioramento, e molti dei limiti dei testi scritti con il loro ausilio, che tanti nel mondo della cultura mettevano in evidenza con una punta d\u2019orgoglio, oggi sono stati corretti. Come viene mostrato diffusamente nel terzo capitolo di <em>Alfabit<\/em>, questi sistemi sono in grado di restituire le variazioni di stile, di linguaggio e di tinte del racconto richieste. Chiunque pu\u00f2 verificarlo con un piccolo esperimento: basta chiedere all\u2019IA di scrivere una nuova citt\u00e0 invisibile, la n. 56. Nel testo sfornato, possiamo esserne certi, non vi sar\u00e0 italinista che non riconoscer\u00e0 lo stile, la lingua e l\u2019inventiva di Calvino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alcuni autori lo dichiarano appellandosi alla sperimentazione letteraria, altri lo nascondono, ma \u00e8 acclarato: oggi i libri scritti con l\u2019intelligenza artificiale e immessi sul mercato sono tanti; domani saranno tutti? \u00c8 un discorso complesso che si sviluppa su pi\u00f9 piani, dalla sostenibilit\u00e0 economica delle case editrici alla mutazione delle capacit\u00e0 della mente umana. Antonelli non si \u00e8 sbilanciato nel dire cosa accadr\u00e0, difficile prevederlo, ma che qualcosa stia accadendo, portando a un punto di svolta, ne \u00e8 certo. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per millenni l\u2019uomo ha individuato nel linguaggio la sua pietra angolare, ci\u00f2 che lo distingueva dagli animali e dava sostanza alla sua identit\u00e0, di essere pensante e di membro della societ\u00e0. Ora che la pietra si \u00e8 fatta codice, imitabile e riproducibile a velocit\u00e0 insensata, sar\u00e0 necessario guardarsi allo specchio. Che sia questo, si chiede Antonelli, ci\u00f2 che ci mette maggiormente paura?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">di Dario Mazzocchi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cUn calcolatore meriterebbe di essere definito intelligente se potesse ingannare un essere umano facendogli credere di essere umano.\u201d (Alan Turing) In data 21 marzo il collegio Santa Caterina ha ospitato una conferenza tenuta da Giuseppe Antonelli, docente di Storia della lingua italiana presso l\u2019ateneo pavese e volto noto del dibattito culturale, incentrata sulla sua ultima fatica Alfabit. L&#8217;italiano digitale dagli SMS all&#8217;IA (Il Mulino, Bologna 2026). Sollecitato dalle domande di Roberto Cicala e del pubblico, l\u2019autore ha ripercorso le tappe della formazione di due varianti della nostra lingua, al cui studio dedica da anni le proprie ricerche: e-taliano e IA-taliano. La prima consiste nell\u2019italiano sviluppatosi negli spazi di comunicazione virtuale, come SMS, chat di gruppo, e-mail. L\u2019italiano digitale, che i linguisti osservano fin dagli anni \u201990, ha ridato impulso alla scrittura, disattendendo le previsioni che davano vittoria completa, nel campo della comunicazione, all\u2019audio. Questa scrittura ha sviluppato da subito sue forme e particolarit\u00e0, e in Alfabit si parla di essa come di una neografia, un termine suggestivo che trasmette l\u2019importanza dei cambiamenti in essa registrati, molto spesso dettati dal mondo circostante. Solo per citarne alcuni, l\u2019uso dei rimandi impliciti, coerenti con la perenne semi-sincronia dei nostri tempi; o ancora, la sempre minore percezione di gravit\u00e0 degli errori nelle mail formali, marca della rimodulazione dei registri. Allo stesso tempo, mettendo in guardia dal non cadere nel paradigma giovani-&gt; novit\u00e0-&gt; declino, Antonelli ha fatto notare come questa forma di italiano abbia accentuato dinamiche preesistenti nella comunicazione epistolare tradizionale, oltre ad aver riesumato forme che sembravano aver fatto il loro tempo: abbreviazioni, contrazioni, sigle. \u00c8 un\u2019evoluzione irregolare, dunque, che lascia ora disattese, ora soddisfatte le predizioni dei linguisti. Un campo di indagine fertile, a patto di accantonare il passatismo di chi vorrebbe le parole sulla carta soltanto e l\u2019isterismo di chi non relativizza l\u2019influenza, di per s\u00e8 limitata, della lingua digitale sulla lingua non digitale. L\u2019evoluzione dell\u2019IA-taliano invece va dritta, senza curve o ripensamenti. Il Wittgenstein delle Ricerche Filosofiche ha lasciato una frase divenuta celebre: \u00abIl linguaggio \u00e8 un labirinto di strade. 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Alcuni autori lo dichiarano appellandosi alla sperimentazione letteraria, altri lo nascondono, ma \u00e8 acclarato: oggi i libri scritti con l\u2019intelligenza artificiale e immessi sul mercato sono tanti; domani saranno tutti? \u00c8 un discorso complesso che si sviluppa su pi\u00f9 piani, dalla sostenibilit\u00e0 economica delle case editrici alla mutazione delle capacit\u00e0 della mente umana. Antonelli non si \u00e8 sbilanciato nel dire cosa accadr\u00e0, difficile prevederlo, ma che qualcosa stia accadendo, portando a un punto di svolta, ne \u00e8 certo. Per millenni l\u2019uomo ha individuato nel linguaggio la sua pietra angolare, ci\u00f2 che lo distingueva dagli animali e dava sostanza alla sua identit\u00e0, di essere pensante e di membro della societ\u00e0. Ora che la pietra si \u00e8 fatta codice, imitabile e riproducibile a velocit\u00e0 insensata, sar\u00e0 necessario guardarsi allo specchio. 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Solo per citarne alcuni, l\u2019uso dei rimandi impliciti, coerenti con la perenne semi-sincronia dei nostri tempi; o ancora, la sempre minore percezione di gravit\u00e0 degli errori nelle mail formali, marca della rimodulazione dei registri. Allo stesso tempo, mettendo in guardia dal non cadere nel paradigma giovani-&gt; novit\u00e0-&gt; declino, Antonelli ha fatto notare come questa forma di italiano abbia accentuato dinamiche preesistenti nella comunicazione epistolare tradizionale, oltre ad aver riesumato forme che sembravano aver fatto il loro tempo: abbreviazioni, contrazioni, sigle. \u00c8 un\u2019evoluzione irregolare, dunque, che lascia ora disattese, ora soddisfatte le predizioni dei linguisti. Un campo di indagine fertile, a patto di accantonare il passatismo di chi vorrebbe le parole sulla carta soltanto e l\u2019isterismo di chi non relativizza l\u2019influenza, di per s\u00e8 limitata, della lingua digitale sulla lingua non digitale. L\u2019evoluzione dell\u2019IA-taliano invece va dritta, senza curve o ripensamenti. Il Wittgenstein delle Ricerche Filosofiche ha lasciato una frase divenuta celebre: \u00abIl linguaggio \u00e8 un labirinto di strade. Vieni da una parte e ti sai orientare; giungi allo stesso punto da un\u2019altra parte, e non ti raccapezzi pi\u00f9\u00bb. Oggi, con le macchine che sanno muoversi disinvolte in quel labirinto, c\u2019\u00e8 da capire che ne sar\u00e0 dei cartografi: saranno ancora gli umani a scrivere i libri? I programmi IA di scrittura sono in costante miglioramento, e molti dei limiti dei testi scritti con il loro ausilio, che tanti nel mondo della cultura mettevano in evidenza con una punta d\u2019orgoglio, oggi sono stati corretti. Come viene mostrato diffusamente nel terzo capitolo di Alfabit, questi sistemi sono in grado di restituire le variazioni di stile, di linguaggio e di tinte del racconto richieste. Chiunque pu\u00f2 verificarlo con un piccolo esperimento: basta chiedere all\u2019IA di scrivere una nuova citt\u00e0 invisibile, la n. 56. Nel testo sfornato, possiamo esserne certi, non vi sar\u00e0 italinista che non riconoscer\u00e0 lo stile, la lingua e l\u2019inventiva di Calvino. Alcuni autori lo dichiarano appellandosi alla sperimentazione letteraria, altri lo nascondono, ma \u00e8 acclarato: oggi i libri scritti con l\u2019intelligenza artificiale e immessi sul mercato sono tanti; domani saranno tutti? \u00c8 un discorso complesso che si sviluppa su pi\u00f9 piani, dalla sostenibilit\u00e0 economica delle case editrici alla mutazione delle capacit\u00e0 della mente umana. Antonelli non si \u00e8 sbilanciato nel dire cosa accadr\u00e0, difficile prevederlo, ma che qualcosa stia accadendo, portando a un punto di svolta, ne \u00e8 certo. 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L&#8217;italiano digitale dagli SMS all&#8217;IA (Il Mulino, Bologna 2026). Sollecitato dalle domande di Roberto Cicala e del pubblico, l\u2019autore ha ripercorso le tappe della formazione di due varianti della nostra lingua, al cui studio dedica da anni le proprie ricerche: e-taliano e IA-taliano. La prima consiste nell\u2019italiano sviluppatosi negli spazi di comunicazione virtuale, come SMS, chat di gruppo, e-mail. L\u2019italiano digitale, che i linguisti osservano fin dagli anni \u201990, ha ridato impulso alla scrittura, disattendendo le previsioni che davano vittoria completa, nel campo della comunicazione, all\u2019audio. Questa scrittura ha sviluppato da subito sue forme e particolarit\u00e0, e in Alfabit si parla di essa come di una neografia, un termine suggestivo che trasmette l\u2019importanza dei cambiamenti in essa registrati, molto spesso dettati dal mondo circostante. Solo per citarne alcuni, l\u2019uso dei rimandi impliciti, coerenti con la perenne semi-sincronia dei nostri tempi; o ancora, la sempre minore percezione di gravit\u00e0 degli errori nelle mail formali, marca della rimodulazione dei registri. Allo stesso tempo, mettendo in guardia dal non cadere nel paradigma giovani-&gt; novit\u00e0-&gt; declino, Antonelli ha fatto notare come questa forma di italiano abbia accentuato dinamiche preesistenti nella comunicazione epistolare tradizionale, oltre ad aver riesumato forme che sembravano aver fatto il loro tempo: abbreviazioni, contrazioni, sigle. \u00c8 un\u2019evoluzione irregolare, dunque, che lascia ora disattese, ora soddisfatte le predizioni dei linguisti. Un campo di indagine fertile, a patto di accantonare il passatismo di chi vorrebbe le parole sulla carta soltanto e l\u2019isterismo di chi non relativizza l\u2019influenza, di per s\u00e8 limitata, della lingua digitale sulla lingua non digitale. L\u2019evoluzione dell\u2019IA-taliano invece va dritta, senza curve o ripensamenti. Il Wittgenstein delle Ricerche Filosofiche ha lasciato una frase divenuta celebre: \u00abIl linguaggio \u00e8 un labirinto di strade. Vieni da una parte e ti sai orientare; giungi allo stesso punto da un\u2019altra parte, e non ti raccapezzi pi\u00f9\u00bb. Oggi, con le macchine che sanno muoversi disinvolte in quel labirinto, c\u2019\u00e8 da capire che ne sar\u00e0 dei cartografi: saranno ancora gli umani a scrivere i libri? I programmi IA di scrittura sono in costante miglioramento, e molti dei limiti dei testi scritti con il loro ausilio, che tanti nel mondo della cultura mettevano in evidenza con una punta d\u2019orgoglio, oggi sono stati corretti. Come viene mostrato diffusamente nel terzo capitolo di Alfabit, questi sistemi sono in grado di restituire le variazioni di stile, di linguaggio e di tinte del racconto richieste. Chiunque pu\u00f2 verificarlo con un piccolo esperimento: basta chiedere all\u2019IA di scrivere una nuova citt\u00e0 invisibile, la n. 56. Nel testo sfornato, possiamo esserne certi, non vi sar\u00e0 italinista che non riconoscer\u00e0 lo stile, la lingua e l\u2019inventiva di Calvino. Alcuni autori lo dichiarano appellandosi alla sperimentazione letteraria, altri lo nascondono, ma \u00e8 acclarato: oggi i libri scritti con l\u2019intelligenza artificiale e immessi sul mercato sono tanti; domani saranno tutti? \u00c8 un discorso complesso che si sviluppa su pi\u00f9 piani, dalla sostenibilit\u00e0 economica delle case editrici alla mutazione delle capacit\u00e0 della mente umana. Antonelli non si \u00e8 sbilanciato nel dire cosa accadr\u00e0, difficile prevederlo, ma che qualcosa stia accadendo, portando a un punto di svolta, ne \u00e8 certo. Per millenni l\u2019uomo ha individuato nel linguaggio la sua pietra angolare, ci\u00f2 che lo distingueva dagli animali e dava sostanza alla sua identit\u00e0, di essere pensante e di membro della societ\u00e0. Ora che la pietra si \u00e8 fatta codice, imitabile e riproducibile a velocit\u00e0 insensata, sar\u00e0 necessario guardarsi allo specchio. Che sia questo, si chiede Antonelli, ci\u00f2 che ci mette maggiormente paura? di Dario Mazzocchi","og_url":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/la-lingua-e-il-digitale-riflessioni-di-un-linguista\/","og_site_name":"il BLOG di EDITORIA","article_published_time":"2026-03-29T17:21:25+00:00","article_modified_time":"2026-04-08T11:13:55+00:00","og_image":[{"width":700,"height":700,"url":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/giuseppe-antonelli-elastica.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Studenti","twitter_misc":{"Scritto da":"Studenti","Tempo di lettura stimato":"4 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/la-lingua-e-il-digitale-riflessioni-di-un-linguista\/#article","isPartOf":{"@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/la-lingua-e-il-digitale-riflessioni-di-un-linguista\/"},"author":{"name":"Studenti","@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#\/schema\/person\/6f9a05accb3a5aa7dc3ef4c332b4d171"},"headline":"La lingua e il digitale: riflessioni di un linguista","datePublished":"2026-03-29T17:21:25+00:00","dateModified":"2026-04-08T11:13:55+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/la-lingua-e-il-digitale-riflessioni-di-un-linguista\/"},"wordCount":655,"publisher":{"@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#organization"},"image":{"@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/la-lingua-e-il-digitale-riflessioni-di-un-linguista\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/giuseppe-antonelli-elastica.jpg","keywords":["editoria","libri","Master Professioni e prodotti dell\u2019editoria"],"articleSection":["News"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/la-lingua-e-il-digitale-riflessioni-di-un-linguista\/","url":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/la-lingua-e-il-digitale-riflessioni-di-un-linguista\/","name":"La lingua e il digitale: riflessioni di un linguista - il BLOG di EDITORIA","isPartOf":{"@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/la-lingua-e-il-digitale-riflessioni-di-un-linguista\/#primaryimage"},"image":{"@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/la-lingua-e-il-digitale-riflessioni-di-un-linguista\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/giuseppe-antonelli-elastica.jpg","datePublished":"2026-03-29T17:21:25+00:00","dateModified":"2026-04-08T11:13:55+00:00","breadcrumb":{"@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/la-lingua-e-il-digitale-riflessioni-di-un-linguista\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/la-lingua-e-il-digitale-riflessioni-di-un-linguista\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/la-lingua-e-il-digitale-riflessioni-di-un-linguista\/#primaryimage","url":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/giuseppe-antonelli-elastica.jpg","contentUrl":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/giuseppe-antonelli-elastica.jpg","width":700,"height":700},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/la-lingua-e-il-digitale-riflessioni-di-un-linguista\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"La lingua e il digitale: riflessioni di un linguista"}]},{"@type":"WebSite","@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#website","url":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/","name":"il BLOG di EDITORIA","description":"Master Professioni e prodotti dell'editoria - Universit&agrave; 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