{"id":9566,"date":"2026-04-08T13:02:48","date_gmt":"2026-04-08T11:02:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/?p=9566"},"modified":"2026-04-27T17:06:39","modified_gmt":"2026-04-27T15:06:39","slug":"stacy-un-brutto-sogno-per-il-bel-mondo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/stacy-un-brutto-sogno-per-il-bel-mondo\/","title":{"rendered":"Stacy: un brutto sogno per il bel mondo"},"content":{"rendered":"\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">\u00abIl fatto \u00e8 che non credevo che lo sguardo degli altri fosse, per me, tanto importante\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">&#8211; <em>Stacy<\/em>, Gipi (Coconino, 2023)<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><em>Nella sua ultima storia a fumetti, Gipi si immerge nelle contraddizioni e nelle ipocrisie della nostra societ\u00e0, dove attraverso i social ognuno di noi \u00e8 giudice e censore degli altri. Arrabbiato e divertito, critico e indulgente, Stacy \u00e8 un dialogo con s\u00e9 stessi, un percorso in cui \u00e8 necessario perdersi per ritrovarsi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Stacy \u00e8 una ragazza alla fermata dell\u2019autobus, guarda il telefono mentre il furgone di Gianni le passa accanto. Stacy \u00e8 sola. Stacy \u00e8 pallida. Stacy \u00e8 burrosa. Gianni l\u2019addormenta, la carica sul furgone e la porta nel seminterrato di un capannone vicino a Pomezia. Stacy non esiste, \u00abnon parlare mai di Stacy\u00bb, perch\u00e9 Stacy \u00e8 un sogno troppo reale per stare nel \u201cbel mondo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Stacy<\/em> \u00e8 il titolo dell\u2019ultimo fumetto di Gipi (Gianni Pacinotti), pubblicato per i tipi di Coconino nel 2023. L\u2019autore pisano torna con questa storia a mettere su tavola la propria vita, a quattro anni da <em>Momenti straordinari con applausi finti <\/em>(Coconino, 2019). Il volume, in formato 17&#215;24 cm, si presenta con copertina cartonata illustrata, dove sul volto spiritato di un uomo domina il titolo: <em>Stacy<\/em>. La quarta riporta solo alcune righe di sceneggiatura, anche l\u2019interno \u00e8 essenziale, lasciando subito chi legge a tu per tu con il racconto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo spunto per <em>Stacy <\/em>nasce da un evento segnante per Gipi stesso: la pubblicazione di una vignetta che suscit\u00f2 lo scandalo mediatico e una pioggia di insulti nei confronti del fumettista. Il libro racconta infatti di uno sceneggiatore (Gianni) il quale, durante un\u2019intervista, riferisce di un sogno nel quale rapisce una ragazza (Stacy) incontrata alla fermata del bus. Il protagonista d\u00e0 cos\u00ec una descrizione minuziosa del rapimento \u2013 e della vittima \u2013 all\u2019intervistatore. Ci\u00f2 che per\u00f2 getter\u00e0 Gianni al centro di una <em>shitstorm<\/em> sono tre parole: \u00abStacy \u00e8 burrosa\u00bb. Basta questa frase per scatenare l\u2019indignazione del mondo social, lasciando Gianni emarginato dai colleghi e dagli amici che, fino al giorno prima, lo stimavano. Ci\u00f2 che segue \u00e8 il percorso interiore ed esteriore del protagonista, nel tentativo di riabilitarsi agli occhi degli altri per essere cos\u00ec riammesso in quel \u00abbel mondo\u00bb dove amicizia, compassione e amore seguono la curva dei <em>like<\/em> e delle condivisioni.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"690\" height=\"968\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/81jkZpVSL._AC_UF10001000_QL80_.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9558\" srcset=\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/81jkZpVSL._AC_UF10001000_QL80_.jpg 690w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/81jkZpVSL._AC_UF10001000_QL80_-214x300.jpg 214w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/81jkZpVSL._AC_UF10001000_QL80_-17x24.jpg 17w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/81jkZpVSL._AC_UF10001000_QL80_-26x36.jpg 26w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/81jkZpVSL._AC_UF10001000_QL80_-34x48.jpg 34w\" sizes=\"(max-width: 690px) 100vw, 690px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>\u00a9 Gipi \/ \u00a9 Coconino Press &#8211; Fandango<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In <em>Stacy<\/em> Gipi abbandona i colori e le sfumature dell\u2019acquerello per la nettezza del bianco e nero. Una scelta che segue la necessit\u00e0 di mettere in scena una storia crudele, che non faccia sconti a nessuno, nemmeno al suo protagonista. Ai momenti di sospensione che caratterizzavano molti dei lavori precedenti si sostituiscono dunque tavole fitte, dal ritmo serrato e che restituiscono il bisogno impellente da cui nasce il racconto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Stacy<\/em> \u00e8 ruvido e feroce: lo \u00e8 nel tratto a penna che delinea i profili aguzzi dei personaggi, lo \u00e8 nella gabbia senza spazi bianchi che taglia il fiato al lettore. Anche nelle parti in cui la griglia si apre, concedendo un certo respiro, o in cui la parte grafica addirittura scompare lasciando soltanto le parole, la sensazione di claustrofobia non svanisce. Frasi reiterate, muri di testo, scarabocchi, note, tutto concorre a ricordare al lettore come Gianni, anche quando non \u00e8 prigioniero dell\u2019ipocrisia del mondo quotidiano, non sia capace di liberarsi da esso. Chi legge si trova intrappolato nel rimuginio del protagonista, che lo trascina a poco a poco sul fondo. Il disegno nervoso, che riempie di oggetti e di particolari le vignette, restituisce un mondo frenetico e straripante. Qui si muovono personaggi dai tratti acuminati e dai denti aguzzi come squali, pronti a sbranarsi l\u2019un l\u2019altro per avere ci\u00f2 che desiderano. Anche Gianni fa parte di questo mondo e, sebbene ne sia disgustato una volta tagliato fuori, presto dovr\u00e0 venirci a patti: dovr\u00e0 conformarsi, perch\u00e9 \u00abil vero problema non \u00e8 che tutte queste persone adesso lo disprezzano. Ma che quelle stesse persone prima lo stimavano\u00bb. Gipi presenta una societ\u00e0 dove lo sguardo degli altri non \u00e8 incontro, ma sottomissione; dove ognuno \u00e8 preda nella stessa misura in cui \u00e8 predatore e ogni manifestazione di debolezza \u00e8 un\u2019occasione per colpire.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"819\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/144729083-58fa821a-708d-4e9e-8fa5-0458c6516fcf-819x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9559\" srcset=\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/144729083-58fa821a-708d-4e9e-8fa5-0458c6516fcf-819x1024.jpg 819w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/144729083-58fa821a-708d-4e9e-8fa5-0458c6516fcf-240x300.jpg 240w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/144729083-58fa821a-708d-4e9e-8fa5-0458c6516fcf-19x24.jpg 19w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/144729083-58fa821a-708d-4e9e-8fa5-0458c6516fcf-29x36.jpg 29w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/144729083-58fa821a-708d-4e9e-8fa5-0458c6516fcf-38x48.jpg 38w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/144729083-58fa821a-708d-4e9e-8fa5-0458c6516fcf.jpg 1140w\" sizes=\"(max-width: 819px) 100vw, 819px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>\u00a9 Gipi \/ \u00a9 Coconino Press &#8211; Fandango<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Stacy<\/em> \u00e8 una storia densa, e lungi da noi analizzarla, sar\u00e0 compito del lettore sentirne il senso. Tuttavia, il titolo, rinviando al nome della ragazza sognata da Gianni, aiuta a riassumere le molteplici dimensioni esplorate dal fumetto. Stacy \u00e8 proiezione di un lato di s\u00e9 del protagonista che, seppur scomodo o addirittura deprecabile, \u00e8 comunque parte fondamentale dell\u2019intimit\u00e0. Metterla allo scoperto significa per Gianni rendere pubblico il proprio s\u00e9 pi\u00f9 nascosto. Lo scandalo che ne deriva scopre uno dei paradossi della societ\u00e0 dell\u2019apparire, dove la sincerit\u00e0 ripaga \u2013 e non solo in senso figurato \u2013 chi sa quanto fingerla. Non c\u2019\u00e8 spazio dunque per le Stacy, figure ambigue che condensano le contraddizioni che abitano ognuno di noi. Tanto vale rinunciarci, \u00abnon c\u2019\u00e8 nessuna Stacy. Non devi nominarla. Mai.\u00bb, sempre che sia davvero possibile. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">di Michele Trivellin<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Immagine di copertina: \u00a9 Gipi \/ \u00a9 Coconino Press &#8211; Fandango<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abIl fatto \u00e8 che non credevo che lo sguardo degli altri fosse, per me, tanto importante\u00bb &#8211; Stacy, Gipi (Coconino, 2023) Nella sua ultima storia a fumetti, Gipi si immerge nelle contraddizioni e nelle ipocrisie della nostra societ\u00e0, dove attraverso i social ognuno di noi \u00e8 giudice e censore degli altri. Arrabbiato e divertito, critico e indulgente, Stacy \u00e8 un dialogo con s\u00e9 stessi, un percorso in cui \u00e8 necessario perdersi per ritrovarsi. Stacy \u00e8 una ragazza alla fermata dell\u2019autobus, guarda il telefono mentre il furgone di Gianni le passa accanto. Stacy \u00e8 sola. Stacy \u00e8 pallida. Stacy \u00e8 burrosa. Gianni l\u2019addormenta, la carica sul furgone e la porta nel seminterrato di un capannone vicino a Pomezia. Stacy non esiste, \u00abnon parlare mai di Stacy\u00bb, perch\u00e9 Stacy \u00e8 un sogno troppo reale per stare nel \u201cbel mondo\u201d. Stacy \u00e8 il titolo dell\u2019ultimo fumetto di Gipi (Gianni Pacinotti), pubblicato per i tipi di Coconino nel 2023. L\u2019autore pisano torna con questa storia a mettere su tavola la propria vita, a quattro anni da Momenti straordinari con applausi finti (Coconino, 2019). Il volume, in formato 17&#215;24 cm, si presenta con copertina cartonata illustrata, dove sul volto spiritato di un uomo domina il titolo: Stacy. La quarta riporta solo alcune righe di sceneggiatura, anche l\u2019interno \u00e8 essenziale, lasciando subito chi legge a tu per tu con il racconto. Lo spunto per Stacy nasce da un evento segnante per Gipi stesso: la pubblicazione di una vignetta che suscit\u00f2 lo scandalo mediatico e una pioggia di insulti nei confronti del fumettista. Il libro racconta infatti di uno sceneggiatore (Gianni) il quale, durante un\u2019intervista, riferisce di un sogno nel quale rapisce una ragazza (Stacy) incontrata alla fermata del bus. Il protagonista d\u00e0 cos\u00ec una descrizione minuziosa del rapimento \u2013 e della vittima \u2013 all\u2019intervistatore. Ci\u00f2 che per\u00f2 getter\u00e0 Gianni al centro di una shitstorm sono tre parole: \u00abStacy \u00e8 burrosa\u00bb. Basta questa frase per scatenare l\u2019indignazione del mondo social, lasciando Gianni emarginato dai colleghi e dagli amici che, fino al giorno prima, lo stimavano. Ci\u00f2 che segue \u00e8 il percorso interiore ed esteriore del protagonista, nel tentativo di riabilitarsi agli occhi degli altri per essere cos\u00ec riammesso in quel \u00abbel mondo\u00bb dove amicizia, compassione e amore seguono la curva dei like e delle condivisioni. In Stacy Gipi abbandona i colori e le sfumature dell\u2019acquerello per la nettezza del bianco e nero. Una scelta che segue la necessit\u00e0 di mettere in scena una storia crudele, che non faccia sconti a nessuno, nemmeno al suo protagonista. Ai momenti di sospensione che caratterizzavano molti dei lavori precedenti si sostituiscono dunque tavole fitte, dal ritmo serrato e che restituiscono il bisogno impellente da cui nasce il racconto. Stacy \u00e8 ruvido e feroce: lo \u00e8 nel tratto a penna che delinea i profili aguzzi dei personaggi, lo \u00e8 nella gabbia senza spazi bianchi che taglia il fiato al lettore. Anche nelle parti in cui la griglia si apre, concedendo un certo respiro, o in cui la parte grafica addirittura scompare lasciando soltanto le parole, la sensazione di claustrofobia non svanisce. Frasi reiterate, muri di testo, scarabocchi, note, tutto concorre a ricordare al lettore come Gianni, anche quando non \u00e8 prigioniero dell\u2019ipocrisia del mondo quotidiano, non sia capace di liberarsi da esso. Chi legge si trova intrappolato nel rimuginio del protagonista, che lo trascina a poco a poco sul fondo. Il disegno nervoso, che riempie di oggetti e di particolari le vignette, restituisce un mondo frenetico e straripante. Qui si muovono personaggi dai tratti acuminati e dai denti aguzzi come squali, pronti a sbranarsi l\u2019un l\u2019altro per avere ci\u00f2 che desiderano. Anche Gianni fa parte di questo mondo e, sebbene ne sia disgustato una volta tagliato fuori, presto dovr\u00e0 venirci a patti: dovr\u00e0 conformarsi, perch\u00e9 \u00abil vero problema non \u00e8 che tutte queste persone adesso lo disprezzano. Ma che quelle stesse persone prima lo stimavano\u00bb. Gipi presenta una societ\u00e0 dove lo sguardo degli altri non \u00e8 incontro, ma sottomissione; dove ognuno \u00e8 preda nella stessa misura in cui \u00e8 predatore e ogni manifestazione di debolezza \u00e8 un\u2019occasione per colpire. Stacy \u00e8 una storia densa, e lungi da noi analizzarla, sar\u00e0 compito del lettore sentirne il senso. Tuttavia, il titolo, rinviando al nome della ragazza sognata da Gianni, aiuta a riassumere le molteplici dimensioni esplorate dal fumetto. Stacy \u00e8 proiezione di un lato di s\u00e9 del protagonista che, seppur scomodo o addirittura deprecabile, \u00e8 comunque parte fondamentale dell\u2019intimit\u00e0. Metterla allo scoperto significa per Gianni rendere pubblico il proprio s\u00e9 pi\u00f9 nascosto. Lo scandalo che ne deriva scopre uno dei paradossi della societ\u00e0 dell\u2019apparire, dove la sincerit\u00e0 ripaga \u2013 e non solo in senso figurato \u2013 chi sa quanto fingerla. Non c\u2019\u00e8 spazio dunque per le Stacy, figure ambigue che condensano le contraddizioni che abitano ognuno di noi. Tanto vale rinunciarci, \u00abnon c\u2019\u00e8 nessuna Stacy. Non devi nominarla. 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Il volume, in formato 17&#215;24 cm, si presenta con copertina cartonata illustrata, dove sul volto spiritato di un uomo domina il titolo: Stacy. La quarta riporta solo alcune righe di sceneggiatura, anche l\u2019interno \u00e8 essenziale, lasciando subito chi legge a tu per tu con il racconto. Lo spunto per Stacy nasce da un evento segnante per Gipi stesso: la pubblicazione di una vignetta che suscit\u00f2 lo scandalo mediatico e una pioggia di insulti nei confronti del fumettista. Il libro racconta infatti di uno sceneggiatore (Gianni) il quale, durante un\u2019intervista, riferisce di un sogno nel quale rapisce una ragazza (Stacy) incontrata alla fermata del bus. Il protagonista d\u00e0 cos\u00ec una descrizione minuziosa del rapimento \u2013 e della vittima \u2013 all\u2019intervistatore. Ci\u00f2 che per\u00f2 getter\u00e0 Gianni al centro di una shitstorm sono tre parole: \u00abStacy \u00e8 burrosa\u00bb. Basta questa frase per scatenare l\u2019indignazione del mondo social, lasciando Gianni emarginato dai colleghi e dagli amici che, fino al giorno prima, lo stimavano. Ci\u00f2 che segue \u00e8 il percorso interiore ed esteriore del protagonista, nel tentativo di riabilitarsi agli occhi degli altri per essere cos\u00ec riammesso in quel \u00abbel mondo\u00bb dove amicizia, compassione e amore seguono la curva dei like e delle condivisioni. In Stacy Gipi abbandona i colori e le sfumature dell\u2019acquerello per la nettezza del bianco e nero. Una scelta che segue la necessit\u00e0 di mettere in scena una storia crudele, che non faccia sconti a nessuno, nemmeno al suo protagonista. Ai momenti di sospensione che caratterizzavano molti dei lavori precedenti si sostituiscono dunque tavole fitte, dal ritmo serrato e che restituiscono il bisogno impellente da cui nasce il racconto. Stacy \u00e8 ruvido e feroce: lo \u00e8 nel tratto a penna che delinea i profili aguzzi dei personaggi, lo \u00e8 nella gabbia senza spazi bianchi che taglia il fiato al lettore. Anche nelle parti in cui la griglia si apre, concedendo un certo respiro, o in cui la parte grafica addirittura scompare lasciando soltanto le parole, la sensazione di claustrofobia non svanisce. Frasi reiterate, muri di testo, scarabocchi, note, tutto concorre a ricordare al lettore come Gianni, anche quando non \u00e8 prigioniero dell\u2019ipocrisia del mondo quotidiano, non sia capace di liberarsi da esso. Chi legge si trova intrappolato nel rimuginio del protagonista, che lo trascina a poco a poco sul fondo. Il disegno nervoso, che riempie di oggetti e di particolari le vignette, restituisce un mondo frenetico e straripante. Qui si muovono personaggi dai tratti acuminati e dai denti aguzzi come squali, pronti a sbranarsi l\u2019un l\u2019altro per avere ci\u00f2 che desiderano. Anche Gianni fa parte di questo mondo e, sebbene ne sia disgustato una volta tagliato fuori, presto dovr\u00e0 venirci a patti: dovr\u00e0 conformarsi, perch\u00e9 \u00abil vero problema non \u00e8 che tutte queste persone adesso lo disprezzano. Ma che quelle stesse persone prima lo stimavano\u00bb. Gipi presenta una societ\u00e0 dove lo sguardo degli altri non \u00e8 incontro, ma sottomissione; dove ognuno \u00e8 preda nella stessa misura in cui \u00e8 predatore e ogni manifestazione di debolezza \u00e8 un\u2019occasione per colpire. Stacy \u00e8 una storia densa, e lungi da noi analizzarla, sar\u00e0 compito del lettore sentirne il senso. Tuttavia, il titolo, rinviando al nome della ragazza sognata da Gianni, aiuta a riassumere le molteplici dimensioni esplorate dal fumetto. Stacy \u00e8 proiezione di un lato di s\u00e9 del protagonista che, seppur scomodo o addirittura deprecabile, \u00e8 comunque parte fondamentale dell\u2019intimit\u00e0. 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Stacy, Gipi (Coconino, 2023) Nella sua ultima storia a fumetti, Gipi si immerge nelle contraddizioni e nelle ipocrisie della nostra societ\u00e0, dove attraverso i social ognuno di noi \u00e8 giudice e censore degli altri. Arrabbiato e divertito, critico e indulgente, Stacy \u00e8 un dialogo con s\u00e9 stessi, un percorso in cui \u00e8 necessario perdersi per ritrovarsi. Stacy \u00e8 una ragazza alla fermata dell\u2019autobus, guarda il telefono mentre il furgone di Gianni le passa accanto. Stacy \u00e8 sola. Stacy \u00e8 pallida. Stacy \u00e8 burrosa. Gianni l\u2019addormenta, la carica sul furgone e la porta nel seminterrato di un capannone vicino a Pomezia. Stacy non esiste, \u00abnon parlare mai di Stacy\u00bb, perch\u00e9 Stacy \u00e8 un sogno troppo reale per stare nel \u201cbel mondo\u201d. Stacy \u00e8 il titolo dell\u2019ultimo fumetto di Gipi (Gianni Pacinotti), pubblicato per i tipi di Coconino nel 2023. L\u2019autore pisano torna con questa storia a mettere su tavola la propria vita, a quattro anni da Momenti straordinari con applausi finti (Coconino, 2019). Il volume, in formato 17&#215;24 cm, si presenta con copertina cartonata illustrata, dove sul volto spiritato di un uomo domina il titolo: Stacy. La quarta riporta solo alcune righe di sceneggiatura, anche l\u2019interno \u00e8 essenziale, lasciando subito chi legge a tu per tu con il racconto. Lo spunto per Stacy nasce da un evento segnante per Gipi stesso: la pubblicazione di una vignetta che suscit\u00f2 lo scandalo mediatico e una pioggia di insulti nei confronti del fumettista. Il libro racconta infatti di uno sceneggiatore (Gianni) il quale, durante un\u2019intervista, riferisce di un sogno nel quale rapisce una ragazza (Stacy) incontrata alla fermata del bus. Il protagonista d\u00e0 cos\u00ec una descrizione minuziosa del rapimento \u2013 e della vittima \u2013 all\u2019intervistatore. Ci\u00f2 che per\u00f2 getter\u00e0 Gianni al centro di una shitstorm sono tre parole: \u00abStacy \u00e8 burrosa\u00bb. Basta questa frase per scatenare l\u2019indignazione del mondo social, lasciando Gianni emarginato dai colleghi e dagli amici che, fino al giorno prima, lo stimavano. Ci\u00f2 che segue \u00e8 il percorso interiore ed esteriore del protagonista, nel tentativo di riabilitarsi agli occhi degli altri per essere cos\u00ec riammesso in quel \u00abbel mondo\u00bb dove amicizia, compassione e amore seguono la curva dei like e delle condivisioni. In Stacy Gipi abbandona i colori e le sfumature dell\u2019acquerello per la nettezza del bianco e nero. Una scelta che segue la necessit\u00e0 di mettere in scena una storia crudele, che non faccia sconti a nessuno, nemmeno al suo protagonista. Ai momenti di sospensione che caratterizzavano molti dei lavori precedenti si sostituiscono dunque tavole fitte, dal ritmo serrato e che restituiscono il bisogno impellente da cui nasce il racconto. Stacy \u00e8 ruvido e feroce: lo \u00e8 nel tratto a penna che delinea i profili aguzzi dei personaggi, lo \u00e8 nella gabbia senza spazi bianchi che taglia il fiato al lettore. Anche nelle parti in cui la griglia si apre, concedendo un certo respiro, o in cui la parte grafica addirittura scompare lasciando soltanto le parole, la sensazione di claustrofobia non svanisce. Frasi reiterate, muri di testo, scarabocchi, note, tutto concorre a ricordare al lettore come Gianni, anche quando non \u00e8 prigioniero dell\u2019ipocrisia del mondo quotidiano, non sia capace di liberarsi da esso. Chi legge si trova intrappolato nel rimuginio del protagonista, che lo trascina a poco a poco sul fondo. Il disegno nervoso, che riempie di oggetti e di particolari le vignette, restituisce un mondo frenetico e straripante. Qui si muovono personaggi dai tratti acuminati e dai denti aguzzi come squali, pronti a sbranarsi l\u2019un l\u2019altro per avere ci\u00f2 che desiderano. Anche Gianni fa parte di questo mondo e, sebbene ne sia disgustato una volta tagliato fuori, presto dovr\u00e0 venirci a patti: dovr\u00e0 conformarsi, perch\u00e9 \u00abil vero problema non \u00e8 che tutte queste persone adesso lo disprezzano. Ma che quelle stesse persone prima lo stimavano\u00bb. Gipi presenta una societ\u00e0 dove lo sguardo degli altri non \u00e8 incontro, ma sottomissione; dove ognuno \u00e8 preda nella stessa misura in cui \u00e8 predatore e ogni manifestazione di debolezza \u00e8 un\u2019occasione per colpire. Stacy \u00e8 una storia densa, e lungi da noi analizzarla, sar\u00e0 compito del lettore sentirne il senso. Tuttavia, il titolo, rinviando al nome della ragazza sognata da Gianni, aiuta a riassumere le molteplici dimensioni esplorate dal fumetto. Stacy \u00e8 proiezione di un lato di s\u00e9 del protagonista che, seppur scomodo o addirittura deprecabile, \u00e8 comunque parte fondamentale dell\u2019intimit\u00e0. Metterla allo scoperto significa per Gianni rendere pubblico il proprio s\u00e9 pi\u00f9 nascosto. Lo scandalo che ne deriva scopre uno dei paradossi della societ\u00e0 dell\u2019apparire, dove la sincerit\u00e0 ripaga \u2013 e non solo in senso figurato \u2013 chi sa quanto fingerla. Non c\u2019\u00e8 spazio dunque per le Stacy, figure ambigue che condensano le contraddizioni che abitano ognuno di noi. Tanto vale rinunciarci, \u00abnon c\u2019\u00e8 nessuna Stacy. Non devi nominarla. 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