{"id":9670,"date":"2026-05-22T12:59:31","date_gmt":"2026-05-22T10:59:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/?p=9670"},"modified":"2026-05-22T13:05:11","modified_gmt":"2026-05-22T11:05:11","slug":"un-po-come-archeologia-e-geologia-intervista-a-federico-zaghis","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/un-po-come-archeologia-e-geologia-intervista-a-federico-zaghis\/","title":{"rendered":"Un po\u2019 come archeologia e geologia. Intervista a Federico Zaghis."},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Federico Zaghis \u00e8 direttore editoriale e artistico, insieme a Guido Ostanel, della casa editrice BeccoGiallo. Fondata nel 2005 a Treviso \u2013 oggi ha sede a Padova e fa parte del gruppo Fandango \u2013 BeccoGiallo si \u00e8 affermata nel panorama dell\u2019editoria a fumetti soprattutto attraverso il <em>graphic journalism<\/em>. Oggi tuttavia, il catalogo si \u00e8 ampliato e comprende anche libri di saggistica e per l\u2019infanzia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho avuto la fortuna di conoscere Federico \u2013 e poi di rubargli un\u2019intervista \u2013 in un contesto tutt\u2019altro che formale: nel bel mezzo di un aperitivo, tra gente che parla e ride, tra gli schiamazzi di Piazza Vittoria alle sei di sera. Credo che questo sia importante, perch\u00e9 il bar \u00e8 un luogo in cui le persone si incontrano e si ritrovano, festeggiano o condividono la loro quotidianit\u00e0. Il bar \u00e8 pop, cos\u00ec come lo \u00e8 il fumetto, per questo \u00e8 il luogo perfetto per parlarne.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>So che lei ha conseguito un dottorato in mineralogia applicata, come \u00e8 arrivato quindi un mineralista a fondare e dirigere una casa editrice?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La risposta \u00e8 abbastanza semplice, anche se sembrano mondi abbastanza diversi, perch\u00e9 \u00e8 concreta. Mio padre ha una libreria dal \u201876, una libreria bella grande che si chiama Libreria Becco Giallo. Negli anni ottanta ha cominciato a fare anche un po\u2019 di editoria, insieme a un gruppo di lettori affezionati che girava intorno alla libreria. Ha fatto delle piccole edizioni molto pregiate di alcuni autori che bazzicavano la libreria in quegli anni, tra questi Goffredo Parise che don\u00f2 alla libreria un suo racconto \u2013 <em>Arsenico <\/em>(Edizioni Becco Giallo, 1985) \u2013 e che fu una delle prime pubblicazioni di mio padre. L\u2019esperimento della casa editrice per\u00f2 fin\u00ec presto. Io comunque sono nato e cresciuto nel mondo dei libri. Allo stesso tempo per\u00f2 mi interessava anche la scienza: mi piacevano un sacco i fossili, la paleontologia, i minerali eccetera. Ho scelto di iscrivermi a geologia a Padova e il mio percorso mi ha portato a scegliere una tesi di laurea che mescolava la geologia e l\u2019archeologia in una disciplina che si chiama archeometria \u2013 che altro non \u00e8 che mineralogia applicata. Questa cosa mi piaceva perch\u00e9 si trattava di unire una materia pi\u00f9 scientifica come al racconto umano. Un anno prima di finire il dottorato ho deciso, insieme a un mio compagno di universit\u00e0 [Guido Ostanel, <em>n.d.r.<\/em>], di fondare BeccoGiallo. Entrambi eravamo appassionati di fumetto e prima ancora di editoria in generale \u2013 studiavamo editoria dalla mattina alla sera \u2013 ma anche di inchieste giornalistiche e sin da subito abbiamo deciso di unire queste passioni nella casa editrice. All\u2019inizio ho sfruttato un po\u2019 i contatti di mio padre, specialmente con la distribuzione, poi ho cominciato a frequentare un po\u2019 di fiere, a parlare con altri librai. In generale non sono mai stato digiuno di editoria, la geologia \u00e8 stata una parentesi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La casa editrice nasce quindi principalmente da una vostra passione che avete deciso di rendere concreta.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si, tre passioni in particolare: l\u2019inchiesta giornalistica, la politica e il fumetto. Meglio ancora: la necessit\u00e0 di trovare un linguaggio che potesse essere un po\u2019 nuovo e popolare per raccontare certi argomenti. La carta vincente, come per altri progetti editoriali non nostri, \u00e8 stata quella di aver avuto le idee abbastanza chiare sin da subito. Questo tutti l\u2019hanno compreso immediatamente, a cominciare dai distributori. \u00c8 pi\u00f9 facile cominciare da una cosa specifica, e poi magari ti espandi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>In effetti non sono molti i progetti editoriali che, almeno in Italia, si concentrano sul <em>graphic journalism<\/em>.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In maniera sistematica no. Noi abbiamo costruito tutta la casa editrice su questo. Per tanti anni abbiamo fatto solo quello, abbiamo detto di no a libri e autori pazzeschi perch\u00e9 non stavano dentro quel genere. Eravamo abbastanza sovietici in questo senso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Siete riusciti a creare una <em>community<\/em> di lettori affezionati puntando su una nicchia come questa?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si. Nonostante negli ultimi anni sia pi\u00f9 difficile tutto ci\u00f2, perch\u00e9 l\u2019attenzione per una serie di tematiche politiche e di impegno civile \u00e8 andata disgregandosi molto, differenziandosi in mille rivoli diversi. Questo rende pi\u00f9 difficile tenere tutto in un unico contenitore, per\u00f2 \u00e8 comprensibile: il mercato e la societ\u00e0 evolvono. Comunque si, abbiamo puntato su una nicchia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019editoria oggi si poggia su equilibri molto fragili, e le stesse nicchie lo sono: non solo perch\u00e9 cambiano ma anche perch\u00e9 sono composte da numeri piccoli, e stare in piedi vendendo solo a numeri piccoli non \u00e8 facile. La parte pi\u00f9 seria del nostro lavoro sta nel trovare un equilibrio tra il mantenere la propria identit\u00e0 e la necessit\u00e0 di rimanere in piedi ampliando il nostro pubblico, anche attraverso la vendita dei diritti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>A tal proposito quali sono i libri pi\u00f9 richiesti in termini di diritti?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le biografie [a fumetti, <em>n.d.r.<\/em>] e una piccola parte di illustrati. 90% sono biografie, dal personaggio italiano mediamente famoso all\u2019estero: Peppino Impastato, Olivetti, Baggio; a biografie fatte da noi ma di personaggi stranieri: Rosa Parks, Wislawa Szymborska, Nicola Tesla\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 stata anche qualche sorpresa: il libro sulla TAV che abbiamo venduto a un editore canadese, e un libro sulla crisi economica europea \u2013 <em>Pop Economix<\/em> (BeccoGiallo, 2013) \u2013 che abbiamo venduto in Corea del Sud. La cosa bella di vendere i diritti \u00e8 che a volte si creano dei veri e propri gemellaggi. Ricordo che, finch\u00e9 \u00e8 stato in piedi, c\u2019era un editore austriaco, molto schierato, che comprava quasi tutte le cose che pubblicavamo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Parlando di catalogo, oltre al <em>graphic journalism<\/em> oggi il vostro comprende anche una parte di saggistica, dedicata in special modo al cinema. Come mai la scelta di concentrarsi in maniera specifica su questo medium?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La scelta parte sempre da una passione \u2013 folle \u2013 per il cinema da parte di entrambi, sia mia che di Guido. Quindi in un certo senso il cinema c\u2019\u00e8 sempre stato dentro BeccoGiallo, anche se non avevamo pubblicato nulla sull\u2019argomento. A un certo punto ci \u00e8 arrivato tra le mani un autore \u2013 Matteo Marino \u2013 che nell\u2019istante in cui ci ha mandato la proposta ci ha fatto sobbalzare. Abbiamo pensato che fosse un divulgatore e un narratore nato a cui dovevamo trovare uno spazio. Per caso, un po\u2019 di mesi prima della proposta di Matteo, avevamo cominciato ad aprirci alla saggistica con un libro sugli anni ottanta, dal momento che era molto verticale sul fumetto, sui cartoni animati e il pubblico poteva essere ampio e vagamente simile [a quello delle altre pubblicazioni, n.d.r]. Matteo ha intercettato questo progetto e, dato che nessuno voleva pubblicare il suo libro sulle serie tv, lo ha proposto a noi. A noi \u00e8 piaciuto molto, l\u2019abbiamo pubblicato e continuiamo a pubblicare i libri di Matteo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>BeccoGiallo si occupa anche di libri per l\u2019infanzia. Tuttavia cerca di dare loro un taglio divulgativo, penso per esempio alla collana Critical Kids. Da dove arriva questa scelta?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u00ec la scintilla ci \u00e8 arrivata con le fiere e le presentazioni nelle librerie. Ricevevamo molti <em>feedback<\/em> delle persone che compravano i nostri libri, soprattutto da genitori, che sentivano il bisogno di parlare ai figli di temi complessi. Abbiamo deciso di provarci e cos\u00ec \u00e8 nata la collana Critical Kids, in cui razzismo, ambiente, bullismo, alimentazione, sessualit\u00e0 \u2013 tutti temi che gi\u00e0 affrontiamo con un altro linguaggio \u2013 sono spiegati ai bambini. Ha funzionato. Questo dimostra che quando conosci bene i tuoi lettori, riesci a intercettare anche nuove necessit\u00e0 e dare loro nuovi libri da leggere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Si parla ultimamente di crisi del fumetto in Italia, dopo l\u2019impennata di vendite durante la pandemia. Questo calo, dovuto a fattori diversi, scaturisce anche da un problema di comunicazione e ricezione del prodotto. Sei d\u2019accordo? \u00c8 una dinamiche che sperimenta anche BeccoGiallo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sintesi \u00e8 azzeccata ma aggiungo un po\u2019 di pezzi: \u00e8 normale che in un mercato improvvisamente drogato, come durante e appena dopo la pandemia, ci siano spinte esagerate in alcuni settori che non rispecchiano il consumo effettivo. \u00c8 normale anche il fatto che oggi un po\u2019 si sconti questa impennata. Quando diciamo che il mercato del fumetto \u00e8 in crisi, \u00e8 perch\u00e9 lo paragoniamo a quello del 2019 e 2020, ed \u00e8 giusto perch\u00e9 i numeri parlano chiaro. Siamo in crisi ma se si guarda a prima del 2019 i numeri sono pi\u00f9 o meno gli stessi di oggi. \u00c8 cambiata la tipologia di libri: le strisce a fumetti che prima funzionavano, oggi sono molto marginali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quando riguarda la comunicazione del prodotto il problema \u00e8 che la valenza del fumetto \u00e8 ancora considerata minore: rimane una lettura considerata da molti alternativa, di serie b, complementare, manca proprio quella sensibilizzazione al fumetto \u2013 sia per i librai che per i lettori \u2013 che sbloccherebbe questa situazione. Le spinte in tal senso devono arrivare da varie parti: se ci sono autori <em>bestselling<\/em> \u2013 Zerocalcare, Gipi eccetera \u2013 pi\u00f9 sono meglio \u00e8, perch\u00e9 sdoganano e destano l\u2019interesse di librai e pubblico. Pi\u00f9 si alza il livello delle storie che si raccontano con i fumetti, e del fumetto stesso, pi\u00f9 si fa bene al movimento. Far capire ai grandi lettori che una <em>graphic novel<\/em> pu\u00f2 essere un libro che si portano a casa e quando lo leggono li emoziona e vale la pena, significa cambiare la percezione del prodotto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il nostro lavoro come BeccoGiallo \u00e8 sempre stato quello di comunicare alle persone, anche non-lettori, che con il fumetto potevano comprendere e affrontare argomenti che altrimenti sarebbero stati ostici. C\u2019\u00e8 tanta gente che non legge perch\u00e9 trova il mondo dei libri difficile in generale, oppure perch\u00e9 trova alcuni temi faticosi. Con il fumetto si rimuove un po\u2019 questa barriera, e noi continuiamo a lavorare su questo sperando che la percezione cambi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Adesso si sente parlare ovunque di intelligenza artificiale, dal momento che si teme che possa sostituire il lavoro umano \u2013 anche quello creativo. Secondo lei il pubblico \u00e8 indifferente a chi o cosa produce un libro, oppure considera la creativit\u00e0 umana un valore aggiunto?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al pubblico interessa sicuramente la firma umana e il fatto che dietro un libro ci sia una persona con una sua storia, una sua memoria e una sua emotivit\u00e0. Questo lo vedo anche nell\u2019altro mio lavoro, nell\u2019agenzia che ho a Milano [Yoonik, <em>n.d.r<\/em>] e con cui mi occupo di <em>talent<\/em> e <em>project management <\/em>legato all\u2019arte. Negli ultimi mesi, <em>brand<\/em> anche molto importanti ci chiedono artisti che firmino edizioni limitate di confezioni, di vestiti, bottiglie, oppure che si esibiscano in performance dal vivo. Forse questa \u00e8 una risposta al fatto che oggi, con l\u2019intelligenza artificiale, si teme la standardizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo non vuol dire che alcuni lavori umani non verranno sostituiti dall\u2019intelligenza artificiale. Con alcuni artisti al Bookpride di quest\u2019anno abbiamo tenuto una conferenza sul rapporto tra fumetto e IA in cui tutti abbiamo sostenuto che il lavoro di un fumettista \u00e8 fatto da varie componenti, le quali possono essere assolutamente sostituite, implementate e migliorate, tuttavia la parte creativa non lo \u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Com\u2019\u00e8 la sua giornata-tipo da direttore editoriale e artistico di BeccoGiallo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella prima parte della giornata, quando sono pi\u00f9 fresco, leggo le proposte e mi dedico allo scouting. \u00c8 la parte pi\u00f9 bella del lavoro, perch\u00e9 arrivano moltissimi progetti. Soprattutto in concomitanza di fiere come quella di Bologna, Francoforte o Londra, arrivano mille proposte dagli agenti da tutto il mondo. Quando sono un po\u2019 pi\u00f9 stanco rispondo alle mail, perch\u00e9 \u00e8 un lavoro un pi\u00f9 automatico. Tre volte a settimana abbiamo i GM \u2013 quelli che chiamiamo \u201cgood morning\u201d \u2013 in cui con tutta la redazione e i vari team facciamo una mezz\u2019ora di allineamento: ci diciamo quello che stiamo facendo, su cosa stiamo lavorando, cos\u00ec se ci sono domande ce le facciamo dal vivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel pomeriggio poi c\u2019\u00e8 la lettura dei testi sui quali si sta lavorando e che gli editor mi mandano. L\u2019ultima parte della giornata \u00e8 dedicata invece alle copertine e ai testi di marketing. C\u2019\u00e8 anche un intenso scambio con la nostra direttrice commerciale, che \u00e8 la direttrice del gruppo Fandango, perch\u00e9 lei comunica a me i dati di vendita e i feedback da parte delle librerie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si balla un po\u2019 quindi tra la parte del mattino, pi\u00f9 creativa, e la parte pi\u00f9 tecnica di analisi dei dati, per\u00f2 \u00e8 molto bello dover tenere in equilibrio sia i numeri la parte creativa. Nessuna delle due alla fine \u00e8 indipendente dall\u2019altra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Un po\u2019 come l\u2019archeologia e la geologia.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si, materia umanistica e materia scientifica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di Michele Trivellin<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Federico Zaghis \u00e8 direttore editoriale e artistico, insieme a Guido Ostanel, della casa editrice BeccoGiallo. Fondata nel 2005 a Treviso \u2013 oggi ha sede a Padova e fa parte del gruppo Fandango \u2013 BeccoGiallo si \u00e8 affermata nel panorama dell\u2019editoria a fumetti soprattutto attraverso il graphic journalism. Oggi tuttavia, il catalogo si \u00e8 ampliato e comprende anche libri di saggistica e per l\u2019infanzia. Ho avuto la fortuna di conoscere Federico \u2013 e poi di rubargli un\u2019intervista \u2013 in un contesto tutt\u2019altro che formale: nel bel mezzo di un aperitivo, tra gente che parla e ride, tra gli schiamazzi di Piazza Vittoria alle sei di sera. Credo che questo sia importante, perch\u00e9 il bar \u00e8 un luogo in cui le persone si incontrano e si ritrovano, festeggiano o condividono la loro quotidianit\u00e0. Il bar \u00e8 pop, cos\u00ec come lo \u00e8 il fumetto, per questo \u00e8 il luogo perfetto per parlarne. So che lei ha conseguito un dottorato in mineralogia applicata, come \u00e8 arrivato quindi un mineralista a fondare e dirigere una casa editrice? La risposta \u00e8 abbastanza semplice, anche se sembrano mondi abbastanza diversi, perch\u00e9 \u00e8 concreta. Mio padre ha una libreria dal \u201876, una libreria bella grande che si chiama Libreria Becco Giallo. Negli anni ottanta ha cominciato a fare anche un po\u2019 di editoria, insieme a un gruppo di lettori affezionati che girava intorno alla libreria. Ha fatto delle piccole edizioni molto pregiate di alcuni autori che bazzicavano la libreria in quegli anni, tra questi Goffredo Parise che don\u00f2 alla libreria un suo racconto \u2013 Arsenico (Edizioni Becco Giallo, 1985) \u2013 e che fu una delle prime pubblicazioni di mio padre. L\u2019esperimento della casa editrice per\u00f2 fin\u00ec presto. Io comunque sono nato e cresciuto nel mondo dei libri. Allo stesso tempo per\u00f2 mi interessava anche la scienza: mi piacevano un sacco i fossili, la paleontologia, i minerali eccetera. Ho scelto di iscrivermi a geologia a Padova e il mio percorso mi ha portato a scegliere una tesi di laurea che mescolava la geologia e l\u2019archeologia in una disciplina che si chiama archeometria \u2013 che altro non \u00e8 che mineralogia applicata. Questa cosa mi piaceva perch\u00e9 si trattava di unire una materia pi\u00f9 scientifica come al racconto umano. Un anno prima di finire il dottorato ho deciso, insieme a un mio compagno di universit\u00e0 [Guido Ostanel, n.d.r.], di fondare BeccoGiallo. Entrambi eravamo appassionati di fumetto e prima ancora di editoria in generale \u2013 studiavamo editoria dalla mattina alla sera \u2013 ma anche di inchieste giornalistiche e sin da subito abbiamo deciso di unire queste passioni nella casa editrice. All\u2019inizio ho sfruttato un po\u2019 i contatti di mio padre, specialmente con la distribuzione, poi ho cominciato a frequentare un po\u2019 di fiere, a parlare con altri librai. In generale non sono mai stato digiuno di editoria, la geologia \u00e8 stata una parentesi. La casa editrice nasce quindi principalmente da una vostra passione che avete deciso di rendere concreta. Si, tre passioni in particolare: l\u2019inchiesta giornalistica, la politica e il fumetto. Meglio ancora: la necessit\u00e0 di trovare un linguaggio che potesse essere un po\u2019 nuovo e popolare per raccontare certi argomenti. La carta vincente, come per altri progetti editoriali non nostri, \u00e8 stata quella di aver avuto le idee abbastanza chiare sin da subito. Questo tutti l\u2019hanno compreso immediatamente, a cominciare dai distributori. \u00c8 pi\u00f9 facile cominciare da una cosa specifica, e poi magari ti espandi. In effetti non sono molti i progetti editoriali che, almeno in Italia, si concentrano sul graphic journalism. In maniera sistematica no. Noi abbiamo costruito tutta la casa editrice su questo. Per tanti anni abbiamo fatto solo quello, abbiamo detto di no a libri e autori pazzeschi perch\u00e9 non stavano dentro quel genere. Eravamo abbastanza sovietici in questo senso. Siete riusciti a creare una community di lettori affezionati puntando su una nicchia come questa? Si. Nonostante negli ultimi anni sia pi\u00f9 difficile tutto ci\u00f2, perch\u00e9 l\u2019attenzione per una serie di tematiche politiche e di impegno civile \u00e8 andata disgregandosi molto, differenziandosi in mille rivoli diversi. Questo rende pi\u00f9 difficile tenere tutto in un unico contenitore, per\u00f2 \u00e8 comprensibile: il mercato e la societ\u00e0 evolvono. Comunque si, abbiamo puntato su una nicchia. L\u2019editoria oggi si poggia su equilibri molto fragili, e le stesse nicchie lo sono: non solo perch\u00e9 cambiano ma anche perch\u00e9 sono composte da numeri piccoli, e stare in piedi vendendo solo a numeri piccoli non \u00e8 facile. La parte pi\u00f9 seria del nostro lavoro sta nel trovare un equilibrio tra il mantenere la propria identit\u00e0 e la necessit\u00e0 di rimanere in piedi ampliando il nostro pubblico, anche attraverso la vendita dei diritti. A tal proposito quali sono i libri pi\u00f9 richiesti in termini di diritti? Le biografie [a fumetti, n.d.r.] e una piccola parte di illustrati. 90% sono biografie, dal personaggio italiano mediamente famoso all\u2019estero: Peppino Impastato, Olivetti, Baggio; a biografie fatte da noi ma di personaggi stranieri: Rosa Parks, Wislawa Szymborska, Nicola Tesla\u2026 C\u2019\u00e8 stata anche qualche sorpresa: il libro sulla TAV che abbiamo venduto a un editore canadese, e un libro sulla crisi economica europea \u2013 Pop Economix (BeccoGiallo, 2013) \u2013 che abbiamo venduto in Corea del Sud. La cosa bella di vendere i diritti \u00e8 che a volte si creano dei veri e propri gemellaggi. Ricordo che, finch\u00e9 \u00e8 stato in piedi, c\u2019era un editore austriaco, molto schierato, che comprava quasi tutte le cose che pubblicavamo. Parlando di catalogo, oltre al graphic journalism oggi il vostro comprende anche una parte di saggistica, dedicata in special modo al cinema. Come mai la scelta di concentrarsi in maniera specifica su questo medium? La scelta parte sempre da una passione \u2013 folle \u2013 per il cinema da parte di entrambi, sia mia che di Guido. Quindi in un certo senso il cinema c\u2019\u00e8 sempre stato dentro BeccoGiallo, anche se non avevamo pubblicato nulla sull\u2019argomento. A un certo punto ci \u00e8 arrivato tra le mani un autore \u2013 Matteo Marino \u2013 che nell\u2019istante in cui ci ha mandato la proposta ci ha fatto sobbalzare. Abbiamo pensato che fosse un divulgatore e un narratore nato a cui dovevamo trovare uno spazio. Per caso, un po\u2019 di mesi prima della proposta di Matteo, avevamo cominciato ad aprirci alla saggistica con un libro sugli anni ottanta, dal momento che era molto verticale sul fumetto, sui cartoni animati e il pubblico poteva essere ampio e vagamente simile [a quello delle altre pubblicazioni, n.d.r]. Matteo ha intercettato questo progetto e, dato che nessuno voleva pubblicare il suo libro sulle serie tv, lo ha proposto a noi. A noi \u00e8 piaciuto molto, l\u2019abbiamo pubblicato e continuiamo a pubblicare i libri di Matteo. BeccoGiallo si occupa anche di libri per l\u2019infanzia. Tuttavia cerca di dare loro un taglio divulgativo, penso per esempio alla collana Critical Kids. Da dove arriva questa scelta? L\u00ec la scintilla ci \u00e8 arrivata con le fiere e le presentazioni nelle librerie. Ricevevamo molti feedback delle persone che compravano i nostri libri, soprattutto da genitori, che sentivano il bisogno di parlare ai figli di temi complessi. Abbiamo deciso di provarci e cos\u00ec \u00e8 nata la collana Critical Kids, in cui razzismo, ambiente, bullismo, alimentazione, sessualit\u00e0 \u2013 tutti temi che gi\u00e0 affrontiamo con un altro linguaggio \u2013 sono spiegati ai bambini. Ha funzionato. Questo dimostra che quando conosci bene i tuoi lettori, riesci a intercettare anche nuove necessit\u00e0 e dare loro nuovi libri da leggere. Si parla ultimamente di crisi del fumetto in Italia, dopo l\u2019impennata di vendite durante la pandemia. Questo calo, dovuto a fattori diversi, scaturisce anche da un problema di comunicazione e ricezione del prodotto. Sei d\u2019accordo? \u00c8 una dinamiche che sperimenta anche BeccoGiallo? La sintesi \u00e8 azzeccata ma aggiungo un po\u2019 di pezzi: \u00e8 normale che in un mercato improvvisamente drogato, come durante e appena dopo la pandemia, ci siano spinte esagerate in alcuni settori che non rispecchiano il consumo effettivo. \u00c8 normale anche il fatto che oggi un po\u2019 si sconti questa impennata. Quando diciamo che il mercato del fumetto \u00e8 in crisi, \u00e8 perch\u00e9 lo paragoniamo a quello del 2019 e 2020, ed \u00e8 giusto perch\u00e9 i numeri parlano chiaro. Siamo in crisi ma se si guarda a prima del 2019 i numeri sono pi\u00f9 o meno gli stessi di oggi. \u00c8 cambiata la tipologia di libri: le strisce a fumetti che prima funzionavano, oggi sono molto marginali. Per quando riguarda la comunicazione del prodotto il problema \u00e8 che la valenza del fumetto \u00e8 ancora considerata minore: rimane una lettura considerata da molti alternativa, di serie b, complementare, manca proprio quella sensibilizzazione al fumetto \u2013 sia per i librai che per i lettori \u2013 che sbloccherebbe questa situazione. Le spinte in tal senso devono arrivare da varie parti: se ci sono autori bestselling \u2013 Zerocalcare, Gipi eccetera \u2013 pi\u00f9 sono meglio \u00e8, perch\u00e9 sdoganano e destano l\u2019interesse di librai e pubblico. Pi\u00f9 si alza il livello delle storie che si raccontano con i fumetti, e del fumetto stesso, pi\u00f9 si fa bene al movimento. Far capire ai grandi lettori che una graphic novel pu\u00f2 essere un libro che si portano a casa e quando lo leggono li emoziona e vale la pena, significa cambiare la percezione del prodotto. Il nostro lavoro come BeccoGiallo \u00e8 sempre stato quello di comunicare alle persone, anche non-lettori, che con il fumetto potevano comprendere e affrontare argomenti che altrimenti sarebbero stati ostici. C\u2019\u00e8 tanta gente che non legge perch\u00e9 trova il mondo dei libri difficile in generale, oppure perch\u00e9 trova alcuni temi faticosi. Con il fumetto si rimuove un po\u2019 questa barriera, e noi continuiamo a lavorare su questo sperando che la percezione cambi. Adesso si sente parlare ovunque di intelligenza artificiale, dal momento che si teme che possa sostituire il lavoro umano \u2013 anche quello creativo. Secondo lei il pubblico \u00e8 indifferente a chi o cosa produce un libro, oppure considera la creativit\u00e0 umana un valore aggiunto? Al pubblico interessa sicuramente la firma umana e il fatto che dietro un libro ci sia una persona con una sua storia, una sua memoria e una sua emotivit\u00e0. Questo lo vedo anche nell\u2019altro mio lavoro, nell\u2019agenzia che ho a Milano [Yoonik, n.d.r] e con cui mi occupo di talent e project management legato all\u2019arte. Negli ultimi mesi, brand anche molto importanti ci chiedono artisti che firmino edizioni limitate di confezioni, di vestiti, bottiglie, oppure che si esibiscano in performance dal vivo. Forse questa \u00e8 una risposta al fatto che oggi, con l\u2019intelligenza artificiale, si teme la standardizzazione. Questo non vuol dire che alcuni lavori umani non verranno sostituiti dall\u2019intelligenza artificiale. Con alcuni artisti al Bookpride di quest\u2019anno abbiamo tenuto una conferenza sul rapporto tra fumetto e IA in cui tutti abbiamo sostenuto che il lavoro di un fumettista \u00e8 fatto da varie componenti, le quali possono essere assolutamente sostituite, implementate e migliorate, tuttavia la parte creativa non lo \u00e8. Com\u2019\u00e8 la sua giornata-tipo da direttore editoriale e artistico di BeccoGiallo? Nella prima parte della giornata, quando sono pi\u00f9 fresco, leggo le proposte e mi dedico allo scouting. \u00c8 la parte pi\u00f9 bella del lavoro, perch\u00e9 arrivano moltissimi progetti. Soprattutto in concomitanza di fiere come quella di Bologna, Francoforte o Londra, arrivano mille proposte dagli agenti da tutto il mondo. Quando sono un po\u2019 pi\u00f9 stanco rispondo alle mail, perch\u00e9 \u00e8 un lavoro un pi\u00f9 automatico. Tre volte a settimana abbiamo i GM \u2013 quelli che chiamiamo \u201cgood morning\u201d \u2013 in cui con tutta la redazione e i vari team facciamo una mezz\u2019ora di allineamento: ci diciamo quello che stiamo facendo, su cosa stiamo lavorando, cos\u00ec se ci sono domande ce le facciamo dal vivo. Nel pomeriggio poi c\u2019\u00e8 la lettura dei testi sui quali si sta lavorando e che gli editor mi mandano. L\u2019ultima parte della giornata \u00e8 dedicata invece alle copertine e ai testi di marketing. C\u2019\u00e8 anche un intenso scambio con la nostra direttrice commerciale, che \u00e8 la direttrice del gruppo Fandango, perch\u00e9 lei comunica a me i dati di vendita e i feedback da parte delle librerie. Si balla un po\u2019 quindi tra la parte del mattino, pi\u00f9&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":31,"featured_media":9672,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1112],"tags":[430,566],"class_list":["post-9670","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interviste","tag-editoria","tag-intervista"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.1.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Un po\u2019 come archeologia e geologia. Intervista a Federico Zaghis. - il BLOG di EDITORIA<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/un-po-come-archeologia-e-geologia-intervista-a-federico-zaghis\/\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Un po\u2019 come archeologia e geologia. Intervista a Federico Zaghis. - il BLOG di EDITORIA\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Federico Zaghis \u00e8 direttore editoriale e artistico, insieme a Guido Ostanel, della casa editrice BeccoGiallo. Fondata nel 2005 a Treviso \u2013 oggi ha sede a Padova e fa parte del gruppo Fandango \u2013 BeccoGiallo si \u00e8 affermata nel panorama dell\u2019editoria a fumetti soprattutto attraverso il graphic journalism. Oggi tuttavia, il catalogo si \u00e8 ampliato e comprende anche libri di saggistica e per l\u2019infanzia. Ho avuto la fortuna di conoscere Federico \u2013 e poi di rubargli un\u2019intervista \u2013 in un contesto tutt\u2019altro che formale: nel bel mezzo di un aperitivo, tra gente che parla e ride, tra gli schiamazzi di Piazza Vittoria alle sei di sera. Credo che questo sia importante, perch\u00e9 il bar \u00e8 un luogo in cui le persone si incontrano e si ritrovano, festeggiano o condividono la loro quotidianit\u00e0. Il bar \u00e8 pop, cos\u00ec come lo \u00e8 il fumetto, per questo \u00e8 il luogo perfetto per parlarne. So che lei ha conseguito un dottorato in mineralogia applicata, come \u00e8 arrivato quindi un mineralista a fondare e dirigere una casa editrice? La risposta \u00e8 abbastanza semplice, anche se sembrano mondi abbastanza diversi, perch\u00e9 \u00e8 concreta. Mio padre ha una libreria dal \u201876, una libreria bella grande che si chiama Libreria Becco Giallo. Negli anni ottanta ha cominciato a fare anche un po\u2019 di editoria, insieme a un gruppo di lettori affezionati che girava intorno alla libreria. Ha fatto delle piccole edizioni molto pregiate di alcuni autori che bazzicavano la libreria in quegli anni, tra questi Goffredo Parise che don\u00f2 alla libreria un suo racconto \u2013 Arsenico (Edizioni Becco Giallo, 1985) \u2013 e che fu una delle prime pubblicazioni di mio padre. L\u2019esperimento della casa editrice per\u00f2 fin\u00ec presto. Io comunque sono nato e cresciuto nel mondo dei libri. Allo stesso tempo per\u00f2 mi interessava anche la scienza: mi piacevano un sacco i fossili, la paleontologia, i minerali eccetera. Ho scelto di iscrivermi a geologia a Padova e il mio percorso mi ha portato a scegliere una tesi di laurea che mescolava la geologia e l\u2019archeologia in una disciplina che si chiama archeometria \u2013 che altro non \u00e8 che mineralogia applicata. Questa cosa mi piaceva perch\u00e9 si trattava di unire una materia pi\u00f9 scientifica come al racconto umano. Un anno prima di finire il dottorato ho deciso, insieme a un mio compagno di universit\u00e0 [Guido Ostanel, n.d.r.], di fondare BeccoGiallo. Entrambi eravamo appassionati di fumetto e prima ancora di editoria in generale \u2013 studiavamo editoria dalla mattina alla sera \u2013 ma anche di inchieste giornalistiche e sin da subito abbiamo deciso di unire queste passioni nella casa editrice. All\u2019inizio ho sfruttato un po\u2019 i contatti di mio padre, specialmente con la distribuzione, poi ho cominciato a frequentare un po\u2019 di fiere, a parlare con altri librai. In generale non sono mai stato digiuno di editoria, la geologia \u00e8 stata una parentesi. La casa editrice nasce quindi principalmente da una vostra passione che avete deciso di rendere concreta. Si, tre passioni in particolare: l\u2019inchiesta giornalistica, la politica e il fumetto. Meglio ancora: la necessit\u00e0 di trovare un linguaggio che potesse essere un po\u2019 nuovo e popolare per raccontare certi argomenti. La carta vincente, come per altri progetti editoriali non nostri, \u00e8 stata quella di aver avuto le idee abbastanza chiare sin da subito. Questo tutti l\u2019hanno compreso immediatamente, a cominciare dai distributori. \u00c8 pi\u00f9 facile cominciare da una cosa specifica, e poi magari ti espandi. In effetti non sono molti i progetti editoriali che, almeno in Italia, si concentrano sul graphic journalism. In maniera sistematica no. Noi abbiamo costruito tutta la casa editrice su questo. Per tanti anni abbiamo fatto solo quello, abbiamo detto di no a libri e autori pazzeschi perch\u00e9 non stavano dentro quel genere. Eravamo abbastanza sovietici in questo senso. Siete riusciti a creare una community di lettori affezionati puntando su una nicchia come questa? Si. Nonostante negli ultimi anni sia pi\u00f9 difficile tutto ci\u00f2, perch\u00e9 l\u2019attenzione per una serie di tematiche politiche e di impegno civile \u00e8 andata disgregandosi molto, differenziandosi in mille rivoli diversi. Questo rende pi\u00f9 difficile tenere tutto in un unico contenitore, per\u00f2 \u00e8 comprensibile: il mercato e la societ\u00e0 evolvono. Comunque si, abbiamo puntato su una nicchia. L\u2019editoria oggi si poggia su equilibri molto fragili, e le stesse nicchie lo sono: non solo perch\u00e9 cambiano ma anche perch\u00e9 sono composte da numeri piccoli, e stare in piedi vendendo solo a numeri piccoli non \u00e8 facile. La parte pi\u00f9 seria del nostro lavoro sta nel trovare un equilibrio tra il mantenere la propria identit\u00e0 e la necessit\u00e0 di rimanere in piedi ampliando il nostro pubblico, anche attraverso la vendita dei diritti. A tal proposito quali sono i libri pi\u00f9 richiesti in termini di diritti? Le biografie [a fumetti, n.d.r.] e una piccola parte di illustrati. 90% sono biografie, dal personaggio italiano mediamente famoso all\u2019estero: Peppino Impastato, Olivetti, Baggio; a biografie fatte da noi ma di personaggi stranieri: Rosa Parks, Wislawa Szymborska, Nicola Tesla\u2026 C\u2019\u00e8 stata anche qualche sorpresa: il libro sulla TAV che abbiamo venduto a un editore canadese, e un libro sulla crisi economica europea \u2013 Pop Economix (BeccoGiallo, 2013) \u2013 che abbiamo venduto in Corea del Sud. La cosa bella di vendere i diritti \u00e8 che a volte si creano dei veri e propri gemellaggi. Ricordo che, finch\u00e9 \u00e8 stato in piedi, c\u2019era un editore austriaco, molto schierato, che comprava quasi tutte le cose che pubblicavamo. Parlando di catalogo, oltre al graphic journalism oggi il vostro comprende anche una parte di saggistica, dedicata in special modo al cinema. Come mai la scelta di concentrarsi in maniera specifica su questo medium? La scelta parte sempre da una passione \u2013 folle \u2013 per il cinema da parte di entrambi, sia mia che di Guido. Quindi in un certo senso il cinema c\u2019\u00e8 sempre stato dentro BeccoGiallo, anche se non avevamo pubblicato nulla sull\u2019argomento. A un certo punto ci \u00e8 arrivato tra le mani un autore \u2013 Matteo Marino \u2013 che nell\u2019istante in cui ci ha mandato la proposta ci ha fatto sobbalzare. Abbiamo pensato che fosse un divulgatore e un narratore nato a cui dovevamo trovare uno spazio. Per caso, un po\u2019 di mesi prima della proposta di Matteo, avevamo cominciato ad aprirci alla saggistica con un libro sugli anni ottanta, dal momento che era molto verticale sul fumetto, sui cartoni animati e il pubblico poteva essere ampio e vagamente simile [a quello delle altre pubblicazioni, n.d.r]. Matteo ha intercettato questo progetto e, dato che nessuno voleva pubblicare il suo libro sulle serie tv, lo ha proposto a noi. A noi \u00e8 piaciuto molto, l\u2019abbiamo pubblicato e continuiamo a pubblicare i libri di Matteo. BeccoGiallo si occupa anche di libri per l\u2019infanzia. Tuttavia cerca di dare loro un taglio divulgativo, penso per esempio alla collana Critical Kids. Da dove arriva questa scelta? L\u00ec la scintilla ci \u00e8 arrivata con le fiere e le presentazioni nelle librerie. Ricevevamo molti feedback delle persone che compravano i nostri libri, soprattutto da genitori, che sentivano il bisogno di parlare ai figli di temi complessi. Abbiamo deciso di provarci e cos\u00ec \u00e8 nata la collana Critical Kids, in cui razzismo, ambiente, bullismo, alimentazione, sessualit\u00e0 \u2013 tutti temi che gi\u00e0 affrontiamo con un altro linguaggio \u2013 sono spiegati ai bambini. Ha funzionato. Questo dimostra che quando conosci bene i tuoi lettori, riesci a intercettare anche nuove necessit\u00e0 e dare loro nuovi libri da leggere. Si parla ultimamente di crisi del fumetto in Italia, dopo l\u2019impennata di vendite durante la pandemia. Questo calo, dovuto a fattori diversi, scaturisce anche da un problema di comunicazione e ricezione del prodotto. Sei d\u2019accordo? \u00c8 una dinamiche che sperimenta anche BeccoGiallo? La sintesi \u00e8 azzeccata ma aggiungo un po\u2019 di pezzi: \u00e8 normale che in un mercato improvvisamente drogato, come durante e appena dopo la pandemia, ci siano spinte esagerate in alcuni settori che non rispecchiano il consumo effettivo. \u00c8 normale anche il fatto che oggi un po\u2019 si sconti questa impennata. Quando diciamo che il mercato del fumetto \u00e8 in crisi, \u00e8 perch\u00e9 lo paragoniamo a quello del 2019 e 2020, ed \u00e8 giusto perch\u00e9 i numeri parlano chiaro. Siamo in crisi ma se si guarda a prima del 2019 i numeri sono pi\u00f9 o meno gli stessi di oggi. \u00c8 cambiata la tipologia di libri: le strisce a fumetti che prima funzionavano, oggi sono molto marginali. Per quando riguarda la comunicazione del prodotto il problema \u00e8 che la valenza del fumetto \u00e8 ancora considerata minore: rimane una lettura considerata da molti alternativa, di serie b, complementare, manca proprio quella sensibilizzazione al fumetto \u2013 sia per i librai che per i lettori \u2013 che sbloccherebbe questa situazione. Le spinte in tal senso devono arrivare da varie parti: se ci sono autori bestselling \u2013 Zerocalcare, Gipi eccetera \u2013 pi\u00f9 sono meglio \u00e8, perch\u00e9 sdoganano e destano l\u2019interesse di librai e pubblico. Pi\u00f9 si alza il livello delle storie che si raccontano con i fumetti, e del fumetto stesso, pi\u00f9 si fa bene al movimento. Far capire ai grandi lettori che una graphic novel pu\u00f2 essere un libro che si portano a casa e quando lo leggono li emoziona e vale la pena, significa cambiare la percezione del prodotto. Il nostro lavoro come BeccoGiallo \u00e8 sempre stato quello di comunicare alle persone, anche non-lettori, che con il fumetto potevano comprendere e affrontare argomenti che altrimenti sarebbero stati ostici. C\u2019\u00e8 tanta gente che non legge perch\u00e9 trova il mondo dei libri difficile in generale, oppure perch\u00e9 trova alcuni temi faticosi. Con il fumetto si rimuove un po\u2019 questa barriera, e noi continuiamo a lavorare su questo sperando che la percezione cambi. Adesso si sente parlare ovunque di intelligenza artificiale, dal momento che si teme che possa sostituire il lavoro umano \u2013 anche quello creativo. Secondo lei il pubblico \u00e8 indifferente a chi o cosa produce un libro, oppure considera la creativit\u00e0 umana un valore aggiunto? Al pubblico interessa sicuramente la firma umana e il fatto che dietro un libro ci sia una persona con una sua storia, una sua memoria e una sua emotivit\u00e0. Questo lo vedo anche nell\u2019altro mio lavoro, nell\u2019agenzia che ho a Milano [Yoonik, n.d.r] e con cui mi occupo di talent e project management legato all\u2019arte. Negli ultimi mesi, brand anche molto importanti ci chiedono artisti che firmino edizioni limitate di confezioni, di vestiti, bottiglie, oppure che si esibiscano in performance dal vivo. Forse questa \u00e8 una risposta al fatto che oggi, con l\u2019intelligenza artificiale, si teme la standardizzazione. Questo non vuol dire che alcuni lavori umani non verranno sostituiti dall\u2019intelligenza artificiale. Con alcuni artisti al Bookpride di quest\u2019anno abbiamo tenuto una conferenza sul rapporto tra fumetto e IA in cui tutti abbiamo sostenuto che il lavoro di un fumettista \u00e8 fatto da varie componenti, le quali possono essere assolutamente sostituite, implementate e migliorate, tuttavia la parte creativa non lo \u00e8. Com\u2019\u00e8 la sua giornata-tipo da direttore editoriale e artistico di BeccoGiallo? Nella prima parte della giornata, quando sono pi\u00f9 fresco, leggo le proposte e mi dedico allo scouting. \u00c8 la parte pi\u00f9 bella del lavoro, perch\u00e9 arrivano moltissimi progetti. Soprattutto in concomitanza di fiere come quella di Bologna, Francoforte o Londra, arrivano mille proposte dagli agenti da tutto il mondo. Quando sono un po\u2019 pi\u00f9 stanco rispondo alle mail, perch\u00e9 \u00e8 un lavoro un pi\u00f9 automatico. Tre volte a settimana abbiamo i GM \u2013 quelli che chiamiamo \u201cgood morning\u201d \u2013 in cui con tutta la redazione e i vari team facciamo una mezz\u2019ora di allineamento: ci diciamo quello che stiamo facendo, su cosa stiamo lavorando, cos\u00ec se ci sono domande ce le facciamo dal vivo. Nel pomeriggio poi c\u2019\u00e8 la lettura dei testi sui quali si sta lavorando e che gli editor mi mandano. L\u2019ultima parte della giornata \u00e8 dedicata invece alle copertine e ai testi di marketing. C\u2019\u00e8 anche un intenso scambio con la nostra direttrice commerciale, che \u00e8 la direttrice del gruppo Fandango, perch\u00e9 lei comunica a me i dati di vendita e i feedback da parte delle librerie. Si balla un po\u2019 quindi tra la parte del mattino, pi\u00f9...\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/un-po-come-archeologia-e-geologia-intervista-a-federico-zaghis\/\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"il BLOG di EDITORIA\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2026-05-22T10:59:31+00:00\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2026-05-22T11:05:11+00:00\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/WhatsApp-Image-2026-05-06-at-15.35.58.jpeg\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1485\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"1600\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Studenti\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Studenti\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"11 minuti\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/un-po-come-archeologia-e-geologia-intervista-a-federico-zaghis\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/un-po-come-archeologia-e-geologia-intervista-a-federico-zaghis\/\"},\"author\":{\"name\":\"Studenti\",\"@id\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#\/schema\/person\/6f9a05accb3a5aa7dc3ef4c332b4d171\"},\"headline\":\"Un po\u2019 come archeologia e geologia. Intervista a Federico Zaghis.\",\"datePublished\":\"2026-05-22T10:59:31+00:00\",\"dateModified\":\"2026-05-22T11:05:11+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/un-po-come-archeologia-e-geologia-intervista-a-federico-zaghis\/\"},\"wordCount\":2019,\"publisher\":{\"@id\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/un-po-come-archeologia-e-geologia-intervista-a-federico-zaghis\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/WhatsApp-Image-2026-05-06-at-15.35.58.jpeg\",\"keywords\":[\"editoria\",\"intervista\"],\"articleSection\":[\"Interviste\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/un-po-come-archeologia-e-geologia-intervista-a-federico-zaghis\/\",\"url\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/un-po-come-archeologia-e-geologia-intervista-a-federico-zaghis\/\",\"name\":\"Un po\u2019 come archeologia e geologia. Intervista a Federico Zaghis. - il BLOG di EDITORIA\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/un-po-come-archeologia-e-geologia-intervista-a-federico-zaghis\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/un-po-come-archeologia-e-geologia-intervista-a-federico-zaghis\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/WhatsApp-Image-2026-05-06-at-15.35.58.jpeg\",\"datePublished\":\"2026-05-22T10:59:31+00:00\",\"dateModified\":\"2026-05-22T11:05:11+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/un-po-come-archeologia-e-geologia-intervista-a-federico-zaghis\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/un-po-come-archeologia-e-geologia-intervista-a-federico-zaghis\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/un-po-come-archeologia-e-geologia-intervista-a-federico-zaghis\/#primaryimage\",\"url\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/WhatsApp-Image-2026-05-06-at-15.35.58.jpeg\",\"contentUrl\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/WhatsApp-Image-2026-05-06-at-15.35.58.jpeg\",\"width\":1485,\"height\":1600},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/un-po-come-archeologia-e-geologia-intervista-a-federico-zaghis\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Un po\u2019 come archeologia e geologia. Intervista a Federico Zaghis.\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#website\",\"url\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/\",\"name\":\"il BLOG di EDITORIA\",\"description\":\"Master Professioni e prodotti dell'editoria - Universit&agrave; di Pavia\",\"publisher\":{\"@id\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#organization\",\"name\":\"Master Editoria\",\"url\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#\/schema\/logo\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/logo_editoria2016.png\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/logo_editoria2016.png\",\"width\":365,\"height\":292,\"caption\":\"Master Editoria\"},\"image\":{\"@id\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#\/schema\/logo\/image\/\"}},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#\/schema\/person\/6f9a05accb3a5aa7dc3ef4c332b4d171\",\"name\":\"Studenti\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#\/schema\/person\/image\/\",\"url\":\"\/\/www.gravatar.com\/avatar\/ee04120a8873aad0edfc2d72caba80c3?s=96&#038;r=g&#038;d=mm\",\"contentUrl\":\"\/\/www.gravatar.com\/avatar\/ee04120a8873aad0edfc2d72caba80c3?s=96&#038;r=g&#038;d=mm\",\"caption\":\"Studenti\"},\"sameAs\":[\"https:\/\/x.com\/editoriaunipv\"],\"url\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/author\/studenti\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Un po\u2019 come archeologia e geologia. Intervista a Federico Zaghis. - il BLOG di EDITORIA","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/un-po-come-archeologia-e-geologia-intervista-a-federico-zaghis\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Un po\u2019 come archeologia e geologia. Intervista a Federico Zaghis. - il BLOG di EDITORIA","og_description":"Federico Zaghis \u00e8 direttore editoriale e artistico, insieme a Guido Ostanel, della casa editrice BeccoGiallo. Fondata nel 2005 a Treviso \u2013 oggi ha sede a Padova e fa parte del gruppo Fandango \u2013 BeccoGiallo si \u00e8 affermata nel panorama dell\u2019editoria a fumetti soprattutto attraverso il graphic journalism. Oggi tuttavia, il catalogo si \u00e8 ampliato e comprende anche libri di saggistica e per l\u2019infanzia. Ho avuto la fortuna di conoscere Federico \u2013 e poi di rubargli un\u2019intervista \u2013 in un contesto tutt\u2019altro che formale: nel bel mezzo di un aperitivo, tra gente che parla e ride, tra gli schiamazzi di Piazza Vittoria alle sei di sera. Credo che questo sia importante, perch\u00e9 il bar \u00e8 un luogo in cui le persone si incontrano e si ritrovano, festeggiano o condividono la loro quotidianit\u00e0. Il bar \u00e8 pop, cos\u00ec come lo \u00e8 il fumetto, per questo \u00e8 il luogo perfetto per parlarne. So che lei ha conseguito un dottorato in mineralogia applicata, come \u00e8 arrivato quindi un mineralista a fondare e dirigere una casa editrice? La risposta \u00e8 abbastanza semplice, anche se sembrano mondi abbastanza diversi, perch\u00e9 \u00e8 concreta. Mio padre ha una libreria dal \u201876, una libreria bella grande che si chiama Libreria Becco Giallo. Negli anni ottanta ha cominciato a fare anche un po\u2019 di editoria, insieme a un gruppo di lettori affezionati che girava intorno alla libreria. Ha fatto delle piccole edizioni molto pregiate di alcuni autori che bazzicavano la libreria in quegli anni, tra questi Goffredo Parise che don\u00f2 alla libreria un suo racconto \u2013 Arsenico (Edizioni Becco Giallo, 1985) \u2013 e che fu una delle prime pubblicazioni di mio padre. L\u2019esperimento della casa editrice per\u00f2 fin\u00ec presto. Io comunque sono nato e cresciuto nel mondo dei libri. Allo stesso tempo per\u00f2 mi interessava anche la scienza: mi piacevano un sacco i fossili, la paleontologia, i minerali eccetera. Ho scelto di iscrivermi a geologia a Padova e il mio percorso mi ha portato a scegliere una tesi di laurea che mescolava la geologia e l\u2019archeologia in una disciplina che si chiama archeometria \u2013 che altro non \u00e8 che mineralogia applicata. Questa cosa mi piaceva perch\u00e9 si trattava di unire una materia pi\u00f9 scientifica come al racconto umano. Un anno prima di finire il dottorato ho deciso, insieme a un mio compagno di universit\u00e0 [Guido Ostanel, n.d.r.], di fondare BeccoGiallo. Entrambi eravamo appassionati di fumetto e prima ancora di editoria in generale \u2013 studiavamo editoria dalla mattina alla sera \u2013 ma anche di inchieste giornalistiche e sin da subito abbiamo deciso di unire queste passioni nella casa editrice. All\u2019inizio ho sfruttato un po\u2019 i contatti di mio padre, specialmente con la distribuzione, poi ho cominciato a frequentare un po\u2019 di fiere, a parlare con altri librai. In generale non sono mai stato digiuno di editoria, la geologia \u00e8 stata una parentesi. La casa editrice nasce quindi principalmente da una vostra passione che avete deciso di rendere concreta. Si, tre passioni in particolare: l\u2019inchiesta giornalistica, la politica e il fumetto. Meglio ancora: la necessit\u00e0 di trovare un linguaggio che potesse essere un po\u2019 nuovo e popolare per raccontare certi argomenti. La carta vincente, come per altri progetti editoriali non nostri, \u00e8 stata quella di aver avuto le idee abbastanza chiare sin da subito. Questo tutti l\u2019hanno compreso immediatamente, a cominciare dai distributori. \u00c8 pi\u00f9 facile cominciare da una cosa specifica, e poi magari ti espandi. In effetti non sono molti i progetti editoriali che, almeno in Italia, si concentrano sul graphic journalism. In maniera sistematica no. Noi abbiamo costruito tutta la casa editrice su questo. Per tanti anni abbiamo fatto solo quello, abbiamo detto di no a libri e autori pazzeschi perch\u00e9 non stavano dentro quel genere. Eravamo abbastanza sovietici in questo senso. Siete riusciti a creare una community di lettori affezionati puntando su una nicchia come questa? Si. Nonostante negli ultimi anni sia pi\u00f9 difficile tutto ci\u00f2, perch\u00e9 l\u2019attenzione per una serie di tematiche politiche e di impegno civile \u00e8 andata disgregandosi molto, differenziandosi in mille rivoli diversi. Questo rende pi\u00f9 difficile tenere tutto in un unico contenitore, per\u00f2 \u00e8 comprensibile: il mercato e la societ\u00e0 evolvono. Comunque si, abbiamo puntato su una nicchia. L\u2019editoria oggi si poggia su equilibri molto fragili, e le stesse nicchie lo sono: non solo perch\u00e9 cambiano ma anche perch\u00e9 sono composte da numeri piccoli, e stare in piedi vendendo solo a numeri piccoli non \u00e8 facile. La parte pi\u00f9 seria del nostro lavoro sta nel trovare un equilibrio tra il mantenere la propria identit\u00e0 e la necessit\u00e0 di rimanere in piedi ampliando il nostro pubblico, anche attraverso la vendita dei diritti. A tal proposito quali sono i libri pi\u00f9 richiesti in termini di diritti? Le biografie [a fumetti, n.d.r.] e una piccola parte di illustrati. 90% sono biografie, dal personaggio italiano mediamente famoso all\u2019estero: Peppino Impastato, Olivetti, Baggio; a biografie fatte da noi ma di personaggi stranieri: Rosa Parks, Wislawa Szymborska, Nicola Tesla\u2026 C\u2019\u00e8 stata anche qualche sorpresa: il libro sulla TAV che abbiamo venduto a un editore canadese, e un libro sulla crisi economica europea \u2013 Pop Economix (BeccoGiallo, 2013) \u2013 che abbiamo venduto in Corea del Sud. La cosa bella di vendere i diritti \u00e8 che a volte si creano dei veri e propri gemellaggi. Ricordo che, finch\u00e9 \u00e8 stato in piedi, c\u2019era un editore austriaco, molto schierato, che comprava quasi tutte le cose che pubblicavamo. Parlando di catalogo, oltre al graphic journalism oggi il vostro comprende anche una parte di saggistica, dedicata in special modo al cinema. Come mai la scelta di concentrarsi in maniera specifica su questo medium? La scelta parte sempre da una passione \u2013 folle \u2013 per il cinema da parte di entrambi, sia mia che di Guido. Quindi in un certo senso il cinema c\u2019\u00e8 sempre stato dentro BeccoGiallo, anche se non avevamo pubblicato nulla sull\u2019argomento. A un certo punto ci \u00e8 arrivato tra le mani un autore \u2013 Matteo Marino \u2013 che nell\u2019istante in cui ci ha mandato la proposta ci ha fatto sobbalzare. Abbiamo pensato che fosse un divulgatore e un narratore nato a cui dovevamo trovare uno spazio. Per caso, un po\u2019 di mesi prima della proposta di Matteo, avevamo cominciato ad aprirci alla saggistica con un libro sugli anni ottanta, dal momento che era molto verticale sul fumetto, sui cartoni animati e il pubblico poteva essere ampio e vagamente simile [a quello delle altre pubblicazioni, n.d.r]. Matteo ha intercettato questo progetto e, dato che nessuno voleva pubblicare il suo libro sulle serie tv, lo ha proposto a noi. A noi \u00e8 piaciuto molto, l\u2019abbiamo pubblicato e continuiamo a pubblicare i libri di Matteo. BeccoGiallo si occupa anche di libri per l\u2019infanzia. Tuttavia cerca di dare loro un taglio divulgativo, penso per esempio alla collana Critical Kids. Da dove arriva questa scelta? L\u00ec la scintilla ci \u00e8 arrivata con le fiere e le presentazioni nelle librerie. Ricevevamo molti feedback delle persone che compravano i nostri libri, soprattutto da genitori, che sentivano il bisogno di parlare ai figli di temi complessi. Abbiamo deciso di provarci e cos\u00ec \u00e8 nata la collana Critical Kids, in cui razzismo, ambiente, bullismo, alimentazione, sessualit\u00e0 \u2013 tutti temi che gi\u00e0 affrontiamo con un altro linguaggio \u2013 sono spiegati ai bambini. Ha funzionato. Questo dimostra che quando conosci bene i tuoi lettori, riesci a intercettare anche nuove necessit\u00e0 e dare loro nuovi libri da leggere. Si parla ultimamente di crisi del fumetto in Italia, dopo l\u2019impennata di vendite durante la pandemia. Questo calo, dovuto a fattori diversi, scaturisce anche da un problema di comunicazione e ricezione del prodotto. Sei d\u2019accordo? \u00c8 una dinamiche che sperimenta anche BeccoGiallo? La sintesi \u00e8 azzeccata ma aggiungo un po\u2019 di pezzi: \u00e8 normale che in un mercato improvvisamente drogato, come durante e appena dopo la pandemia, ci siano spinte esagerate in alcuni settori che non rispecchiano il consumo effettivo. \u00c8 normale anche il fatto che oggi un po\u2019 si sconti questa impennata. Quando diciamo che il mercato del fumetto \u00e8 in crisi, \u00e8 perch\u00e9 lo paragoniamo a quello del 2019 e 2020, ed \u00e8 giusto perch\u00e9 i numeri parlano chiaro. Siamo in crisi ma se si guarda a prima del 2019 i numeri sono pi\u00f9 o meno gli stessi di oggi. \u00c8 cambiata la tipologia di libri: le strisce a fumetti che prima funzionavano, oggi sono molto marginali. Per quando riguarda la comunicazione del prodotto il problema \u00e8 che la valenza del fumetto \u00e8 ancora considerata minore: rimane una lettura considerata da molti alternativa, di serie b, complementare, manca proprio quella sensibilizzazione al fumetto \u2013 sia per i librai che per i lettori \u2013 che sbloccherebbe questa situazione. Le spinte in tal senso devono arrivare da varie parti: se ci sono autori bestselling \u2013 Zerocalcare, Gipi eccetera \u2013 pi\u00f9 sono meglio \u00e8, perch\u00e9 sdoganano e destano l\u2019interesse di librai e pubblico. Pi\u00f9 si alza il livello delle storie che si raccontano con i fumetti, e del fumetto stesso, pi\u00f9 si fa bene al movimento. Far capire ai grandi lettori che una graphic novel pu\u00f2 essere un libro che si portano a casa e quando lo leggono li emoziona e vale la pena, significa cambiare la percezione del prodotto. Il nostro lavoro come BeccoGiallo \u00e8 sempre stato quello di comunicare alle persone, anche non-lettori, che con il fumetto potevano comprendere e affrontare argomenti che altrimenti sarebbero stati ostici. C\u2019\u00e8 tanta gente che non legge perch\u00e9 trova il mondo dei libri difficile in generale, oppure perch\u00e9 trova alcuni temi faticosi. Con il fumetto si rimuove un po\u2019 questa barriera, e noi continuiamo a lavorare su questo sperando che la percezione cambi. Adesso si sente parlare ovunque di intelligenza artificiale, dal momento che si teme che possa sostituire il lavoro umano \u2013 anche quello creativo. Secondo lei il pubblico \u00e8 indifferente a chi o cosa produce un libro, oppure considera la creativit\u00e0 umana un valore aggiunto? Al pubblico interessa sicuramente la firma umana e il fatto che dietro un libro ci sia una persona con una sua storia, una sua memoria e una sua emotivit\u00e0. Questo lo vedo anche nell\u2019altro mio lavoro, nell\u2019agenzia che ho a Milano [Yoonik, n.d.r] e con cui mi occupo di talent e project management legato all\u2019arte. Negli ultimi mesi, brand anche molto importanti ci chiedono artisti che firmino edizioni limitate di confezioni, di vestiti, bottiglie, oppure che si esibiscano in performance dal vivo. Forse questa \u00e8 una risposta al fatto che oggi, con l\u2019intelligenza artificiale, si teme la standardizzazione. Questo non vuol dire che alcuni lavori umani non verranno sostituiti dall\u2019intelligenza artificiale. Con alcuni artisti al Bookpride di quest\u2019anno abbiamo tenuto una conferenza sul rapporto tra fumetto e IA in cui tutti abbiamo sostenuto che il lavoro di un fumettista \u00e8 fatto da varie componenti, le quali possono essere assolutamente sostituite, implementate e migliorate, tuttavia la parte creativa non lo \u00e8. Com\u2019\u00e8 la sua giornata-tipo da direttore editoriale e artistico di BeccoGiallo? Nella prima parte della giornata, quando sono pi\u00f9 fresco, leggo le proposte e mi dedico allo scouting. \u00c8 la parte pi\u00f9 bella del lavoro, perch\u00e9 arrivano moltissimi progetti. Soprattutto in concomitanza di fiere come quella di Bologna, Francoforte o Londra, arrivano mille proposte dagli agenti da tutto il mondo. Quando sono un po\u2019 pi\u00f9 stanco rispondo alle mail, perch\u00e9 \u00e8 un lavoro un pi\u00f9 automatico. Tre volte a settimana abbiamo i GM \u2013 quelli che chiamiamo \u201cgood morning\u201d \u2013 in cui con tutta la redazione e i vari team facciamo una mezz\u2019ora di allineamento: ci diciamo quello che stiamo facendo, su cosa stiamo lavorando, cos\u00ec se ci sono domande ce le facciamo dal vivo. Nel pomeriggio poi c\u2019\u00e8 la lettura dei testi sui quali si sta lavorando e che gli editor mi mandano. L\u2019ultima parte della giornata \u00e8 dedicata invece alle copertine e ai testi di marketing. C\u2019\u00e8 anche un intenso scambio con la nostra direttrice commerciale, che \u00e8 la direttrice del gruppo Fandango, perch\u00e9 lei comunica a me i dati di vendita e i feedback da parte delle librerie. Si balla un po\u2019 quindi tra la parte del mattino, pi\u00f9...","og_url":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/un-po-come-archeologia-e-geologia-intervista-a-federico-zaghis\/","og_site_name":"il BLOG di EDITORIA","article_published_time":"2026-05-22T10:59:31+00:00","article_modified_time":"2026-05-22T11:05:11+00:00","og_image":[{"width":1485,"height":1600,"url":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/WhatsApp-Image-2026-05-06-at-15.35.58.jpeg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Studenti","twitter_misc":{"Scritto da":"Studenti","Tempo di lettura stimato":"11 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/un-po-come-archeologia-e-geologia-intervista-a-federico-zaghis\/#article","isPartOf":{"@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/un-po-come-archeologia-e-geologia-intervista-a-federico-zaghis\/"},"author":{"name":"Studenti","@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#\/schema\/person\/6f9a05accb3a5aa7dc3ef4c332b4d171"},"headline":"Un po\u2019 come archeologia e geologia. Intervista a Federico Zaghis.","datePublished":"2026-05-22T10:59:31+00:00","dateModified":"2026-05-22T11:05:11+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/un-po-come-archeologia-e-geologia-intervista-a-federico-zaghis\/"},"wordCount":2019,"publisher":{"@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#organization"},"image":{"@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/un-po-come-archeologia-e-geologia-intervista-a-federico-zaghis\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/WhatsApp-Image-2026-05-06-at-15.35.58.jpeg","keywords":["editoria","intervista"],"articleSection":["Interviste"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/un-po-come-archeologia-e-geologia-intervista-a-federico-zaghis\/","url":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/un-po-come-archeologia-e-geologia-intervista-a-federico-zaghis\/","name":"Un po\u2019 come archeologia e geologia. Intervista a Federico Zaghis. - il BLOG di EDITORIA","isPartOf":{"@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/un-po-come-archeologia-e-geologia-intervista-a-federico-zaghis\/#primaryimage"},"image":{"@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/un-po-come-archeologia-e-geologia-intervista-a-federico-zaghis\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/WhatsApp-Image-2026-05-06-at-15.35.58.jpeg","datePublished":"2026-05-22T10:59:31+00:00","dateModified":"2026-05-22T11:05:11+00:00","breadcrumb":{"@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/un-po-come-archeologia-e-geologia-intervista-a-federico-zaghis\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/un-po-come-archeologia-e-geologia-intervista-a-federico-zaghis\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/un-po-come-archeologia-e-geologia-intervista-a-federico-zaghis\/#primaryimage","url":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/WhatsApp-Image-2026-05-06-at-15.35.58.jpeg","contentUrl":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/WhatsApp-Image-2026-05-06-at-15.35.58.jpeg","width":1485,"height":1600},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/un-po-come-archeologia-e-geologia-intervista-a-federico-zaghis\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Un po\u2019 come archeologia e geologia. Intervista a Federico Zaghis."}]},{"@type":"WebSite","@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#website","url":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/","name":"il BLOG di EDITORIA","description":"Master Professioni e prodotti dell'editoria - Universit&agrave; di Pavia","publisher":{"@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#organization","name":"Master Editoria","url":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/logo_editoria2016.png","contentUrl":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/logo_editoria2016.png","width":365,"height":292,"caption":"Master Editoria"},"image":{"@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#\/schema\/logo\/image\/"}},{"@type":"Person","@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#\/schema\/person\/6f9a05accb3a5aa7dc3ef4c332b4d171","name":"Studenti","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#\/schema\/person\/image\/","url":"\/\/www.gravatar.com\/avatar\/ee04120a8873aad0edfc2d72caba80c3?s=96&#038;r=g&#038;d=mm","contentUrl":"\/\/www.gravatar.com\/avatar\/ee04120a8873aad0edfc2d72caba80c3?s=96&#038;r=g&#038;d=mm","caption":"Studenti"},"sameAs":["https:\/\/x.com\/editoriaunipv"],"url":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/author\/studenti\/"}]}},"views":305,"jetpack_featured_media_url":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/WhatsApp-Image-2026-05-06-at-15.35.58.jpeg","_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9670","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/31"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9670"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9670\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9675,"href":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9670\/revisions\/9675"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9672"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9670"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9670"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9670"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}