{"id":9792,"date":"2026-10-23T11:25:24","date_gmt":"2026-10-23T09:25:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/?p=9792"},"modified":"2026-10-23T11:25:25","modified_gmt":"2026-10-23T09:25:25","slug":"delitti-editor-e-intelligenza-artificiale-viaggio-nel-mondo-del-giallo-e-del-noir-con-paolo-fizzarotti","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/delitti-editor-e-intelligenza-artificiale-viaggio-nel-mondo-del-giallo-e-del-noir-con-paolo-fizzarotti\/","title":{"rendered":"Delitti, editor e intelligenza artificiale: viaggio nel mondo del giallo e del noir con Paolo Fizzarotti"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il giallo e il noir rappresentano oggi il motore dell\u2019editoria italiana. Per analizzare le luci e le ombre di questa centralit\u00e0, abbiamo intervistato Paolo Fizzarotti, giornalista di cronaca nera, scrittore (autore del romanzo <em>Carnaio 8844<\/em>) e direttore artistico del festival letterario <em>Santa in Giallo<\/em>. Con sguardo lucido ed esperto, Fizzarotti riflette sul rischio di omologazione, l&#8217;importanza dell&#8217;editor, le licenze poetiche e l&#8217;evoluzione del genere tra ricerca di originalit\u00e0, rigore e nuove tecnologie.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Oggi il giallo e il noir sono considerati i veri motori dell&#8217;editoria italiana. Secondo lei, questa centralit\u00e0 sta premiando la qualit\u00e0 o rischia di standardizzare le storie, omologando la voce degli autori?<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Innanzitutto dobbiamo distinguere il giallo dal noir, perch\u00e9 non sono sinonimi, anche se in Italia utilizziamo spesso la parola \u00abgiallo\u00bb per indicare un&#8217;intera famiglia di generi letterari. Nel giallo classico prevalgono l&#8217;enigma e la sua soluzione; nel noir contano soprattutto il lato oscuro dell&#8217;essere umano, le sue contraddizioni e quelle della societ\u00e0. Entrambi hanno un enorme successo commerciale, ma questo comporta un rischio. Per molte case editrici rappresentano un&#8217;importante fonte di ricavi e quindi una garanzia per sostenere economicamente altre pubblicazioni. \u00c8 comprensibile che gli editori cerchino di andare sul sicuro, ma cos\u00ec si crea una spinta verso l&#8217;omologazione che entra direttamente in conflitto con il lavoro dello scrittore, fondato sull&#8217;originalit\u00e0 e sulla fantasia. In Italia abbiamo almeno una ventina di autori affermati con una voce immediatamente riconoscibile, che hanno saputo conquistarsi una propria identit\u00e0 letteraria. Per molti altri, soprattutto quelli che non hanno ancora raggiunto una posizione solida nel mercato, diventa invece difficile resistere alle pressioni editoriali che li spingono a imitare modelli gi\u00e0 collaudati. Il paradosso \u00e8 evidente: si cerca la formula di sicuro successo, ma a forza di ripeterla si finisce per rendere gli scrittori indistinguibili. E perch\u00e9 un lettore dovrebbe acquistare un libro che sembra scritto da qualcun altro?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qui diventa decisiva la figura dell&#8217;editor, che non dovrebbe essere soltanto un correttore o un normalizzatore dei testi. Ci sono editor che tagliano, limano e livellano verso il basso, perch\u00e9 non riescono a vedere oltre le formule commerciali conosciute. Altri, invece, sanno riconoscere, tra centinaia di manoscritti, il guizzo dell&#8217;ingegno, una buona idea, una novit\u00e0 autentica, e aiutano l&#8217;autore a svilupparla senza snaturarla. Un esempio illuminante, anche se non appartiene al genere giallo, \u00e8 <em>Ferrovie del Messico<\/em> di Gian Marco Griffi: un romanzo fuori da ogni schema, pubblicato dalla piccola Laurana, diventato un caso editoriale grazie anche al passaparola dei lettori e arrivato nella dozzina del Premio Strega 2023. La dimostrazione che un editore coraggioso pu\u00f2 ottenere risultati importanti proprio rischiando sull&#8217;originalit\u00e0. A Santa in Giallo abbiamo voluto mettere a confronto grandi gruppi editoriali, case editrici indipendenti e autori ancora inediti, giudicando la qualit\u00e0 delle opere e non la forza commerciale dei marchi. Perch\u00e9 le classifiche di vendita non sono necessariamente classifiche di valore letterario.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"371\" height=\"539\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-10-23-at-11.10.49.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9796\" srcset=\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-10-23-at-11.10.49.jpeg 371w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-10-23-at-11.10.49-206x300.jpeg 206w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-10-23-at-11.10.49-17x24.jpeg 17w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-10-23-at-11.10.49-25x36.jpeg 25w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-10-23-at-11.10.49-33x48.jpeg 33w\" sizes=\"(max-width: 371px) 100vw, 371px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Negli ultimi anni abbiamo assistito a una fortunata contaminazione tra il giallo classico e altri generi: dal romanzo storico al thriller scientifico, fino al fantastico. Qual \u00e8, a suo avviso, il confine che il giallo non dovrebbe mai superare per non perdere la sua identit\u00e0?<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non credo che esistano confini invalicabili per la sperimentazione letteraria. Un giallo pu\u00f2 essere storico, scientifico, psicologico, fantastico, pu\u00f2 mescolarsi al romanzo d&#8217;avventura o alla fantascienza. Quello che conta \u00e8 la coerenza della narrazione. Il giallo d&#8217;enigma promette al lettore un mistero da risolvere e dovrebbe offrirgli gli elementi per arrivare a una soluzione razionale, senza barare. Il thriller privilegia invece la tensione e il pericolo: possiamo conoscere il colpevole fin dall&#8217;inizio e continuare a leggere per scoprire se riuscir\u00e0 nel suo intento o se qualcuno riuscir\u00e0 a fermarlo. Il noir pu\u00f2 spingersi ancora oltre, perch\u00e9 non deve necessariamente contenere un&#8217;indagine: pu\u00f2 raccontare direttamente il mondo criminale, le motivazioni dei personaggi, la violenza e le contraddizioni della societ\u00e0. Anche per i protagonisti non vedo alcun limite. Non dobbiamo necessariamente ricorrere al solito commissario, all&#8217;investigatore privato geniale o tormentato, oppure all&#8217;ennesima Miss Marple. Chiunque pu\u00f2 trovarsi coinvolto, anche involontariamente, in un mistero ed essere costretto a cercarne la soluzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un esempio straordinariamente interessante \u00e8 quello di Elisa Bertini, terza classificata tra i romanzi editi di Santa in Giallo 2026 con <em>Linfa nera<\/em>, pubblicato da SEM, marchio del Gruppo Feltrinelli. Ha inventato Lena Malinverni, una botanica forense, figura investigativa insolita, capace di leggere nelle piante, nei pollini, nei semi e nei frammenti vegetali tracce che possono contribuire a risolvere un delitto. Ma l&#8217;originalit\u00e0 non \u00e8 soltanto nella professione: \u00e8 anche nella personalit\u00e0 della protagonista, nelle sue fragilit\u00e0 e contraddizioni. Il personaggio si \u00e8 rivelato cos\u00ec interessante che i diritti del romanzo sono gi\u00e0 stati opzionati dalla societ\u00e0 di produzione Lux Vide per un possibile adattamento televisivo. Questo dimostra che l&#8217;innovazione pu\u00f2 essere anche commercialmente vincente. La contaminazione tra generi e l&#8217;invenzione di nuovi protagonisti sono una ricchezza, purch\u00e9 non diventino espedienti per nascondere una trama debole. La vera sfida consiste nel sorprendere il lettore senza tradire le regole del mondo narrativo che abbiamo costruito.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"536\" height=\"847\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-10-23-at-11.10.42.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9795\" srcset=\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-10-23-at-11.10.42.jpeg 536w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-10-23-at-11.10.42-190x300.jpeg 190w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-10-23-at-11.10.42-15x24.jpeg 15w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-10-23-at-11.10.42-23x36.jpeg 23w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-10-23-at-11.10.42-30x48.jpeg 30w\" sizes=\"(max-width: 536px) 100vw, 536px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>C&#8217;\u00e8 un divario evidente tra le indagini raccontate nei romanzi e quelle reali, fatte di procedure burocratiche, codici e tempi dilatati. Quanto pesano le &#8220;licenze poetiche&#8221; degli scrittori sulla percezione che il pubblico ha della giustizia e delle forze dell&#8217;ordine?<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho lavorato per trent&#8217;anni come cronista di nera e posso assicurare che le indagini reali sono molto diverse da quelle raccontate nei romanzi. Non soltanto per i tempi e le procedure, ma soprattutto per il modo in cui lavorano le persone. L&#8217;investigazione \u00e8 quasi sempre un&#8217;attivit\u00e0 collettiva. In polizia e nei carabinieri ci sono uffici e squadre che seguono le indagini, raccolgono testimonianze, confrontano elementi, svolgono accertamenti e riferiscono alla magistratura. Naturalmente un commissario o un capitano dei carabinieri, grazie all&#8217;esperienza e alla preparazione professionale, pu\u00f2 avere una capacit\u00e0 superiore di mettere in relazione i diversi elementi e coordinare il lavoro. Ma non \u00e8 il detective solitario che arriva, capisce tutto e risolve il caso mentre gli altri rimangono a guardare. Persino quando un singolo investigatore svolge una parte importante dell&#8217;attivit\u00e0, il risultato confluisce in un lavoro collettivo e nei rapporti destinati al pubblico ministero. Nei romanzi questo si vede raramente, anche in quelli che pretendono di rappresentare realisticamente le indagini. C&#8217;\u00e8 un sottogenere, il <em>police procedural<\/em>, che presta maggiore attenzione al funzionamento degli apparati investigativi, ma anche l\u00ec le esigenze narrative portano spesso a semplificazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 poi un aspetto ancora pi\u00f9 interessante, che riguarda le atmosfere. Nei noir tutto \u00e8 spesso cupo, plumbeo, angosciante. Nella realt\u00e0 non funziona cos\u00ec. Sui luoghi dei delitti si ride, si scherza, si fanno battute, anche durante indagini molto drammatiche. Potrei raccontare decine di episodi vissuti personalmente con poliziotti e carabinieri. Non significa mancare di rispetto alle vittime: \u00e8 un modo umano di affrontare la tensione, come accade anche tra medici impegnati in interventi chirurgici difficili. Nei tribunali ci sono scontri durissimi tra magistrati e avvocati, ma anche momenti informali, rapporti personali, battute e discussioni. Quando bisogna assumere una decisione o testimoniare, ciascuno torna rigorosamente al proprio ruolo. Ecco il paradosso: se uno scrittore raccontasse fedelmente certe situazioni che ho vissuto, molti lettori le considererebbero inverosimili. Perch\u00e9 sono abituati agli stereotipi dei romanzi e delle fiction televisive. Non parlerei quindi soltanto di licenze poetiche: spesso si tratta di convenzioni narrative ormai cos\u00ec consolidate che la realt\u00e0, per essere considerata credibile, deve essere modificata.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Negli ultimi tempi, la figura del detective nei romanzi italiani si \u00e8 fatta via via pi\u00f9 fragile, problematica, spesso ai margini della societ\u00e0 o afflitta da drammi personali. Secondo lei \u00e8 il riflesso di un cambiamento sociale, o rischia di diventare un clich\u00e9 narrativo un po&#8217; stanco?<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Intanto ricorderei che il detective tormentato non \u00e8 un&#8217;invenzione recente. Appartiene gi\u00e0 alla tradizione americana dell&#8217;<em>hard boiled<\/em>, da Dashiell Hammett a Raymond Chandler. Rispetto all&#8217;investigatore razionale del giallo classico, che attraverso la logica ricompone un ordine turbato dal delitto, questi personaggi vivono direttamente le contraddizioni della societ\u00e0. Ma il problema, secondo me, \u00e8 pi\u00f9 profondo e riguarda la rappresentazione letteraria dell&#8217;essere umano. Nella realt\u00e0 nessuno \u00e8 riconducibile a un&#8217;unica caratteristica psicologica. Lo stesso carabiniere che scherza con i colleghi sulla scena di un crimine, magari per allentare la tensione, pu\u00f2 essere un investigatore preparatissimo e avere contemporaneamente problemi familiari, sentimentali, psicologici o di salute. Come tutti noi. Non esistono compartimenti stagni tra le diverse dimensioni della personalit\u00e0. Un individuo pu\u00f2 essere ironico e malinconico, generoso e sgradevole, coraggioso e impaurito, a seconda delle circostanze. Spesso nei romanzi, invece, i caratteri vengono semplificati fino a trasformarsi in stereotipi: il commissario alcolizzato, quello divorziato, quello perseguitato dai fantasmi del passato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Naturalmente bisogna distinguere la vita reale dalla finzione letteraria. Se uno scrittore si limitasse a descrivere fedelmente tutto quello che accade nella realt\u00e0, senza selezionare, organizzare e trasformare il materiale, rischierebbe di produrre una cronaca, non un romanzo. La letteratura deve costruire una narrazione, trovare un ritmo, dare un significato agli avvenimenti e rendere i personaggi interessanti per il lettore. La vera difficolt\u00e0, che considero una delle prove pi\u00f9 impegnative per uno scrittore, consiste nel trasferire sulla pagina la complessit\u00e0 psicologica dell&#8217;essere umano senza perdere la forza del racconto. \u00c8 un equilibrio difficilissimo, che pochi riescono a raggiungere pienamente, anche se alcuni autori ci si avvicinano con risultati notevoli. Non mi infastidisce quindi l&#8217;investigatore tormentato, ma il tormento utilizzato come espediente narrativo. Preferisco un personaggio capace di sorprendermi con le sue contraddizioni a uno che sembra costruito seguendo un elenco di caratteristiche considerate indispensabili per il successo commerciale.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"536\" height=\"830\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-10-23-at-11.14.56-2.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9797\" srcset=\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-10-23-at-11.14.56-2.jpeg 536w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-10-23-at-11.14.56-2-194x300.jpeg 194w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-10-23-at-11.14.56-2-15x24.jpeg 15w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-10-23-at-11.14.56-2-23x36.jpeg 23w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-10-23-at-11.14.56-2-31x48.jpeg 31w\" sizes=\"(max-width: 536px) 100vw, 536px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Parlando di scrittura e struttura della trama, quanto incide oggi la serialit\u00e0 televisiva sul modo in cui gli autori italiani concepiscono il ritmo e i colpi di scena di un libro?<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non attribuirei alla televisione l&#8217;invenzione della serialit\u00e0: Sherlock Holmes era gi\u00e0 un protagonista seriale ben prima del piccolo schermo. Le fiction contemporanee hanno per\u00f2 accentuato il ricorso a capitoli brevi, colpi di scena frequenti e finali sospesi, i cosiddetti <em>cliffhanger<\/em>. \u00c8 una tecnica particolarmente congeniale al thriller, dove la suspense e il ritmo serrato sono fondamentali. Il giallo classico pu\u00f2 invece permettersi tempi pi\u00f9 distesi, perch\u00e9 il piacere del lettore nasce anche dal ragionamento, dalla ricerca degli indizi e dal tentativo di anticipare le conclusioni dell&#8217;investigatore. Nel noir possono diventare determinanti le atmosfere, l&#8217;introspezione psicologica e la rappresentazione dell&#8217;ambiente sociale. Non considero negativa l&#8217;influenza della televisione sulla letteratura: i diversi linguaggi narrativi si contaminano da sempre. Il problema nasce quando lo scrittore non conosce abbastanza le caratteristiche specifiche del romanzo e finisce per scrivere una sceneggiatura televisiva senza rendersene conto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A Santa in Giallo, esaminando i romanzi inediti e anche alcune opere pubblicate da piccoli editori indipendenti, ci siamo imbattuti in testi che sembravano costituiti quasi esclusivamente da dialoghi. Un parlato continuo, una battuta dopo l&#8217;altra, come se i personaggi fossero davanti a una telecamera. Mancavano riflessioni, descrizioni, attese, silenzi, momenti di meditazione. Eppure un romanzo pu\u00f2 procedere per molte pagine senza bisogno di un solo dialogo. La nostra impressione \u00e8 stata che alcuni aspiranti scrittori avessero formato la propria conoscenza del genere soprattutto guardando serie televisive, anzich\u00e9 leggendo libri. Ed \u00e8 qui che torniamo al problema dell&#8217;omologazione. Per trovare una propria voce, una propria poetica, bisogna prima conoscere le voci degli altri. Non si pu\u00f2 essere originali senza sapere che cosa \u00e8 gi\u00e0 stato scritto e come. Altrimenti si finisce inconsapevolmente per imitare modelli molto diffusi. \u00c8 un circolo vizioso: gli editori cercano formule gi\u00e0 sperimentate perch\u00e9 presumono che vendano, gli autori le riproducono e il risultato rischia di essere una narrativa sempre pi\u00f9 uniforme. Ma quando l&#8217;omologazione diventa banalizzazione, si distrugge proprio ci\u00f2 che dovrebbe distinguere uno scrittore dagli altri.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"536\" height=\"737\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/9788838910180_0_0_536_0_75.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9801\" srcset=\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/9788838910180_0_0_536_0_75.jpg 536w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/9788838910180_0_0_536_0_75-218x300.jpg 218w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/9788838910180_0_0_536_0_75-17x24.jpg 17w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/9788838910180_0_0_536_0_75-26x36.jpg 26w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/9788838910180_0_0_536_0_75-35x48.jpg 35w\" sizes=\"(max-width: 536px) 100vw, 536px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Oggi il pubblico \u00e8 anche sommerso da dettagli tecnici, scientifici e forensi grazie a serie TV, documentari e true crime. Questo livello di competenza diffusa dei lettori ha reso gli scrittori italiani pi\u00f9 rigorosi e attenti ai dettagli, o ha finito per irrigidire la creativit\u00e0 della trama?<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non sarei cos\u00ec sicuro che questa competenza diffusa esista davvero. Il pubblico conosce molti termini scientifici e giudiziari perch\u00e9 li sente continuamente in televisione, ma familiarit\u00e0 con un linguaggio non significa necessariamente comprenderne il significato. Il rischio \u00e8 che informazioni sbagliate, ripetute nei romanzi e nelle fiction, finiscano per essere considerate verit\u00e0 acquisite. Proprio per affrontare questo problema, durante <em>Aspettando Santa in Giallo<\/em> abbiamo organizzato un incontro molto interessante tra Giuseppe Battarino, ex magistrato e autore del libro <em>Giallisti sul serio<\/em>, e Angelo Sardi, tecnologo dell&#8217;Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica. Il tema era costituito dagli errori commessi dagli scrittori di gialli. Battarino ha smontato una serie di procedure investigative e giudiziarie completamente inverosimili, mentre Sardi ha analizzato alcuni delitti letterari dimostrando che, scientificamente, non avrebbero potuto verificarsi nei modi descritti. Tra gli esempi, quello di un thriller nordico in cui l&#8217;elettricit\u00e0 prodotta da pannelli fotovoltaici veniva utilizzata per uccidere una persona. Lo scienziato ha spiegato perch\u00e9 il circuito e gli effetti descritti nel romanzo non fossero fisicamente plausibili. \u00c8 un episodio curioso, ma anche istruttivo: uno scrittore pu\u00f2 inventare una storia, non dovrebbe inventare il funzionamento della fisica senza preoccuparsi di verificarlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Naturalmente la libert\u00e0 narrativa \u00e8 sacrosanta. Un giallo non \u00e8 un manuale di procedura penale, cos\u00ec come un thriller scientifico non \u00e8 un trattato universitario. Ma bisogna distinguere la semplificazione necessaria al racconto dall&#8217;errore dovuto all&#8217;impreparazione. \u00c8 interessante, a questo proposito, tornare a Elisa Bertini e alla sua botanica forense. L&#8217;autrice non proviene professionalmente dal mondo della botanica: \u00e8 una giornalista, che ha scoperto questa particolare disciplina e ne ha approfondito le possibilit\u00e0 investigative per costruire un personaggio originale. Questo dimostra che non occorre necessariamente essere specialisti della materia che si racconta, ma \u00e8 indispensabile documentarsi seriamente. A Santa in Giallo abbiamo istituito anche un Premio di Psichiatria e Criminologia, perch\u00e9 riteniamo importante valutare la credibilit\u00e0 dei comportamenti, delle motivazioni e dei meccanismi psicologici dei personaggi. Non basta sapere come si compie un delitto: bisogna anche comprendere perch\u00e9 una persona potrebbe arrivare a commetterlo. La precisione scientifica e la conoscenza della psicologia umana non limitano la fantasia; quando vengono utilizzate bene, offrono allo scrittore possibilit\u00e0 narrative ancora pi\u00f9 ricche.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"455\" height=\"673\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-10-23-at-11.14.56-1.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9799\" srcset=\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-10-23-at-11.14.56-1.jpeg 455w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-10-23-at-11.14.56-1-203x300.jpeg 203w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-10-23-at-11.14.56-1-16x24.jpeg 16w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-10-23-at-11.14.56-1-24x36.jpeg 24w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-10-23-at-11.14.56-1-32x48.jpeg 32w\" sizes=\"(max-width: 455px) 100vw, 455px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Se volessimo fotografare il &#8220;giallo al femminile&#8221; in Italia, noteremmo che le autrici e le protagoniste donne non sono pi\u00f9 un&#8217;eccezione. In che modo stanno cambiando i punti di vista e i temi caldi del genere?<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Personalmente non faccio quasi mai distinzioni tra uomini e donne quando parliamo di creativit\u00e0, lavoro o capacit\u00e0 professionali. Non credo che esista una scrittura maschile e una femminile: esistono scrittori pi\u00f9 o meno bravi, capaci di interpretare con maggiore o minore profondit\u00e0 la psicologia umana, di costruire personaggi credibili e di raccontare la realt\u00e0. Una donna pu\u00f2 scrivere un noir durissimo e un uomo un delicato thriller psicologico, senza che questo debba sorprenderci. Del resto, parlare di giallo al femminile come di una conquista recente \u00e8 gi\u00e0 un piccolo equivoco: basterebbe ricordare Agatha Christie, una delle figure fondamentali nella storia del genere. Anche la presenza di investigatrici non dovrebbe essere pi\u00f9 considerata eccezionale. Da molti anni le serie televisive tedesche, britanniche e nordiche presentano donne alla guida delle indagini, senza che questo richieda particolari giustificazioni. E non vedo perch\u00e9 una donna dovrebbe avere capacit\u00e0 investigative diverse da quelle di un uomo. Contano l&#8217;intelligenza, la preparazione, l&#8217;esperienza, il carattere e la sensibilit\u00e0 individuale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I risultati di Santa in Giallo 2026 sono, da questo punto di vista, molto significativi. Marina Repetto ha vinto il primo premio dei romanzi inediti con <em>Vetrocemento<\/em>, Elisa Bertini si \u00e8 classificata terza tra gli editi con <em>Linfa nera<\/em>, Francesca Mautino ha conquistato il Premio della Giuria Tecnica con <em>Tutti conoscono tutti<\/em>. Chiara Moscardelli \u00e8 arrivata terza nel Premio di Psichiatria e Criminologia, mentre nella sezione Junior dagli otto ai dieci anni tutte e tre le finaliste erano donne e ha vinto Milvia Vincenzini con <em>Sayonara miss Hyde<\/em>. Le nostre giurie hanno valutato le opere senza introdurre distinzioni tra autori e autrici, e i risultati sono arrivati attraverso il merito letterario. Naturalmente esperienze personali diverse possono arricchire la narrativa e portare a esplorare temi nuovi, dalla violenza di genere ai rapporti familiari e alle relazioni di potere. Ma non attribuirei questi argomenti esclusivamente alle donne. La letteratura dovrebbe aiutarci a comprendere l&#8217;essere umano nella sua complessit\u00e0, non rinchiuderlo in categorie prestabilite.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"536\" height=\"813\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-10-23-at-11.14.56-3.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9800\" srcset=\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-10-23-at-11.14.56-3.jpeg 536w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-10-23-at-11.14.56-3-198x300.jpeg 198w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-10-23-at-11.14.56-3-16x24.jpeg 16w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-10-23-at-11.14.56-3-24x36.jpeg 24w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-10-23-at-11.14.56-3-32x48.jpeg 32w\" sizes=\"(max-width: 536px) 100vw, 536px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Negli ultimi anni il noir \u00e8 diventato spesso lo specchio pi\u00f9 spietato delle piaghe del nostro Paese (dalla corruzione sistemica alle mafie silenziose, fino ai disastri ambientali). Pensa che la finzione narrativa riesca a denunciare la realt\u00e0 quanto la saggistica o il giornalismo d&#8217;inchiesta?<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 proprio qui che il noir esprime una delle sue caratteristiche pi\u00f9 interessanti e che lo distingue maggiormente dal giallo classico. Non si limita a chiedere chi abbia commesso un delitto, ma cerca di capire quali condizioni sociali, quali interessi e quali meccanismi di potere abbiano contribuito a renderlo possibile. Pu\u00f2 quindi raccontare corruzione, violenza, criminalit\u00e0 organizzata e ingiustizie con una profondit\u00e0 emotiva che la cronaca quotidiana non sempre consente. In questo senso il noir pu\u00f2 diventare uno strumento di denuncia sociale estremamente efficace, perch\u00e9 porta il lettore all&#8217;interno dei meccanismi del male, lo costringe a confrontarsi con i personaggi e con le loro motivazioni, anche quando sono moralmente ripugnanti. Un romanzo pu\u00f2 farci comprendere certe situazioni pi\u00f9 profondamente di quanto riesca a fare una semplice esposizione di fatti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma non pu\u00f2 sostituirsi al giornalismo d&#8217;inchiesta. Il giornalista deve documentare i fatti, verificarli, confrontare le fonti e assumersi la responsabilit\u00e0 di ci\u00f2 che scrive. Lo scrittore pu\u00f2 invece costruire personaggi immaginari, inventare situazioni e utilizzare liberamente il materiale narrativo. Sono due strumenti diversi, che possono completarsi ma non devono essere confusi. A Santa in Giallo ho voluto assegnare a Umberto Brindani il Premio speciale del Direttore artistico per <em>Senza lasciare traccia<\/em>, proprio per sottolineare il rapporto tra esperienza giornalistica e narrativa d&#8217;indagine. La conoscenza dei meccanismi della cronaca, della ricerca della verit\u00e0 e delle contraddizioni umane pu\u00f2 rappresentare una straordinaria risorsa letteraria. Ma una cosa deve rimanere chiara: la forza evocativa di un romanzo non costituisce una prova, mentre un&#8217;inchiesta giornalistica deve sempre poggiare su elementi verificabili.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"536\" height=\"840\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-10-23-at-11.14.56.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9798\" srcset=\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-10-23-at-11.14.56.jpeg 536w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-10-23-at-11.14.56-191x300.jpeg 191w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-10-23-at-11.14.56-15x24.jpeg 15w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-10-23-at-11.14.56-23x36.jpeg 23w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/WhatsApp-Image-2026-10-23-at-11.14.56-31x48.jpeg 31w\" sizes=\"(max-width: 536px) 100vw, 536px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Se dovesse scommettere sul futuro, quale crede sar\u00e0 la prossima grande evoluzione o il tema inedito che l&#8217;editoria di genere italiana affronter\u00e0 nei prossimi anni?<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scommetterei meno su nuovi tipi di delitto e pi\u00f9 su nuove forme di identit\u00e0, manipolazione e controllo delle persone. L&#8217;intelligenza artificiale, le identit\u00e0 digitali e le falsificazioni sempre pi\u00f9 sofisticate cambieranno profondamente anche il concetto stesso di prova. Nel giallo sar\u00e0 interessante ricostruire la verit\u00e0 in un mondo nel quale persino immagini, registrazioni e testimonianze possono essere create artificialmente. Potremmo trovarci davanti a storie in cui il problema non \u00e8 pi\u00f9 soltanto individuare chi ha commesso un delitto, ma capire se ci\u00f2 che abbiamo visto, ascoltato o letto sia realmente accaduto. \u00c8 un cambiamento che riguarda gi\u00e0 oggi il lavoro dei giornalisti e degli investigatori e che offre agli scrittori possibilit\u00e0 narrative enormi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel thriller queste tecnologie potranno alimentare ricatti, inseguimenti, manipolazioni psicologiche e situazioni di pericolo fino a pochi anni fa difficilmente immaginabili. Il noir potr\u00e0 invece interrogarsi su chi controlla queste tecnologie, quali nuovi poteri ne derivano e quali conseguenze producono sulle disuguaglianze e sui rapporti sociali. Mi interessa anche l&#8217;evoluzione dei linguaggi attraverso i quali raccontiamo le storie. Non a caso tra i progetti di Santa in Giallo c&#8217;\u00e8 l&#8217;apertura al fumetto di genere, con l&#8217;idea di recuperare anche forme narrative che sembravano appartenere al passato, reinterpretandole in chiave contemporanea. Credo che il futuro della letteratura d&#8217;indagine non dipender\u00e0 soltanto dagli argomenti affrontati, ma dalla capacit\u00e0 degli autori di trovare nuovi punti di vista e nuovi linguaggi. La fantasia rimane lo strumento pi\u00f9 importante, purch\u00e9 sia accompagnata dalla conoscenza della realt\u00e0.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"460\" height=\"666\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/images-1.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9794\" srcset=\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/images-1.jpeg 460w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/images-1-207x300.jpeg 207w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/images-1-17x24.jpeg 17w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/images-1-25x36.jpeg 25w, http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/images-1-33x48.jpeg 33w\" sizes=\"(max-width: 460px) 100vw, 460px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Quale consiglio sente di dare a un aspirante autore di romanzi gialli o noir?<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo consiglio \u00e8 leggere moltissimo. Non soltanto gli autori di maggiore successo, ma anche i classici, gli scrittori meno conosciuti e quelli che appartengono a generi diversi. Per costruire una propria voce narrativa bisogna conoscere quelle degli altri. Il secondo consiglio \u00e8 comprendere bene quale tipo di storia si desidera raccontare: un enigma da risolvere, una tensione da sostenere, un universo criminale da esplorare. Nel giallo bisogna rispettare la logica degli indizi; nel thriller costruire una suspense credibile; nel noir conoscere la psicologia dei personaggi e le contraddizioni della societ\u00e0. Ma vorrei soprattutto sfatare un luogo comune: quello dello scrittore che compone il proprio romanzo, consegna il manoscritto all&#8217;editore e lo vede pubblicato praticamente cos\u00ec com&#8217;\u00e8. Oggi, almeno nell&#8217;editoria maggiormente strutturata, non funziona cos\u00ec. Un libro \u00e8 spesso il risultato di un lungo lavoro collettivo, fatto di correzioni, riscritture, confronti e continui rimandi tra autore ed editor. Le grandi case editrici possono permettersi professionisti dedicati a queste attivit\u00e0 e diversi passaggi di revisione. Le piccole case editrici indipendenti, invece, devono spesso fare i conti con risorse economiche limitate. Questo non significa che manchino gli editor capaci, ma che non sempre ci sono i mezzi per garantire un lavoro altrettanto approfondito. Pu\u00f2 quindi accadere che un romanzo venga pubblicato in una versione ancora sostanzialmente grezza, magari senza errori grammaticali o refusi evidenti, ma con problemi di struttura, ritmo, costruzione dei personaggi e sviluppo della trama. \u00c8 una differenza che abbiamo potuto osservare anche valutando le opere di Santa in Giallo. L&#8217;ingegno dello scrittore \u00e8 indispensabile, ma il lavoro editoriale professionale pu\u00f2 fare la differenza tra un manoscritto promettente e un romanzo davvero compiuto. Naturalmente non mancano le eccezioni, soprattutto tra gli editori indipendenti pi\u00f9 attenti alla qualit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine, vorrei dare un consiglio molto concreto: <strong>dedicate un&#8217;attenzione particolare all&#8217;incipit<\/strong>. Le prime pagine di un romanzo sono fondamentali. Devono incuriosire, coinvolgere, trasmettere immediatamente la sensazione che l&#8217;autore abbia qualcosa di interessante da raccontare. Non \u00e8 necessario cominciare con un omicidio, un inseguimento o un colpo di scena clamoroso. Un incipit memorabile pu\u00f2 nascere da una descrizione, da un personaggio, da una situazione insolita o da una frase capace di aprire un mondo. Esaminando soprattutto i romanzi inediti di Santa in Giallo, ma anche alcune opere gi\u00e0 pubblicate, ci siamo trovati davanti a inizi davvero sconfortanti per banalit\u00e0 e mancanza di interesse. E questo \u00e8 un problema serio, perch\u00e9 chi valuta un manoscritto, proprio come il lettore che lo acquista in libreria, comincia dalle prime pagine a formarsi un giudizio. Un buon incipit non garantisce necessariamente un buon romanzo, ma un cattivo incipit pu\u00f2 compromettere il rapporto con il lettore prima ancora che la storia abbia avuto la possibilit\u00e0 di svilupparsi. Consiglio quindi di riscriverlo, rileggerlo, modificarlo anche decine di volte, fino a trovare la forma giusta. E di non innamorarsi troppo delle proprie parole: bisogna imparare a tagliare, correggere e ascoltare le osservazioni di chi possiede competenze professionali. Una buona idea \u00e8 soltanto il punto di partenza. Trasformarla in un buon libro richiede talento, cultura, tecnica, umilt\u00e0 e moltissimo lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">Intervista di Emanuele Bacigalupo<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il giallo e il noir rappresentano oggi il motore dell\u2019editoria italiana. Per analizzare le luci e le ombre di questa centralit\u00e0, abbiamo intervistato Paolo Fizzarotti, giornalista di cronaca nera, scrittore (autore del romanzo Carnaio 8844) e direttore artistico del festival letterario Santa in Giallo. Con sguardo lucido ed esperto, Fizzarotti riflette sul rischio di omologazione, l&#8217;importanza dell&#8217;editor, le licenze poetiche e l&#8217;evoluzione del genere tra ricerca di originalit\u00e0, rigore e nuove tecnologie. Innanzitutto dobbiamo distinguere il giallo dal noir, perch\u00e9 non sono sinonimi, anche se in Italia utilizziamo spesso la parola \u00abgiallo\u00bb per indicare un&#8217;intera famiglia di generi letterari. Nel giallo classico prevalgono l&#8217;enigma e la sua soluzione; nel noir contano soprattutto il lato oscuro dell&#8217;essere umano, le sue contraddizioni e quelle della societ\u00e0. Entrambi hanno un enorme successo commerciale, ma questo comporta un rischio. Per molte case editrici rappresentano un&#8217;importante fonte di ricavi e quindi una garanzia per sostenere economicamente altre pubblicazioni. \u00c8 comprensibile che gli editori cerchino di andare sul sicuro, ma cos\u00ec si crea una spinta verso l&#8217;omologazione che entra direttamente in conflitto con il lavoro dello scrittore, fondato sull&#8217;originalit\u00e0 e sulla fantasia. In Italia abbiamo almeno una ventina di autori affermati con una voce immediatamente riconoscibile, che hanno saputo conquistarsi una propria identit\u00e0 letteraria. Per molti altri, soprattutto quelli che non hanno ancora raggiunto una posizione solida nel mercato, diventa invece difficile resistere alle pressioni editoriali che li spingono a imitare modelli gi\u00e0 collaudati. Il paradosso \u00e8 evidente: si cerca la formula di sicuro successo, ma a forza di ripeterla si finisce per rendere gli scrittori indistinguibili. E perch\u00e9 un lettore dovrebbe acquistare un libro che sembra scritto da qualcun altro? Qui diventa decisiva la figura dell&#8217;editor, che non dovrebbe essere soltanto un correttore o un normalizzatore dei testi. Ci sono editor che tagliano, limano e livellano verso il basso, perch\u00e9 non riescono a vedere oltre le formule commerciali conosciute. Altri, invece, sanno riconoscere, tra centinaia di manoscritti, il guizzo dell&#8217;ingegno, una buona idea, una novit\u00e0 autentica, e aiutano l&#8217;autore a svilupparla senza snaturarla. Un esempio illuminante, anche se non appartiene al genere giallo, \u00e8 Ferrovie del Messico di Gian Marco Griffi: un romanzo fuori da ogni schema, pubblicato dalla piccola Laurana, diventato un caso editoriale grazie anche al passaparola dei lettori e arrivato nella dozzina del Premio Strega 2023. La dimostrazione che un editore coraggioso pu\u00f2 ottenere risultati importanti proprio rischiando sull&#8217;originalit\u00e0. A Santa in Giallo abbiamo voluto mettere a confronto grandi gruppi editoriali, case editrici indipendenti e autori ancora inediti, giudicando la qualit\u00e0 delle opere e non la forza commerciale dei marchi. Perch\u00e9 le classifiche di vendita non sono necessariamente classifiche di valore letterario. Non credo che esistano confini invalicabili per la sperimentazione letteraria. Un giallo pu\u00f2 essere storico, scientifico, psicologico, fantastico, pu\u00f2 mescolarsi al romanzo d&#8217;avventura o alla fantascienza. Quello che conta \u00e8 la coerenza della narrazione. Il giallo d&#8217;enigma promette al lettore un mistero da risolvere e dovrebbe offrirgli gli elementi per arrivare a una soluzione razionale, senza barare. Il thriller privilegia invece la tensione e il pericolo: possiamo conoscere il colpevole fin dall&#8217;inizio e continuare a leggere per scoprire se riuscir\u00e0 nel suo intento o se qualcuno riuscir\u00e0 a fermarlo. Il noir pu\u00f2 spingersi ancora oltre, perch\u00e9 non deve necessariamente contenere un&#8217;indagine: pu\u00f2 raccontare direttamente il mondo criminale, le motivazioni dei personaggi, la violenza e le contraddizioni della societ\u00e0. Anche per i protagonisti non vedo alcun limite. Non dobbiamo necessariamente ricorrere al solito commissario, all&#8217;investigatore privato geniale o tormentato, oppure all&#8217;ennesima Miss Marple. Chiunque pu\u00f2 trovarsi coinvolto, anche involontariamente, in un mistero ed essere costretto a cercarne la soluzione. Un esempio straordinariamente interessante \u00e8 quello di Elisa Bertini, terza classificata tra i romanzi editi di Santa in Giallo 2026 con Linfa nera, pubblicato da SEM, marchio del Gruppo Feltrinelli. Ha inventato Lena Malinverni, una botanica forense, figura investigativa insolita, capace di leggere nelle piante, nei pollini, nei semi e nei frammenti vegetali tracce che possono contribuire a risolvere un delitto. Ma l&#8217;originalit\u00e0 non \u00e8 soltanto nella professione: \u00e8 anche nella personalit\u00e0 della protagonista, nelle sue fragilit\u00e0 e contraddizioni. Il personaggio si \u00e8 rivelato cos\u00ec interessante che i diritti del romanzo sono gi\u00e0 stati opzionati dalla societ\u00e0 di produzione Lux Vide per un possibile adattamento televisivo. Questo dimostra che l&#8217;innovazione pu\u00f2 essere anche commercialmente vincente. La contaminazione tra generi e l&#8217;invenzione di nuovi protagonisti sono una ricchezza, purch\u00e9 non diventino espedienti per nascondere una trama debole. La vera sfida consiste nel sorprendere il lettore senza tradire le regole del mondo narrativo che abbiamo costruito. Ho lavorato per trent&#8217;anni come cronista di nera e posso assicurare che le indagini reali sono molto diverse da quelle raccontate nei romanzi. Non soltanto per i tempi e le procedure, ma soprattutto per il modo in cui lavorano le persone. L&#8217;investigazione \u00e8 quasi sempre un&#8217;attivit\u00e0 collettiva. In polizia e nei carabinieri ci sono uffici e squadre che seguono le indagini, raccolgono testimonianze, confrontano elementi, svolgono accertamenti e riferiscono alla magistratura. Naturalmente un commissario o un capitano dei carabinieri, grazie all&#8217;esperienza e alla preparazione professionale, pu\u00f2 avere una capacit\u00e0 superiore di mettere in relazione i diversi elementi e coordinare il lavoro. Ma non \u00e8 il detective solitario che arriva, capisce tutto e risolve il caso mentre gli altri rimangono a guardare. Persino quando un singolo investigatore svolge una parte importante dell&#8217;attivit\u00e0, il risultato confluisce in un lavoro collettivo e nei rapporti destinati al pubblico ministero. Nei romanzi questo si vede raramente, anche in quelli che pretendono di rappresentare realisticamente le indagini. C&#8217;\u00e8 un sottogenere, il police procedural, che presta maggiore attenzione al funzionamento degli apparati investigativi, ma anche l\u00ec le esigenze narrative portano spesso a semplificazioni. C&#8217;\u00e8 poi un aspetto ancora pi\u00f9 interessante, che riguarda le atmosfere. Nei noir tutto \u00e8 spesso cupo, plumbeo, angosciante. Nella realt\u00e0 non funziona cos\u00ec. Sui luoghi dei delitti si ride, si scherza, si fanno battute, anche durante indagini molto drammatiche. Potrei raccontare decine di episodi vissuti personalmente con poliziotti e carabinieri. Non significa mancare di rispetto alle vittime: \u00e8 un modo umano di affrontare la tensione, come accade anche tra medici impegnati in interventi chirurgici difficili. Nei tribunali ci sono scontri durissimi tra magistrati e avvocati, ma anche momenti informali, rapporti personali, battute e discussioni. Quando bisogna assumere una decisione o testimoniare, ciascuno torna rigorosamente al proprio ruolo. Ecco il paradosso: se uno scrittore raccontasse fedelmente certe situazioni che ho vissuto, molti lettori le considererebbero inverosimili. Perch\u00e9 sono abituati agli stereotipi dei romanzi e delle fiction televisive. Non parlerei quindi soltanto di licenze poetiche: spesso si tratta di convenzioni narrative ormai cos\u00ec consolidate che la realt\u00e0, per essere considerata credibile, deve essere modificata. Intanto ricorderei che il detective tormentato non \u00e8 un&#8217;invenzione recente. Appartiene gi\u00e0 alla tradizione americana dell&#8217;hard boiled, da Dashiell Hammett a Raymond Chandler. Rispetto all&#8217;investigatore razionale del giallo classico, che attraverso la logica ricompone un ordine turbato dal delitto, questi personaggi vivono direttamente le contraddizioni della societ\u00e0. Ma il problema, secondo me, \u00e8 pi\u00f9 profondo e riguarda la rappresentazione letteraria dell&#8217;essere umano. Nella realt\u00e0 nessuno \u00e8 riconducibile a un&#8217;unica caratteristica psicologica. Lo stesso carabiniere che scherza con i colleghi sulla scena di un crimine, magari per allentare la tensione, pu\u00f2 essere un investigatore preparatissimo e avere contemporaneamente problemi familiari, sentimentali, psicologici o di salute. Come tutti noi. Non esistono compartimenti stagni tra le diverse dimensioni della personalit\u00e0. Un individuo pu\u00f2 essere ironico e malinconico, generoso e sgradevole, coraggioso e impaurito, a seconda delle circostanze. Spesso nei romanzi, invece, i caratteri vengono semplificati fino a trasformarsi in stereotipi: il commissario alcolizzato, quello divorziato, quello perseguitato dai fantasmi del passato. Naturalmente bisogna distinguere la vita reale dalla finzione letteraria. Se uno scrittore si limitasse a descrivere fedelmente tutto quello che accade nella realt\u00e0, senza selezionare, organizzare e trasformare il materiale, rischierebbe di produrre una cronaca, non un romanzo. La letteratura deve costruire una narrazione, trovare un ritmo, dare un significato agli avvenimenti e rendere i personaggi interessanti per il lettore. La vera difficolt\u00e0, che considero una delle prove pi\u00f9 impegnative per uno scrittore, consiste nel trasferire sulla pagina la complessit\u00e0 psicologica dell&#8217;essere umano senza perdere la forza del racconto. \u00c8 un equilibrio difficilissimo, che pochi riescono a raggiungere pienamente, anche se alcuni autori ci si avvicinano con risultati notevoli. Non mi infastidisce quindi l&#8217;investigatore tormentato, ma il tormento utilizzato come espediente narrativo. Preferisco un personaggio capace di sorprendermi con le sue contraddizioni a uno che sembra costruito seguendo un elenco di caratteristiche considerate indispensabili per il successo commerciale. Non attribuirei alla televisione l&#8217;invenzione della serialit\u00e0: Sherlock Holmes era gi\u00e0 un protagonista seriale ben prima del piccolo schermo. Le fiction contemporanee hanno per\u00f2 accentuato il ricorso a capitoli brevi, colpi di scena frequenti e finali sospesi, i cosiddetti cliffhanger. \u00c8 una tecnica particolarmente congeniale al thriller, dove la suspense e il ritmo serrato sono fondamentali. Il giallo classico pu\u00f2 invece permettersi tempi pi\u00f9 distesi, perch\u00e9 il piacere del lettore nasce anche dal ragionamento, dalla ricerca degli indizi e dal tentativo di anticipare le conclusioni dell&#8217;investigatore. Nel noir possono diventare determinanti le atmosfere, l&#8217;introspezione psicologica e la rappresentazione dell&#8217;ambiente sociale. Non considero negativa l&#8217;influenza della televisione sulla letteratura: i diversi linguaggi narrativi si contaminano da sempre. Il problema nasce quando lo scrittore non conosce abbastanza le caratteristiche specifiche del romanzo e finisce per scrivere una sceneggiatura televisiva senza rendersene conto. A Santa in Giallo, esaminando i romanzi inediti e anche alcune opere pubblicate da piccoli editori indipendenti, ci siamo imbattuti in testi che sembravano costituiti quasi esclusivamente da dialoghi. Un parlato continuo, una battuta dopo l&#8217;altra, come se i personaggi fossero davanti a una telecamera. Mancavano riflessioni, descrizioni, attese, silenzi, momenti di meditazione. Eppure un romanzo pu\u00f2 procedere per molte pagine senza bisogno di un solo dialogo. La nostra impressione \u00e8 stata che alcuni aspiranti scrittori avessero formato la propria conoscenza del genere soprattutto guardando serie televisive, anzich\u00e9 leggendo libri. Ed \u00e8 qui che torniamo al problema dell&#8217;omologazione. Per trovare una propria voce, una propria poetica, bisogna prima conoscere le voci degli altri. Non si pu\u00f2 essere originali senza sapere che cosa \u00e8 gi\u00e0 stato scritto e come. Altrimenti si finisce inconsapevolmente per imitare modelli molto diffusi. \u00c8 un circolo vizioso: gli editori cercano formule gi\u00e0 sperimentate perch\u00e9 presumono che vendano, gli autori le riproducono e il risultato rischia di essere una narrativa sempre pi\u00f9 uniforme. Ma quando l&#8217;omologazione diventa banalizzazione, si distrugge proprio ci\u00f2 che dovrebbe distinguere uno scrittore dagli altri. Non sarei cos\u00ec sicuro che questa competenza diffusa esista davvero. Il pubblico conosce molti termini scientifici e giudiziari perch\u00e9 li sente continuamente in televisione, ma familiarit\u00e0 con un linguaggio non significa necessariamente comprenderne il significato. Il rischio \u00e8 che informazioni sbagliate, ripetute nei romanzi e nelle fiction, finiscano per essere considerate verit\u00e0 acquisite. Proprio per affrontare questo problema, durante Aspettando Santa in Giallo abbiamo organizzato un incontro molto interessante tra Giuseppe Battarino, ex magistrato e autore del libro Giallisti sul serio, e Angelo Sardi, tecnologo dell&#8217;Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica. Il tema era costituito dagli errori commessi dagli scrittori di gialli. Battarino ha smontato una serie di procedure investigative e giudiziarie completamente inverosimili, mentre Sardi ha analizzato alcuni delitti letterari dimostrando che, scientificamente, non avrebbero potuto verificarsi nei modi descritti. Tra gli esempi, quello di un thriller nordico in cui l&#8217;elettricit\u00e0 prodotta da pannelli fotovoltaici veniva utilizzata per uccidere una persona. Lo scienziato ha spiegato perch\u00e9 il circuito e gli effetti descritti nel romanzo non fossero fisicamente plausibili. \u00c8 un episodio curioso, ma anche istruttivo: uno scrittore pu\u00f2 inventare una storia, non dovrebbe inventare il funzionamento della fisica senza preoccuparsi di verificarlo. Naturalmente la libert\u00e0 narrativa \u00e8 sacrosanta. Un giallo non \u00e8 un manuale di procedura penale, cos\u00ec come un thriller scientifico non \u00e8 un trattato universitario. Ma bisogna distinguere la semplificazione necessaria al racconto dall&#8217;errore dovuto all&#8217;impreparazione. \u00c8 interessante, a questo proposito, tornare a Elisa Bertini e alla sua botanica forense. L&#8217;autrice non proviene professionalmente dal mondo della botanica: \u00e8 una giornalista, che ha scoperto questa particolare disciplina e ne ha approfondito le possibilit\u00e0 investigative per costruire un personaggio originale&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"author":31,"featured_media":9793,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[803,1112,802],"tags":[462,566,175,460],"class_list":["post-9792","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-autori","category-interviste","category-mondo-editoriale","tag-giallo","tag-intervista","tag-libri","tag-noir"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.1.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Delitti, editor e intelligenza artificiale: viaggio nel mondo del giallo e del noir con Paolo Fizzarotti - il BLOG di EDITORIA<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/delitti-editor-e-intelligenza-artificiale-viaggio-nel-mondo-del-giallo-e-del-noir-con-paolo-fizzarotti\/\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Delitti, editor e intelligenza artificiale: viaggio nel mondo del giallo e del noir con Paolo Fizzarotti - il BLOG di EDITORIA\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Il giallo e il noir rappresentano oggi il motore dell\u2019editoria italiana. Per analizzare le luci e le ombre di questa centralit\u00e0, abbiamo intervistato Paolo Fizzarotti, giornalista di cronaca nera, scrittore (autore del romanzo Carnaio 8844) e direttore artistico del festival letterario Santa in Giallo. Con sguardo lucido ed esperto, Fizzarotti riflette sul rischio di omologazione, l&#8217;importanza dell&#8217;editor, le licenze poetiche e l&#8217;evoluzione del genere tra ricerca di originalit\u00e0, rigore e nuove tecnologie. Innanzitutto dobbiamo distinguere il giallo dal noir, perch\u00e9 non sono sinonimi, anche se in Italia utilizziamo spesso la parola \u00abgiallo\u00bb per indicare un&#8217;intera famiglia di generi letterari. Nel giallo classico prevalgono l&#8217;enigma e la sua soluzione; nel noir contano soprattutto il lato oscuro dell&#8217;essere umano, le sue contraddizioni e quelle della societ\u00e0. Entrambi hanno un enorme successo commerciale, ma questo comporta un rischio. Per molte case editrici rappresentano un&#8217;importante fonte di ricavi e quindi una garanzia per sostenere economicamente altre pubblicazioni. \u00c8 comprensibile che gli editori cerchino di andare sul sicuro, ma cos\u00ec si crea una spinta verso l&#8217;omologazione che entra direttamente in conflitto con il lavoro dello scrittore, fondato sull&#8217;originalit\u00e0 e sulla fantasia. In Italia abbiamo almeno una ventina di autori affermati con una voce immediatamente riconoscibile, che hanno saputo conquistarsi una propria identit\u00e0 letteraria. Per molti altri, soprattutto quelli che non hanno ancora raggiunto una posizione solida nel mercato, diventa invece difficile resistere alle pressioni editoriali che li spingono a imitare modelli gi\u00e0 collaudati. Il paradosso \u00e8 evidente: si cerca la formula di sicuro successo, ma a forza di ripeterla si finisce per rendere gli scrittori indistinguibili. E perch\u00e9 un lettore dovrebbe acquistare un libro che sembra scritto da qualcun altro? Qui diventa decisiva la figura dell&#8217;editor, che non dovrebbe essere soltanto un correttore o un normalizzatore dei testi. Ci sono editor che tagliano, limano e livellano verso il basso, perch\u00e9 non riescono a vedere oltre le formule commerciali conosciute. Altri, invece, sanno riconoscere, tra centinaia di manoscritti, il guizzo dell&#8217;ingegno, una buona idea, una novit\u00e0 autentica, e aiutano l&#8217;autore a svilupparla senza snaturarla. Un esempio illuminante, anche se non appartiene al genere giallo, \u00e8 Ferrovie del Messico di Gian Marco Griffi: un romanzo fuori da ogni schema, pubblicato dalla piccola Laurana, diventato un caso editoriale grazie anche al passaparola dei lettori e arrivato nella dozzina del Premio Strega 2023. La dimostrazione che un editore coraggioso pu\u00f2 ottenere risultati importanti proprio rischiando sull&#8217;originalit\u00e0. A Santa in Giallo abbiamo voluto mettere a confronto grandi gruppi editoriali, case editrici indipendenti e autori ancora inediti, giudicando la qualit\u00e0 delle opere e non la forza commerciale dei marchi. Perch\u00e9 le classifiche di vendita non sono necessariamente classifiche di valore letterario. Non credo che esistano confini invalicabili per la sperimentazione letteraria. Un giallo pu\u00f2 essere storico, scientifico, psicologico, fantastico, pu\u00f2 mescolarsi al romanzo d&#8217;avventura o alla fantascienza. Quello che conta \u00e8 la coerenza della narrazione. Il giallo d&#8217;enigma promette al lettore un mistero da risolvere e dovrebbe offrirgli gli elementi per arrivare a una soluzione razionale, senza barare. Il thriller privilegia invece la tensione e il pericolo: possiamo conoscere il colpevole fin dall&#8217;inizio e continuare a leggere per scoprire se riuscir\u00e0 nel suo intento o se qualcuno riuscir\u00e0 a fermarlo. Il noir pu\u00f2 spingersi ancora oltre, perch\u00e9 non deve necessariamente contenere un&#8217;indagine: pu\u00f2 raccontare direttamente il mondo criminale, le motivazioni dei personaggi, la violenza e le contraddizioni della societ\u00e0. Anche per i protagonisti non vedo alcun limite. Non dobbiamo necessariamente ricorrere al solito commissario, all&#8217;investigatore privato geniale o tormentato, oppure all&#8217;ennesima Miss Marple. Chiunque pu\u00f2 trovarsi coinvolto, anche involontariamente, in un mistero ed essere costretto a cercarne la soluzione. Un esempio straordinariamente interessante \u00e8 quello di Elisa Bertini, terza classificata tra i romanzi editi di Santa in Giallo 2026 con Linfa nera, pubblicato da SEM, marchio del Gruppo Feltrinelli. Ha inventato Lena Malinverni, una botanica forense, figura investigativa insolita, capace di leggere nelle piante, nei pollini, nei semi e nei frammenti vegetali tracce che possono contribuire a risolvere un delitto. Ma l&#8217;originalit\u00e0 non \u00e8 soltanto nella professione: \u00e8 anche nella personalit\u00e0 della protagonista, nelle sue fragilit\u00e0 e contraddizioni. Il personaggio si \u00e8 rivelato cos\u00ec interessante che i diritti del romanzo sono gi\u00e0 stati opzionati dalla societ\u00e0 di produzione Lux Vide per un possibile adattamento televisivo. Questo dimostra che l&#8217;innovazione pu\u00f2 essere anche commercialmente vincente. La contaminazione tra generi e l&#8217;invenzione di nuovi protagonisti sono una ricchezza, purch\u00e9 non diventino espedienti per nascondere una trama debole. La vera sfida consiste nel sorprendere il lettore senza tradire le regole del mondo narrativo che abbiamo costruito. Ho lavorato per trent&#8217;anni come cronista di nera e posso assicurare che le indagini reali sono molto diverse da quelle raccontate nei romanzi. Non soltanto per i tempi e le procedure, ma soprattutto per il modo in cui lavorano le persone. L&#8217;investigazione \u00e8 quasi sempre un&#8217;attivit\u00e0 collettiva. In polizia e nei carabinieri ci sono uffici e squadre che seguono le indagini, raccolgono testimonianze, confrontano elementi, svolgono accertamenti e riferiscono alla magistratura. Naturalmente un commissario o un capitano dei carabinieri, grazie all&#8217;esperienza e alla preparazione professionale, pu\u00f2 avere una capacit\u00e0 superiore di mettere in relazione i diversi elementi e coordinare il lavoro. Ma non \u00e8 il detective solitario che arriva, capisce tutto e risolve il caso mentre gli altri rimangono a guardare. Persino quando un singolo investigatore svolge una parte importante dell&#8217;attivit\u00e0, il risultato confluisce in un lavoro collettivo e nei rapporti destinati al pubblico ministero. Nei romanzi questo si vede raramente, anche in quelli che pretendono di rappresentare realisticamente le indagini. C&#8217;\u00e8 un sottogenere, il police procedural, che presta maggiore attenzione al funzionamento degli apparati investigativi, ma anche l\u00ec le esigenze narrative portano spesso a semplificazioni. C&#8217;\u00e8 poi un aspetto ancora pi\u00f9 interessante, che riguarda le atmosfere. Nei noir tutto \u00e8 spesso cupo, plumbeo, angosciante. Nella realt\u00e0 non funziona cos\u00ec. Sui luoghi dei delitti si ride, si scherza, si fanno battute, anche durante indagini molto drammatiche. Potrei raccontare decine di episodi vissuti personalmente con poliziotti e carabinieri. Non significa mancare di rispetto alle vittime: \u00e8 un modo umano di affrontare la tensione, come accade anche tra medici impegnati in interventi chirurgici difficili. Nei tribunali ci sono scontri durissimi tra magistrati e avvocati, ma anche momenti informali, rapporti personali, battute e discussioni. Quando bisogna assumere una decisione o testimoniare, ciascuno torna rigorosamente al proprio ruolo. Ecco il paradosso: se uno scrittore raccontasse fedelmente certe situazioni che ho vissuto, molti lettori le considererebbero inverosimili. Perch\u00e9 sono abituati agli stereotipi dei romanzi e delle fiction televisive. Non parlerei quindi soltanto di licenze poetiche: spesso si tratta di convenzioni narrative ormai cos\u00ec consolidate che la realt\u00e0, per essere considerata credibile, deve essere modificata. Intanto ricorderei che il detective tormentato non \u00e8 un&#8217;invenzione recente. Appartiene gi\u00e0 alla tradizione americana dell&#8217;hard boiled, da Dashiell Hammett a Raymond Chandler. Rispetto all&#8217;investigatore razionale del giallo classico, che attraverso la logica ricompone un ordine turbato dal delitto, questi personaggi vivono direttamente le contraddizioni della societ\u00e0. Ma il problema, secondo me, \u00e8 pi\u00f9 profondo e riguarda la rappresentazione letteraria dell&#8217;essere umano. Nella realt\u00e0 nessuno \u00e8 riconducibile a un&#8217;unica caratteristica psicologica. Lo stesso carabiniere che scherza con i colleghi sulla scena di un crimine, magari per allentare la tensione, pu\u00f2 essere un investigatore preparatissimo e avere contemporaneamente problemi familiari, sentimentali, psicologici o di salute. Come tutti noi. Non esistono compartimenti stagni tra le diverse dimensioni della personalit\u00e0. Un individuo pu\u00f2 essere ironico e malinconico, generoso e sgradevole, coraggioso e impaurito, a seconda delle circostanze. Spesso nei romanzi, invece, i caratteri vengono semplificati fino a trasformarsi in stereotipi: il commissario alcolizzato, quello divorziato, quello perseguitato dai fantasmi del passato. Naturalmente bisogna distinguere la vita reale dalla finzione letteraria. Se uno scrittore si limitasse a descrivere fedelmente tutto quello che accade nella realt\u00e0, senza selezionare, organizzare e trasformare il materiale, rischierebbe di produrre una cronaca, non un romanzo. La letteratura deve costruire una narrazione, trovare un ritmo, dare un significato agli avvenimenti e rendere i personaggi interessanti per il lettore. La vera difficolt\u00e0, che considero una delle prove pi\u00f9 impegnative per uno scrittore, consiste nel trasferire sulla pagina la complessit\u00e0 psicologica dell&#8217;essere umano senza perdere la forza del racconto. \u00c8 un equilibrio difficilissimo, che pochi riescono a raggiungere pienamente, anche se alcuni autori ci si avvicinano con risultati notevoli. Non mi infastidisce quindi l&#8217;investigatore tormentato, ma il tormento utilizzato come espediente narrativo. Preferisco un personaggio capace di sorprendermi con le sue contraddizioni a uno che sembra costruito seguendo un elenco di caratteristiche considerate indispensabili per il successo commerciale. Non attribuirei alla televisione l&#8217;invenzione della serialit\u00e0: Sherlock Holmes era gi\u00e0 un protagonista seriale ben prima del piccolo schermo. Le fiction contemporanee hanno per\u00f2 accentuato il ricorso a capitoli brevi, colpi di scena frequenti e finali sospesi, i cosiddetti cliffhanger. \u00c8 una tecnica particolarmente congeniale al thriller, dove la suspense e il ritmo serrato sono fondamentali. Il giallo classico pu\u00f2 invece permettersi tempi pi\u00f9 distesi, perch\u00e9 il piacere del lettore nasce anche dal ragionamento, dalla ricerca degli indizi e dal tentativo di anticipare le conclusioni dell&#8217;investigatore. Nel noir possono diventare determinanti le atmosfere, l&#8217;introspezione psicologica e la rappresentazione dell&#8217;ambiente sociale. Non considero negativa l&#8217;influenza della televisione sulla letteratura: i diversi linguaggi narrativi si contaminano da sempre. Il problema nasce quando lo scrittore non conosce abbastanza le caratteristiche specifiche del romanzo e finisce per scrivere una sceneggiatura televisiva senza rendersene conto. A Santa in Giallo, esaminando i romanzi inediti e anche alcune opere pubblicate da piccoli editori indipendenti, ci siamo imbattuti in testi che sembravano costituiti quasi esclusivamente da dialoghi. Un parlato continuo, una battuta dopo l&#8217;altra, come se i personaggi fossero davanti a una telecamera. Mancavano riflessioni, descrizioni, attese, silenzi, momenti di meditazione. Eppure un romanzo pu\u00f2 procedere per molte pagine senza bisogno di un solo dialogo. La nostra impressione \u00e8 stata che alcuni aspiranti scrittori avessero formato la propria conoscenza del genere soprattutto guardando serie televisive, anzich\u00e9 leggendo libri. Ed \u00e8 qui che torniamo al problema dell&#8217;omologazione. Per trovare una propria voce, una propria poetica, bisogna prima conoscere le voci degli altri. Non si pu\u00f2 essere originali senza sapere che cosa \u00e8 gi\u00e0 stato scritto e come. Altrimenti si finisce inconsapevolmente per imitare modelli molto diffusi. \u00c8 un circolo vizioso: gli editori cercano formule gi\u00e0 sperimentate perch\u00e9 presumono che vendano, gli autori le riproducono e il risultato rischia di essere una narrativa sempre pi\u00f9 uniforme. Ma quando l&#8217;omologazione diventa banalizzazione, si distrugge proprio ci\u00f2 che dovrebbe distinguere uno scrittore dagli altri. Non sarei cos\u00ec sicuro che questa competenza diffusa esista davvero. Il pubblico conosce molti termini scientifici e giudiziari perch\u00e9 li sente continuamente in televisione, ma familiarit\u00e0 con un linguaggio non significa necessariamente comprenderne il significato. Il rischio \u00e8 che informazioni sbagliate, ripetute nei romanzi e nelle fiction, finiscano per essere considerate verit\u00e0 acquisite. Proprio per affrontare questo problema, durante Aspettando Santa in Giallo abbiamo organizzato un incontro molto interessante tra Giuseppe Battarino, ex magistrato e autore del libro Giallisti sul serio, e Angelo Sardi, tecnologo dell&#8217;Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica. Il tema era costituito dagli errori commessi dagli scrittori di gialli. Battarino ha smontato una serie di procedure investigative e giudiziarie completamente inverosimili, mentre Sardi ha analizzato alcuni delitti letterari dimostrando che, scientificamente, non avrebbero potuto verificarsi nei modi descritti. Tra gli esempi, quello di un thriller nordico in cui l&#8217;elettricit\u00e0 prodotta da pannelli fotovoltaici veniva utilizzata per uccidere una persona. Lo scienziato ha spiegato perch\u00e9 il circuito e gli effetti descritti nel romanzo non fossero fisicamente plausibili. \u00c8 un episodio curioso, ma anche istruttivo: uno scrittore pu\u00f2 inventare una storia, non dovrebbe inventare il funzionamento della fisica senza preoccuparsi di verificarlo. Naturalmente la libert\u00e0 narrativa \u00e8 sacrosanta. Un giallo non \u00e8 un manuale di procedura penale, cos\u00ec come un thriller scientifico non \u00e8 un trattato universitario. Ma bisogna distinguere la semplificazione necessaria al racconto dall&#8217;errore dovuto all&#8217;impreparazione. \u00c8 interessante, a questo proposito, tornare a Elisa Bertini e alla sua botanica forense. L&#8217;autrice non proviene professionalmente dal mondo della botanica: \u00e8 una giornalista, che ha scoperto questa particolare disciplina e ne ha approfondito le possibilit\u00e0 investigative per costruire un personaggio originale....\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/delitti-editor-e-intelligenza-artificiale-viaggio-nel-mondo-del-giallo-e-del-noir-con-paolo-fizzarotti\/\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"il BLOG di EDITORIA\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2026-10-23T09:25:24+00:00\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2026-10-23T09:25:25+00:00\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/paolo-fizzarotti.jpg\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1181\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"1181\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Studenti\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Studenti\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"22 minuti\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/delitti-editor-e-intelligenza-artificiale-viaggio-nel-mondo-del-giallo-e-del-noir-con-paolo-fizzarotti\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/delitti-editor-e-intelligenza-artificiale-viaggio-nel-mondo-del-giallo-e-del-noir-con-paolo-fizzarotti\/\"},\"author\":{\"name\":\"Studenti\",\"@id\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#\/schema\/person\/6f9a05accb3a5aa7dc3ef4c332b4d171\"},\"headline\":\"Delitti, editor e intelligenza artificiale: viaggio nel mondo del giallo e del noir con Paolo Fizzarotti\",\"datePublished\":\"2026-10-23T09:25:24+00:00\",\"dateModified\":\"2026-10-23T09:25:25+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/delitti-editor-e-intelligenza-artificiale-viaggio-nel-mondo-del-giallo-e-del-noir-con-paolo-fizzarotti\/\"},\"wordCount\":3822,\"publisher\":{\"@id\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/delitti-editor-e-intelligenza-artificiale-viaggio-nel-mondo-del-giallo-e-del-noir-con-paolo-fizzarotti\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/paolo-fizzarotti.jpg\",\"keywords\":[\"Giallo\",\"intervista\",\"libri\",\"noir\"],\"articleSection\":[\"Autori\",\"Interviste\",\"Mondo Editoriale\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/delitti-editor-e-intelligenza-artificiale-viaggio-nel-mondo-del-giallo-e-del-noir-con-paolo-fizzarotti\/\",\"url\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/delitti-editor-e-intelligenza-artificiale-viaggio-nel-mondo-del-giallo-e-del-noir-con-paolo-fizzarotti\/\",\"name\":\"Delitti, editor e intelligenza artificiale: viaggio nel mondo del giallo e del noir con Paolo Fizzarotti - il BLOG di EDITORIA\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/delitti-editor-e-intelligenza-artificiale-viaggio-nel-mondo-del-giallo-e-del-noir-con-paolo-fizzarotti\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/delitti-editor-e-intelligenza-artificiale-viaggio-nel-mondo-del-giallo-e-del-noir-con-paolo-fizzarotti\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/paolo-fizzarotti.jpg\",\"datePublished\":\"2026-10-23T09:25:24+00:00\",\"dateModified\":\"2026-10-23T09:25:25+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/delitti-editor-e-intelligenza-artificiale-viaggio-nel-mondo-del-giallo-e-del-noir-con-paolo-fizzarotti\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/delitti-editor-e-intelligenza-artificiale-viaggio-nel-mondo-del-giallo-e-del-noir-con-paolo-fizzarotti\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/delitti-editor-e-intelligenza-artificiale-viaggio-nel-mondo-del-giallo-e-del-noir-con-paolo-fizzarotti\/#primaryimage\",\"url\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/paolo-fizzarotti.jpg\",\"contentUrl\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/paolo-fizzarotti.jpg\",\"width\":1181,\"height\":1181},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/delitti-editor-e-intelligenza-artificiale-viaggio-nel-mondo-del-giallo-e-del-noir-con-paolo-fizzarotti\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Delitti, editor e intelligenza artificiale: viaggio nel mondo del giallo e del noir con Paolo Fizzarotti\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#website\",\"url\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/\",\"name\":\"il BLOG di EDITORIA\",\"description\":\"Master Professioni e prodotti dell'editoria - Universit&agrave; di Pavia\",\"publisher\":{\"@id\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#organization\",\"name\":\"Master Editoria\",\"url\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#\/schema\/logo\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/logo_editoria2016.png\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/logo_editoria2016.png\",\"width\":365,\"height\":292,\"caption\":\"Master Editoria\"},\"image\":{\"@id\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#\/schema\/logo\/image\/\"}},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#\/schema\/person\/6f9a05accb3a5aa7dc3ef4c332b4d171\",\"name\":\"Studenti\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#\/schema\/person\/image\/\",\"url\":\"\/\/www.gravatar.com\/avatar\/ee04120a8873aad0edfc2d72caba80c3?s=96&#038;r=g&#038;d=mm\",\"contentUrl\":\"\/\/www.gravatar.com\/avatar\/ee04120a8873aad0edfc2d72caba80c3?s=96&#038;r=g&#038;d=mm\",\"caption\":\"Studenti\"},\"sameAs\":[\"https:\/\/x.com\/editoriaunipv\"],\"url\":\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/author\/studenti\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Delitti, editor e intelligenza artificiale: viaggio nel mondo del giallo e del noir con Paolo Fizzarotti - il BLOG di EDITORIA","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/delitti-editor-e-intelligenza-artificiale-viaggio-nel-mondo-del-giallo-e-del-noir-con-paolo-fizzarotti\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Delitti, editor e intelligenza artificiale: viaggio nel mondo del giallo e del noir con Paolo Fizzarotti - il BLOG di EDITORIA","og_description":"Il giallo e il noir rappresentano oggi il motore dell\u2019editoria italiana. Per analizzare le luci e le ombre di questa centralit\u00e0, abbiamo intervistato Paolo Fizzarotti, giornalista di cronaca nera, scrittore (autore del romanzo Carnaio 8844) e direttore artistico del festival letterario Santa in Giallo. Con sguardo lucido ed esperto, Fizzarotti riflette sul rischio di omologazione, l&#8217;importanza dell&#8217;editor, le licenze poetiche e l&#8217;evoluzione del genere tra ricerca di originalit\u00e0, rigore e nuove tecnologie. Innanzitutto dobbiamo distinguere il giallo dal noir, perch\u00e9 non sono sinonimi, anche se in Italia utilizziamo spesso la parola \u00abgiallo\u00bb per indicare un&#8217;intera famiglia di generi letterari. Nel giallo classico prevalgono l&#8217;enigma e la sua soluzione; nel noir contano soprattutto il lato oscuro dell&#8217;essere umano, le sue contraddizioni e quelle della societ\u00e0. Entrambi hanno un enorme successo commerciale, ma questo comporta un rischio. Per molte case editrici rappresentano un&#8217;importante fonte di ricavi e quindi una garanzia per sostenere economicamente altre pubblicazioni. \u00c8 comprensibile che gli editori cerchino di andare sul sicuro, ma cos\u00ec si crea una spinta verso l&#8217;omologazione che entra direttamente in conflitto con il lavoro dello scrittore, fondato sull&#8217;originalit\u00e0 e sulla fantasia. In Italia abbiamo almeno una ventina di autori affermati con una voce immediatamente riconoscibile, che hanno saputo conquistarsi una propria identit\u00e0 letteraria. Per molti altri, soprattutto quelli che non hanno ancora raggiunto una posizione solida nel mercato, diventa invece difficile resistere alle pressioni editoriali che li spingono a imitare modelli gi\u00e0 collaudati. Il paradosso \u00e8 evidente: si cerca la formula di sicuro successo, ma a forza di ripeterla si finisce per rendere gli scrittori indistinguibili. E perch\u00e9 un lettore dovrebbe acquistare un libro che sembra scritto da qualcun altro? Qui diventa decisiva la figura dell&#8217;editor, che non dovrebbe essere soltanto un correttore o un normalizzatore dei testi. Ci sono editor che tagliano, limano e livellano verso il basso, perch\u00e9 non riescono a vedere oltre le formule commerciali conosciute. Altri, invece, sanno riconoscere, tra centinaia di manoscritti, il guizzo dell&#8217;ingegno, una buona idea, una novit\u00e0 autentica, e aiutano l&#8217;autore a svilupparla senza snaturarla. Un esempio illuminante, anche se non appartiene al genere giallo, \u00e8 Ferrovie del Messico di Gian Marco Griffi: un romanzo fuori da ogni schema, pubblicato dalla piccola Laurana, diventato un caso editoriale grazie anche al passaparola dei lettori e arrivato nella dozzina del Premio Strega 2023. La dimostrazione che un editore coraggioso pu\u00f2 ottenere risultati importanti proprio rischiando sull&#8217;originalit\u00e0. A Santa in Giallo abbiamo voluto mettere a confronto grandi gruppi editoriali, case editrici indipendenti e autori ancora inediti, giudicando la qualit\u00e0 delle opere e non la forza commerciale dei marchi. Perch\u00e9 le classifiche di vendita non sono necessariamente classifiche di valore letterario. Non credo che esistano confini invalicabili per la sperimentazione letteraria. Un giallo pu\u00f2 essere storico, scientifico, psicologico, fantastico, pu\u00f2 mescolarsi al romanzo d&#8217;avventura o alla fantascienza. Quello che conta \u00e8 la coerenza della narrazione. Il giallo d&#8217;enigma promette al lettore un mistero da risolvere e dovrebbe offrirgli gli elementi per arrivare a una soluzione razionale, senza barare. Il thriller privilegia invece la tensione e il pericolo: possiamo conoscere il colpevole fin dall&#8217;inizio e continuare a leggere per scoprire se riuscir\u00e0 nel suo intento o se qualcuno riuscir\u00e0 a fermarlo. Il noir pu\u00f2 spingersi ancora oltre, perch\u00e9 non deve necessariamente contenere un&#8217;indagine: pu\u00f2 raccontare direttamente il mondo criminale, le motivazioni dei personaggi, la violenza e le contraddizioni della societ\u00e0. Anche per i protagonisti non vedo alcun limite. Non dobbiamo necessariamente ricorrere al solito commissario, all&#8217;investigatore privato geniale o tormentato, oppure all&#8217;ennesima Miss Marple. Chiunque pu\u00f2 trovarsi coinvolto, anche involontariamente, in un mistero ed essere costretto a cercarne la soluzione. Un esempio straordinariamente interessante \u00e8 quello di Elisa Bertini, terza classificata tra i romanzi editi di Santa in Giallo 2026 con Linfa nera, pubblicato da SEM, marchio del Gruppo Feltrinelli. Ha inventato Lena Malinverni, una botanica forense, figura investigativa insolita, capace di leggere nelle piante, nei pollini, nei semi e nei frammenti vegetali tracce che possono contribuire a risolvere un delitto. Ma l&#8217;originalit\u00e0 non \u00e8 soltanto nella professione: \u00e8 anche nella personalit\u00e0 della protagonista, nelle sue fragilit\u00e0 e contraddizioni. Il personaggio si \u00e8 rivelato cos\u00ec interessante che i diritti del romanzo sono gi\u00e0 stati opzionati dalla societ\u00e0 di produzione Lux Vide per un possibile adattamento televisivo. Questo dimostra che l&#8217;innovazione pu\u00f2 essere anche commercialmente vincente. La contaminazione tra generi e l&#8217;invenzione di nuovi protagonisti sono una ricchezza, purch\u00e9 non diventino espedienti per nascondere una trama debole. La vera sfida consiste nel sorprendere il lettore senza tradire le regole del mondo narrativo che abbiamo costruito. Ho lavorato per trent&#8217;anni come cronista di nera e posso assicurare che le indagini reali sono molto diverse da quelle raccontate nei romanzi. Non soltanto per i tempi e le procedure, ma soprattutto per il modo in cui lavorano le persone. L&#8217;investigazione \u00e8 quasi sempre un&#8217;attivit\u00e0 collettiva. In polizia e nei carabinieri ci sono uffici e squadre che seguono le indagini, raccolgono testimonianze, confrontano elementi, svolgono accertamenti e riferiscono alla magistratura. Naturalmente un commissario o un capitano dei carabinieri, grazie all&#8217;esperienza e alla preparazione professionale, pu\u00f2 avere una capacit\u00e0 superiore di mettere in relazione i diversi elementi e coordinare il lavoro. Ma non \u00e8 il detective solitario che arriva, capisce tutto e risolve il caso mentre gli altri rimangono a guardare. Persino quando un singolo investigatore svolge una parte importante dell&#8217;attivit\u00e0, il risultato confluisce in un lavoro collettivo e nei rapporti destinati al pubblico ministero. Nei romanzi questo si vede raramente, anche in quelli che pretendono di rappresentare realisticamente le indagini. C&#8217;\u00e8 un sottogenere, il police procedural, che presta maggiore attenzione al funzionamento degli apparati investigativi, ma anche l\u00ec le esigenze narrative portano spesso a semplificazioni. C&#8217;\u00e8 poi un aspetto ancora pi\u00f9 interessante, che riguarda le atmosfere. Nei noir tutto \u00e8 spesso cupo, plumbeo, angosciante. Nella realt\u00e0 non funziona cos\u00ec. Sui luoghi dei delitti si ride, si scherza, si fanno battute, anche durante indagini molto drammatiche. Potrei raccontare decine di episodi vissuti personalmente con poliziotti e carabinieri. Non significa mancare di rispetto alle vittime: \u00e8 un modo umano di affrontare la tensione, come accade anche tra medici impegnati in interventi chirurgici difficili. Nei tribunali ci sono scontri durissimi tra magistrati e avvocati, ma anche momenti informali, rapporti personali, battute e discussioni. Quando bisogna assumere una decisione o testimoniare, ciascuno torna rigorosamente al proprio ruolo. Ecco il paradosso: se uno scrittore raccontasse fedelmente certe situazioni che ho vissuto, molti lettori le considererebbero inverosimili. Perch\u00e9 sono abituati agli stereotipi dei romanzi e delle fiction televisive. Non parlerei quindi soltanto di licenze poetiche: spesso si tratta di convenzioni narrative ormai cos\u00ec consolidate che la realt\u00e0, per essere considerata credibile, deve essere modificata. Intanto ricorderei che il detective tormentato non \u00e8 un&#8217;invenzione recente. Appartiene gi\u00e0 alla tradizione americana dell&#8217;hard boiled, da Dashiell Hammett a Raymond Chandler. Rispetto all&#8217;investigatore razionale del giallo classico, che attraverso la logica ricompone un ordine turbato dal delitto, questi personaggi vivono direttamente le contraddizioni della societ\u00e0. Ma il problema, secondo me, \u00e8 pi\u00f9 profondo e riguarda la rappresentazione letteraria dell&#8217;essere umano. Nella realt\u00e0 nessuno \u00e8 riconducibile a un&#8217;unica caratteristica psicologica. Lo stesso carabiniere che scherza con i colleghi sulla scena di un crimine, magari per allentare la tensione, pu\u00f2 essere un investigatore preparatissimo e avere contemporaneamente problemi familiari, sentimentali, psicologici o di salute. Come tutti noi. Non esistono compartimenti stagni tra le diverse dimensioni della personalit\u00e0. Un individuo pu\u00f2 essere ironico e malinconico, generoso e sgradevole, coraggioso e impaurito, a seconda delle circostanze. Spesso nei romanzi, invece, i caratteri vengono semplificati fino a trasformarsi in stereotipi: il commissario alcolizzato, quello divorziato, quello perseguitato dai fantasmi del passato. Naturalmente bisogna distinguere la vita reale dalla finzione letteraria. Se uno scrittore si limitasse a descrivere fedelmente tutto quello che accade nella realt\u00e0, senza selezionare, organizzare e trasformare il materiale, rischierebbe di produrre una cronaca, non un romanzo. La letteratura deve costruire una narrazione, trovare un ritmo, dare un significato agli avvenimenti e rendere i personaggi interessanti per il lettore. La vera difficolt\u00e0, che considero una delle prove pi\u00f9 impegnative per uno scrittore, consiste nel trasferire sulla pagina la complessit\u00e0 psicologica dell&#8217;essere umano senza perdere la forza del racconto. \u00c8 un equilibrio difficilissimo, che pochi riescono a raggiungere pienamente, anche se alcuni autori ci si avvicinano con risultati notevoli. Non mi infastidisce quindi l&#8217;investigatore tormentato, ma il tormento utilizzato come espediente narrativo. Preferisco un personaggio capace di sorprendermi con le sue contraddizioni a uno che sembra costruito seguendo un elenco di caratteristiche considerate indispensabili per il successo commerciale. Non attribuirei alla televisione l&#8217;invenzione della serialit\u00e0: Sherlock Holmes era gi\u00e0 un protagonista seriale ben prima del piccolo schermo. Le fiction contemporanee hanno per\u00f2 accentuato il ricorso a capitoli brevi, colpi di scena frequenti e finali sospesi, i cosiddetti cliffhanger. \u00c8 una tecnica particolarmente congeniale al thriller, dove la suspense e il ritmo serrato sono fondamentali. Il giallo classico pu\u00f2 invece permettersi tempi pi\u00f9 distesi, perch\u00e9 il piacere del lettore nasce anche dal ragionamento, dalla ricerca degli indizi e dal tentativo di anticipare le conclusioni dell&#8217;investigatore. Nel noir possono diventare determinanti le atmosfere, l&#8217;introspezione psicologica e la rappresentazione dell&#8217;ambiente sociale. Non considero negativa l&#8217;influenza della televisione sulla letteratura: i diversi linguaggi narrativi si contaminano da sempre. Il problema nasce quando lo scrittore non conosce abbastanza le caratteristiche specifiche del romanzo e finisce per scrivere una sceneggiatura televisiva senza rendersene conto. A Santa in Giallo, esaminando i romanzi inediti e anche alcune opere pubblicate da piccoli editori indipendenti, ci siamo imbattuti in testi che sembravano costituiti quasi esclusivamente da dialoghi. Un parlato continuo, una battuta dopo l&#8217;altra, come se i personaggi fossero davanti a una telecamera. Mancavano riflessioni, descrizioni, attese, silenzi, momenti di meditazione. Eppure un romanzo pu\u00f2 procedere per molte pagine senza bisogno di un solo dialogo. La nostra impressione \u00e8 stata che alcuni aspiranti scrittori avessero formato la propria conoscenza del genere soprattutto guardando serie televisive, anzich\u00e9 leggendo libri. Ed \u00e8 qui che torniamo al problema dell&#8217;omologazione. Per trovare una propria voce, una propria poetica, bisogna prima conoscere le voci degli altri. Non si pu\u00f2 essere originali senza sapere che cosa \u00e8 gi\u00e0 stato scritto e come. Altrimenti si finisce inconsapevolmente per imitare modelli molto diffusi. \u00c8 un circolo vizioso: gli editori cercano formule gi\u00e0 sperimentate perch\u00e9 presumono che vendano, gli autori le riproducono e il risultato rischia di essere una narrativa sempre pi\u00f9 uniforme. Ma quando l&#8217;omologazione diventa banalizzazione, si distrugge proprio ci\u00f2 che dovrebbe distinguere uno scrittore dagli altri. Non sarei cos\u00ec sicuro che questa competenza diffusa esista davvero. Il pubblico conosce molti termini scientifici e giudiziari perch\u00e9 li sente continuamente in televisione, ma familiarit\u00e0 con un linguaggio non significa necessariamente comprenderne il significato. Il rischio \u00e8 che informazioni sbagliate, ripetute nei romanzi e nelle fiction, finiscano per essere considerate verit\u00e0 acquisite. Proprio per affrontare questo problema, durante Aspettando Santa in Giallo abbiamo organizzato un incontro molto interessante tra Giuseppe Battarino, ex magistrato e autore del libro Giallisti sul serio, e Angelo Sardi, tecnologo dell&#8217;Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica. Il tema era costituito dagli errori commessi dagli scrittori di gialli. Battarino ha smontato una serie di procedure investigative e giudiziarie completamente inverosimili, mentre Sardi ha analizzato alcuni delitti letterari dimostrando che, scientificamente, non avrebbero potuto verificarsi nei modi descritti. Tra gli esempi, quello di un thriller nordico in cui l&#8217;elettricit\u00e0 prodotta da pannelli fotovoltaici veniva utilizzata per uccidere una persona. Lo scienziato ha spiegato perch\u00e9 il circuito e gli effetti descritti nel romanzo non fossero fisicamente plausibili. \u00c8 un episodio curioso, ma anche istruttivo: uno scrittore pu\u00f2 inventare una storia, non dovrebbe inventare il funzionamento della fisica senza preoccuparsi di verificarlo. Naturalmente la libert\u00e0 narrativa \u00e8 sacrosanta. Un giallo non \u00e8 un manuale di procedura penale, cos\u00ec come un thriller scientifico non \u00e8 un trattato universitario. Ma bisogna distinguere la semplificazione necessaria al racconto dall&#8217;errore dovuto all&#8217;impreparazione. \u00c8 interessante, a questo proposito, tornare a Elisa Bertini e alla sua botanica forense. L&#8217;autrice non proviene professionalmente dal mondo della botanica: \u00e8 una giornalista, che ha scoperto questa particolare disciplina e ne ha approfondito le possibilit\u00e0 investigative per costruire un personaggio originale....","og_url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/delitti-editor-e-intelligenza-artificiale-viaggio-nel-mondo-del-giallo-e-del-noir-con-paolo-fizzarotti\/","og_site_name":"il BLOG di EDITORIA","article_published_time":"2026-10-23T09:25:24+00:00","article_modified_time":"2026-10-23T09:25:25+00:00","og_image":[{"width":1181,"height":1181,"url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/paolo-fizzarotti.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Studenti","twitter_misc":{"Scritto da":"Studenti","Tempo di lettura stimato":"22 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/delitti-editor-e-intelligenza-artificiale-viaggio-nel-mondo-del-giallo-e-del-noir-con-paolo-fizzarotti\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/delitti-editor-e-intelligenza-artificiale-viaggio-nel-mondo-del-giallo-e-del-noir-con-paolo-fizzarotti\/"},"author":{"name":"Studenti","@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#\/schema\/person\/6f9a05accb3a5aa7dc3ef4c332b4d171"},"headline":"Delitti, editor e intelligenza artificiale: viaggio nel mondo del giallo e del noir con Paolo Fizzarotti","datePublished":"2026-10-23T09:25:24+00:00","dateModified":"2026-10-23T09:25:25+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/delitti-editor-e-intelligenza-artificiale-viaggio-nel-mondo-del-giallo-e-del-noir-con-paolo-fizzarotti\/"},"wordCount":3822,"publisher":{"@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/delitti-editor-e-intelligenza-artificiale-viaggio-nel-mondo-del-giallo-e-del-noir-con-paolo-fizzarotti\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/paolo-fizzarotti.jpg","keywords":["Giallo","intervista","libri","noir"],"articleSection":["Autori","Interviste","Mondo Editoriale"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/delitti-editor-e-intelligenza-artificiale-viaggio-nel-mondo-del-giallo-e-del-noir-con-paolo-fizzarotti\/","url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/delitti-editor-e-intelligenza-artificiale-viaggio-nel-mondo-del-giallo-e-del-noir-con-paolo-fizzarotti\/","name":"Delitti, editor e intelligenza artificiale: viaggio nel mondo del giallo e del noir con Paolo Fizzarotti - il BLOG di EDITORIA","isPartOf":{"@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/delitti-editor-e-intelligenza-artificiale-viaggio-nel-mondo-del-giallo-e-del-noir-con-paolo-fizzarotti\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/delitti-editor-e-intelligenza-artificiale-viaggio-nel-mondo-del-giallo-e-del-noir-con-paolo-fizzarotti\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/paolo-fizzarotti.jpg","datePublished":"2026-10-23T09:25:24+00:00","dateModified":"2026-10-23T09:25:25+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/delitti-editor-e-intelligenza-artificiale-viaggio-nel-mondo-del-giallo-e-del-noir-con-paolo-fizzarotti\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/delitti-editor-e-intelligenza-artificiale-viaggio-nel-mondo-del-giallo-e-del-noir-con-paolo-fizzarotti\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/delitti-editor-e-intelligenza-artificiale-viaggio-nel-mondo-del-giallo-e-del-noir-con-paolo-fizzarotti\/#primaryimage","url":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/paolo-fizzarotti.jpg","contentUrl":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/paolo-fizzarotti.jpg","width":1181,"height":1181},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/delitti-editor-e-intelligenza-artificiale-viaggio-nel-mondo-del-giallo-e-del-noir-con-paolo-fizzarotti\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Delitti, editor e intelligenza artificiale: viaggio nel mondo del giallo e del noir con Paolo Fizzarotti"}]},{"@type":"WebSite","@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#website","url":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/","name":"il BLOG di EDITORIA","description":"Master Professioni e prodotti dell'editoria - Universit&agrave; di Pavia","publisher":{"@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#organization","name":"Master Editoria","url":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/logo_editoria2016.png","contentUrl":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/logo_editoria2016.png","width":365,"height":292,"caption":"Master Editoria"},"image":{"@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#\/schema\/logo\/image\/"}},{"@type":"Person","@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#\/schema\/person\/6f9a05accb3a5aa7dc3ef4c332b4d171","name":"Studenti","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#\/schema\/person\/image\/","url":"\/\/www.gravatar.com\/avatar\/ee04120a8873aad0edfc2d72caba80c3?s=96&#038;r=g&#038;d=mm","contentUrl":"\/\/www.gravatar.com\/avatar\/ee04120a8873aad0edfc2d72caba80c3?s=96&#038;r=g&#038;d=mm","caption":"Studenti"},"sameAs":["https:\/\/x.com\/editoriaunipv"],"url":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/author\/studenti\/"}]}},"views":182,"jetpack_featured_media_url":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/paolo-fizzarotti.jpg","_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9792","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/31"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9792"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9792\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9802,"href":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9792\/revisions\/9802"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9793"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9792"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9792"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9792"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}