Recensione – La Storia Infinita

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La bibbia della fantasia

La Storia Infinita di Michael Ende

Traduzione di Pandolfi Amina

Corbaccio, 2002

Se un libro riesce a farti piangere, allora significa non soltanto che è valsa la pena leggerlo, ma anche e soprattutto che esso ha causato dentro di te un grande e profondo cambiamento (cosciente o meno che sia).

Questo è il caso de “La Storia Infinita” (Corbaccio, 448 pag., euro 18).

Provate a immaginare un bambino che corre sotto alla pioggia, inseguito dai perfidi compagni di classe che vogliono dargli una lezione; osservate poi quello stesso bambino che si rifugia all’interno di una libreria, e lì si imbatte in un volume così singolare e affascinante che la sola cosa che può fare è sottrarlo al suo proprietario – un vecchio antiquario misterioso – e nascondersi nella soffitta della scuola per leggerlo.

Bastiano Baldassarre Bucci, questo il suo nome, è un ragazzino impacciato e grassottello, privo di doti o talenti particolari, e sa bene che immergersi tra le pagine di un romanzo è l’unica consolazione che gli resta per sfuggire alla solitudine di un padre chiuso in se stesso e di una madre mancata molto tempo prima. È dunque con estreme naturalezza e gratitudine che Bastiano si lascia catturare dal volume che ha rubato, pronto per cancellare a colpi di fantasia la situazione difficile che lo circonda.

Ma il libro che ha tra le mani è molto più di ciò che sembra. È molto più di quanto chiunque di noi sospetti che una copertina possa celare…

Inizia così il viaggio epocale e incantevole de La Storia Infinita, in cui realtà e immaginazione si intrecciano inscindibilmente e il lettore diventa creatura e creatore del racconto che sta leggendo, in un connubio straordinario, senza precedenti.

Da considerarsi come una delle opere della letteratura per ragazzi più importanti degli ultimi cento anni, una di quelle che rappresentano la base su cui un genere si costruisce, si edifica e prende forma (in questo caso il fantasy, nella sua sfumatura più fiabesca, primiginea e pura), il capolavoro di Michael Ende ha cambiato le sorti del romanzo fantastico come oggi lo conosciamo.

La complessità della trama si costituisce di metaletteratura (un libro che parla di un libro che si trova dentro a un libro), di una storia imprevedibile che non delude mai, di continui cambiamenti, personaggi, mondi da scoprire che meravigliano e fanno sognare.

La Storia Infinita è fantasia allo stato puro, è il regno che chiunque di noi percorre quando sfiora le pagine di un libro, è forse la nostra vita stessa, di esseri umani che solcano i confini tra sogno e immaginazione, convinti di star vivendo quando invece, probabilmente, siamo solo personaggi di un libro.

Fantàsia è la terra delle storie per eccellenza, il luogo in cui si specchiano le anime mortali dei lettori; e se per i bambini tutto ciò rappresenta un viaggio meraviglioso e stupefacente, per gli adulti è metafora di qualcosa di molto più grande, un percorso iniziatico che attraversa vita, morte e rinascita, bene, male e caos, e che insegna quanto siano preziosi l’amicizia e il saper amare, l’accettare se stessi, lo smarrirsi e il ritrovarsi.

Lanziani Merilù