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<oembed><version>1.0</version><provider_name>il BLOG di EDITORIA</provider_name><provider_url>https://www.mastereditoria.it/ilblog</provider_url><author_name>Studenti</author_name><author_url>https://www.mastereditoria.it/ilblog/author/studenti/</author_url><title>La maternit&#xE0;, l'Abruzzo, l'arte dello scrivere: breve dialogo con Donatella di Pietrantonio - il BLOG di EDITORIA</title><type>rich</type><width>600</width><height>338</height><html>&lt;blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="C0SQzBE0GZ"&gt;&lt;a href="https://www.mastereditoria.it/ilblog/intervista-donatella-di-pietrantonio/"&gt;La maternit&#xE0;, l&#x2019;Abruzzo, l&#x2019;arte dello scrivere: breve dialogo con Donatella di Pietrantonio&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;iframe sandbox="allow-scripts" security="restricted" src="https://www.mastereditoria.it/ilblog/intervista-donatella-di-pietrantonio/embed/#?secret=C0SQzBE0GZ" width="600" height="338" title="&#x201C;La maternit&#xE0;, l&#x2019;Abruzzo, l&#x2019;arte dello scrivere: breve dialogo con Donatella di Pietrantonio&#x201D; &#x2014; il BLOG di EDITORIA" data-secret="C0SQzBE0GZ" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" class="wp-embedded-content"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;script&gt;
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</html><thumbnail_url>https://www.mastereditoria.it/ilblog/wp-content/uploads/2017/05/donatella.jpg</thumbnail_url><thumbnail_width>1010</thumbnail_width><thumbnail_height>564</thumbnail_height><description>di Daria Luzi &#x201C;Essere mamme non &#xE8; un dovere; non &#xE8; nemmeno un mestiere: &#xE8; solo un diritto tra tanti diritti&#x201D;. A scriverlo &#xE8; Oriana Fallaci e pu&#xF2; accadere, leggendo &#x201C;L&#x2019;arminuta&#x201D;, che queste parole tornino alla mente di chi le ha gi&#xE0; sentite. Se la maternit&#xE0; &#xE8; un diritto, si pu&#xF2; scegliere di rinunciarvi? Potrebbe averlo creduto la donna che, nel romanzo di Donatella Di Pietrantonio, affida la figlioletta appena nata agli zii perch&#xE9; la crescano tra gli agi e nel contempo sollevino lei dal peso di un&#x2019;altra bocca da sfamare. Potrebbe averlo creduto la zia, madre acquisita, quando restituisce quella bambina ormai adolescente alla sua famiglia originaria. Sono ipotesi che il romanzo non confuta n&#xE9; verifica, poich&#xE9; l&#x2019;attenzione &#xE8; interamente concentrata sugli effetti di quelle scelte su chi le ha subite, l&#x2019;arminuta, la bambina che, tornata a casa, deve imparare ad adattarsi nuovamente al ruolo di figlia di un&#x2019;altra madre. Un romanzo che si presta ad una lettura scorrevole ma non semplice, e le cui parole si annidano in angoli nei quali nidificano fino a dar vita ad un groviglio di domande e sensazioni contrastanti. Rubando tempo al suo tour promozionale, abbiamo rivolto qualche domanda all&#x2019;autrice, Donatella Di Pietrantonio, giunta alla sua terza fatica editoriale.&#xA0; &#x201C;L&#x2019;arminuta&#x201D; &#xE8; il suo terzo libro, dopo l&#x2019;esordio con &#x201C;Mia madre &#xE8; un fiume&#x201D; e il candidato allo Strega &#x201C;Bella mia&#x201D;. Cosa &#xE8; cambiato da quell&#x2019;intenso 2011, e come ha vissuto il passaggio ad una casa editrice importante come Einaudi? In questi anni ho acquisito una maggiore consapevolezza di me come scrittrice, ci credo di pi&#xF9;. Tuttavia, se qualcuno mi chiede che lavoro faccio continuo a rispondere la dentista. Sono felice di essere entrata in una squadra cos&#xEC; prestigiosa come l&#x2019;Einaudi e con una storia cos&#xEC; importante alle spalle, quando mi trovo con loro ho spesso l&#x2019;impressione che presto mi sveglier&#xF2; nel mio letto e niente sar&#xE0; stato vero. Tutti e tre i romanzi trattano, declinandolo in modi diversi, il tema della maternit&#xE0;. Da dove nasce la scelta di affrontare un argomento cos&#xEC; delicato? Questa &#xE8; sempre stata la mia urgenza narrativa, soprattutto le parti oscure della maternit&#xE0;, al polo opposto dell&#x2019;amore. Quindi il rifiuto, l&#x2019;abbandono, temi peraltro ampiamente trattati fin dall&#x2019;antichit&#xE0;, nella mitologia &#x2013; basti pensare a Medea &#x2013; o nelle fiabe, dove troviamo diversi esempi di bambini lasciati nel bosco dai genitori. Sono sempre rimasta colpita dall&#x2019;importanza determinante che questa relazione primaria ha nella vita di ognuno. A fare da teatro a questa vicenda, cos&#xEC; come &#xE8; stato per i precedenti lavori, l&#x2019;Abruzzo, di cui lei &#xE8; originaria. Una terra che sembra riflettere i sentimenti della protagonista, respirare con lei, ricalcarne i battiti. Quanto ha influito l&#x2019;appartenenza a questi luoghi nella definizione del suo stile? Il mio stile somiglia a certi aspetti del territorio che racconto come ambiente dei personaggi, &#xE8; spoglio, essenziale, scolpito in un lavoro di sottrazione continua. Somiglia insomma ai paesaggi abruzzesi e anche un po&#x2019; al carattere degli abitanti, sebbene io sia nemica delle generalizzazioni. Di Abruzzo ultimamente si &#xE8; parlato molto, e purtroppo per avvenimenti tristi: nel 2009 il terremoto che ha sconvolto L&#x2019;Aquila, quest&#x2019;inverno la neve e la slavina a Rigopiano. Dove la trova questa terra tutta l&#x2019;energia per rialzarsi? Forse nella solidariet&#xE0;, in un&#x2019;attitudine resiliente collettiva. Dopo i crolli delle stalle dovuti alla concomitanza di scosse sismiche e dell&#x2019;eccezionale nevicata dello scorso gennaio, gli allevatori anziani, ormai in pensione, hanno messo a disposizione le loro stalle vuote e ospitano tuttora le mucche sfollate di chi ha subito danni. Questo &#xE8; lo spirito autentico della mia terra, che corrisponde al proverbiale Abruzzo forte e gentile. Il suo romanzo &#xE8; stato accolto molto favorevolmente da pubblico e critica e noi ci auguriamo che questo sia un ulteriore incentivo a continuare a scrivere. Ha altri progetti in serbo per i suoi lettori? Sicuramente il progetto &#xE8; quello di continuare a scrivere, ancora non so cosa, in questo momento sono troppo impegnata ad accompagnare l&#x2019;Arminuta in giro per l&#x2019;Italia, a presentarla ai suoi lettori. Ma anche quando uno scrittore non sta scrivendo, qualcosa lievita e lavora dentro, in attesa che gli si dia voce.</description></oembed>
