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Quattro sono i concetti che possono riassumere le sue parole e le tematiche affrontate in questa intervista: merito, struttura, politica e qualit&#xE0;. Come nasce l&#x2019;idea di dar vita a una casa editrice? &#xAB;Dovrebbe intervistare mio padre, che peraltro &#xE8; ancora attivo. L&#x2019;idea gli &#xE8; venuta, secondo me, da una questione di piacere personale ma anche di opportunit&#xE0;. Si parla di un tempo distante anni luce dal nostro a livello occupazionale e di crescita. Pare, io non ero ancora nato, che negli anni sessanta dove davi un calcio in terra uscissero soldi. Gli sbocchi erano molti e c&#x2019;era ancora spazio per tutto. C&#x2019;erano fatturati diversi. Aveva iniziato a lavorare nella pubblicit&#xE0; e a fare anche delle Free press. Lavorava in un gruppo che vendeva pubblicit&#xE0; del cinema sulle grandi riviste (quelle femminili come &#x201C;Gioia&#x201D;, che al tempo facevano tirature anche di milioni di copie). &#xC8; da una rivista del 1973, registrata in tribunale, che inizia l&#x2019;attivit&#xE0;: era un periodico legato a cose che si facevano nelle fiere e di cui poi, appunto, si raccoglieva la pubblicit&#xE0;. Negli anni ottanta mio padre continuava a fare il suo lavoro pubblicitario e si era gi&#xE0; messo in proprio, perch&#xE9; lavorava in una grande azienda, Opus, tutt&#x2019;ora una realt&#xE0; nazionale grossa. A un certo punto &#xE8; tornato a Genova un suo vecchio amico gastronomo, Franco Accame, che aveva lavorato a Milano per vent&#x2019;anni collaborando con Buonassisi e Veronelli (il pi&#xF9; famoso critico gastronomico del tempo). Mio padre pens&#xF2; allora di chiedergli di fare una &#x201C;guida tavola&#x201D;, una guida dei ristoranti, e da qui ebbe inizio l&#x2019;attivit&#xE0; editoriale. TripAdvisor al tempo non c&#x2019;era, e non c&#x2019;erano neanche guide di ristoranti locali. Accame era una firma considerevole e aveva lavorato in una redazione milanese di prestigio. Decisero quindi di creare questa guida (io studiavo ancora al tempo) con cui ottennero successo, e cominciarono piano piano a mettere anche la pubblicit&#xE0; all&#x2019;interno. Poi si sono aperti alla cultura: forse se io padre avesse iniziato con questo filone la casa editrice avrebbe presto chiuso, perch&#xE9; l&#x2019;interesse del pubblico era minore. Ha preso consapevolezza e ha piano piano imparato il mestiere editoriale-librario facendo i titoli che servivano per il catalogo e che gli proponevano, e poi pubblicando testi per cui sapeva che ci avrebbe perso ma che gli servivano come prestigio e credibilit&#xE0;&#xBB;. Tutto questo da autodidatta? &#xAB;Da persona molto intelligente, molto capace e soprattutto, come tutti gli imprenditori, da persona che &#xE8; stata in grado di affidarsi a figure esterne per quello che non sapeva fare: era entrato a contatto con una persona culturalmente importante per Genova, Giuseppe Marcenaro, che aveva fatto da consulente editoriale studiando la prima grafica e le prime collane della casa editrice. Da l&#xEC; le cose si imparano. Quando studiavo tra le ipotesi c&#x2019;era quella di frequentare la facolt&#xE0; di Legge, che anche mio padre mi consigliava. A&nbsp; mio figlio, che adesso &#xE8; nell&#x2019;anno della maturit&#xE0;, ho detto che se desidera costruirsi una carriera sua pu&#xF2; decidere di fare altro (sarei felicissimo), altrimenti qui il lavoro c&#x2019;&#xE8;, insieme a un certo prestigio. Non si diventa ricchi, certo, ma le soddisfazioni non mancano. Comunque io alla fine ho frequentato Lettere, perch&#xE9; mi interessava, e terminato il mio percorso ho pensato di andare a lavorare nella casa editrice perch&#xE9; consideravo l&#x2019;impiego attinente al mio percorso&#xBB;. Il vostro catalogo &#xE8; ricco e molto vario: storia, saggistica, narrativa, poesia, musica e spettacolo, sport, enogastronomia. Per citarne solo una parte. In questo orizzonte ampio e diversificato l&#x2019;elemento comune, almeno per molte pubblicazioni, sembra essere Genova e il territorio ligure. Quando &#xE8; importante per voi la valorizzazione del locale? &#xAB;&#xC8; molto importante. Ovviamente per un motivo di nascita, ma anche economico perch&#xE9; c&#x2019;&#xE8; molta richiesta, soprattutto adesso che Genova &#xE8; entrata nel giro delle citt&#xE0; turistiche. C&#x2019;&#xE8; quindi un&#x2019;esigenza di localistica. Facciamo le guide dei Palazzi dei Rolli (quelle per cui siamo conosciuti) o delle chiese. A volte le abbiamo tradotte in inglese, in francese, anche in tedesco per il trekking. Quando c&#x2019;&#xE8; la possibilit&#xE0; e ne&nbsp; vale la pena si traduce (i costi sono alti e bisogna selezionare). Poi arrivano tante proposte e quelle che sono valide si possono pubblicare. Tante provengono dal territorio locale ma molte anche dal territorio nazionale&#xBB;. Cosa cercate nei manoscritti che vi arrivano, negli autori e nelle pubblicazioni che vi vengono proposte? &#xAB;Ci sono intanto i titoli che chiediamo noi perch&#xE9; abbiamo delle esigenze. Quest&#x2019;anno &#xE8; l&#x2019;anniversario della grande Genova e quindi ho commissionato un libro legato a un progetto che abbiamo organizzato con la nostra fondazione, e per questa occasione parteciperemo anche a una mostra del Comune. L&#x2019;editore quando vuole deve perseguire le sue collane e le uscite che si &#xE8; messo in testa. Di quello che invece arriva si valuta a seconda del merito, ed esistono due tipi di merito, di cui uno normalmente esclude l&#x2019;altro: il merito commerciale e il merito letterario. Per quest&#x2019;ultimo caso si parla di solito di narrativa, la buona narrativa fatta bene che prendiamo sempre in considerazione perch&#xE9; dobbiamo alimentare le collane con testi di qualit&#xE0;. Per quanto riguarda invece il merito commerciale se qualcuno mi dice, ad esempio, che vuole pubblicare un libro sulla farinata io lo pubblico subito perch&#xE9; vendo 1.000 copie&#xBB;. Vendete soprattutto libri legati al territorio regionale? &#xAB;Vendiamo di tutto. C&#x2019;&#xE8; da dire che pi&#xF9; fai divulgazione, non bassa ma popolare &#x2013; e popolare non nel senso deteriore &#x2013; pi&#xF9; vendi, pi&#xF9; vai nel sofisticato e nel culturalmente impegnato e pi&#xF9; &#xE8; difficile. Prendendo a esempio Ossi di seppia, se togliessimo chi lo compra perch&#xE9; glielo ha detto il professore si venderebbero soltanto 30 o 50 copie all&#x2019;anno in tutta Italia, eppure &#xE8; una delle sillogi pi&#xF9; importanti del novecento. L&#x2019;anno scorso abbiamo fatto un libro, una grossissima beneficenza per la onlus Gigi Ghirotti, e abbiamo venduto 5.000 copie (anche se &#xE8; un librone da 50 euro) dando all&#x2019;associazione 106.000 euro. Vendere queste copie con un libro di poesia sarebbe difficile. Normalmente la qualit&#xE0; e la vendibilit&#xE0;, a parte casi rari, non stanno sullo stesso piano. Non &#xE8; detto che vadano l&#x2019;una contro l&#x2019;altra ma comunque non camminano a braccetto&#xBB;. Tra le vostre pubblicazioni ci sono anche graphic novel e fumetti, cos&#xEC; come libri per bambini. Stiamo parlando di generi oggi molto letti e apprezzati. Evidentemente volete anche tenere conto della contemporaneit&#xE0; e delle tendenze del momento. Come &#xE8; cambiato De Ferrari Editore dal 1973 a oggi? &#xAB;Siamo cambiati alleggerendo moltissimo la struttura, come fanno quegli insettini che si vedono sugli stagni, leggerissimi e in grado di stare sull&#x2019;acqua senza affondare. Io non voglio essere negativo in questa intervista ma tendo a riscontrare che pi&#xF9; grosso &#xE8; l&#x2019;editore pi&#xF9; fa il botto grosso. La pletora dei fallimenti &#xE8; infinita, anche perch&#xE9; il libro ha diritto di reso: tu stampi 1.000, 10.000, 100.000 libri ma poi te ne possono tornare indietro magari non tutti ma tanti. Quindi oggi si &#xE8; optato per una struttura molto pi&#xF9; leggera che permette di avere magari 5 o 6 grafici che lavorano tutti insieme ma che sono collaboratori esterni. Nel momento di Covid ho detto loro che saremo stati fermi e che ci saremo potuti vedere dopo tre mesi, ma se avessimo avuto 15 dipendenti come 30 o 20 anni fa avremmo fallito&#xBB;. &#xC8; stato difficile il momento della pandemia? &#xAB;Lavorando molto ma cercando di avere, sul piano amministrativo, pochi costi fissi non &#xE8; stato neanche un disastro. Come dicevo, ho chiamato tutti e ho detto che ci saremo temporaneamente fermati. Da quel momento abbiamo solo chiuso i libri in essere. Tutti erano a casa e non si potevano fare presentazioni. Quello &#xE8; stato l&#x2019;unico momento in cui sono andati un po&#x2019; di pi&#xF9; gli e-book, di cui ormai si dice da quasi 30 anni che decolleranno ma non decollano mai&#xBB;. A proposito di momenti critici, i dati esposti dall&#x2019;AIE il 30 gennaio 2026 parlano chiaro: l&#x2019;editoria sta attraversando un momento complicato. Nel 2025 sono state vendute 3 milioni di copie in meno rispetto al 2024, e la spesa degli italiani in libri &#xE8; scesa di 33 milioni di euro (complice anche la pirateria). Tornare indietro non &#xE8; possibile ma si pu&#xF2; pensare al futuro. Secondo voi quali iniziative dovrebbero essere organizzate e su quali strumenti si dovrebbe puntare per favorire la crescita del mondo librario-editoriale? &#xAB;Il problema &#xE8; che la questione dipende dalla politica. La politica dovrebbe avere la forza e l&#x2019;autonomia di imporre certe scelte, e non subirle. Quando era nato Internet, che sembrava essere la rivoluzione, la grande liberazione di obbiettivi, l&#x2019;apertura di tutte le frontiere, in 2 o 3 anni l&#x2019;industria discografica &#xE8; stata massacrata con tutti i suoi addetti, ed &#xE8; anche per questo motivo che oramai le canzoni sono molto ripetitive, tendenzialmente tutte simili e fiacche. Non c&#x2019;&#xE8; coraggio perch&#xE9; non c&#x2019;&#xE8; budget. Prima c&#x2019;erano tantissimi cantanti di qualit&#xE0; e proposte molto pi&#xF9; variegate. Il problema &#xE8; la politica, che in virt&#xF9; dell&#x2019;esistenza dell&#x2019;IA dovrebbe obbligare i programmatori a riporre in ogni software un bug, un codice identificativo, per individuare e comunicare che un determinato contenuto &#xE8; un fake. Anche questi interventi possono essere aggirati, certo, ma sarebbe pi&#xF9; difficile. Se per&#xF2; la politica insegue sempre invece di prevenire non si va da nessuna parte. Il sistema non &#xE8; in grado di dire che a un certo punto &#xE8; bene fermarsi: subisce e magari si fa corrompere. &#xC8; una situazione difficile. Forse per&#xF2; &#xE8; tutto talmente veloce che la salvezza sta nelle abitudini nostre, che siamo un po&#x2019; pi&#xF9; lenti a recepire, per cui io continuo a leggere cartaceo, lei che ha molti meno anni di me magari preferisce leggere cartaceo e quindi ci potrebbe essere una diffidenza umana verso le innovazioni. Ad esempio, quando erano nati i sintetizzatori i Queen scrivevano sui dischi &#x201C;no sint&#x201D;, come a rivendicare che a suonare erano loro. &#xC8; quindi facile ipotizzare che la maggior parte del pubblico continui a preferire contenuti fatti da umani come loro che non leggere IA, perch&#xE9; il tema &#xE8; quello: sia nei portali musicali &#x2013; noi abbiamo anche un&#x2019;etichetta musicale e quindi facciamo distribuzione &#x2013; ma anche nelle librerie si viene inondati da una considerevole quantit&#xE0; di materiale legato all&#x2019;Intelligenza Artificiale. Anche noi in casa editrice, come manoscritti, vediamo un&#x2019;accelerazione tale per cui a parer mio tanti lavori non sono frutto di autori e autrici&#xBB;. Dell&#x2019;Intelligenza Artificiale cosa pensate? &#xAB;Che esiste gi&#xE0; da tantissimi anni in vari campi, dalla macchinetta calcolatrice al traduttore di Google. Adesso per&#xF2; questi strumenti sono stati tutti messi dentro un mega contenitore, che pu&#xF2; essere un grandissimo problema a livello ambientale: in Turchia, ad esempio, sembra si stiano creando delle voragini nel terreno a forza di drenare acqua, e pare che il raffreddamento dei server dell&#x2019;IA necessiti di milioni di metri cubi d&#x2019;acqua. La speranza &#xE8; che tutto sia una &#x201C;bolla&#x201D;, che tutti ne parlino ma poi si finisca per passare ad altro perch&#xE9; la gente facilmente si distoglie. Spero si sgonfi un po&#x2019; il discorso e si passi oltre. &#xC8; un tema di tutti ormai. Un anno fa ho letto una pagina dell&#x2019;Istituto Nazionale di Tecnologia in cui si parlava trionfalmente di un certo robot insegnante che potrebbe far imparare le materie complesse agli studenti. Tutto questo per&#xF2; &#xE8; triste, perch&#xE9; molti insegnanti starebbero a casa. Il problema &#xE8; la politica, che deve tutelare i posti di lavoro&#xBB;. Ritornando alla storia della vostra attivit&#xE0;, in questi 53 anni c&#x2019;&#xE8; stato un autore o...</description></oembed>
