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<oembed><version>1.0</version><provider_name>il BLOG di EDITORIA</provider_name><provider_url>https://www.mastereditoria.it/ilblog</provider_url><author_name>Studenti</author_name><author_url>https://www.mastereditoria.it/ilblog/author/studenti/</author_url><title>Il senso della lotta: generazioni a confronto - il BLOG di EDITORIA</title><type>rich</type><width>600</width><height>338</height><html>&lt;blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="WlnOKlgj4V"&gt;&lt;a href="https://www.mastereditoria.it/ilblog/senso-della-lotta-generazioni-confronto/"&gt;Il senso della lotta: generazioni a confronto&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;iframe sandbox="allow-scripts" security="restricted" src="https://www.mastereditoria.it/ilblog/senso-della-lotta-generazioni-confronto/embed/#?secret=WlnOKlgj4V" width="600" height="338" title="&#x201C;Il senso della lotta: generazioni a confronto&#x201D; &#x2014; il BLOG di EDITORIA" data-secret="WlnOKlgj4V" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" class="wp-embedded-content"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;script&gt;
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Il libro nasce da due esigenze, una pi&#xF9; pubblica pi&#xF9; politica se vogliamo, io sono nato nel Settantanove (&#x2026;) per tanti anni ci &#xE8; stato detto che il conflitto generazionale con la generazione dei nostri genitori, quindi con quella del Sessantotto infondo non c&#x2019;era, perch&#xE9; la generazione del Sessantotto era molto carina, molto libertaria (&#x2026;) noi venivamo progressivamente considerati una generazione un po&#x2019; sfocata. Adesso per&#xF2; arrivati a quarant&#x2019;anni io ho pensato: perch&#xE9; non proviamo a farli veramente quei conti? In fondo il Sessantotto e il Settantasette, che &#xE8; il periodo pi&#xF9; narrato in questo libro (&#x2026;) ci hanno consegnato un mondo piuttosto complicato. L&#xEC; si &#xE8; provato a fare una rivoluzione, non &#xE8; stata una rivoluzione compiuta e le rivoluzioni quando non si fanno, diventano molto pericolose, perch&#xE9; aprono la restaurazione. Quindi noi, appunto, chi aveva vent&#x2019;anni nel Duemila, si &#xE8; trovato precocemente assediato da una crisi economica, di valori (&#x2026;). Per questo mi sembrava giusto cominciare a fare dei conti generazionali e politici.&#xA0;Poi c&#x2019;&#xE8; un secondo motivo pi&#xF9; personale (&#x2026;). Improvvisamente mi accorgo di ricordarmi i miei genitori quando avevano l&#x2019;et&#xE0; che io avevo in quel momento (&#x2026;) e allora mi fermo e dico: allora adesso &#x201C;i grandi&#x201D; sono io e questo pensiero mi turba, perch&#xE9; faccio parte di questa generazione un po&#x2019; scontornata, in cui si vive in una grande post-adolescenza, dai venti ai cinquantacinque anni si &#xE8; pi&#xF9; o meno tutti coetanei (&#x2026;) Quando avviene il passaggio alla maturit&#xE0;? (da conversazione con Nicola Ravera Rafele, autore de &#x201C;Il senso della lotta&#x201D;, di Massimiliano Coccia &#x2013; Radio Radicale, 14.02.2017). Quando si varca la linea d&#x2019;ombra? citando Conrad: queste le istanze e le suggestioni che hanno portato l&#x2019;autore a far vivere il protagonista di questo romanzo, Tommaso Musso, la metafora di una generazione debole, un moderno Teseo che si confronta con la generazione eroica e ribelle dei suoi genitori. La storia ha inizio quando Tommaso, giornalista a contratto trentaseienne della redazione romana del Corriere della Sera, durante una delle sue sessioni di jogging nei giorni dispari della settimana a Villa Pamphili, viene colto da un malore, un attacco di panico (da notare come anche le malattie, per la generazione a cui appartiene il protagonista di questo romanzo, si riducano a delle mere suggestioni!). Il suo ricovero presso una clinica privata dei Parioli gli permetter&#xE0; di incontrare il dott. Pinto, che attraverso il racconto di un incontro avuto pi&#xF9; di vent&#x2019;anni prima con i suoi genitori naturali da avvio ad un viaggio attraverso la memoria ed i ricordi. Tommaso sa di non essere figlio di quei Diana e Luca che lo hanno cresciuto, sa che Diana &#xE8; sua zia, sa che i suoi genitori sono morti e tutti intorno a lui sussurrano fossero dei terroristi. Il vivido racconto del dott. Pinto su Michele Musso ed Alice Rosato, genitori di Tommaso, scatena in lui un&#x2019;assoluta noncuranza verso la vita che conduce: si fa licenziare dal giornale, chiude la relazione con l&#x2019;ambiziosa ed un po&#x2019; noiosa fidanzata Marta, abbandona gli amici ed i locali del quartiere Pigneto, tutto ci&#xF2; che vuole &#xE8; conoscere la verit&#xE0; sui suoi genitori. Inizia cos&#xEC; un viaggio tra Roma, Milano e la Francia alla ricerca delle persone che li hanno conosciuti. E proprio attraverso i ricordi delle persone che incontra, Tommaso riesce a disegnare una mappa della vita di Michele ed Alice. Scopre che suo padre aveva scelto Alice dopo una lunga relazione intrattenuta con sua sorella, Diana, che era il delfino di Giangiacomo Feltrinelli nella visione alla lotta armata, che all&#x2019;inizio i suoi genitori erano solo dei giovani rivoluzionari, come molti d&#x2019;altronde negli anni Settanta, che erano diventati terroristi e costretti perci&#xF2; alla clandestinit&#xE0; solo nel 1977, dopo l&#x2019;attentato alla sede romana del MSI nel quale rimane ucciso un innocente. Scopre della loro fuga in Francia grazie al compagno Sandro Ganci, dell&#x2019;accoglienza a Parigi da parte del professor Dupont, figura enigmatica sin da subito che la storia riveler&#xE0; come cruciale, del loro ingresso nella societ&#xE0; Hyperion, coinvolta addirittura nell&#x2019;affaire Moro. Il finale ci render&#xE0; conto di questo itinerario tra luoghi dell&#x2019;anima e della storia e ci consegner&#xE0; un Tommaso diverso, consapevole, maturo, un &#x201C;grande&#x201D; finalmente. Un romanzo corale, tenuto insieme dalla voce narrante dello scombussolato protagonista, un romanzo che contiene in s&#xE9; anche i tratti di un thriller accattivante dal finale ben costruito. Forse uno dei tentativi pi&#xF9; riusciti di incanalare la dirompenza narrativa dei &#x201C;terribili&#x201D; Anni di piombo in una storia che pu&#xF2; essere letta in treno, in metro o alla fine di una lunga giornata di lavoro. &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;</description></oembed>
