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<oembed><version>1.0</version><provider_name>il BLOG di EDITORIA</provider_name><provider_url>https://www.mastereditoria.it/ilblog</provider_url><author_name>Studenti</author_name><author_url>https://www.mastereditoria.it/ilblog/author/studenti/</author_url><title>Sentirsi a Kasa - il BLOG di EDITORIA</title><type>rich</type><width>600</width><height>338</height><html>&lt;blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="RpIKvU94Lb"&gt;&lt;a href="https://www.mastereditoria.it/ilblog/sentirsi-a-kasa/"&gt;Sentirsi a Kasa&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;iframe sandbox="allow-scripts" security="restricted" src="https://www.mastereditoria.it/ilblog/sentirsi-a-kasa/embed/#?secret=RpIKvU94Lb" width="600" height="338" title="&#x201C;Sentirsi a Kasa&#x201D; &#x2014; il BLOG di EDITORIA" data-secret="RpIKvU94Lb" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" class="wp-embedded-content"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;script&gt;
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Il nome, la cui essenzialit&#xE0; &#xE8; contrastata soltanto dal kappa militaresco, d&#xE0; un&#x2019;idea di che cosa si tratta: una casa popolata da libri, ma non solo; meglio &#xE8; dire, una casa pensata precisamente per la sistemazione di libri. I libri sono quelli di Andrea Kerbaker &#x2013; ecco perch&#xE9; quel kappa! &#x2013; e sono pi&#xF9; di trentamila, molti dei quali vere rarit&#xE0;. Kerbaker inizi&#xF2; a collezionare libri quando aveva meno di vent&#x2019;anni, affidandosi ai tanti venditori di bancarelle che lo conoscevano da molto prima. Quando era bambino, il fondatore della Kasa acquistava fumetti da quelle stesse persone, rivendendoli poi a un prezzo maggiorato, tre quattro cinque volte tanto, rimpolpando cos&#xEC; la paghetta. Alle soglie dell&#x2019;et&#xE0; adulta, l&#x2019;interesse per il fumetto si spost&#xF2; verso il libro (del &#x2018;900 in particolare), mentre la ricerca del guadagno si perse per strada: ironicamente, non c&#x2019;&#xE8; libro che la versione adulta di quel piccolo imprenditore in erba abbia acquistato pensando al valore economico o a una potenziale rivendita. Via via che la collezione aumentava, il problema di dove disporla si faceva pi&#xF9; tormentosa; finalmente, all&#x2019;inizio degli anni duemila, fu maturata la scelta di utilizzare gli appartamenti in Largo De Benedetti, propriet&#xE0; di famiglia miracolosamente scampate ai bombardamenti americani su Milano &#x2013; e chiss&#xE0; che una stella tanto buona non sia di perenne buon auspicio. Dopo alcuni anni, il passo successivo: la trasformazione in centro culturale, aperto ai cittadini e ai curiosi, alloggio di eventi di ogni tipo. La Kasa non &#xE8; pensata come una biblioteca, e fa di tutto per non diventarlo. Esiste una coerenza nella disposizione dei libri, ma la si deve comprendere. Bisogna avvicinarsi agli scaffali, alzare e abbassare il collo, passare in rassegna i nomi degli autori vicini di posto; insomma, esplorare. Un catalogo dei libri esiste, ma &#xE8; custodito con gelosia. Al visitatore non resta che camminare per i corridoi, protetto dal mondo di fuori che bussa alla finestra, e perdersi tra le migliaia di volumi, godendo della mescolanza di alto e basso: Carducci, Joyce, Proust, Ginzburg accanto a pagine di giornale, disegni di Mir&#xF2;, statuette kitsch, arredamento di gusto pop. &nbsp; Non si deve fare l&#x2019;errore di pensare che la Kasa sia uno spazio privo di regole, giacch&#xE9; esistono, in foggia di decalogo biblico, e sono ben esposte. 1) Nessun discorso dura pi&#xF9; di dieci minuti 2) ogni intervento deve far ridere almeno un paio di volte 3) nessun incontro dura pi&#xF9; di un&#x2019;ora 4) al primo sbadiglio, si chiude 5) ogni incontro si festeggia con un bicchiere 6) le didascalie non oltrepassano mai le 10 righe 7) sono severamente vietati linguaggio accademico e tecnicismi 8) niente parole incomprensibili al 90% della popolazione 9) non si spiega, si racconta 10) nessuno &#xE8; autorizzato a prendersi troppo sul serio. La cultura non viene svilita, semmai elevata da tali linee guida di comunicazione simpaticamente comandate: al bando tromboni e atteggiamenti di certa accademia, spazio a creativit&#xE0;, divertimento, amore per la Letteratura e i suoi autori.&nbsp; Non stupisce che un&#x2019;attenzione particolare sia rivolta ai bambini, senza dubbio i pi&#xF9; capaci di cogliere il senso del luogo, privi come sono di preconcetti di sorta. Scorrere le pagine del libro delle visite, ripassando i saluti, i disegni e, perch&#xE9; no, anche le frasi sceme che i piccoli hanno lasciato, esemplifica l&#x2019;importanza di dare ai bambini stimoli e fiducia. Accoglierli, raccontare delle storie, metterli alla prova con esercizi di scrittura permette loro di creare tra le nuvole, dimenticando per un momento i banchi di scuola. Il galoppo della fantasia, alla Kasa, nessuno ha intenzione di fermarlo. &nbsp; La visita guidata soddisfa certamente gli adulti avidi di storie e aneddoti. Sentirsi raccontare dalla voce viva di Kerbaker o dei suoi collaboratori le storie dei millemila libri, di come sia stata trovata la prima edizione dei Mis&#xE8;rables, dei consunti volumi del sanscritista Michele (bisnonno di Andrea) Kerbaker, di quel libro tibetano donato da un monaco buddista e della tesi di laurea di Eco, non ha prezzo. Il cercatore pi&#xF9; curioso ha a sua disposizione una stanza intera di libri con dedica: l&#xE0; potr&#xE0; cercare il colpaccio, il legame ignorato o insospettabile tra due grandi personalit&#xE0;; e se anche non riconosce il dedicatario poco male, rimane la bellezza di perdersi nei pensieri scritti a persone care. Perch&#xE9; il libro vive e parla, soprattutto quando vecchio e scarabocchiato. &nbsp; CONTATTI &nbsp; Indirizzo: Largo Aldo de Benedetti, 4, 20124 Milano (MI) Telefono: 02 6698 9018 e-mail: mostre@lakasadeilibri.it Dario Mazzocchi</description></oembed>
