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<oembed><version>1.0</version><provider_name>il BLOG di EDITORIA</provider_name><provider_url>https://www.mastereditoria.it/ilblog</provider_url><author_name>Studenti</author_name><author_url>https://www.mastereditoria.it/ilblog/author/studenti/</author_url><title>Sylvia, diagnosi di un amore - il BLOG di EDITORIA</title><type>rich</type><width>600</width><height>338</height><html>&lt;blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="Eo7f7RAlpb"&gt;&lt;a href="https://www.mastereditoria.it/ilblog/sylvia-diagnosi-un-amore/"&gt;Sylvia, diagnosi di un amore&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;iframe sandbox="allow-scripts" security="restricted" src="https://www.mastereditoria.it/ilblog/sylvia-diagnosi-un-amore/embed/#?secret=Eo7f7RAlpb" width="600" height="338" title="&#x201C;Sylvia, diagnosi di un amore&#x201D; &#x2014; il BLOG di EDITORIA" data-secret="Eo7f7RAlpb" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" class="wp-embedded-content"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;script&gt;
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</html><thumbnail_url>https://www.mastereditoria.it/ilblog/wp-content/uploads/2017/03/sylvia.jpg</thumbnail_url><thumbnail_width>1267</thumbnail_width><thumbnail_height>1982</thumbnail_height><description>Leonard Michaels Sylvia Collana: Fabula Adelphi, 2016 p.129, 16 &#x20AC; Sylvia usc&#xEC; per la prima volta nel 1992 negli Stati Uniti, e dopo essere caduto ingiustamente nel dimenticatoio (colpevole la scomparsa dell&#x2019;edizione italiana dal catalogo), Adelphi ha deciso di ripubblicarlo nel settembre del 2016, con la traduzione di Vincenzo Vergiani. Scelta pi&#xF9; che mai felice, dato il parere positivo pressoch&#xE9; unanime della critica e il riscontro dei lettori, per i quali &#x2013; la maggior parte &#x2013; si &#xE8; trattata di una vera e propria scoperta. Leonard Michaels &#xE8; stato soprattutto uno scrittore di racconti, e la sua dimestichezza con la brevit&#xE0; emerge chiaramente dalla lettura di questo piccolo capolavoro. Tanto che avremmo difficolt&#xE0; a definirlo semplicemente un romanzo. Le etichette si sprecano: romanzo breve, memoir, autobiografia, sino a non fiction. Ma al di l&#xE0; di una possibile categorizzazione, la peculiarit&#xE0; di Sylvia risiede senz&#x2019;altro nella sua scrittura, nel fluire continuo e quasi senza pause della narrazione. Michaels, chiaramente ispirato dal proprio passato, attinge dai suoi diari e a distanza di tempo analizza il rapporto turbolento e tragico con la sua prima moglie, Sylvia Bloch, fino al triste epilogo del suo suicidio. Negli anni &#x2019;60 New York e il Greenwich Village sembrano la destinazione naturale per chi sa fiutare l&#x2019;aria. Il fervore per le strade, e nell&#x2019;atmosfera si respira un&#x2019;eccitazione tale per cui non si possono avere troppi rimpianti se dopo cinque anni di studi letterari si decide di fare ritorno a casa, persino rinunciando a un brillante avvenire universitario. Il contagio visionario delle droghe rende quasi ogni cosa plausibile, in una societ&#xE0; &#xAB;dove Elvis Presley e Allan Ginsberg erano i re del sentimento e la parola ama risuonava come un proclama con la forza di uccidi&#xBB;, tanto che non pu&#xF2; essere un problema cambiare se l&#x2019;unica prospettiva sembra quella di &#xAB;invecchiare in una biblioteca&#xBB;. Ma poi all&#x2019;improvviso un incontro inaspettato. Leonard, o il suo alter ego, che sa descriversi solo con un &#xAB;mi piace molto leggere&#xBB;, e ha in mente di scrivere racconti, invece si ritrova coinvolto quasi fatalmente in una relazione che cambier&#xE0; la sua vita. &#xAB;Cominci&#xF2; senza un inizio. Facemmo l&#x2019;amore finch&#xE9; il pomeriggio divenne crepuscolo e il crepuscolo notte fonda&#xBB;. Sylvia &#xE8; una brillante studentessa di lettere, una donna ammaliante quanto per&#xF2; inaffidabile. Le premure di lui bilanciano l&#x2019;instabilit&#xE0; di lei, ma solo sino a un certo punto: se l&#x2019;inizio &#xE8; passione, entrambi poi finiscono per rimanere incatenati l&#x2019;uno all&#x2019;altra, tra i tentativi disperati di trovare la via della normalit&#xE0;. &#xAB;Mi cullavo nell&#x2019;idea che ogni uomo e ogni donna che vivevano insieme fossero come Sylvia e me. Ogni coppia, ogni matrimonio, erano malati&#xBB;. Il mondo esterno finisce sullo sfondo, cos&#xEC; che il campo si restringe all&#x2019;appartamento condiviso in MacDougal Street, tra le urla e i litigi al limite della sopportabilit&#xE0;, teatro di un amore morboso che sconfina addirittura nell&#x2019;odio. Eppure lasciarsi non sembra possibile. La scrittura si fa trasparente e senza fronzoli, dove i fatti emergono senza che ci sia bisogno di sminuire n&#xE9; ingigantire. Non sono ricordi sparsi: &#xE8; il tentativo lucido &#x2013; seppure angosciante &#x2013; di affrontare una volta per tutte il passato. Questa &#xE8; anche la storia di un rapporto fisico: da una parte la passione incancellabile, dall&#x2019;altra l&#x2019;autolesionismo di chi in primis non accetta s&#xE9; stessa. C&#x2019;&#xE8; un filo appena percettibile che tiene tutto assieme, ed &#xE8; il continuo inseguimento di un futuro sereno. Sylvia continua a tirare la corda, vittima forse della sue psicosi, delle menzogne che si autoinfligge. Tutto &#xE8; portato all&#x2019;estremo, finch&#xE9; l&#x2019;ennesima riconciliazione non stabilisce una tregua: ma niente &#xE8; destinato a durare. Che cosa cerca Leonard nella disamina a ritroso di quello che fu un rapporto travolgente e malato, al limite della follia? Forse non soltanto la verit&#xE0;, che conosce gi&#xE0; (la conosciamo gi&#xE0; tutti?), ma se stesso, o quel poco che ne &#xE8; rimasto. O la stessa Sylvia, che ancora una volta ritorna come un&#x2019;ossessione mai del tutto sopita, dopo tutto l&#x2019;amore e l&#x2019;odio, inevitabilmente impressa in quel suo ultimo gesto. &#xAB;Era proprio come ai vecchi tempi, noi due in una piccola stanza, Sylvia addormentata, io infelice. Cominciai a piangere, a supplicarla, senza fare concessioni alla realt&#xE0;. Il mio bisogno era la sola realt&#xE0;, pi&#xF9; reale della morte. Sylvia doveva smetterla. Doveva aprire gli occhi e mettersi a sedere&#xBB;. Non &#xE8; un libro facile per ci&#xF2; che dice, eppure lo si legge d&#x2019;un fiato. Irrinunciabile nella sua intensit&#xE0;, nelle centoventinove pagine di descrizioni puntuali e inappellabili su una coppia che va in pezzi, sulla quantit&#xE0; di astio che si pu&#xF2; respirare e sulla quantit&#xE0; d&#x2019;amore che si pu&#xF2; sopportare. Non resta che sedersi e ricordare. Cos&#xEC; alla fine Leonard Michaels ha trovato il suo racconto, quello pi&#xF9; reale e doloroso di tutti.</description></oembed>
