{"version":"1.0","provider_name":"il BLOG di EDITORIA","provider_url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog","author_name":"Studenti","author_url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/author\/studenti\/","title":"Il ritorno dell'esplosiva trib\u00f9 Malauss\u00e8ne - il BLOG di EDITORIA","type":"rich","width":600,"height":338,"html":"<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"mIfNBIsMwK\"><a href=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/il-ritorno-dellesplosiva-tribu-malaussene\/\">Il ritorno dell&#8217;esplosiva trib\u00f9 Malauss\u00e8ne<\/a><\/blockquote><iframe sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/il-ritorno-dellesplosiva-tribu-malaussene\/embed\/#?secret=mIfNBIsMwK\" width=\"600\" height=\"338\" title=\"&#8220;Il ritorno dell&#8217;esplosiva trib\u00f9 Malauss\u00e8ne&#8221; &#8212; il BLOG di EDITORIA\" data-secret=\"mIfNBIsMwK\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\" class=\"wp-embedded-content\"><\/iframe><script>\n\/*! This file is auto-generated *\/\n!function(d,l){\"use strict\";l.querySelector&&d.addEventListener&&\"undefined\"!=typeof URL&&(d.wp=d.wp||{},d.wp.receiveEmbedMessage||(d.wp.receiveEmbedMessage=function(e){var t=e.data;if((t||t.secret||t.message||t.value)&&!\/[^a-zA-Z0-9]\/.test(t.secret)){for(var s,r,n,a=l.querySelectorAll('iframe[data-secret=\"'+t.secret+'\"]'),o=l.querySelectorAll('blockquote[data-secret=\"'+t.secret+'\"]'),c=new RegExp(\"^https?:$\",\"i\"),i=0;i<o.length;i++)o[i].style.display=\"none\";for(i=0;i<a.length;i++)s=a[i],e.source===s.contentWindow&&(s.removeAttribute(\"style\"),\"height\"===t.message?(1e3<(r=parseInt(t.value,10))?r=1e3:~~r<200&&(r=200),s.height=r):\"link\"===t.message&&(r=new URL(s.getAttribute(\"src\")),n=new URL(t.value),c.test(n.protocol))&&n.host===r.host&&l.activeElement===s&&(d.top.location.href=t.value))}},d.addEventListener(\"message\",d.wp.receiveEmbedMessage,!1),l.addEventListener(\"DOMContentLoaded\",function(){for(var e,t,s=l.querySelectorAll(\"iframe.wp-embedded-content\"),r=0;r<s.length;r++)(t=(e=s[r]).getAttribute(\"data-secret\"))||(t=Math.random().toString(36).substring(2,12),e.src+=\"#?secret=\"+t,e.setAttribute(\"data-secret\",t)),e.contentWindow.postMessage({message:\"ready\",secret:t},\"*\")},!1)))}(window,document);\n\/\/# sourceURL=https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-includes\/js\/wp-embed.min.js\n<\/script>\n","thumbnail_url":"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/IMG_1281-e1497433475702.jpg","thumbnail_width":2448,"thumbnail_height":2448,"description":"&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Il caso Malauss\u00e8ne. Mi hanno mentito Daniel Pennac Feltrinelli, pp. 288 18,50\u00a0\u20ac &nbsp; di Flavia Scotti &nbsp; &#8220;Io sottoscritto Benjamin Malauss\u00e8ne vi sfido, oggi, chiunque voi siate, ovunque vi nascondiate, quale che sia il vostro grado di indifferenza alle cose di questo mondo, a ignorare l\u2019ultima notizia appena uscita, la notizia che far\u00e0 discutere la Francia e crepitare i social.&#8221; Sono queste le prime parole pronunciate da Benjamin nel nuovo poliziesco di Daniel Pennac, in cui ritroviamo, 18 anni dopo, la mitica famiglia Malauss\u00e8ne. Finalmente per Benjamin la vita scorre tranquilla, gli ultimi bambini della famiglia, \u00c8 un angelo, Maracuja e Signor Malauss\u00e8ne, sono ormai cresciuti e viaggiano per il mondo facendo volontariato nelle ONG. Insieme a Julie, ha lasciato il trambusto di Belleville, rifugiandosi nella pace e nella solitudine del Vercors, con il compito di proteggere lo scrittore misantropo Alceste, nuova miniera d\u2019oro delle Edizioni del Taglione. Il suddetto Alceste, ossessionato dalla ricerca della \u201cVerit\u00e0 vera\u201d, dopo la pubblicazione del caso editoriale Mi hanno mentito, in cui smaschera le menzogne raccontategli per anni dai genitori, scampa per miracolo all\u2019aggressione dei fratelli e ha bisogno di protezione per poter scrivere il seguito. Nonostante gli sforzi di Malauss\u00e8ne per rimanere fuori dal mondo, la caotica assurdit\u00e0 della realt\u00e0 lo insegue anche nella quiete assoluta del Vercors: giunge fin l\u00ec la notizia del rapimento di Georges Lapiet\u00e0, istrionico uomo d\u2019affari dalla dubbia moralit\u00e0. I rapitori hanno chiesto un curioso riscatto: ventidue milioni ottocentosettemiladuecentoquattro euro, da consegnare sulla scalinata di Notre Dame all\u2019integerrimo reverendo Courson de Loir, una montagna d\u2019uomo tatuato con giubbotto di pelle, che sembra uscito da un raduno di motociclisti. Benjamin, da bravo capro espiatorio, immancabilmente verr\u00e0 coinvolto nella vicenda. Questi gli avvenimenti intorno a cui ruota l\u2019universo di incredibili personaggi (un vero universo se si pensa che il libro si apre, teatralmente, con un repertorio sterminato di \u201cattori\u201d) che navigano nel caos degli eventi, nello spasmodico tentativo di raccapezzarsi in una realt\u00e0 dominata principalmente dal caso, inserito a pieno titolo nel novero dei personaggi. Non \u00e8 infatti Benjamin il vero protagonista del libro, bens\u00ec la coralit\u00e0, in una realt\u00e0 in cui la nostalgia dei bei tempi andati lascia spazio al riscatto della giovent\u00f9 dalla generazione precedente. Ritroviamo, accanto ai nuovi personaggi, la trib\u00f9 Malauss\u00e8ne al completo con Verdun nei panni dell\u2019incorruttibile giudice Talvern, Julie, la ex suora Gervaise, e gli storici agenti Silistri e Titus; ricompare anche il vecchio commissario Rabdomant, alle prese con il suo libro sull\u2019errore giudiziario, in cui Benjamin viene usato come vero e proprio caso da studiare. E non manca il mitico cane Julius (il terzo Julius in realt\u00e0, copia sputata dei primi due). Pennac con questo libro rimane fedele a se stesso, restituendo quell\u2019universo complesso e caotico che rispecchia inesorabilmente la realt\u00e0 in cui viviamo. Rimane fedele anche ai suoi personaggi, e al linguaggio caratteristico che ha costruito per loro, reso magistralmente in italiano da Yasmina Melaouah: un linguaggio gergale, diretto, a tratti grottesco, ma allo stesso tempo evocativo e raffinato. Non mancano poi fini rimandi letterari, da Moli\u00e8re a Lacan passando per Sergio Leone, sapientemente distribuiti nel testo a pi\u00f9 livelli. Rimandi che costituiscono la trama sotterranea su cui Pennac costruisce la realt\u00e0 che ci presenta. Vista la chiusura ex abrupto del romanzo, che lascia il lettore a bocca asciutta, non resta che attendere, con il fiato sospeso, per scoprire se sar\u00e0 solo il caso Lapiet\u00e0 a far \u201cdiscutere la Francia e crepitare i social\u201d."}