{"version":"1.0","provider_name":"il BLOG di EDITORIA","provider_url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog","author_name":"Studenti","author_url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/author\/studenti\/","title":"La maternit\u00e0, l'Abruzzo, l'arte dello scrivere: breve dialogo con Donatella di Pietrantonio - il BLOG di EDITORIA","type":"rich","width":600,"height":338,"html":"<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"y9TtxtxeMB\"><a href=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/intervista-donatella-di-pietrantonio\/\">La maternit\u00e0, l&#8217;Abruzzo, l&#8217;arte dello scrivere: breve dialogo con Donatella di Pietrantonio<\/a><\/blockquote><iframe sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/intervista-donatella-di-pietrantonio\/embed\/#?secret=y9TtxtxeMB\" width=\"600\" height=\"338\" title=\"&#8220;La maternit\u00e0, l&#8217;Abruzzo, l&#8217;arte dello scrivere: breve dialogo con Donatella di Pietrantonio&#8221; &#8212; il BLOG di EDITORIA\" data-secret=\"y9TtxtxeMB\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\" class=\"wp-embedded-content\"><\/iframe><script>\n\/*! This file is auto-generated *\/\n!function(d,l){\"use strict\";l.querySelector&&d.addEventListener&&\"undefined\"!=typeof URL&&(d.wp=d.wp||{},d.wp.receiveEmbedMessage||(d.wp.receiveEmbedMessage=function(e){var t=e.data;if((t||t.secret||t.message||t.value)&&!\/[^a-zA-Z0-9]\/.test(t.secret)){for(var s,r,n,a=l.querySelectorAll('iframe[data-secret=\"'+t.secret+'\"]'),o=l.querySelectorAll('blockquote[data-secret=\"'+t.secret+'\"]'),c=new RegExp(\"^https?:$\",\"i\"),i=0;i<o.length;i++)o[i].style.display=\"none\";for(i=0;i<a.length;i++)s=a[i],e.source===s.contentWindow&&(s.removeAttribute(\"style\"),\"height\"===t.message?(1e3<(r=parseInt(t.value,10))?r=1e3:~~r<200&&(r=200),s.height=r):\"link\"===t.message&&(r=new URL(s.getAttribute(\"src\")),n=new URL(t.value),c.test(n.protocol))&&n.host===r.host&&l.activeElement===s&&(d.top.location.href=t.value))}},d.addEventListener(\"message\",d.wp.receiveEmbedMessage,!1),l.addEventListener(\"DOMContentLoaded\",function(){for(var e,t,s=l.querySelectorAll(\"iframe.wp-embedded-content\"),r=0;r<s.length;r++)(t=(e=s[r]).getAttribute(\"data-secret\"))||(t=Math.random().toString(36).substring(2,12),e.src+=\"#?secret=\"+t,e.setAttribute(\"data-secret\",t)),e.contentWindow.postMessage({message:\"ready\",secret:t},\"*\")},!1)))}(window,document);\n\/\/# sourceURL=https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-includes\/js\/wp-embed.min.js\n<\/script>\n","thumbnail_url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/donatella.jpg","thumbnail_width":1010,"thumbnail_height":564,"description":"di Daria Luzi \u201cEssere mamme non \u00e8 un dovere; non \u00e8 nemmeno un mestiere: \u00e8 solo un diritto tra tanti diritti\u201d. A scriverlo \u00e8 Oriana Fallaci e pu\u00f2 accadere, leggendo \u201cL\u2019arminuta\u201d, che queste parole tornino alla mente di chi le ha gi\u00e0 sentite. Se la maternit\u00e0 \u00e8 un diritto, si pu\u00f2 scegliere di rinunciarvi? Potrebbe averlo creduto la donna che, nel romanzo di Donatella Di Pietrantonio, affida la figlioletta appena nata agli zii perch\u00e9 la crescano tra gli agi e nel contempo sollevino lei dal peso di un\u2019altra bocca da sfamare. Potrebbe averlo creduto la zia, madre acquisita, quando restituisce quella bambina ormai adolescente alla sua famiglia originaria. Sono ipotesi che il romanzo non confuta n\u00e9 verifica, poich\u00e9 l\u2019attenzione \u00e8 interamente concentrata sugli effetti di quelle scelte su chi le ha subite, l\u2019arminuta, la bambina che, tornata a casa, deve imparare ad adattarsi nuovamente al ruolo di figlia di un\u2019altra madre. Un romanzo che si presta ad una lettura scorrevole ma non semplice, e le cui parole si annidano in angoli nei quali nidificano fino a dar vita ad un groviglio di domande e sensazioni contrastanti. Rubando tempo al suo tour promozionale, abbiamo rivolto qualche domanda all\u2019autrice, Donatella Di Pietrantonio, giunta alla sua terza fatica editoriale.\u00a0 \u201cL\u2019arminuta\u201d \u00e8 il suo terzo libro, dopo l\u2019esordio con \u201cMia madre \u00e8 un fiume\u201d e il candidato allo Strega \u201cBella mia\u201d. Cosa \u00e8 cambiato da quell\u2019intenso 2011, e come ha vissuto il passaggio ad una casa editrice importante come Einaudi? In questi anni ho acquisito una maggiore consapevolezza di me come scrittrice, ci credo di pi\u00f9. Tuttavia, se qualcuno mi chiede che lavoro faccio continuo a rispondere la dentista. Sono felice di essere entrata in una squadra cos\u00ec prestigiosa come l\u2019Einaudi e con una storia cos\u00ec importante alle spalle, quando mi trovo con loro ho spesso l\u2019impressione che presto mi sveglier\u00f2 nel mio letto e niente sar\u00e0 stato vero. Tutti e tre i romanzi trattano, declinandolo in modi diversi, il tema della maternit\u00e0. Da dove nasce la scelta di affrontare un argomento cos\u00ec delicato? Questa \u00e8 sempre stata la mia urgenza narrativa, soprattutto le parti oscure della maternit\u00e0, al polo opposto dell\u2019amore. Quindi il rifiuto, l\u2019abbandono, temi peraltro ampiamente trattati fin dall\u2019antichit\u00e0, nella mitologia &#8211; basti pensare a Medea &#8211; o nelle fiabe, dove troviamo diversi esempi di bambini lasciati nel bosco dai genitori. Sono sempre rimasta colpita dall\u2019importanza determinante che questa relazione primaria ha nella vita di ognuno. A fare da teatro a questa vicenda, cos\u00ec come \u00e8 stato per i precedenti lavori, l\u2019Abruzzo, di cui lei \u00e8 originaria. Una terra che sembra riflettere i sentimenti della protagonista, respirare con lei, ricalcarne i battiti. Quanto ha influito l\u2019appartenenza a questi luoghi nella definizione del suo stile? Il mio stile somiglia a certi aspetti del territorio che racconto come ambiente dei personaggi, \u00e8 spoglio, essenziale, scolpito in un lavoro di sottrazione continua. Somiglia insomma ai paesaggi abruzzesi e anche un po\u2019 al carattere degli abitanti, sebbene io sia nemica delle generalizzazioni. Di Abruzzo ultimamente si \u00e8 parlato molto, e purtroppo per avvenimenti tristi: nel 2009 il terremoto che ha sconvolto L\u2019Aquila, quest\u2019inverno la neve e la slavina a Rigopiano. Dove la trova questa terra tutta l\u2019energia per rialzarsi? Forse nella solidariet\u00e0, in un\u2019attitudine resiliente collettiva. Dopo i crolli delle stalle dovuti alla concomitanza di scosse sismiche e dell\u2019eccezionale nevicata dello scorso gennaio, gli allevatori anziani, ormai in pensione, hanno messo a disposizione le loro stalle vuote e ospitano tuttora le mucche sfollate di chi ha subito danni. Questo \u00e8 lo spirito autentico della mia terra, che corrisponde al proverbiale Abruzzo forte e gentile. Il suo romanzo \u00e8 stato accolto molto favorevolmente da pubblico e critica e noi ci auguriamo che questo sia un ulteriore incentivo a continuare a scrivere. Ha altri progetti in serbo per i suoi lettori? Sicuramente il progetto \u00e8 quello di continuare a scrivere, ancora non so cosa, in questo momento sono troppo impegnata ad accompagnare l\u2019Arminuta in giro per l\u2019Italia, a presentarla ai suoi lettori. Ma anche quando uno scrittore non sta scrivendo, qualcosa lievita e lavora dentro, in attesa che gli si dia voce."}