{"version":"1.0","provider_name":"il BLOG di EDITORIA","provider_url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog","author_name":"Studenti","author_url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/author\/studenti\/","title":"La Compagnia delle anime finte. Storie dei bassifondi - il BLOG di EDITORIA","type":"rich","width":600,"height":338,"html":"<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"nA6iAE8jPA\"><a href=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/la-compagnia-delle-anime-finte-storie-dei-bassifondi\/\">La Compagnia delle anime finte. Storie dei bassifondi<\/a><\/blockquote><iframe sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/la-compagnia-delle-anime-finte-storie-dei-bassifondi\/embed\/#?secret=nA6iAE8jPA\" width=\"600\" height=\"338\" title=\"&#8220;La Compagnia delle anime finte. 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This file is auto-generated *\/\n!function(d,l){\"use strict\";l.querySelector&&d.addEventListener&&\"undefined\"!=typeof URL&&(d.wp=d.wp||{},d.wp.receiveEmbedMessage||(d.wp.receiveEmbedMessage=function(e){var t=e.data;if((t||t.secret||t.message||t.value)&&!\/[^a-zA-Z0-9]\/.test(t.secret)){for(var s,r,n,a=l.querySelectorAll('iframe[data-secret=\"'+t.secret+'\"]'),o=l.querySelectorAll('blockquote[data-secret=\"'+t.secret+'\"]'),c=new RegExp(\"^https?:$\",\"i\"),i=0;i<o.length;i++)o[i].style.display=\"none\";for(i=0;i<a.length;i++)s=a[i],e.source===s.contentWindow&&(s.removeAttribute(\"style\"),\"height\"===t.message?(1e3<(r=parseInt(t.value,10))?r=1e3:~~r<200&&(r=200),s.height=r):\"link\"===t.message&&(r=new URL(s.getAttribute(\"src\")),n=new URL(t.value),c.test(n.protocol))&&n.host===r.host&&l.activeElement===s&&(d.top.location.href=t.value))}},d.addEventListener(\"message\",d.wp.receiveEmbedMessage,!1),l.addEventListener(\"DOMContentLoaded\",function(){for(var e,t,s=l.querySelectorAll(\"iframe.wp-embedded-content\"),r=0;r<s.length;r++)(t=(e=s[r]).getAttribute(\"data-secret\"))||(t=Math.random().toString(36).substring(2,12),e.src+=\"#?secret=\"+t,e.setAttribute(\"data-secret\",t)),e.contentWindow.postMessage({message:\"ready\",secret:t},\"*\")},!1)))}(window,document);\n\/\/# sourceURL=https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-includes\/js\/wp-embed.min.js\n<\/script>\n","description":"La compagnia delle anime finte Wanda Marasco Neri Pozza, pp. 230 16,50\u00a0\u20ac Di Pietro Carini In principio vi \u00e8 la morte di Vincenzina Umbriello. L\u00ec, al capezzale della madre moribonda, Rosa ricostruisce il mondo di Vincenzina, la sua giovinezza nella Napoli del dopoguerra, una citt\u00e0 che porta ancora sulle facciate delle case, nelle stradine dei vichi, nelle vicende dei suoi abitanti, le ferite indelebili del conflitto mondiale. Ma l\u2019immaginazione di Rosa non si ferma certo qui; ricostruisce la storia d\u2019amore di Vincenzina con suo padre Rafele Maiorana, l\u2019ostilit\u00e0 implacabile della suocera Lisa Campanini a questo matrimonio socialmente degradante per il figlio e, successivamente, appellandosi al ricordo, Rosa tratteggia la figura della madre cos\u00ec come la ricorda durante la sua infanzia, segnata indelebilmente dalla malattia di pap\u00e0 Rafele. Grazie a una prosa secca, precisa, nervosa e rapida, che oscilla tra un italiano raffinato e dialettismi che restituiscono il vero spirito di quelle anime finte del titolo che popolano la storia, Wanda Marasco rid\u00e0 al lettore un microcosmo fatto di delusioni, macerie di palazzi e di progetti esistenziali, superstizioni, usurai, professori pazzi, ma anche, nonostante tutto, di calore umano, affetto e rimorso. Un mondo non pi\u00f9 visibile oggi, confinato per sempre nel passato, ma che pur sopravvive sotto la superficie tranquillizzante del presente esattamente come quella Napoli sotterranea che Rosa scopr\u00ec durante una gita scolastica: \u00ab Nunziata si ferm\u00f2 davanti ai letti scolpiti e cominci\u00f2 a spiegare. Disse che stavamo camminando a undici metri sotto la citt\u00e0, sopra un\u2019altra terra, che tutto aveva avuto inizio dopo il diluvio. Il fango era colato sopra i portici, dentro le cisterne e i templi. Per quello che era rimasto sepolto e che un giorno sarebbe stato scavato, era sorto una specie di destino soprannaturale.\u00bb Abitanti di questo mondo sommerso e inaccessibile se non attraverso al ricordo \u2013 ricordo inteso come capacit\u00e0 di vedere obliquamente ci\u00f2 che si nasconde allo sguardo immediato degli occhi \u2013 sono le amine finte, ombre in lotta per affermare un\u2019identit\u00e0 che sembra scappargli dalle mani pagina dopo pagina. Una vera e propria fantasmagoria: Vincenzina Umbriello, madre e usuraia; Rafele Maiorana, consumato da un tumore; il maestro Nunziata, folle e visionario; l\u2019indomita Lisa Campanini; Carmine Musca, lo strozzino capace di inaspettati moti compassionevoli; la vivace Annarella, doppio negativo di Rosa, l\u2019androgino Mariomaria. Ma la forza di questa vivacit\u00e0, della costante attivit\u00e0 di personaggi cos\u00ec diversi che si danno da fare per imporsi come protagonisti sullo sfondo di una storia che procede a ritmo serrato, ha segno negativo, cosicch\u00e9 quel mondo uscito dalle macerie della guerra invano prover\u00e0 ricostruirsi, sprofondando al contrario sempre pi\u00f9 verso una miseria dalle venature tragiche, dove non c\u2019\u00e8 spazio per i miracoli, ma solo per sotterfugi. \u00abAlle otto del mattino bussarono alla porta, ma non era l\u2019angelo. Era Don Ciro, il barbiere del vico. Mia madre l\u2019aveva chiamato per fargli radere la faccia di mio padre. Rafele Maiorana aveva gli occhi chiusi e non parlava. Non disse niente nemmeno quando le rasoiate gli lasciarono qualche scippo di sangue. Don Ciro invece chiacchierava molto e voleva ingannare mio padre.\u00bb La redenzione non \u00e8 cosa di questa vita, troppo compromessa con una quotidianit\u00e0 squallida in cui ogni spinta ideale \u00e8 mortificata e sopraffatta dalla contingenza della lotta per la sopravvivenza. Non vi \u00e8 posto qui e ora, sembra dirci Wanda Marasco, per quella morale assoluta vagheggiata dai filosofi; chi vive deve sporcarsi le mani. Unica ancora di salvataggio, in un mondo duro e grigio, sono gli affetti, a patto che riescano a resistere sotto il peso opprimente della realt\u00e0 senza spezzarsi. Ma anche quando questo sfortunatamente avviene ci si pu\u00f2 sempre rifugiare \u2013 come Rosa far\u00e0 \u2013 nel ricordo, dimensione in cui ci\u00f2 che \u00e8 morto pu\u00f2 rivivere attraverso la forza dell\u2019immaginazione e dell\u2019emozione. Allora a ben vedere un piccolo spiraglio per il riscatto rimane aperto, grazie al lavoro creativo della rievocazione in grado di modellare a proprio piacimento le stanze impolverate della memoria per trovarvi quella quiete a lungo rincorsa invano nella quotidianit\u00e0.","thumbnail_url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/18425933_120332000692629354_1548310468_n-169x300.jpg"}