{"id":2398,"date":"2017-03-15T15:22:58","date_gmt":"2017-03-15T14:22:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/?p=2398"},"modified":"2017-03-15T19:21:11","modified_gmt":"2017-03-15T18:21:11","slug":"sylvia-diagnosi-un-amore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/sylvia-diagnosi-un-amore\/","title":{"rendered":"Sylvia, diagnosi di un amore"},"content":{"rendered":"<p><strong>Leonard Michaels<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sylvia<\/strong><\/p>\n<p>Collana: Fabula<\/p>\n<p>Adelphi, 2016<\/p>\n<p>p.129, 16 \u20ac<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-2401 alignleft\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/sylvia-192x300.jpg\" alt=\"\" width=\"192\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/sylvia-192x300.jpg 192w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/sylvia-655x1024.jpg 655w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/sylvia-15x24.jpg 15w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/sylvia-23x36.jpg 23w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/sylvia-31x48.jpg 31w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/sylvia.jpg 1267w\" sizes=\"(max-width: 192px) 100vw, 192px\" \/>Sylvia<\/em> usc\u00ec per la prima volta nel 1992 negli Stati Uniti, e dopo essere caduto ingiustamente nel dimenticatoio (colpevole la scomparsa dell&#8217;edizione italiana dal catalogo), Adelphi ha deciso di ripubblicarlo nel settembre del 2016, con la traduzione di Vincenzo Vergiani. Scelta pi\u00f9 che mai felice, dato il parere positivo pressoch\u00e9 unanime della critica e il riscontro dei lettori, per i quali &#8211; la maggior parte &#8211; si \u00e8 trattata di una vera e propria scoperta. Leonard Michaels \u00e8 stato soprattutto uno scrittore di racconti, e la sua dimestichezza con la brevit\u00e0 emerge chiaramente dalla lettura di questo piccolo capolavoro. Tanto che avremmo difficolt\u00e0 a definirlo semplicemente un romanzo. Le etichette si sprecano: romanzo breve, memoir, autobiografia, sino a <em>non fiction<\/em>. Ma al di l\u00e0 di una possibile categorizzazione, la peculiarit\u00e0 di Sylvia risiede senz\u2019altro nella sua scrittura, nel fluire continuo e quasi senza pause della narrazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Michaels, chiaramente ispirato dal proprio passato, attinge dai suoi diari e a distanza di tempo analizza il rapporto turbolento e tragico con la sua prima moglie, Sylvia Bloch, fino al triste epilogo del suo suicidio. Negli anni \u201960 New York e il Greenwich Village sembrano la destinazione naturale per chi sa fiutare l\u2019aria. Il fervore per le strade, e nell\u2019atmosfera si respira un\u2019eccitazione tale per cui non si possono avere troppi rimpianti se dopo cinque anni di studi letterari si decide di fare ritorno a casa, persino rinunciando a un brillante avvenire universitario. Il contagio visionario delle droghe rende quasi ogni cosa plausibile, in una societ\u00e0 \u00abdove Elvis Presley e Allan Ginsberg erano i re del sentimento e la parola <em>ama<\/em> risuonava come un proclama con la forza di <em>uccidi<\/em>\u00bb, tanto che non pu\u00f2 essere un problema cambiare se l\u2019unica prospettiva sembra quella di \u00abinvecchiare in una biblioteca\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma poi all\u2019improvviso un incontro inaspettato. Leonard, o il suo alter ego, che sa descriversi solo con un \u00abmi piace molto leggere\u00bb, e ha in mente di scrivere racconti, invece si ritrova coinvolto quasi fatalmente in una relazione che cambier\u00e0 la sua vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abCominci\u00f2 senza un inizio. Facemmo l\u2019amore finch\u00e9 il pomeriggio divenne crepuscolo e il crepuscolo notte fonda\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sylvia \u00e8 una brillante studentessa di lettere, una donna ammaliante quanto per\u00f2 inaffidabile. Le premure di lui bilanciano l\u2019instabilit\u00e0 di lei, ma solo sino a un certo punto: se l\u2019inizio \u00e8 passione, entrambi poi finiscono per rimanere incatenati l\u2019uno all\u2019altra, tra i tentativi disperati di trovare la via della normalit\u00e0. \u00abMi cullavo nell\u2019idea che ogni uomo e ogni donna che vivevano insieme fossero come Sylvia e me. Ogni coppia, ogni matrimonio, erano malati\u00bb. Il mondo esterno finisce sullo sfondo, cos\u00ec che il campo si restringe all\u2019appartamento condiviso in MacDougal Street, tra le urla e i litigi al limite della sopportabilit\u00e0, teatro di un amore morboso che sconfina addirittura nell\u2019odio. Eppure lasciarsi non sembra possibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La scrittura si fa trasparente e senza fronzoli, dove i fatti emergono senza che ci sia bisogno di sminuire n\u00e9 ingigantire. Non sono ricordi sparsi: \u00e8 il tentativo lucido &#8211; seppure angosciante &#8211; di affrontare una volta per tutte il passato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa \u00e8 anche la storia di un rapporto fisico: da una parte la passione incancellabile, dall\u2019altra l\u2019autolesionismo di chi in primis non accetta s\u00e9 stessa. C\u2019\u00e8 un filo appena percettibile che tiene tutto assieme, ed \u00e8 il continuo inseguimento di un futuro sereno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sylvia continua a tirare la corda, vittima forse della sue psicosi, delle menzogne che si autoinfligge. Tutto \u00e8 portato all\u2019estremo, finch\u00e9 l\u2019ennesima riconciliazione non stabilisce una tregua: ma niente \u00e8 destinato a durare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Che cosa cerca Leonard nella disamina a ritroso di quello che fu un rapporto travolgente e malato, al limite della follia? Forse non soltanto la verit\u00e0, che conosce gi\u00e0 (la conosciamo gi\u00e0 tutti?), ma se stesso, o quel poco che ne \u00e8 rimasto. O la stessa Sylvia, che ancora una volta ritorna come un\u2019ossessione mai del tutto sopita, dopo tutto l\u2019amore e l\u2019odio, inevitabilmente impressa in quel suo ultimo gesto. \u00abEra proprio come ai vecchi tempi, noi due in una piccola stanza, Sylvia addormentata, io infelice. Cominciai a piangere, a supplicarla, senza fare concessioni alla realt\u00e0. Il mio bisogno era la sola realt\u00e0, pi\u00f9 reale della morte. Sylvia doveva smetterla. Doveva aprire gli occhi e mettersi a sedere\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non \u00e8 un libro facile per ci\u00f2 che dice, eppure lo si legge d\u2019un fiato. Irrinunciabile nella sua intensit\u00e0, nelle centoventinove pagine di descrizioni puntuali e inappellabili su una coppia che va in pezzi, sulla quantit\u00e0 di astio che si pu\u00f2 respirare e sulla quantit\u00e0 d\u2019amore che si pu\u00f2 sopportare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non resta che sedersi e ricordare. Cos\u00ec alla fine Leonard Michaels ha trovato il suo racconto, quello pi\u00f9 reale e doloroso di tutti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Leonard Michaels Sylvia Collana: Fabula Adelphi, 2016 p.129, 16 \u20ac Sylvia usc\u00ec per la prima volta nel 1992 negli Stati Uniti, e dopo essere caduto ingiustamente nel dimenticatoio (colpevole la scomparsa dell&#8217;edizione italiana dal catalogo), Adelphi ha deciso di ripubblicarlo nel settembre del 2016, con la traduzione di Vincenzo Vergiani. Scelta pi\u00f9 che mai felice, dato il parere positivo pressoch\u00e9 unanime della critica e il riscontro dei lettori, per i quali &#8211; la maggior parte &#8211; si \u00e8 trattata di una vera e propria scoperta. Leonard Michaels \u00e8 stato soprattutto uno scrittore di racconti, e la sua dimestichezza con la brevit\u00e0 emerge chiaramente dalla lettura di questo piccolo capolavoro. Tanto che avremmo difficolt\u00e0 a definirlo semplicemente un romanzo. Le etichette si sprecano: romanzo breve, memoir, autobiografia, sino a non fiction. Ma al di l\u00e0 di una possibile categorizzazione, la peculiarit\u00e0 di Sylvia risiede senz\u2019altro nella sua scrittura, nel fluire continuo e quasi senza pause della narrazione. Michaels, chiaramente ispirato dal proprio passato, attinge dai suoi diari e a distanza di tempo analizza il rapporto turbolento e tragico con la sua prima moglie, Sylvia Bloch, fino al triste epilogo del suo suicidio. Negli anni \u201960 New York e il Greenwich Village sembrano la destinazione naturale per chi sa fiutare l\u2019aria. Il fervore per le strade, e nell\u2019atmosfera si respira un\u2019eccitazione tale per cui non si possono avere troppi rimpianti se dopo cinque anni di studi letterari si decide di fare ritorno a casa, persino rinunciando a un brillante avvenire universitario. Il contagio visionario delle droghe rende quasi ogni cosa plausibile, in una societ\u00e0 \u00abdove Elvis Presley e Allan Ginsberg erano i re del sentimento e la parola ama risuonava come un proclama con la forza di uccidi\u00bb, tanto che non pu\u00f2 essere un problema cambiare se l\u2019unica prospettiva sembra quella di \u00abinvecchiare in una biblioteca\u00bb. Ma poi all\u2019improvviso un incontro inaspettato. Leonard, o il suo alter ego, che sa descriversi solo con un \u00abmi piace molto leggere\u00bb, e ha in mente di scrivere racconti, invece si ritrova coinvolto quasi fatalmente in una relazione che cambier\u00e0 la sua vita. \u00abCominci\u00f2 senza un inizio. Facemmo l\u2019amore finch\u00e9 il pomeriggio divenne crepuscolo e il crepuscolo notte fonda\u00bb. Sylvia \u00e8 una brillante studentessa di lettere, una donna ammaliante quanto per\u00f2 inaffidabile. Le premure di lui bilanciano l\u2019instabilit\u00e0 di lei, ma solo sino a un certo punto: se l\u2019inizio \u00e8 passione, entrambi poi finiscono per rimanere incatenati l\u2019uno all\u2019altra, tra i tentativi disperati di trovare la via della normalit\u00e0. \u00abMi cullavo nell\u2019idea che ogni uomo e ogni donna che vivevano insieme fossero come Sylvia e me. Ogni coppia, ogni matrimonio, erano malati\u00bb. Il mondo esterno finisce sullo sfondo, cos\u00ec che il campo si restringe all\u2019appartamento condiviso in MacDougal Street, tra le urla e i litigi al limite della sopportabilit\u00e0, teatro di un amore morboso che sconfina addirittura nell\u2019odio. Eppure lasciarsi non sembra possibile. La scrittura si fa trasparente e senza fronzoli, dove i fatti emergono senza che ci sia bisogno di sminuire n\u00e9 ingigantire. Non sono ricordi sparsi: \u00e8 il tentativo lucido &#8211; seppure angosciante &#8211; di affrontare una volta per tutte il passato. Questa \u00e8 anche la storia di un rapporto fisico: da una parte la passione incancellabile, dall\u2019altra l\u2019autolesionismo di chi in primis non accetta s\u00e9 stessa. C\u2019\u00e8 un filo appena percettibile che tiene tutto assieme, ed \u00e8 il continuo inseguimento di un futuro sereno. Sylvia continua a tirare la corda, vittima forse della sue psicosi, delle menzogne che si autoinfligge. Tutto \u00e8 portato all\u2019estremo, finch\u00e9 l\u2019ennesima riconciliazione non stabilisce una tregua: ma niente \u00e8 destinato a durare. Che cosa cerca Leonard nella disamina a ritroso di quello che fu un rapporto travolgente e malato, al limite della follia? Forse non soltanto la verit\u00e0, che conosce gi\u00e0 (la conosciamo gi\u00e0 tutti?), ma se stesso, o quel poco che ne \u00e8 rimasto. 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Scelta pi\u00f9 che mai felice, dato il parere positivo pressoch\u00e9 unanime della critica e il riscontro dei lettori, per i quali &#8211; la maggior parte &#8211; si \u00e8 trattata di una vera e propria scoperta. Leonard Michaels \u00e8 stato soprattutto uno scrittore di racconti, e la sua dimestichezza con la brevit\u00e0 emerge chiaramente dalla lettura di questo piccolo capolavoro. Tanto che avremmo difficolt\u00e0 a definirlo semplicemente un romanzo. Le etichette si sprecano: romanzo breve, memoir, autobiografia, sino a non fiction. Ma al di l\u00e0 di una possibile categorizzazione, la peculiarit\u00e0 di Sylvia risiede senz\u2019altro nella sua scrittura, nel fluire continuo e quasi senza pause della narrazione. Michaels, chiaramente ispirato dal proprio passato, attinge dai suoi diari e a distanza di tempo analizza il rapporto turbolento e tragico con la sua prima moglie, Sylvia Bloch, fino al triste epilogo del suo suicidio. Negli anni \u201960 New York e il Greenwich Village sembrano la destinazione naturale per chi sa fiutare l\u2019aria. Il fervore per le strade, e nell\u2019atmosfera si respira un\u2019eccitazione tale per cui non si possono avere troppi rimpianti se dopo cinque anni di studi letterari si decide di fare ritorno a casa, persino rinunciando a un brillante avvenire universitario. Il contagio visionario delle droghe rende quasi ogni cosa plausibile, in una societ\u00e0 \u00abdove Elvis Presley e Allan Ginsberg erano i re del sentimento e la parola ama risuonava come un proclama con la forza di uccidi\u00bb, tanto che non pu\u00f2 essere un problema cambiare se l\u2019unica prospettiva sembra quella di \u00abinvecchiare in una biblioteca\u00bb. Ma poi all\u2019improvviso un incontro inaspettato. Leonard, o il suo alter ego, che sa descriversi solo con un \u00abmi piace molto leggere\u00bb, e ha in mente di scrivere racconti, invece si ritrova coinvolto quasi fatalmente in una relazione che cambier\u00e0 la sua vita. \u00abCominci\u00f2 senza un inizio. Facemmo l\u2019amore finch\u00e9 il pomeriggio divenne crepuscolo e il crepuscolo notte fonda\u00bb. Sylvia \u00e8 una brillante studentessa di lettere, una donna ammaliante quanto per\u00f2 inaffidabile. Le premure di lui bilanciano l\u2019instabilit\u00e0 di lei, ma solo sino a un certo punto: se l\u2019inizio \u00e8 passione, entrambi poi finiscono per rimanere incatenati l\u2019uno all\u2019altra, tra i tentativi disperati di trovare la via della normalit\u00e0. \u00abMi cullavo nell\u2019idea che ogni uomo e ogni donna che vivevano insieme fossero come Sylvia e me. Ogni coppia, ogni matrimonio, erano malati\u00bb. Il mondo esterno finisce sullo sfondo, cos\u00ec che il campo si restringe all\u2019appartamento condiviso in MacDougal Street, tra le urla e i litigi al limite della sopportabilit\u00e0, teatro di un amore morboso che sconfina addirittura nell\u2019odio. Eppure lasciarsi non sembra possibile. La scrittura si fa trasparente e senza fronzoli, dove i fatti emergono senza che ci sia bisogno di sminuire n\u00e9 ingigantire. Non sono ricordi sparsi: \u00e8 il tentativo lucido &#8211; seppure angosciante &#8211; di affrontare una volta per tutte il passato. Questa \u00e8 anche la storia di un rapporto fisico: da una parte la passione incancellabile, dall\u2019altra l\u2019autolesionismo di chi in primis non accetta s\u00e9 stessa. C\u2019\u00e8 un filo appena percettibile che tiene tutto assieme, ed \u00e8 il continuo inseguimento di un futuro sereno. Sylvia continua a tirare la corda, vittima forse della sue psicosi, delle menzogne che si autoinfligge. 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Scelta pi\u00f9 che mai felice, dato il parere positivo pressoch\u00e9 unanime della critica e il riscontro dei lettori, per i quali &#8211; la maggior parte &#8211; si \u00e8 trattata di una vera e propria scoperta. Leonard Michaels \u00e8 stato soprattutto uno scrittore di racconti, e la sua dimestichezza con la brevit\u00e0 emerge chiaramente dalla lettura di questo piccolo capolavoro. Tanto che avremmo difficolt\u00e0 a definirlo semplicemente un romanzo. Le etichette si sprecano: romanzo breve, memoir, autobiografia, sino a non fiction. Ma al di l\u00e0 di una possibile categorizzazione, la peculiarit\u00e0 di Sylvia risiede senz\u2019altro nella sua scrittura, nel fluire continuo e quasi senza pause della narrazione. Michaels, chiaramente ispirato dal proprio passato, attinge dai suoi diari e a distanza di tempo analizza il rapporto turbolento e tragico con la sua prima moglie, Sylvia Bloch, fino al triste epilogo del suo suicidio. Negli anni \u201960 New York e il Greenwich Village sembrano la destinazione naturale per chi sa fiutare l\u2019aria. Il fervore per le strade, e nell\u2019atmosfera si respira un\u2019eccitazione tale per cui non si possono avere troppi rimpianti se dopo cinque anni di studi letterari si decide di fare ritorno a casa, persino rinunciando a un brillante avvenire universitario. Il contagio visionario delle droghe rende quasi ogni cosa plausibile, in una societ\u00e0 \u00abdove Elvis Presley e Allan Ginsberg erano i re del sentimento e la parola ama risuonava come un proclama con la forza di uccidi\u00bb, tanto che non pu\u00f2 essere un problema cambiare se l\u2019unica prospettiva sembra quella di \u00abinvecchiare in una biblioteca\u00bb. Ma poi all\u2019improvviso un incontro inaspettato. 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Non \u00e8 un libro facile per ci\u00f2 che dice, eppure lo si legge d\u2019un fiato. Irrinunciabile nella sua intensit\u00e0, nelle centoventinove pagine di descrizioni puntuali e inappellabili su una coppia che va in pezzi, sulla quantit\u00e0 di astio che si pu\u00f2 respirare e sulla quantit\u00e0 d\u2019amore che si pu\u00f2 sopportare. Non resta che sedersi e ricordare. 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