{"id":2515,"date":"2017-05-01T18:05:42","date_gmt":"2017-05-01T16:05:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/?p=2515"},"modified":"2017-05-01T18:08:08","modified_gmt":"2017-05-01T16:08:08","slug":"non-affari-loro-mafia-master-editoria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/non-affari-loro-mafia-master-editoria\/","title":{"rendered":"&#8220;Non sono (solo) affari loro&#8221;, l&#8217;ultimo libro delle Edizioni Santa Caterina"},"content":{"rendered":"<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium\"><strong><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\">Non sono affari loro.<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">Dialoghi sulle mafie nell\u2019economia italiana.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">A cura di Giovanna Torre. Introduzione di Enzo Ciconte. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">Edizioni Santa Caterina, 2017.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">12\u20ac, pp. 145.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: right\" align=\"left\"><span style=\"font-size: medium\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\">Recensione di <strong>Ilaria Pasca<\/strong> e<strong>\u00a0Erika Repetto<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">Oggi primo maggio, Festa internazionale del lavoro, vogliamo rendere omaggio ai lavoratori parlando di un argomento scomodo che li interessa molto da vicino: la mafia e la sua evoluzione.<br \/>\n<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">Grazie alla rettrice del Collegio Santa Caterina da Siena di Pavia, Giovanna Torre, quest\u2019anno \u00e8 stato pubblicato un libro riguardante proprio questo tema, \u201cNon sono affari loro. Dialoghi sulle mafie nell\u2019economia italiana\u201d. Si tratta della raccolta del ciclo di conferenze tenutosi nel 2016 al Collegio Santa Caterina in occasione del corso di Storia delle mafie italiane, che ha visto come ospiti importanti esponenti pubblici della lotta contro le mafie come il Procuratore Michele Prestipino, l\u2019onorevole Rosy Bindi, il professor Rocco Sciarrone, lo scrittore e docente Enzo Ciconte, l\u2019ex magistrato Gian Carlo Caselli e molti altri che, per lavoro o per sfortuna, con le mafie vengono a contatto ogni giorno.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2521 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/2017-04-21-38-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"455\" height=\"303\" srcset=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/2017-04-21-38-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/2017-04-21-38-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/2017-04-21-38-24x16.jpg 24w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/2017-04-21-38-36x24.jpg 36w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/2017-04-21-38-48x32.jpg 48w\" sizes=\"(max-width: 455px) 100vw, 455px\" \/><\/p>\n<p align=\"left\"><em>\u201c<span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">Quella di oggi \u00e8 una mafia silente. Non si porta pi\u00f9 la coppola e non gambizza pi\u00f9 per la strada. I mafiosi di oggi non hanno interesse a farsi riconoscere.\u201d<\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">Inizia con questa considerazione la presentazione del nuovo libro delle Edizioni Santa Caterina in occasione della nuova fiera dell\u2019editoria italiana Tempo di Libri, da parte della rettrice del <span style=\"color: #111111\">Collegio <\/span><span style=\"color: #111111\">Santa<\/span><span style=\"color: #111111\"> Caterina <\/span><span style=\"color: #111111\">Giovanna Torre, <\/span><span style=\"color: #111111\">di<\/span><span style=\"color: #111111\"> Gian Carlo Caselli<\/span><span style=\"color: #111111\"> e d<\/span><span style=\"color: #111111\">i<\/span><span style=\"color: #111111\"> Enzo Ciconte, <\/span><span style=\"color: #111111\">moderati dalla giornalista del Sole 24 Ore Serena Uccello. <\/span><span style=\"color: #111111\">La giornalista sottolinea subito il costante impegno del Collegio alla lotta e all\u2019informazione contro la mafia, indicando il polo studentesco come \u201c<em>Un moderno pensatoio sull\u2019attualit\u00e0 politica e sociale\u201d.<\/em><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-2522\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/2017-04-21-76-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"386\" height=\"257\" srcset=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/2017-04-21-76-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/2017-04-21-76-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/2017-04-21-76-24x16.jpg 24w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/2017-04-21-76-36x24.jpg 36w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/2017-04-21-76-48x32.jpg 48w\" sizes=\"(max-width: 386px) 100vw, 386px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">Durante la presentazione si \u00e8 parlato dei nuovi luoghi, economici e fisici, in cui la mafia tenta di infiltrarsi. Perch\u00e9 questa realt\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 solo un problema del meridione, anche del nord Italia si sono individuati nuclei mafiosi, i pi\u00f9 importanti legati a la \u2018ndrangheta. Durante questo passaggio le mafie si sono evolute, puntando a trovare campi dai rischi minimi e dai guadagni assicurati, non solo concentrandosi su settori illegali ma facendo suoi anche quelli totalmente legali. Un campo particolarmente a rischio \u00e8 diventato quello alimentare, studiato da Gian Carlo Caselli grazie all\u2019Osservatorio sulla criminalit\u00e0 nell\u2019agricoltura e sul sistema agroalimentare: <em>\u201cLa mafia silente \u00e8 sempre pi\u00f9 presente nel settore agroalimentare a causa della sofferenza\u201d.<\/em> Sofferenza dell\u2019economia certo, ma anche, e soprattutto, del lavoratore, non tutelato dai sindacati e disposto a sopportare veri e propri sistemi di caporalato e di sfruttamento pur di lavorare.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">I mafiosi non avranno pi\u00f9 interesse a farsi riconoscere, ma non vuole dire che siano meno presenti nella nostra realt\u00e0 economica, politica e sociale. Di tutto questo parla Ilaria Pasca nella sua recensione a \u201cNon sono affari\u201d, perch\u00e9, in fondo, sono affari di tutti.<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-2527 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/2017-04-21-28-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"444\" height=\"296\" srcset=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/2017-04-21-28-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/2017-04-21-28-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/2017-04-21-28-24x16.jpg 24w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/2017-04-21-28-36x24.jpg 36w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/2017-04-21-28-48x32.jpg 48w\" sizes=\"(max-width: 444px) 100vw, 444px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">La legalit\u00e0 conviene. <em>\u201cLa legalit\u00e0 conviene ovunque\u201d.<\/em> Il binomio su cui si basano tutti i ragionamenti contenuti in questo libro \u00e8 proprio quello di legalit\u00e0 e sviluppo: non solo economico, ma anche sociale, etico. In altre parole reale. Perch\u00e9 questo sviluppo si renda possibile \u00e8 necessario apprendere nuovamente cosa \u00e8 la mafia e come, dove, quando agisce nel nostro Paese. La mafia, infatti, \u00e8 profondamente cambiata: non \u00e8 pi\u00f9 stragista, non ricorre pi\u00f9 ad un uso spettacolarizzato ed esibito della violenza. Quella mafia \u00e8 terminata. E questa \u00e8 una grande vittoria, per noi tutti. Una vittoria di cui \u00e8 importantissimo appropriarci, come sottolinea Enzo Ciconte in queste pagine.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">Tuttavia, la mafia continua ad esistere e a condizionare pesantemente la nostra vita sociale ed economica. Lo fa in maniera diversa. Pertanto, \u00e8 non solo ingenuo, ma anche controproducente continuare a pensare la mafia com\u2019era venti anni fa. I mafiosi non possono pi\u00f9 essere immaginati come loschi figuri provinciali, rozzi e ignoranti. La mafia non pu\u00f2 pi\u00f9 essere considerata un problema esclusivo del sud, che agisce solo a livello locale. Fare questo ragionamento infatti ha degli effetti collaterali, perch\u00e9 ignorando o mistificando la realt\u00e0 si perde (o si rinuncia, addirittura) alla possibilit\u00e0 di agire su di essa per modificarla. Perch\u00e9 se c\u2019\u00e8 qualcosa che possiamo imparare dalla nostra storia \u00e8 che la mafia non \u00e8 congenita, si pu\u00f2 sconfiggere. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">Questo libro parte presumibilmente dalle stesse premesse. Anzi, il progetto \u00e8 ancora pi\u00f9 grandioso, perch\u00e9 nasce non da una volont\u00e0 accademica, quanto piuttosto da un\u2019aula viva e affollata. Se giovani e meno giovani, uomini e donne, esperti e studenti, si incontrano per parlare di mafia possiamo gi\u00e0 gridare di entusiasmo, perch\u00e9 un passo \u00e8 gi\u00e0 stato compiuto. Ma questo passo in realt\u00e0 \u00e8 parte di una progettualit\u00e0 pi\u00f9 ampia: nel corso di quattro anni (e pensiamo che il ciclo continuer\u00e0) si sono tenuti al Collegio Santa Caterina da Siena di Pavia delle \u201clezioni\u201d bellissime, nelle quali si \u00e8 cercato di fare informazione, di fare critica, di dare voce alla legalit\u00e0. Questo libro \u00e8 l\u2019espressione scritta di questi incontri. \u00c8 quindi una buona occasione per recuperare quello che si \u00e8 perso, se si \u00e8 mancati agli appuntamenti.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">Dico \u201clezioni\u201d usando le detestabili virgolette solo per una ragione. Non si tratta di lezioni, si tratta di conversazioni. Ci sono s\u00ec grandi esperti della lotta alla mafia, persone che sanno dare profondit\u00e0 e senso critico a discorsi che altrimenti rischierebbero di vestirsi di populismo. E questi addetti ai lavori sono la cifra del valore di questo libro e degli incontri che lo hanno prodotto. Ma non si pu\u00f2 parlare di lezioni tout court perch\u00e9 non si insegna, quanto piuttosto si ragiona insieme. Anzi, proprio il ragionare insieme \u00e8 valore aggiunto, perch\u00e9 rappresenta uno dei <i>leit<\/i> <i>motif<\/i> del volume: cio\u00e8 che se il discorso sulla mafia non \u00e8 percepito dal basso, dalla societ\u00e0 tutta, difficilmente potr\u00e0 rendersi valido, spendibile, rivoluzionario. A riprova di ci\u00f2, i ragionamenti portati avanti nel libro sono accompagnati dal racconto delle vicende reali di persone comuni, che hanno avuto il coraggio di opporsi alla prassi mafiosa, senza schiamazzi e senza richiedere onori, ma con la semplicit\u00e0 di un gesto che dovrebbe appartenere a tutti noi. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">Di cosa parla questo libro? Parla di mafia, certo, ma con un taglio specifico, per la prima volta nel corso di questi quattro anni. Si indaga infatti il ruolo della mafia nel contesto economico della nostra societ\u00e0. Abbiamo infatti iniziato questo ragionamento parlando della necessit\u00e0 di comprendere la mafia nella sua configurazione attuale. Abbiamo detto che la mafia si \u00e8 trasformata. In che modo? Potremmo parlare di una mafia che ha fatto proprie le regole del capitalismo e della globalizzazione e che si \u00e8 in qualche modo riposizionata nel nuovo sistema economico. Da ci\u00f2 l\u2019esigenza di andarla a rintracciare in contesti nuovi, sia per natura che per posizionamento geografico. La mafia \u00e8 diventata economica, borghese. Non ha perso la sua forza ma ha modificato i suoi strumenti e si ritrova l\u00e0 dove si creano aree grigie. Nel libro si seguono vari percorsi. Dalla filiera agroalimentare, con episodi di sfruttamento dei lavoratori e inganno al consumatore, al gioco d\u2019azzardo, alla questione dell\u2019edilizia, che crea gravissimi rischi di salute e sicurezza pubblica. E ancora, appalti, subappalti, finanza, racket, estorsioni, intimidazioni. La mafia ha cambiato la sua geografia, non \u00e8 pi\u00f9 un fenomeno localizzato in alcune regioni del sud Italia, ma si \u00e8 diffusa: nel centro, nel nord, anche fuori dal nostro paese. E come tale va analizzata e contrastata.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2523 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/2017-04-21-07-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"410\" height=\"274\" srcset=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/2017-04-21-07-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/2017-04-21-07-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/2017-04-21-07-24x16.jpg 24w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/2017-04-21-07-36x24.jpg 36w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/2017-04-21-07-48x32.jpg 48w\" sizes=\"(max-width: 410px) 100vw, 410px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">Grande merito di questo libro \u00e8 quello di far emergere con fermezza un aspetto in particolare. Se la questione mafiosa \u00e8 da porsi in termini nuovi, \u00e8 importante anche saperla descrivere in modo nuovo. Pu\u00f2 sembrare banale (ma \u00e8 invece molto sottile) sottolineare che usare i termini giusti per indicare il fenomeno mafioso \u00e8 un modo potente di riflettere su questa criminalit\u00e0 e di contrastarla. Spesso infatti, si spiega nel volume, si sono creati modi di dire <i>soft<\/i>, che attenuano o addirittura caricaturizzano la componente criminale di alcuni gesti. Un esempio lampante \u00e8 quello di \u201cgioco lecito\u201d che non ha nulla della caratura moralmente e legalmente inaccettabile di \u201cgioco d\u2019azzardo\u201d. Molti sono i casi in cui, tra queste pagine, il lettore si trova a riflettere fra s\u00e9 e s\u00e9 sulle parole che usa, sulla sua capacit\u00e0 di riconoscere il torto, sul suo coraggio. Indagare il senso delle parole \u00e8 un modo pi\u00f9 che sensato per combattere la mafia, in tutte le sue manifestazioni. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">Del resto, anche questo libro nasce come parola contro la mafia. Raccoglie e consegna ad un pubblico pi\u00f9 ampio le parole di chi, in un\u2019aula, ha saputo trasmettere, con la forza delle proprie parole, il valore di una giustizia che va rispettata e, soprattutto, coltivata e tutelata ogni giorno. \u00c8 soltanto una parola, ma superbamente efficace, quella di chi trova il coraggio di dire no e si fa portavoce di un\u2019alternativa possibile alla mafia e all\u2019omert\u00e0. \u00c8 parola la Costituzione, che riecheggia in queste pagine, che sancisce la superiorit\u00e0 della salute, della vita e della dignit\u00e0 umana di fronte al mero profitto. Sono parole quelle di chi racconta, quelle di chi insegna, quelle di chi ascolta e di chi legge. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">La circolazione di queste parole buone e, con esse, delle \u201cbuone pratiche\u201d, alternative etiche e legali, pu\u00f2 realmente essere un modo per incidere sulla realt\u00e0 mafiosa del nostro paese. Con questo libro, si prova insomma a dare una chiave interpretativa del fenomeno mafioso. Comprendere la realt\u00e0, analizzarla da vicino, senza ricorrere n\u00e9 al sensazionalismo n\u00e9 alla mistificazione: questo \u00e8 quello che si pu\u00f2 (e forse si deve?) fare. <\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non sono affari loro. Dialoghi sulle mafie nell\u2019economia italiana. A cura di Giovanna Torre. Introduzione di Enzo Ciconte. Edizioni Santa Caterina, 2017. 12\u20ac, pp. 145. Recensione di Ilaria Pasca e\u00a0Erika Repetto Oggi primo maggio, Festa internazionale del lavoro, vogliamo rendere omaggio ai lavoratori parlando di un argomento scomodo che li interessa molto da vicino: la mafia e la sua evoluzione. Grazie alla rettrice del Collegio Santa Caterina da Siena di Pavia, Giovanna Torre, quest\u2019anno \u00e8 stato pubblicato un libro riguardante proprio questo tema, \u201cNon sono affari loro. Dialoghi sulle mafie nell\u2019economia italiana\u201d. Si tratta della raccolta del ciclo di conferenze tenutosi nel 2016 al Collegio Santa Caterina in occasione del corso di Storia delle mafie italiane, che ha visto come ospiti importanti esponenti pubblici della lotta contro le mafie come il Procuratore Michele Prestipino, l\u2019onorevole Rosy Bindi, il professor Rocco Sciarrone, lo scrittore e docente Enzo Ciconte, l\u2019ex magistrato Gian Carlo Caselli e molti altri che, per lavoro o per sfortuna, con le mafie vengono a contatto ogni giorno. \u201cQuella di oggi \u00e8 una mafia silente. Non si porta pi\u00f9 la coppola e non gambizza pi\u00f9 per la strada. I mafiosi di oggi non hanno interesse a farsi riconoscere.\u201d Inizia con questa considerazione la presentazione del nuovo libro delle Edizioni Santa Caterina in occasione della nuova fiera dell\u2019editoria italiana Tempo di Libri, da parte della rettrice del Collegio Santa Caterina Giovanna Torre, di Gian Carlo Caselli e di Enzo Ciconte, moderati dalla giornalista del Sole 24 Ore Serena Uccello. La giornalista sottolinea subito il costante impegno del Collegio alla lotta e all\u2019informazione contro la mafia, indicando il polo studentesco come \u201cUn moderno pensatoio sull\u2019attualit\u00e0 politica e sociale\u201d. Durante la presentazione si \u00e8 parlato dei nuovi luoghi, economici e fisici, in cui la mafia tenta di infiltrarsi. Perch\u00e9 questa realt\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 solo un problema del meridione, anche del nord Italia si sono individuati nuclei mafiosi, i pi\u00f9 importanti legati a la \u2018ndrangheta. Durante questo passaggio le mafie si sono evolute, puntando a trovare campi dai rischi minimi e dai guadagni assicurati, non solo concentrandosi su settori illegali ma facendo suoi anche quelli totalmente legali. Un campo particolarmente a rischio \u00e8 diventato quello alimentare, studiato da Gian Carlo Caselli grazie all\u2019Osservatorio sulla criminalit\u00e0 nell\u2019agricoltura e sul sistema agroalimentare: \u201cLa mafia silente \u00e8 sempre pi\u00f9 presente nel settore agroalimentare a causa della sofferenza\u201d. Sofferenza dell\u2019economia certo, ma anche, e soprattutto, del lavoratore, non tutelato dai sindacati e disposto a sopportare veri e propri sistemi di caporalato e di sfruttamento pur di lavorare. I mafiosi non avranno pi\u00f9 interesse a farsi riconoscere, ma non vuole dire che siano meno presenti nella nostra realt\u00e0 economica, politica e sociale. Di tutto questo parla Ilaria Pasca nella sua recensione a \u201cNon sono affari\u201d, perch\u00e9, in fondo, sono affari di tutti. &nbsp; &nbsp; La legalit\u00e0 conviene. \u201cLa legalit\u00e0 conviene ovunque\u201d. Il binomio su cui si basano tutti i ragionamenti contenuti in questo libro \u00e8 proprio quello di legalit\u00e0 e sviluppo: non solo economico, ma anche sociale, etico. In altre parole reale. Perch\u00e9 questo sviluppo si renda possibile \u00e8 necessario apprendere nuovamente cosa \u00e8 la mafia e come, dove, quando agisce nel nostro Paese. La mafia, infatti, \u00e8 profondamente cambiata: non \u00e8 pi\u00f9 stragista, non ricorre pi\u00f9 ad un uso spettacolarizzato ed esibito della violenza. Quella mafia \u00e8 terminata. E questa \u00e8 una grande vittoria, per noi tutti. Una vittoria di cui \u00e8 importantissimo appropriarci, come sottolinea Enzo Ciconte in queste pagine. Tuttavia, la mafia continua ad esistere e a condizionare pesantemente la nostra vita sociale ed economica. Lo fa in maniera diversa. Pertanto, \u00e8 non solo ingenuo, ma anche controproducente continuare a pensare la mafia com\u2019era venti anni fa. I mafiosi non possono pi\u00f9 essere immaginati come loschi figuri provinciali, rozzi e ignoranti. La mafia non pu\u00f2 pi\u00f9 essere considerata un problema esclusivo del sud, che agisce solo a livello locale. Fare questo ragionamento infatti ha degli effetti collaterali, perch\u00e9 ignorando o mistificando la realt\u00e0 si perde (o si rinuncia, addirittura) alla possibilit\u00e0 di agire su di essa per modificarla. Perch\u00e9 se c\u2019\u00e8 qualcosa che possiamo imparare dalla nostra storia \u00e8 che la mafia non \u00e8 congenita, si pu\u00f2 sconfiggere. Questo libro parte presumibilmente dalle stesse premesse. Anzi, il progetto \u00e8 ancora pi\u00f9 grandioso, perch\u00e9 nasce non da una volont\u00e0 accademica, quanto piuttosto da un\u2019aula viva e affollata. Se giovani e meno giovani, uomini e donne, esperti e studenti, si incontrano per parlare di mafia possiamo gi\u00e0 gridare di entusiasmo, perch\u00e9 un passo \u00e8 gi\u00e0 stato compiuto. Ma questo passo in realt\u00e0 \u00e8 parte di una progettualit\u00e0 pi\u00f9 ampia: nel corso di quattro anni (e pensiamo che il ciclo continuer\u00e0) si sono tenuti al Collegio Santa Caterina da Siena di Pavia delle \u201clezioni\u201d bellissime, nelle quali si \u00e8 cercato di fare informazione, di fare critica, di dare voce alla legalit\u00e0. Questo libro \u00e8 l\u2019espressione scritta di questi incontri. \u00c8 quindi una buona occasione per recuperare quello che si \u00e8 perso, se si \u00e8 mancati agli appuntamenti. Dico \u201clezioni\u201d usando le detestabili virgolette solo per una ragione. Non si tratta di lezioni, si tratta di conversazioni. Ci sono s\u00ec grandi esperti della lotta alla mafia, persone che sanno dare profondit\u00e0 e senso critico a discorsi che altrimenti rischierebbero di vestirsi di populismo. E questi addetti ai lavori sono la cifra del valore di questo libro e degli incontri che lo hanno prodotto. Ma non si pu\u00f2 parlare di lezioni tout court perch\u00e9 non si insegna, quanto piuttosto si ragiona insieme. Anzi, proprio il ragionare insieme \u00e8 valore aggiunto, perch\u00e9 rappresenta uno dei leit motif del volume: cio\u00e8 che se il discorso sulla mafia non \u00e8 percepito dal basso, dalla societ\u00e0 tutta, difficilmente potr\u00e0 rendersi valido, spendibile, rivoluzionario. A riprova di ci\u00f2, i ragionamenti portati avanti nel libro sono accompagnati dal racconto delle vicende reali di persone comuni, che hanno avuto il coraggio di opporsi alla prassi mafiosa, senza schiamazzi e senza richiedere onori, ma con la semplicit\u00e0 di un gesto che dovrebbe appartenere a tutti noi. Di cosa parla questo libro? Parla di mafia, certo, ma con un taglio specifico, per la prima volta nel corso di questi quattro anni. Si indaga infatti il ruolo della mafia nel contesto economico della nostra societ\u00e0. Abbiamo infatti iniziato questo ragionamento parlando della necessit\u00e0 di comprendere la mafia nella sua configurazione attuale. Abbiamo detto che la mafia si \u00e8 trasformata. In che modo? Potremmo parlare di una mafia che ha fatto proprie le regole del capitalismo e della globalizzazione e che si \u00e8 in qualche modo riposizionata nel nuovo sistema economico. Da ci\u00f2 l\u2019esigenza di andarla a rintracciare in contesti nuovi, sia per natura che per posizionamento geografico. La mafia \u00e8 diventata economica, borghese. Non ha perso la sua forza ma ha modificato i suoi strumenti e si ritrova l\u00e0 dove si creano aree grigie. Nel libro si seguono vari percorsi. Dalla filiera agroalimentare, con episodi di sfruttamento dei lavoratori e inganno al consumatore, al gioco d\u2019azzardo, alla questione dell\u2019edilizia, che crea gravissimi rischi di salute e sicurezza pubblica. E ancora, appalti, subappalti, finanza, racket, estorsioni, intimidazioni. La mafia ha cambiato la sua geografia, non \u00e8 pi\u00f9 un fenomeno localizzato in alcune regioni del sud Italia, ma si \u00e8 diffusa: nel centro, nel nord, anche fuori dal nostro paese. E come tale va analizzata e contrastata. Grande merito di questo libro \u00e8 quello di far emergere con fermezza un aspetto in particolare. Se la questione mafiosa \u00e8 da porsi in termini nuovi, \u00e8 importante anche saperla descrivere in modo nuovo. Pu\u00f2 sembrare banale (ma \u00e8 invece molto sottile) sottolineare che usare i termini giusti per indicare il fenomeno mafioso \u00e8 un modo potente di riflettere su questa criminalit\u00e0 e di contrastarla. Spesso infatti, si spiega nel volume, si sono creati modi di dire soft, che attenuano o addirittura caricaturizzano la componente criminale di alcuni gesti. Un esempio lampante \u00e8 quello di \u201cgioco lecito\u201d che non ha nulla della caratura moralmente e legalmente inaccettabile di \u201cgioco d\u2019azzardo\u201d. Molti sono i casi in cui, tra queste pagine, il lettore si trova a riflettere fra s\u00e9 e s\u00e9 sulle parole che usa, sulla sua capacit\u00e0 di riconoscere il torto, sul suo coraggio. Indagare il senso delle parole \u00e8 un modo pi\u00f9 che sensato per combattere la mafia, in tutte le sue manifestazioni. 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Con questo libro, si prova insomma a dare una chiave interpretativa del fenomeno mafioso. 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Dialoghi sulle mafie nell\u2019economia italiana. A cura di Giovanna Torre. Introduzione di Enzo Ciconte. Edizioni Santa Caterina, 2017. 12\u20ac, pp. 145. Recensione di Ilaria Pasca e\u00a0Erika Repetto Oggi primo maggio, Festa internazionale del lavoro, vogliamo rendere omaggio ai lavoratori parlando di un argomento scomodo che li interessa molto da vicino: la mafia e la sua evoluzione. Grazie alla rettrice del Collegio Santa Caterina da Siena di Pavia, Giovanna Torre, quest\u2019anno \u00e8 stato pubblicato un libro riguardante proprio questo tema, \u201cNon sono affari loro. Dialoghi sulle mafie nell\u2019economia italiana\u201d. Si tratta della raccolta del ciclo di conferenze tenutosi nel 2016 al Collegio Santa Caterina in occasione del corso di Storia delle mafie italiane, che ha visto come ospiti importanti esponenti pubblici della lotta contro le mafie come il Procuratore Michele Prestipino, l\u2019onorevole Rosy Bindi, il professor Rocco Sciarrone, lo scrittore e docente Enzo Ciconte, l\u2019ex magistrato Gian Carlo Caselli e molti altri che, per lavoro o per sfortuna, con le mafie vengono a contatto ogni giorno. \u201cQuella di oggi \u00e8 una mafia silente. Non si porta pi\u00f9 la coppola e non gambizza pi\u00f9 per la strada. I mafiosi di oggi non hanno interesse a farsi riconoscere.\u201d Inizia con questa considerazione la presentazione del nuovo libro delle Edizioni Santa Caterina in occasione della nuova fiera dell\u2019editoria italiana Tempo di Libri, da parte della rettrice del Collegio Santa Caterina Giovanna Torre, di Gian Carlo Caselli e di Enzo Ciconte, moderati dalla giornalista del Sole 24 Ore Serena Uccello. La giornalista sottolinea subito il costante impegno del Collegio alla lotta e all\u2019informazione contro la mafia, indicando il polo studentesco come \u201cUn moderno pensatoio sull\u2019attualit\u00e0 politica e sociale\u201d. Durante la presentazione si \u00e8 parlato dei nuovi luoghi, economici e fisici, in cui la mafia tenta di infiltrarsi. Perch\u00e9 questa realt\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 solo un problema del meridione, anche del nord Italia si sono individuati nuclei mafiosi, i pi\u00f9 importanti legati a la \u2018ndrangheta. Durante questo passaggio le mafie si sono evolute, puntando a trovare campi dai rischi minimi e dai guadagni assicurati, non solo concentrandosi su settori illegali ma facendo suoi anche quelli totalmente legali. Un campo particolarmente a rischio \u00e8 diventato quello alimentare, studiato da Gian Carlo Caselli grazie all\u2019Osservatorio sulla criminalit\u00e0 nell\u2019agricoltura e sul sistema agroalimentare: \u201cLa mafia silente \u00e8 sempre pi\u00f9 presente nel settore agroalimentare a causa della sofferenza\u201d. Sofferenza dell\u2019economia certo, ma anche, e soprattutto, del lavoratore, non tutelato dai sindacati e disposto a sopportare veri e propri sistemi di caporalato e di sfruttamento pur di lavorare. I mafiosi non avranno pi\u00f9 interesse a farsi riconoscere, ma non vuole dire che siano meno presenti nella nostra realt\u00e0 economica, politica e sociale. Di tutto questo parla Ilaria Pasca nella sua recensione a \u201cNon sono affari\u201d, perch\u00e9, in fondo, sono affari di tutti. &nbsp; &nbsp; La legalit\u00e0 conviene. \u201cLa legalit\u00e0 conviene ovunque\u201d. Il binomio su cui si basano tutti i ragionamenti contenuti in questo libro \u00e8 proprio quello di legalit\u00e0 e sviluppo: non solo economico, ma anche sociale, etico. In altre parole reale. Perch\u00e9 questo sviluppo si renda possibile \u00e8 necessario apprendere nuovamente cosa \u00e8 la mafia e come, dove, quando agisce nel nostro Paese. La mafia, infatti, \u00e8 profondamente cambiata: non \u00e8 pi\u00f9 stragista, non ricorre pi\u00f9 ad un uso spettacolarizzato ed esibito della violenza. Quella mafia \u00e8 terminata. E questa \u00e8 una grande vittoria, per noi tutti. Una vittoria di cui \u00e8 importantissimo appropriarci, come sottolinea Enzo Ciconte in queste pagine. Tuttavia, la mafia continua ad esistere e a condizionare pesantemente la nostra vita sociale ed economica. Lo fa in maniera diversa. Pertanto, \u00e8 non solo ingenuo, ma anche controproducente continuare a pensare la mafia com\u2019era venti anni fa. I mafiosi non possono pi\u00f9 essere immaginati come loschi figuri provinciali, rozzi e ignoranti. La mafia non pu\u00f2 pi\u00f9 essere considerata un problema esclusivo del sud, che agisce solo a livello locale. Fare questo ragionamento infatti ha degli effetti collaterali, perch\u00e9 ignorando o mistificando la realt\u00e0 si perde (o si rinuncia, addirittura) alla possibilit\u00e0 di agire su di essa per modificarla. Perch\u00e9 se c\u2019\u00e8 qualcosa che possiamo imparare dalla nostra storia \u00e8 che la mafia non \u00e8 congenita, si pu\u00f2 sconfiggere. Questo libro parte presumibilmente dalle stesse premesse. Anzi, il progetto \u00e8 ancora pi\u00f9 grandioso, perch\u00e9 nasce non da una volont\u00e0 accademica, quanto piuttosto da un\u2019aula viva e affollata. Se giovani e meno giovani, uomini e donne, esperti e studenti, si incontrano per parlare di mafia possiamo gi\u00e0 gridare di entusiasmo, perch\u00e9 un passo \u00e8 gi\u00e0 stato compiuto. Ma questo passo in realt\u00e0 \u00e8 parte di una progettualit\u00e0 pi\u00f9 ampia: nel corso di quattro anni (e pensiamo che il ciclo continuer\u00e0) si sono tenuti al Collegio Santa Caterina da Siena di Pavia delle \u201clezioni\u201d bellissime, nelle quali si \u00e8 cercato di fare informazione, di fare critica, di dare voce alla legalit\u00e0. Questo libro \u00e8 l\u2019espressione scritta di questi incontri. \u00c8 quindi una buona occasione per recuperare quello che si \u00e8 perso, se si \u00e8 mancati agli appuntamenti. Dico \u201clezioni\u201d usando le detestabili virgolette solo per una ragione. Non si tratta di lezioni, si tratta di conversazioni. Ci sono s\u00ec grandi esperti della lotta alla mafia, persone che sanno dare profondit\u00e0 e senso critico a discorsi che altrimenti rischierebbero di vestirsi di populismo. E questi addetti ai lavori sono la cifra del valore di questo libro e degli incontri che lo hanno prodotto. Ma non si pu\u00f2 parlare di lezioni tout court perch\u00e9 non si insegna, quanto piuttosto si ragiona insieme. Anzi, proprio il ragionare insieme \u00e8 valore aggiunto, perch\u00e9 rappresenta uno dei leit motif del volume: cio\u00e8 che se il discorso sulla mafia non \u00e8 percepito dal basso, dalla societ\u00e0 tutta, difficilmente potr\u00e0 rendersi valido, spendibile, rivoluzionario. A riprova di ci\u00f2, i ragionamenti portati avanti nel libro sono accompagnati dal racconto delle vicende reali di persone comuni, che hanno avuto il coraggio di opporsi alla prassi mafiosa, senza schiamazzi e senza richiedere onori, ma con la semplicit\u00e0 di un gesto che dovrebbe appartenere a tutti noi. Di cosa parla questo libro? Parla di mafia, certo, ma con un taglio specifico, per la prima volta nel corso di questi quattro anni. Si indaga infatti il ruolo della mafia nel contesto economico della nostra societ\u00e0. Abbiamo infatti iniziato questo ragionamento parlando della necessit\u00e0 di comprendere la mafia nella sua configurazione attuale. Abbiamo detto che la mafia si \u00e8 trasformata. In che modo? Potremmo parlare di una mafia che ha fatto proprie le regole del capitalismo e della globalizzazione e che si \u00e8 in qualche modo riposizionata nel nuovo sistema economico. Da ci\u00f2 l\u2019esigenza di andarla a rintracciare in contesti nuovi, sia per natura che per posizionamento geografico. La mafia \u00e8 diventata economica, borghese. Non ha perso la sua forza ma ha modificato i suoi strumenti e si ritrova l\u00e0 dove si creano aree grigie. Nel libro si seguono vari percorsi. Dalla filiera agroalimentare, con episodi di sfruttamento dei lavoratori e inganno al consumatore, al gioco d\u2019azzardo, alla questione dell\u2019edilizia, che crea gravissimi rischi di salute e sicurezza pubblica. E ancora, appalti, subappalti, finanza, racket, estorsioni, intimidazioni. La mafia ha cambiato la sua geografia, non \u00e8 pi\u00f9 un fenomeno localizzato in alcune regioni del sud Italia, ma si \u00e8 diffusa: nel centro, nel nord, anche fuori dal nostro paese. E come tale va analizzata e contrastata. Grande merito di questo libro \u00e8 quello di far emergere con fermezza un aspetto in particolare. Se la questione mafiosa \u00e8 da porsi in termini nuovi, \u00e8 importante anche saperla descrivere in modo nuovo. Pu\u00f2 sembrare banale (ma \u00e8 invece molto sottile) sottolineare che usare i termini giusti per indicare il fenomeno mafioso \u00e8 un modo potente di riflettere su questa criminalit\u00e0 e di contrastarla. Spesso infatti, si spiega nel volume, si sono creati modi di dire soft, che attenuano o addirittura caricaturizzano la componente criminale di alcuni gesti. Un esempio lampante \u00e8 quello di \u201cgioco lecito\u201d che non ha nulla della caratura moralmente e legalmente inaccettabile di \u201cgioco d\u2019azzardo\u201d. Molti sono i casi in cui, tra queste pagine, il lettore si trova a riflettere fra s\u00e9 e s\u00e9 sulle parole che usa, sulla sua capacit\u00e0 di riconoscere il torto, sul suo coraggio. Indagare il senso delle parole \u00e8 un modo pi\u00f9 che sensato per combattere la mafia, in tutte le sue manifestazioni. Del resto, anche questo libro nasce come parola contro la mafia. Raccoglie e consegna ad un pubblico pi\u00f9 ampio le parole di chi, in un\u2019aula, ha saputo trasmettere, con la forza delle proprie parole, il valore di una giustizia che va rispettata e, soprattutto, coltivata e tutelata ogni giorno. \u00c8 soltanto una parola, ma superbamente efficace, quella di chi trova il coraggio di dire no e si fa portavoce di un\u2019alternativa possibile alla mafia e all\u2019omert\u00e0. \u00c8 parola la Costituzione, che riecheggia in queste pagine, che sancisce la superiorit\u00e0 della salute, della vita e della dignit\u00e0 umana di fronte al mero profitto. Sono parole quelle di chi racconta, quelle di chi insegna, quelle di chi ascolta e di chi legge. La circolazione di queste parole buone e, con esse, delle \u201cbuone pratiche\u201d, alternative etiche e legali, pu\u00f2 realmente essere un modo per incidere sulla realt\u00e0 mafiosa del nostro paese. Con questo libro, si prova insomma a dare una chiave interpretativa del fenomeno mafioso. Comprendere la realt\u00e0, analizzarla da vicino, senza ricorrere n\u00e9 al sensazionalismo n\u00e9 alla mistificazione: questo \u00e8 quello che si pu\u00f2 (e forse si deve?) fare. &nbsp;\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/non-affari-loro-mafia-master-editoria\/\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"il BLOG di EDITORIA\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2017-05-01T16:05:42+00:00\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2017-05-01T16:08:08+00:00\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/2017-04-21-07-1024x683.jpg\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1024\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"683\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Studenti\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Studenti\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"8 minuti\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/non-affari-loro-mafia-master-editoria\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/non-affari-loro-mafia-master-editoria\/\"},\"author\":{\"name\":\"Studenti\",\"@id\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#\/schema\/person\/6f9a05accb3a5aa7dc3ef4c332b4d171\"},\"headline\":\"&#8220;Non sono (solo) affari loro&#8221;, l&#8217;ultimo libro delle Edizioni Santa Caterina\",\"datePublished\":\"2017-05-01T16:05:42+00:00\",\"dateModified\":\"2017-05-01T16:08:08+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/non-affari-loro-mafia-master-editoria\/\"},\"wordCount\":1556,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/non-affari-loro-mafia-master-editoria\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/2017-04-21-07.jpg\",\"articleSection\":[\"Recensioni\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/non-affari-loro-mafia-master-editoria\/\",\"url\":\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/non-affari-loro-mafia-master-editoria\/\",\"name\":\"\\\"Non sono (solo) affari loro\\\", l'ultimo libro delle Edizioni Santa Caterina - 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Dialoghi sulle mafie nell\u2019economia italiana. A cura di Giovanna Torre. Introduzione di Enzo Ciconte. Edizioni Santa Caterina, 2017. 12\u20ac, pp. 145. Recensione di Ilaria Pasca e\u00a0Erika Repetto Oggi primo maggio, Festa internazionale del lavoro, vogliamo rendere omaggio ai lavoratori parlando di un argomento scomodo che li interessa molto da vicino: la mafia e la sua evoluzione. Grazie alla rettrice del Collegio Santa Caterina da Siena di Pavia, Giovanna Torre, quest\u2019anno \u00e8 stato pubblicato un libro riguardante proprio questo tema, \u201cNon sono affari loro. Dialoghi sulle mafie nell\u2019economia italiana\u201d. Si tratta della raccolta del ciclo di conferenze tenutosi nel 2016 al Collegio Santa Caterina in occasione del corso di Storia delle mafie italiane, che ha visto come ospiti importanti esponenti pubblici della lotta contro le mafie come il Procuratore Michele Prestipino, l\u2019onorevole Rosy Bindi, il professor Rocco Sciarrone, lo scrittore e docente Enzo Ciconte, l\u2019ex magistrato Gian Carlo Caselli e molti altri che, per lavoro o per sfortuna, con le mafie vengono a contatto ogni giorno. \u201cQuella di oggi \u00e8 una mafia silente. Non si porta pi\u00f9 la coppola e non gambizza pi\u00f9 per la strada. I mafiosi di oggi non hanno interesse a farsi riconoscere.\u201d Inizia con questa considerazione la presentazione del nuovo libro delle Edizioni Santa Caterina in occasione della nuova fiera dell\u2019editoria italiana Tempo di Libri, da parte della rettrice del Collegio Santa Caterina Giovanna Torre, di Gian Carlo Caselli e di Enzo Ciconte, moderati dalla giornalista del Sole 24 Ore Serena Uccello. La giornalista sottolinea subito il costante impegno del Collegio alla lotta e all\u2019informazione contro la mafia, indicando il polo studentesco come \u201cUn moderno pensatoio sull\u2019attualit\u00e0 politica e sociale\u201d. Durante la presentazione si \u00e8 parlato dei nuovi luoghi, economici e fisici, in cui la mafia tenta di infiltrarsi. Perch\u00e9 questa realt\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 solo un problema del meridione, anche del nord Italia si sono individuati nuclei mafiosi, i pi\u00f9 importanti legati a la \u2018ndrangheta. Durante questo passaggio le mafie si sono evolute, puntando a trovare campi dai rischi minimi e dai guadagni assicurati, non solo concentrandosi su settori illegali ma facendo suoi anche quelli totalmente legali. Un campo particolarmente a rischio \u00e8 diventato quello alimentare, studiato da Gian Carlo Caselli grazie all\u2019Osservatorio sulla criminalit\u00e0 nell\u2019agricoltura e sul sistema agroalimentare: \u201cLa mafia silente \u00e8 sempre pi\u00f9 presente nel settore agroalimentare a causa della sofferenza\u201d. Sofferenza dell\u2019economia certo, ma anche, e soprattutto, del lavoratore, non tutelato dai sindacati e disposto a sopportare veri e propri sistemi di caporalato e di sfruttamento pur di lavorare. I mafiosi non avranno pi\u00f9 interesse a farsi riconoscere, ma non vuole dire che siano meno presenti nella nostra realt\u00e0 economica, politica e sociale. Di tutto questo parla Ilaria Pasca nella sua recensione a \u201cNon sono affari\u201d, perch\u00e9, in fondo, sono affari di tutti. &nbsp; &nbsp; La legalit\u00e0 conviene. \u201cLa legalit\u00e0 conviene ovunque\u201d. Il binomio su cui si basano tutti i ragionamenti contenuti in questo libro \u00e8 proprio quello di legalit\u00e0 e sviluppo: non solo economico, ma anche sociale, etico. In altre parole reale. Perch\u00e9 questo sviluppo si renda possibile \u00e8 necessario apprendere nuovamente cosa \u00e8 la mafia e come, dove, quando agisce nel nostro Paese. La mafia, infatti, \u00e8 profondamente cambiata: non \u00e8 pi\u00f9 stragista, non ricorre pi\u00f9 ad un uso spettacolarizzato ed esibito della violenza. Quella mafia \u00e8 terminata. E questa \u00e8 una grande vittoria, per noi tutti. Una vittoria di cui \u00e8 importantissimo appropriarci, come sottolinea Enzo Ciconte in queste pagine. Tuttavia, la mafia continua ad esistere e a condizionare pesantemente la nostra vita sociale ed economica. Lo fa in maniera diversa. Pertanto, \u00e8 non solo ingenuo, ma anche controproducente continuare a pensare la mafia com\u2019era venti anni fa. I mafiosi non possono pi\u00f9 essere immaginati come loschi figuri provinciali, rozzi e ignoranti. La mafia non pu\u00f2 pi\u00f9 essere considerata un problema esclusivo del sud, che agisce solo a livello locale. Fare questo ragionamento infatti ha degli effetti collaterali, perch\u00e9 ignorando o mistificando la realt\u00e0 si perde (o si rinuncia, addirittura) alla possibilit\u00e0 di agire su di essa per modificarla. Perch\u00e9 se c\u2019\u00e8 qualcosa che possiamo imparare dalla nostra storia \u00e8 che la mafia non \u00e8 congenita, si pu\u00f2 sconfiggere. Questo libro parte presumibilmente dalle stesse premesse. Anzi, il progetto \u00e8 ancora pi\u00f9 grandioso, perch\u00e9 nasce non da una volont\u00e0 accademica, quanto piuttosto da un\u2019aula viva e affollata. Se giovani e meno giovani, uomini e donne, esperti e studenti, si incontrano per parlare di mafia possiamo gi\u00e0 gridare di entusiasmo, perch\u00e9 un passo \u00e8 gi\u00e0 stato compiuto. Ma questo passo in realt\u00e0 \u00e8 parte di una progettualit\u00e0 pi\u00f9 ampia: nel corso di quattro anni (e pensiamo che il ciclo continuer\u00e0) si sono tenuti al Collegio Santa Caterina da Siena di Pavia delle \u201clezioni\u201d bellissime, nelle quali si \u00e8 cercato di fare informazione, di fare critica, di dare voce alla legalit\u00e0. Questo libro \u00e8 l\u2019espressione scritta di questi incontri. \u00c8 quindi una buona occasione per recuperare quello che si \u00e8 perso, se si \u00e8 mancati agli appuntamenti. Dico \u201clezioni\u201d usando le detestabili virgolette solo per una ragione. Non si tratta di lezioni, si tratta di conversazioni. Ci sono s\u00ec grandi esperti della lotta alla mafia, persone che sanno dare profondit\u00e0 e senso critico a discorsi che altrimenti rischierebbero di vestirsi di populismo. E questi addetti ai lavori sono la cifra del valore di questo libro e degli incontri che lo hanno prodotto. Ma non si pu\u00f2 parlare di lezioni tout court perch\u00e9 non si insegna, quanto piuttosto si ragiona insieme. Anzi, proprio il ragionare insieme \u00e8 valore aggiunto, perch\u00e9 rappresenta uno dei leit motif del volume: cio\u00e8 che se il discorso sulla mafia non \u00e8 percepito dal basso, dalla societ\u00e0 tutta, difficilmente potr\u00e0 rendersi valido, spendibile, rivoluzionario. A riprova di ci\u00f2, i ragionamenti portati avanti nel libro sono accompagnati dal racconto delle vicende reali di persone comuni, che hanno avuto il coraggio di opporsi alla prassi mafiosa, senza schiamazzi e senza richiedere onori, ma con la semplicit\u00e0 di un gesto che dovrebbe appartenere a tutti noi. Di cosa parla questo libro? Parla di mafia, certo, ma con un taglio specifico, per la prima volta nel corso di questi quattro anni. Si indaga infatti il ruolo della mafia nel contesto economico della nostra societ\u00e0. Abbiamo infatti iniziato questo ragionamento parlando della necessit\u00e0 di comprendere la mafia nella sua configurazione attuale. Abbiamo detto che la mafia si \u00e8 trasformata. In che modo? Potremmo parlare di una mafia che ha fatto proprie le regole del capitalismo e della globalizzazione e che si \u00e8 in qualche modo riposizionata nel nuovo sistema economico. Da ci\u00f2 l\u2019esigenza di andarla a rintracciare in contesti nuovi, sia per natura che per posizionamento geografico. La mafia \u00e8 diventata economica, borghese. Non ha perso la sua forza ma ha modificato i suoi strumenti e si ritrova l\u00e0 dove si creano aree grigie. Nel libro si seguono vari percorsi. Dalla filiera agroalimentare, con episodi di sfruttamento dei lavoratori e inganno al consumatore, al gioco d\u2019azzardo, alla questione dell\u2019edilizia, che crea gravissimi rischi di salute e sicurezza pubblica. E ancora, appalti, subappalti, finanza, racket, estorsioni, intimidazioni. La mafia ha cambiato la sua geografia, non \u00e8 pi\u00f9 un fenomeno localizzato in alcune regioni del sud Italia, ma si \u00e8 diffusa: nel centro, nel nord, anche fuori dal nostro paese. E come tale va analizzata e contrastata. Grande merito di questo libro \u00e8 quello di far emergere con fermezza un aspetto in particolare. Se la questione mafiosa \u00e8 da porsi in termini nuovi, \u00e8 importante anche saperla descrivere in modo nuovo. Pu\u00f2 sembrare banale (ma \u00e8 invece molto sottile) sottolineare che usare i termini giusti per indicare il fenomeno mafioso \u00e8 un modo potente di riflettere su questa criminalit\u00e0 e di contrastarla. Spesso infatti, si spiega nel volume, si sono creati modi di dire soft, che attenuano o addirittura caricaturizzano la componente criminale di alcuni gesti. Un esempio lampante \u00e8 quello di \u201cgioco lecito\u201d che non ha nulla della caratura moralmente e legalmente inaccettabile di \u201cgioco d\u2019azzardo\u201d. Molti sono i casi in cui, tra queste pagine, il lettore si trova a riflettere fra s\u00e9 e s\u00e9 sulle parole che usa, sulla sua capacit\u00e0 di riconoscere il torto, sul suo coraggio. Indagare il senso delle parole \u00e8 un modo pi\u00f9 che sensato per combattere la mafia, in tutte le sue manifestazioni. Del resto, anche questo libro nasce come parola contro la mafia. Raccoglie e consegna ad un pubblico pi\u00f9 ampio le parole di chi, in un\u2019aula, ha saputo trasmettere, con la forza delle proprie parole, il valore di una giustizia che va rispettata e, soprattutto, coltivata e tutelata ogni giorno. \u00c8 soltanto una parola, ma superbamente efficace, quella di chi trova il coraggio di dire no e si fa portavoce di un\u2019alternativa possibile alla mafia e all\u2019omert\u00e0. \u00c8 parola la Costituzione, che riecheggia in queste pagine, che sancisce la superiorit\u00e0 della salute, della vita e della dignit\u00e0 umana di fronte al mero profitto. Sono parole quelle di chi racconta, quelle di chi insegna, quelle di chi ascolta e di chi legge. La circolazione di queste parole buone e, con esse, delle \u201cbuone pratiche\u201d, alternative etiche e legali, pu\u00f2 realmente essere un modo per incidere sulla realt\u00e0 mafiosa del nostro paese. Con questo libro, si prova insomma a dare una chiave interpretativa del fenomeno mafioso. Comprendere la realt\u00e0, analizzarla da vicino, senza ricorrere n\u00e9 al sensazionalismo n\u00e9 alla mistificazione: questo \u00e8 quello che si pu\u00f2 (e forse si deve?) fare. &nbsp;","og_url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/non-affari-loro-mafia-master-editoria\/","og_site_name":"il BLOG di EDITORIA","article_published_time":"2017-05-01T16:05:42+00:00","article_modified_time":"2017-05-01T16:08:08+00:00","og_image":[{"width":1024,"height":683,"url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/2017-04-21-07-1024x683.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Studenti","twitter_misc":{"Scritto da":"Studenti","Tempo di lettura stimato":"8 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/non-affari-loro-mafia-master-editoria\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/non-affari-loro-mafia-master-editoria\/"},"author":{"name":"Studenti","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#\/schema\/person\/6f9a05accb3a5aa7dc3ef4c332b4d171"},"headline":"&#8220;Non sono (solo) affari loro&#8221;, l&#8217;ultimo libro delle Edizioni Santa Caterina","datePublished":"2017-05-01T16:05:42+00:00","dateModified":"2017-05-01T16:08:08+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/non-affari-loro-mafia-master-editoria\/"},"wordCount":1556,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/non-affari-loro-mafia-master-editoria\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/2017-04-21-07.jpg","articleSection":["Recensioni"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/non-affari-loro-mafia-master-editoria\/","url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/non-affari-loro-mafia-master-editoria\/","name":"\"Non sono (solo) affari loro\", l'ultimo libro delle Edizioni Santa Caterina - il BLOG di EDITORIA","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/non-affari-loro-mafia-master-editoria\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/non-affari-loro-mafia-master-editoria\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/2017-04-21-07.jpg","datePublished":"2017-05-01T16:05:42+00:00","dateModified":"2017-05-01T16:08:08+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/non-affari-loro-mafia-master-editoria\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/non-affari-loro-mafia-master-editoria\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/non-affari-loro-mafia-master-editoria\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/2017-04-21-07.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/2017-04-21-07.jpg","width":3978,"height":2652},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/non-affari-loro-mafia-master-editoria\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"&#8220;Non sono (solo) affari loro&#8221;, l&#8217;ultimo libro delle Edizioni Santa Caterina"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#website","url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/","name":"il BLOG di EDITORIA","description":"Master Professioni e prodotti dell'editoria - Universit&agrave; 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