{"id":2542,"date":"2017-05-05T19:36:07","date_gmt":"2017-05-05T17:36:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/?p=2542"},"modified":"2017-05-05T19:42:30","modified_gmt":"2017-05-05T17:42:30","slug":"senso-della-lotta-generazioni-confronto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/senso-della-lotta-generazioni-confronto\/","title":{"rendered":"Il senso della lotta: generazioni a confronto"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: right\">di <strong>Valentina Diamante Tosti<\/strong><\/p>\n<p><em>Il senso della lotta<\/em> rappresenta la consacrazione di uno degli <em>enfant prodige<\/em> della narrativa italiana contemporanea: Nicola Ravera Rafele.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2543\" aria-describedby=\"caption-attachment-2543\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-2543\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/IL-SENSO-DELLA-LOTTA-FOTO-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/IL-SENSO-DELLA-LOTTA-FOTO-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/IL-SENSO-DELLA-LOTTA-FOTO-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/IL-SENSO-DELLA-LOTTA-FOTO-24x18.jpg 24w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/IL-SENSO-DELLA-LOTTA-FOTO-36x27.jpg 36w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/IL-SENSO-DELLA-LOTTA-FOTO-48x36.jpg 48w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2543\" class=\"wp-caption-text\"><strong>Il senso della lotta<\/strong><br \/>Nicola Ravera Rafele<br \/>Fandango Libri, pp. 438<br \/>\u20ac 18,50<\/figcaption><\/figure>\n<p>Figlio d\u2019arte, pubblica il suo primo romanzo quando ha quindici anni (dal titolo <em>Infatti purtroppo: diario di un adolescente perplesso<\/em>) e quest\u2019anno entra tra i dodici finalisti al Premio Strega con un romanzo di formazione che assume su di s\u00e9 anche la responsabilit\u00e0 di dare voce a un\u2019intera generazione, quella dei figli degli Anni di piombo.<\/p>\n<p><em>Il libro nasce da due esigenze, una pi\u00f9 pubblica pi\u00f9 politica se vogliamo, io sono nato nel Settantanove (\u2026) per tanti anni ci \u00e8 stato detto che il conflitto generazionale con la generazione dei nostri genitori, quindi con quella del Sessantotto infondo non c\u2019era, perch\u00e9 la generazione del Sessantotto era molto carina, molto libertaria (\u2026) noi venivamo progressivamente considerati una generazione un po\u2019 sfocata. Adesso per\u00f2 arrivati a quarant\u2019anni io ho pensato: perch\u00e9 non proviamo a farli veramente quei conti? In fondo il Sessantotto e il Settantasette, che \u00e8 il periodo pi\u00f9 narrato in questo libro (\u2026) ci hanno consegnato un mondo piuttosto complicato. L\u00ec si \u00e8 provato a fare una rivoluzione, non \u00e8 stata una rivoluzione compiuta e le rivoluzioni quando non si fanno, diventano molto pericolose, perch\u00e9 aprono la restaurazione. Quindi noi, appunto, chi aveva vent\u2019anni nel Duemila, si \u00e8 trovato precocemente assediato da una crisi economica, di valori (\u2026). Per questo mi sembrava giusto cominciare a fare dei conti generazionali e politici.\u00a0<\/em><em>Poi c\u2019\u00e8 un secondo motivo pi\u00f9 personale (\u2026). Improvvisamente mi accorgo di ricordarmi i miei genitori quando avevano l\u2019et\u00e0 che io avevo in quel momento (\u2026) e allora mi fermo e dico: allora adesso \u201ci grandi\u201d sono io e questo pensiero mi turba, perch\u00e9 faccio parte di questa generazione un po\u2019 scontornata, in cui si vive in una grande post-adolescenza, dai venti ai cinquantacinque anni si \u00e8 pi\u00f9 o meno tutti coetanei (\u2026) Quando avviene il passaggio alla maturit\u00e0?<\/em> (da conversazione con Nicola Ravera Rafele, autore de \u201cIl senso della lotta\u201d, di Massimiliano Coccia &#8211; Radio Radicale, 14.02.2017).<\/p>\n<p><em>Quando si varca la linea d\u2019ombra?<\/em> citando Conrad: queste le istanze e le suggestioni che hanno portato l\u2019autore a far vivere il protagonista di questo romanzo, Tommaso Musso, la metafora di una generazione debole, un moderno Teseo che si confronta con la generazione eroica e ribelle dei suoi genitori.<\/p>\n<p>La storia ha inizio quando Tommaso, giornalista a contratto trentaseienne della redazione romana del Corriere della Sera, durante una delle sue sessioni di jogging nei giorni dispari della settimana a Villa Pamphili, viene colto da un malore, un attacco di panico (da notare come anche le malattie, per la generazione a cui appartiene il protagonista di questo romanzo, si riducano a delle mere suggestioni!).<\/p>\n<p>Il suo ricovero presso una clinica privata dei Parioli gli permetter\u00e0 di incontrare il dott. Pinto, che attraverso il racconto di un incontro avuto pi\u00f9 di vent\u2019anni prima con i suoi genitori naturali da avvio ad un viaggio attraverso la memoria ed i ricordi.<\/p>\n<p>Tommaso sa di non essere figlio di quei Diana e Luca che lo hanno cresciuto, sa che Diana \u00e8 sua zia, sa che i suoi genitori sono morti e tutti intorno a lui sussurrano fossero dei terroristi. Il vivido racconto del dott. Pinto su Michele Musso ed Alice Rosato, genitori di Tommaso, scatena in lui un\u2019assoluta noncuranza verso la vita che conduce: si fa licenziare dal giornale, chiude la relazione con l\u2019ambiziosa ed un po\u2019 noiosa fidanzata Marta, abbandona gli amici ed i locali del quartiere Pigneto, tutto ci\u00f2 che vuole \u00e8 conoscere la verit\u00e0 sui suoi genitori.<\/p>\n<p>Inizia cos\u00ec un viaggio tra Roma, Milano e la Francia alla ricerca delle persone che li hanno conosciuti.<\/p>\n<p>E proprio attraverso i ricordi delle persone che incontra, Tommaso riesce a disegnare una mappa della vita di Michele ed Alice.<\/p>\n<p>Scopre che suo padre aveva scelto Alice dopo una lunga relazione intrattenuta con sua sorella, Diana, che era il delfino di Giangiacomo Feltrinelli nella visione alla lotta armata, che all\u2019inizio i suoi genitori erano solo dei giovani rivoluzionari, come molti d\u2019altronde negli anni Settanta, che erano diventati terroristi e costretti perci\u00f2 alla clandestinit\u00e0 solo nel 1977, dopo l\u2019attentato alla sede romana del MSI nel quale rimane ucciso un innocente.<\/p>\n<p>Scopre della loro fuga in Francia grazie al compagno Sandro Ganci, dell\u2019accoglienza a Parigi da parte del professor Dupont, figura enigmatica sin da subito che la storia riveler\u00e0 come cruciale, del loro ingresso nella societ\u00e0 Hyperion, coinvolta addirittura nell\u2019affaire Moro.<\/p>\n<p>Il finale ci render\u00e0 conto di questo itinerario tra luoghi dell\u2019anima e della storia e ci consegner\u00e0 un Tommaso diverso, consapevole, maturo, un \u201cgrande\u201d finalmente.<\/p>\n<p>Un romanzo corale, tenuto insieme dalla voce narrante dello scombussolato protagonista, un romanzo che contiene in s\u00e9 anche i tratti di un thriller accattivante dal finale ben costruito.<\/p>\n<p>Forse uno dei tentativi pi\u00f9 riusciti di incanalare la dirompenza narrativa dei \u201cterribili\u201d Anni di piombo in una storia che pu\u00f2 essere letta in treno, in metro o alla fine di una lunga giornata di lavoro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Valentina Diamante Tosti Il senso della lotta rappresenta la consacrazione di uno degli enfant prodige della narrativa italiana contemporanea: Nicola Ravera Rafele. Figlio d\u2019arte, pubblica il suo primo romanzo quando ha quindici anni (dal titolo Infatti purtroppo: diario di un adolescente perplesso) e quest\u2019anno entra tra i dodici finalisti al Premio Strega con un romanzo di formazione che assume su di s\u00e9 anche la responsabilit\u00e0 di dare voce a un\u2019intera generazione, quella dei figli degli Anni di piombo. Il libro nasce da due esigenze, una pi\u00f9 pubblica pi\u00f9 politica se vogliamo, io sono nato nel Settantanove (\u2026) per tanti anni ci \u00e8 stato detto che il conflitto generazionale con la generazione dei nostri genitori, quindi con quella del Sessantotto infondo non c\u2019era, perch\u00e9 la generazione del Sessantotto era molto carina, molto libertaria (\u2026) noi venivamo progressivamente considerati una generazione un po\u2019 sfocata. Adesso per\u00f2 arrivati a quarant\u2019anni io ho pensato: perch\u00e9 non proviamo a farli veramente quei conti? In fondo il Sessantotto e il Settantasette, che \u00e8 il periodo pi\u00f9 narrato in questo libro (\u2026) ci hanno consegnato un mondo piuttosto complicato. L\u00ec si \u00e8 provato a fare una rivoluzione, non \u00e8 stata una rivoluzione compiuta e le rivoluzioni quando non si fanno, diventano molto pericolose, perch\u00e9 aprono la restaurazione. Quindi noi, appunto, chi aveva vent\u2019anni nel Duemila, si \u00e8 trovato precocemente assediato da una crisi economica, di valori (\u2026). Per questo mi sembrava giusto cominciare a fare dei conti generazionali e politici.\u00a0Poi c\u2019\u00e8 un secondo motivo pi\u00f9 personale (\u2026). 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La storia ha inizio quando Tommaso, giornalista a contratto trentaseienne della redazione romana del Corriere della Sera, durante una delle sue sessioni di jogging nei giorni dispari della settimana a Villa Pamphili, viene colto da un malore, un attacco di panico (da notare come anche le malattie, per la generazione a cui appartiene il protagonista di questo romanzo, si riducano a delle mere suggestioni!). Il suo ricovero presso una clinica privata dei Parioli gli permetter\u00e0 di incontrare il dott. Pinto, che attraverso il racconto di un incontro avuto pi\u00f9 di vent\u2019anni prima con i suoi genitori naturali da avvio ad un viaggio attraverso la memoria ed i ricordi. Tommaso sa di non essere figlio di quei Diana e Luca che lo hanno cresciuto, sa che Diana \u00e8 sua zia, sa che i suoi genitori sono morti e tutti intorno a lui sussurrano fossero dei terroristi. Il vivido racconto del dott. Pinto su Michele Musso ed Alice Rosato, genitori di Tommaso, scatena in lui un\u2019assoluta noncuranza verso la vita che conduce: si fa licenziare dal giornale, chiude la relazione con l\u2019ambiziosa ed un po\u2019 noiosa fidanzata Marta, abbandona gli amici ed i locali del quartiere Pigneto, tutto ci\u00f2 che vuole \u00e8 conoscere la verit\u00e0 sui suoi genitori. Inizia cos\u00ec un viaggio tra Roma, Milano e la Francia alla ricerca delle persone che li hanno conosciuti. E proprio attraverso i ricordi delle persone che incontra, Tommaso riesce a disegnare una mappa della vita di Michele ed Alice. Scopre che suo padre aveva scelto Alice dopo una lunga relazione intrattenuta con sua sorella, Diana, che era il delfino di Giangiacomo Feltrinelli nella visione alla lotta armata, che all\u2019inizio i suoi genitori erano solo dei giovani rivoluzionari, come molti d\u2019altronde negli anni Settanta, che erano diventati terroristi e costretti perci\u00f2 alla clandestinit\u00e0 solo nel 1977, dopo l\u2019attentato alla sede romana del MSI nel quale rimane ucciso un innocente. Scopre della loro fuga in Francia grazie al compagno Sandro Ganci, dell\u2019accoglienza a Parigi da parte del professor Dupont, figura enigmatica sin da subito che la storia riveler\u00e0 come cruciale, del loro ingresso nella societ\u00e0 Hyperion, coinvolta addirittura nell\u2019affaire Moro. Il finale ci render\u00e0 conto di questo itinerario tra luoghi dell\u2019anima e della storia e ci consegner\u00e0 un Tommaso diverso, consapevole, maturo, un \u201cgrande\u201d finalmente. Un romanzo corale, tenuto insieme dalla voce narrante dello scombussolato protagonista, un romanzo che contiene in s\u00e9 anche i tratti di un thriller accattivante dal finale ben costruito. Forse uno dei tentativi pi\u00f9 riusciti di incanalare la dirompenza narrativa dei \u201cterribili\u201d Anni di piombo in una storia che pu\u00f2 essere letta in treno, in metro o alla fine di una lunga giornata di lavoro. &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<\/p>\n","protected":false},"author":31,"featured_media":2543,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1,36],"tags":[],"class_list":["post-2542","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news","category-recensioni"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.1.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Il senso della lotta: generazioni a confronto - il BLOG di EDITORIA<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/senso-della-lotta-generazioni-confronto\/\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Il senso della lotta: generazioni a confronto - il BLOG di EDITORIA\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"di Valentina Diamante Tosti Il senso della lotta rappresenta la consacrazione di uno degli enfant prodige della narrativa italiana contemporanea: Nicola Ravera Rafele. 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In fondo il Sessantotto e il Settantasette, che \u00e8 il periodo pi\u00f9 narrato in questo libro (\u2026) ci hanno consegnato un mondo piuttosto complicato. L\u00ec si \u00e8 provato a fare una rivoluzione, non \u00e8 stata una rivoluzione compiuta e le rivoluzioni quando non si fanno, diventano molto pericolose, perch\u00e9 aprono la restaurazione. Quindi noi, appunto, chi aveva vent\u2019anni nel Duemila, si \u00e8 trovato precocemente assediato da una crisi economica, di valori (\u2026). Per questo mi sembrava giusto cominciare a fare dei conti generazionali e politici.\u00a0Poi c\u2019\u00e8 un secondo motivo pi\u00f9 personale (\u2026). Improvvisamente mi accorgo di ricordarmi i miei genitori quando avevano l\u2019et\u00e0 che io avevo in quel momento (\u2026) e allora mi fermo e dico: allora adesso \u201ci grandi\u201d sono io e questo pensiero mi turba, perch\u00e9 faccio parte di questa generazione un po\u2019 scontornata, in cui si vive in una grande post-adolescenza, dai venti ai cinquantacinque anni si \u00e8 pi\u00f9 o meno tutti coetanei (\u2026) Quando avviene il passaggio alla maturit\u00e0? (da conversazione con Nicola Ravera Rafele, autore de \u201cIl senso della lotta\u201d, di Massimiliano Coccia &#8211; Radio Radicale, 14.02.2017). Quando si varca la linea d\u2019ombra? citando Conrad: queste le istanze e le suggestioni che hanno portato l\u2019autore a far vivere il protagonista di questo romanzo, Tommaso Musso, la metafora di una generazione debole, un moderno Teseo che si confronta con la generazione eroica e ribelle dei suoi genitori. La storia ha inizio quando Tommaso, giornalista a contratto trentaseienne della redazione romana del Corriere della Sera, durante una delle sue sessioni di jogging nei giorni dispari della settimana a Villa Pamphili, viene colto da un malore, un attacco di panico (da notare come anche le malattie, per la generazione a cui appartiene il protagonista di questo romanzo, si riducano a delle mere suggestioni!). Il suo ricovero presso una clinica privata dei Parioli gli permetter\u00e0 di incontrare il dott. Pinto, che attraverso il racconto di un incontro avuto pi\u00f9 di vent\u2019anni prima con i suoi genitori naturali da avvio ad un viaggio attraverso la memoria ed i ricordi. Tommaso sa di non essere figlio di quei Diana e Luca che lo hanno cresciuto, sa che Diana \u00e8 sua zia, sa che i suoi genitori sono morti e tutti intorno a lui sussurrano fossero dei terroristi. Il vivido racconto del dott. Pinto su Michele Musso ed Alice Rosato, genitori di Tommaso, scatena in lui un\u2019assoluta noncuranza verso la vita che conduce: si fa licenziare dal giornale, chiude la relazione con l\u2019ambiziosa ed un po\u2019 noiosa fidanzata Marta, abbandona gli amici ed i locali del quartiere Pigneto, tutto ci\u00f2 che vuole \u00e8 conoscere la verit\u00e0 sui suoi genitori. Inizia cos\u00ec un viaggio tra Roma, Milano e la Francia alla ricerca delle persone che li hanno conosciuti. E proprio attraverso i ricordi delle persone che incontra, Tommaso riesce a disegnare una mappa della vita di Michele ed Alice. Scopre che suo padre aveva scelto Alice dopo una lunga relazione intrattenuta con sua sorella, Diana, che era il delfino di Giangiacomo Feltrinelli nella visione alla lotta armata, che all\u2019inizio i suoi genitori erano solo dei giovani rivoluzionari, come molti d\u2019altronde negli anni Settanta, che erano diventati terroristi e costretti perci\u00f2 alla clandestinit\u00e0 solo nel 1977, dopo l\u2019attentato alla sede romana del MSI nel quale rimane ucciso un innocente. Scopre della loro fuga in Francia grazie al compagno Sandro Ganci, dell\u2019accoglienza a Parigi da parte del professor Dupont, figura enigmatica sin da subito che la storia riveler\u00e0 come cruciale, del loro ingresso nella societ\u00e0 Hyperion, coinvolta addirittura nell\u2019affaire Moro. Il finale ci render\u00e0 conto di questo itinerario tra luoghi dell\u2019anima e della storia e ci consegner\u00e0 un Tommaso diverso, consapevole, maturo, un \u201cgrande\u201d finalmente. Un romanzo corale, tenuto insieme dalla voce narrante dello scombussolato protagonista, un romanzo che contiene in s\u00e9 anche i tratti di un thriller accattivante dal finale ben costruito. 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Figlio d\u2019arte, pubblica il suo primo romanzo quando ha quindici anni (dal titolo Infatti purtroppo: diario di un adolescente perplesso) e quest\u2019anno entra tra i dodici finalisti al Premio Strega con un romanzo di formazione che assume su di s\u00e9 anche la responsabilit\u00e0 di dare voce a un\u2019intera generazione, quella dei figli degli Anni di piombo. Il libro nasce da due esigenze, una pi\u00f9 pubblica pi\u00f9 politica se vogliamo, io sono nato nel Settantanove (\u2026) per tanti anni ci \u00e8 stato detto che il conflitto generazionale con la generazione dei nostri genitori, quindi con quella del Sessantotto infondo non c\u2019era, perch\u00e9 la generazione del Sessantotto era molto carina, molto libertaria (\u2026) noi venivamo progressivamente considerati una generazione un po\u2019 sfocata. Adesso per\u00f2 arrivati a quarant\u2019anni io ho pensato: perch\u00e9 non proviamo a farli veramente quei conti? In fondo il Sessantotto e il Settantasette, che \u00e8 il periodo pi\u00f9 narrato in questo libro (\u2026) ci hanno consegnato un mondo piuttosto complicato. L\u00ec si \u00e8 provato a fare una rivoluzione, non \u00e8 stata una rivoluzione compiuta e le rivoluzioni quando non si fanno, diventano molto pericolose, perch\u00e9 aprono la restaurazione. Quindi noi, appunto, chi aveva vent\u2019anni nel Duemila, si \u00e8 trovato precocemente assediato da una crisi economica, di valori (\u2026). Per questo mi sembrava giusto cominciare a fare dei conti generazionali e politici.\u00a0Poi c\u2019\u00e8 un secondo motivo pi\u00f9 personale (\u2026). 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La storia ha inizio quando Tommaso, giornalista a contratto trentaseienne della redazione romana del Corriere della Sera, durante una delle sue sessioni di jogging nei giorni dispari della settimana a Villa Pamphili, viene colto da un malore, un attacco di panico (da notare come anche le malattie, per la generazione a cui appartiene il protagonista di questo romanzo, si riducano a delle mere suggestioni!). Il suo ricovero presso una clinica privata dei Parioli gli permetter\u00e0 di incontrare il dott. Pinto, che attraverso il racconto di un incontro avuto pi\u00f9 di vent\u2019anni prima con i suoi genitori naturali da avvio ad un viaggio attraverso la memoria ed i ricordi. Tommaso sa di non essere figlio di quei Diana e Luca che lo hanno cresciuto, sa che Diana \u00e8 sua zia, sa che i suoi genitori sono morti e tutti intorno a lui sussurrano fossero dei terroristi. Il vivido racconto del dott. Pinto su Michele Musso ed Alice Rosato, genitori di Tommaso, scatena in lui un\u2019assoluta noncuranza verso la vita che conduce: si fa licenziare dal giornale, chiude la relazione con l\u2019ambiziosa ed un po\u2019 noiosa fidanzata Marta, abbandona gli amici ed i locali del quartiere Pigneto, tutto ci\u00f2 che vuole \u00e8 conoscere la verit\u00e0 sui suoi genitori. Inizia cos\u00ec un viaggio tra Roma, Milano e la Francia alla ricerca delle persone che li hanno conosciuti. E proprio attraverso i ricordi delle persone che incontra, Tommaso riesce a disegnare una mappa della vita di Michele ed Alice. 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Forse uno dei tentativi pi\u00f9 riusciti di incanalare la dirompenza narrativa dei \u201cterribili\u201d Anni di piombo in una storia che pu\u00f2 essere letta in treno, in metro o alla fine di una lunga giornata di lavoro. &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;","og_url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/senso-della-lotta-generazioni-confronto\/","og_site_name":"il BLOG di EDITORIA","article_published_time":"2017-05-05T17:36:07+00:00","article_modified_time":"2017-05-05T17:42:30+00:00","og_image":[{"width":3264,"height":2448,"url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/IL-SENSO-DELLA-LOTTA-FOTO.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Studenti","twitter_misc":{"Scritto da":"Studenti","Tempo di lettura stimato":"4 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/senso-della-lotta-generazioni-confronto\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/senso-della-lotta-generazioni-confronto\/"},"author":{"name":"Studenti","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#\/schema\/person\/6f9a05accb3a5aa7dc3ef4c332b4d171"},"headline":"Il senso della lotta: generazioni a confronto","datePublished":"2017-05-05T17:36:07+00:00","dateModified":"2017-05-05T17:42:30+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/senso-della-lotta-generazioni-confronto\/"},"wordCount":862,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/senso-della-lotta-generazioni-confronto\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/IL-SENSO-DELLA-LOTTA-FOTO.jpg","articleSection":["News","Recensioni"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/senso-della-lotta-generazioni-confronto\/","url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/senso-della-lotta-generazioni-confronto\/","name":"Il senso della lotta: generazioni a confronto - il BLOG di EDITORIA","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/senso-della-lotta-generazioni-confronto\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/senso-della-lotta-generazioni-confronto\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/IL-SENSO-DELLA-LOTTA-FOTO.jpg","datePublished":"2017-05-05T17:36:07+00:00","dateModified":"2017-05-05T17:42:30+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/senso-della-lotta-generazioni-confronto\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/senso-della-lotta-generazioni-confronto\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/senso-della-lotta-generazioni-confronto\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/IL-SENSO-DELLA-LOTTA-FOTO.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/IL-SENSO-DELLA-LOTTA-FOTO.jpg","width":3264,"height":2448,"caption":"Il senso della lotta Nicola Ravera Rafele Fandango Libri, pp. 438 \u20ac 18,50"},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/senso-della-lotta-generazioni-confronto\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Il senso della lotta: generazioni a confronto"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/#website","url":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/","name":"il BLOG di EDITORIA","description":"Master Professioni e prodotti dell'editoria - Universit&agrave; 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