{"id":3164,"date":"2018-05-18T10:30:07","date_gmt":"2018-05-18T08:30:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/?p=3164"},"modified":"2018-05-22T20:19:39","modified_gmt":"2018-05-22T18:19:39","slug":"ninfee-nere-di-michel-bussi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/ninfee-nere-di-michel-bussi\/","title":{"rendered":"Ninfee nere, di Michel Bussi"},"content":{"rendered":"<blockquote><p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-3165\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/ninfee-190x300.jpg\" alt=\"\" width=\"223\" height=\"352\" srcset=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/ninfee-190x300.jpg 190w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/ninfee-648x1024.jpg 648w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/ninfee-15x24.jpg 15w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/ninfee-23x36.jpg 23w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/ninfee-30x48.jpg 30w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/ninfee.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 223px) 100vw, 223px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Ninfee nere<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Michel Bussi<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Edizioni e\/o<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0400 pagine<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Anno di pubblicazione: 2016<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>\u00abSi finisce sempre per dimenticare. Si dimentica la mattanza, si dimentica la barbarie e si ammira la follia.\u00bb<\/strong><\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Giverny \u00e8 una cittadina di appena cinquecento abitanti nel cuore della Normandia che Claude Monet scelse come luogo per trascorrere i suoi ultimi anni di vita. Tutt\u2019intorno a lui costru\u00ec un meraviglioso giardino pieno di fiori ed uno stagno dove galleggiavano centinaia di ninfee, che dipinse senza sosta anche quando la cecit\u00e0 ormai era cos\u00ec predominante da fargli percepire appena delle macchie di colore.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come faceva il celebre pittore impressionista anche Michel Bussi abbozza i tratti di questo villaggio e dei suoi abitanti, costretti a vivere in una citt\u00e0 che grazia a Monet \u00e8 diventata un museo a cielo aperto perennemente popolato da invadenti turisti di tutte le razze.<\/p>\n<p>In questa piccola isola di arte e colori tutto sembra essere perfetto, ma la perfezione \u00e8 soltanto di facciata: accade che un uomo viene ritrovato morto, non una ma ben tre volte, pugnalato, colpito da una pietra ed annegato, nei pressi di un ruscello.<\/p>\n<p>Si tratta di <strong>J\u00e9rome Morval<\/strong>, ricco oftalmologo, e sulla sua singolare fine si ritrovano ad indagare il commissario S\u00e9r\u00e9nac ed il vice Sylvio B\u00e8navides, seguendo le tre piste possibili, la passione di Morval per le donne, per i quadri di Monet, e un bigliettino d\u2019auguri trovato nella sua tasca che recita:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u201cUndici anni, buon compleanno. Acconsento che si instauri il delitto di sognare\u201d.<\/p>\n<blockquote><p><strong><em>\u00abLa faccenda dur\u00f2 tredici giorni. Il tempo di un&#8217;evasione. Tre donne vivevano in un paesino. La prima era quella con pi\u00f9 talento, la seconda era la pi\u00f9 furba e la terza la pi\u00f9 determinata. Secondo voi, quale delle tre \u00e8 riuscita a scappare? La terza, la pi\u00f9 giovane, si chiamava Fanette Morelle. La seconda St\u00e9phanie Dupain, la pi\u00f9 vecchia ero io.\u00bb<\/em><\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Fanette<\/strong> \u00e8 il filtro dell\u2019innocenza, con i suoi undici anni di talento artistico e tutta la vita davanti per coltivarlo,<strong> St\u00e9phanie<\/strong>,\u00a0la maestra dell\u2019unica scuola in citt\u00e0, \u00e8 donna seducente e sognatrice con la voglia di scappare, mentre la nostra voce narrante \u00e8 quella di una vecchia che gioca a spiare le vite degli altri percorrendo con lentezza le strade. Pian piano il giallo, l\u2019omicidio, resta ai margini, una macchia scura sullo sfondo delle vite delle nostre tre donne, diverse per et\u00e0, mentalit\u00e0 e status, eppure cripticamente legate, internamente macchiate da segreti e sensi di colpa che le corrodono e le deviano.<\/p>\n<p>Nulla in questa storia \u00e8 come sembra, nemmeno i luoghi, angoli di quiete che nascondono sempre delle insidie. L\u2019abilit\u00e0 di Bussi nel descrivere la citt\u00e0 \u00e8 parte integrante del potere ipnotico di questa storia, sembra quasi di sentire l\u2019odore di erba nel boschetto, di percepire il calore del sole tra le fronde degli alberi, il fango sotto gli stivali.<\/p>\n<p>Tutto a Giverny \u00e8 doppio, cambia il proprio significato come cambia la luce, o gli occhi che lo guardano. Altro punto di forza \u00e8 la narrazione, che con coerenza voglio definire \u201cimpressionista\u201d: i capitoli (che dividono la storia in giornate, tredici) sono fatti per lasciare sempre indizi troppo labili per essere decifrati, oppure troppo palesi per esser presi per veri, il cervello macina pensieri continuamente mentre la vicenda si dipana nei modi pi\u00f9 imprevedibili fino al finale, degna conclusione di un climax di maestria, l\u2019exploit che gli \u00e8 valso ben cinque premi letterari solamente in Francia.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 impossibile staccare gli occhi dalle pagine, diventer\u00e0 una questione di principio, un gioco a braccio di ferro con lo scrittore nel tentativo di sbrogliare la matassa di questa storia seducente.<\/p>\n<p><em><strong>\u00abQua viviamo in un quadro, siamo murati vivi! Crediamo di essere al centro del mondo, siamo convinti che valga la pena di fare un viaggio per venire qui, ma alla fine il paesaggio, la scenografia, ti cola addosso, come una specie di vernice che ti incolla alla scena. Una vernice quotidiana di rassegnazione, di rinuncia&#8230;\u00bb<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-2700\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/02c78-separatore-stamberga-300x64.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"64\" srcset=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/02c78-separatore-stamberga-300x64.png 300w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/02c78-separatore-stamberga-1024x220.png 1024w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/02c78-separatore-stamberga-24x5.png 24w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/02c78-separatore-stamberga-36x8.png 36w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/02c78-separatore-stamberga-48x10.png 48w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/02c78-separatore-stamberga.png 1600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>\u00a0 \u00a0Di <strong>Cristina Bassi<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"safarikai-popup\" style=\"display: none;\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ninfee nere Michel Bussi Edizioni e\/o \u00a0400 pagine Anno di pubblicazione: 2016 &nbsp; &nbsp; \u00abSi finisce sempre per dimenticare. Si dimentica la mattanza, si dimentica la barbarie e si ammira la follia.\u00bb Giverny \u00e8 una cittadina di appena cinquecento abitanti nel cuore della Normandia che Claude Monet scelse come luogo per trascorrere i suoi ultimi anni di vita. Tutt\u2019intorno a lui costru\u00ec un meraviglioso giardino pieno di fiori ed uno stagno dove galleggiavano centinaia di ninfee, che dipinse senza sosta anche quando la cecit\u00e0 ormai era cos\u00ec predominante da fargli percepire appena delle macchie di colore. Cos\u00ec come faceva il celebre pittore impressionista anche Michel Bussi abbozza i tratti di questo villaggio e dei suoi abitanti, costretti a vivere in una citt\u00e0 che grazia a Monet \u00e8 diventata un museo a cielo aperto perennemente popolato da invadenti turisti di tutte le razze. In questa piccola isola di arte e colori tutto sembra essere perfetto, ma la perfezione \u00e8 soltanto di facciata: accade che un uomo viene ritrovato morto, non una ma ben tre volte, pugnalato, colpito da una pietra ed annegato, nei pressi di un ruscello. Si tratta di J\u00e9rome Morval, ricco oftalmologo, e sulla sua singolare fine si ritrovano ad indagare il commissario S\u00e9r\u00e9nac ed il vice Sylvio B\u00e8navides, seguendo le tre piste possibili, la passione di Morval per le donne, per i quadri di Monet, e un bigliettino d\u2019auguri trovato nella sua tasca che recita: \u201cUndici anni, buon compleanno. Acconsento che si instauri il delitto di sognare\u201d. \u00abLa faccenda dur\u00f2 tredici giorni. Il tempo di un&#8217;evasione. Tre donne vivevano in un paesino. La prima era quella con pi\u00f9 talento, la seconda era la pi\u00f9 furba e la terza la pi\u00f9 determinata. Secondo voi, quale delle tre \u00e8 riuscita a scappare? La terza, la pi\u00f9 giovane, si chiamava Fanette Morelle. La seconda St\u00e9phanie Dupain, la pi\u00f9 vecchia ero io.\u00bb Fanette \u00e8 il filtro dell\u2019innocenza, con i suoi undici anni di talento artistico e tutta la vita davanti per coltivarlo, St\u00e9phanie,\u00a0la maestra dell\u2019unica scuola in citt\u00e0, \u00e8 donna seducente e sognatrice con la voglia di scappare, mentre la nostra voce narrante \u00e8 quella di una vecchia che gioca a spiare le vite degli altri percorrendo con lentezza le strade. Pian piano il giallo, l\u2019omicidio, resta ai margini, una macchia scura sullo sfondo delle vite delle nostre tre donne, diverse per et\u00e0, mentalit\u00e0 e status, eppure cripticamente legate, internamente macchiate da segreti e sensi di colpa che le corrodono e le deviano. Nulla in questa storia \u00e8 come sembra, nemmeno i luoghi, angoli di quiete che nascondono sempre delle insidie. 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