{"id":3479,"date":"2019-03-13T10:29:10","date_gmt":"2019-03-13T09:29:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/?p=3479"},"modified":"2019-03-18T10:48:22","modified_gmt":"2019-03-18T09:48:22","slug":"la-notte-eterna-di-etel-adnan-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/la-notte-eterna-di-etel-adnan-recensione\/","title":{"rendered":"La notte eterna di Etel Adnan"},"content":{"rendered":"<p>Forse Edward Said potrebbe perdonarci se, nell\u2019accostare le parole \u201cNotte\u201d e \u201cOriente\u201d, nella nostra fantasia cominciano a sorgere, come <em>djinn <\/em>evocati da una lampada, le mille meraviglie (pi\u00f9 una) raccontate da Shahraz\u00e0d al cospetto del perfido re Shahriy\u00e0r per avere salva la vita: fanciulle dallo sguardo languido che tramutano uomini in animali, caverne celate agli uomini ma colme di ricchezze, marinai che solcano acque brulicanti di creature mostruose\u2026<\/p>\n<p>Ecco, forse Said, che con il suo <em>Orientalismo <\/em>tanto ha fatto per cambiare la prospettiva occidentale sull\u2019altro emisfero culturale, potrebbe perdonare tutto questo. Etel Adnan no.<\/p>\n<p><strong><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-3481\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/La-Notte-Adnan.jpg\" alt=\"La Notte - Adnan\" width=\"257\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/La-Notte-Adnan.jpg 1173w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/La-Notte-Adnan-205x300.jpg 205w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/La-Notte-Adnan-701x1024.jpg 701w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/La-Notte-Adnan-1140x1665.jpg 1140w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/La-Notte-Adnan-16x24.jpg 16w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/La-Notte-Adnan-25x36.jpg 25w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/La-Notte-Adnan-33x48.jpg 33w\" sizes=\"(max-width: 257px) 100vw, 257px\" \/>Con <em>Notte <\/em>(San Marco dei Giustiniani, 2018) la poetessa e pittrice nata in Libano novantaquattro anni fa ci costringe, con la sua voce schietta e potente, ad allontanarci da qualunque tipo di costrutto immaginifico per scavare dentro noi stessi, anche se, arrivati in fondo, potremmo trovare solo oscurit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00c8 da questa oscurit\u00e0, questa notte perenne dell\u2019anima, che l\u2019autrice svolge un discorso poetico ineccepibile<\/strong> in una serie di strofe in prosa che ricordano, come fa giustamente notare Paolo Senna nella sua prefazione, le <em>Illuminations <\/em>di Rimbaud. E questo riferimento al poeta veggente non ci deve stupire, <strong>perch\u00e9 la Adnan rimescola continuamente le carte della cultura occidentale<\/strong> (da Orfeo a Thelonious Monk passando per Hegel), lasciandoci senza punti di riferimento, ciechi e vagabondi in una notte ancestrale che avvolge tutte le cose, dentro e al di fuori di noi. Per sottolineare questa condizione di eterna immanenza, ogni riflessione poetica viene divisa dall\u2019altra attraverso una figura stilizzata che ricorda inequivocabilmente un ciclo lunare; il sole non vedr\u00e0 mai la luce in questa raccolta.<\/p>\n<p>Ma la notte, che allo stesso tempo \u00e8 \u00abtutte le notti\u00bb \u00e8 anche la peggiore nemica dell\u2019autrice, riesce a coprire con una potenza sinestetica ogni cosa, dalle foglie degli alberi ai taxi, \u00e8 <strong>\u00abun\u2019esalazione che sale da un\u2019oscurit\u00e0 a lei estranea: una lunga eclissi\u00bb<\/strong>, o ancora <strong>\u00abun\u2019isola coperta di neve, [\u2026] sempre al tempo presente\u00bb. <\/strong><\/p>\n<p>L\u2019oscurit\u00e0 rende irrequieta la poetessa stanca di \u00abpassare ore ad aspettare la prossima ora\u00bb; il solo balsamo per questa ferita <strong>\u00e8 la memoria, l\u2019unico strumento in grado di sradicarci dal presente<\/strong>. Questa idea, cos\u00ec cara a molti artisti che hanno subito un \u201cprocesso di dislocazione\u201d come la Adnan (nata in Oriente ma cresciuta tra l\u2019Europa e gli Stati Uniti), non assume solo il valore di una mera istanza post-coloniale, ma diventa il fulcro per una vera e propria escatologia esistenzialista. <strong>La memoria infatti passa dall\u2019essere \u00abfiume senza sponde\u00bb, un \u00absantuario di infinita pazienza\u00bb dove il presente sembra essere finalmente annichilito, a identificarsi direttamente con Dio.<\/strong><\/p>\n<p>Questa forza immaginifica della memoria divampa sempre attraverso il contatto con la natura: la poetessa \u00e8 sempre alla ricerca delle tumultuose onde del mare, del lento spegnersi di una fiamma o di qualunque altro \u00abfenomeno cosmico che ci eleva molto al di sopra della nostra condizione quotidiana\u00bb. Il paesaggio, senza mezzi termini, diventa \u00abun\u2019epifania\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ma non bisogna pensare che questo discorso, portato avanti con estrema coerenza e lucidit\u00e0 risulti poco dinamico, tutt\u2019altro<\/strong>: i moti dell\u2019anima dell\u2019io lirico ci donano sempre delle prospettive diverse, pi\u00f9 o meno incoraggianti. Se in alcuni punti pare gi\u00e0 di sentire il canto della nottola di Minerva, pronta a spiegare le ali per volare attraverso il crepuscolo di una civilt\u00e0 giunta alla sua fine, in altre parti la scrittura si fa pi\u00f9 evocativa regalandoci immagini di pura bellezza, come in questa strofa, forse la pi\u00f9 bella di tutta la raccolta: <strong>\u00abLe stelle nella Via Lattea sono circa 100 miliardi, che \u00e8 anche il numero di neuroni nel cervello. Potremmo dover viaggiare per 24 trilioni di miglia fino al primo astro esterno al nostro sistema stellare prima di trovare un oggetto di complessit\u00e0 simile a quello appollaiato alle nostre spalle.\u00bb<\/strong><\/p>\n<p><strong><img decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-3482\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/COPERTINA-Adnan.jpg\" alt=\"Notte Adnan\" width=\"345\" height=\"459\" srcset=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/COPERTINA-Adnan.jpg 480w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/COPERTINA-Adnan-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/COPERTINA-Adnan-18x24.jpg 18w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/COPERTINA-Adnan-27x36.jpg 27w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/COPERTINA-Adnan-36x48.jpg 36w\" sizes=\"(max-width: 345px) 100vw, 345px\" \/>E poi c\u2019\u00e8 libro, il prodotto editoriale in s\u00e9, che accompagna alla perfezione la potenza delle liriche<\/strong>. La collana \u201cQuaderni di poesia\u201d della San Marco dei Giustiniani impreziosisce i suoi prodotti scegliendo una carta vergata piacevole al tatto. Sulla copertina, in realt\u00e0 una sovraccoperta, il titolo dell\u2019opera e il nome dell\u2019autrice non vengono strillati, ma pronunciati sottovoce, in modo da lasciare spazio ai contenuti all\u2019interno. \u00c8 lodevole anche la scelta di porre i nomi del curatore e della traduttrice quasi sullo stesso grado di valore dell\u2019autore, posizionandoli quasi al centro della copertina. La traduzione, posta a fronte, non si discosta mai dalla lettera del testo originale, mostrando cos\u00ec un estremo rispetto per una delle voci pi\u00f9 autorevoli del nostro tempo come quella di Etel Adnan, ma non risulta mai pedante o stucchevole. La decisione di non appesantire l\u2019opera con un apparato paratestuale invasivo risulta vincente perch\u00e9 il lettore si ritrova sempre pi\u00f9 immerso nei meandri di un testo cos\u00ec vigoroso.<\/p>\n<p><strong>Un ottimo lavoro editoriale, certamente, ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9<\/strong>: un plauso appassionato va sicuramente alla scelta coraggiosa di dedicare una parte di questa collana esclusivamente ai poeti della riva sud del Mediterraneo. <strong>Oggi pi\u00f9 che mai abbiamo bisogno di solcare quelle acque, talvolta torbide, per confrontarci, anzi, specchiarci nell\u2019Altro, per trovare finalmente noi stessi.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Emanuele Malpezzi<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Un&#8217;altra recensione per un&#8217;altra grande donna:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/maria-jatosti-una-vita-tutta-dun-fiato\/\">Maria Jatosti, una vita tutta d&#8217;un fiato<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Forse Edward Said potrebbe perdonarci se, nell\u2019accostare le parole \u201cNotte\u201d e \u201cOriente\u201d, nella nostra fantasia cominciano a sorgere, come djinn evocati da una lampada, le mille meraviglie (pi\u00f9 una) raccontate da Shahraz\u00e0d al cospetto del perfido re Shahriy\u00e0r per avere salva la vita: fanciulle dallo sguardo languido che tramutano uomini in animali, caverne celate agli uomini ma colme di ricchezze, marinai che solcano acque brulicanti di creature mostruose\u2026 Ecco, forse Said, che con il suo Orientalismo tanto ha fatto per cambiare la prospettiva occidentale sull\u2019altro emisfero culturale, potrebbe perdonare tutto questo. Etel Adnan no. Con Notte (San Marco dei Giustiniani, 2018) la poetessa e pittrice nata in Libano novantaquattro anni fa ci costringe, con la sua voce schietta e potente, ad allontanarci da qualunque tipo di costrutto immaginifico per scavare dentro noi stessi, anche se, arrivati in fondo, potremmo trovare solo oscurit\u00e0. \u00c8 da questa oscurit\u00e0, questa notte perenne dell\u2019anima, che l\u2019autrice svolge un discorso poetico ineccepibile in una serie di strofe in prosa che ricordano, come fa giustamente notare Paolo Senna nella sua prefazione, le Illuminations di Rimbaud. E questo riferimento al poeta veggente non ci deve stupire, perch\u00e9 la Adnan rimescola continuamente le carte della cultura occidentale (da Orfeo a Thelonious Monk passando per Hegel), lasciandoci senza punti di riferimento, ciechi e vagabondi in una notte ancestrale che avvolge tutte le cose, dentro e al di fuori di noi. Per sottolineare questa condizione di eterna immanenza, ogni riflessione poetica viene divisa dall\u2019altra attraverso una figura stilizzata che ricorda inequivocabilmente un ciclo lunare; il sole non vedr\u00e0 mai la luce in questa raccolta. Ma la notte, che allo stesso tempo \u00e8 \u00abtutte le notti\u00bb \u00e8 anche la peggiore nemica dell\u2019autrice, riesce a coprire con una potenza sinestetica ogni cosa, dalle foglie degli alberi ai taxi, \u00e8 \u00abun\u2019esalazione che sale da un\u2019oscurit\u00e0 a lei estranea: una lunga eclissi\u00bb, o ancora \u00abun\u2019isola coperta di neve, [\u2026] sempre al tempo presente\u00bb. L\u2019oscurit\u00e0 rende irrequieta la poetessa stanca di \u00abpassare ore ad aspettare la prossima ora\u00bb; il solo balsamo per questa ferita \u00e8 la memoria, l\u2019unico strumento in grado di sradicarci dal presente. Questa idea, cos\u00ec cara a molti artisti che hanno subito un \u201cprocesso di dislocazione\u201d come la Adnan (nata in Oriente ma cresciuta tra l\u2019Europa e gli Stati Uniti), non assume solo il valore di una mera istanza post-coloniale, ma diventa il fulcro per una vera e propria escatologia esistenzialista. La memoria infatti passa dall\u2019essere \u00abfiume senza sponde\u00bb, un \u00absantuario di infinita pazienza\u00bb dove il presente sembra essere finalmente annichilito, a identificarsi direttamente con Dio. Questa forza immaginifica della memoria divampa sempre attraverso il contatto con la natura: la poetessa \u00e8 sempre alla ricerca delle tumultuose onde del mare, del lento spegnersi di una fiamma o di qualunque altro \u00abfenomeno cosmico che ci eleva molto al di sopra della nostra condizione quotidiana\u00bb. Il paesaggio, senza mezzi termini, diventa \u00abun\u2019epifania\u00bb. Ma non bisogna pensare che questo discorso, portato avanti con estrema coerenza e lucidit\u00e0 risulti poco dinamico, tutt\u2019altro: i moti dell\u2019anima dell\u2019io lirico ci donano sempre delle prospettive diverse, pi\u00f9 o meno incoraggianti. Se in alcuni punti pare gi\u00e0 di sentire il canto della nottola di Minerva, pronta a spiegare le ali per volare attraverso il crepuscolo di una civilt\u00e0 giunta alla sua fine, in altre parti la scrittura si fa pi\u00f9 evocativa regalandoci immagini di pura bellezza, come in questa strofa, forse la pi\u00f9 bella di tutta la raccolta: \u00abLe stelle nella Via Lattea sono circa 100 miliardi, che \u00e8 anche il numero di neuroni nel cervello. Potremmo dover viaggiare per 24 trilioni di miglia fino al primo astro esterno al nostro sistema stellare prima di trovare un oggetto di complessit\u00e0 simile a quello appollaiato alle nostre spalle.\u00bb E poi c\u2019\u00e8 libro, il prodotto editoriale in s\u00e9, che accompagna alla perfezione la potenza delle liriche. La collana \u201cQuaderni di poesia\u201d della San Marco dei Giustiniani impreziosisce i suoi prodotti scegliendo una carta vergata piacevole al tatto. Sulla copertina, in realt\u00e0 una sovraccoperta, il titolo dell\u2019opera e il nome dell\u2019autrice non vengono strillati, ma pronunciati sottovoce, in modo da lasciare spazio ai contenuti all\u2019interno. \u00c8 lodevole anche la scelta di porre i nomi del curatore e della traduttrice quasi sullo stesso grado di valore dell\u2019autore, posizionandoli quasi al centro della copertina. La traduzione, posta a fronte, non si discosta mai dalla lettera del testo originale, mostrando cos\u00ec un estremo rispetto per una delle voci pi\u00f9 autorevoli del nostro tempo come quella di Etel Adnan, ma non risulta mai pedante o stucchevole. La decisione di non appesantire l\u2019opera con un apparato paratestuale invasivo risulta vincente perch\u00e9 il lettore si ritrova sempre pi\u00f9 immerso nei meandri di un testo cos\u00ec vigoroso. Un ottimo lavoro editoriale, certamente, ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9: un plauso appassionato va sicuramente alla scelta coraggiosa di dedicare una parte di questa collana esclusivamente ai poeti della riva sud del Mediterraneo. Oggi pi\u00f9 che mai abbiamo bisogno di solcare quelle acque, talvolta torbide, per confrontarci, anzi, specchiarci nell\u2019Altro, per trovare finalmente noi stessi. &nbsp; Emanuele Malpezzi Un&#8217;altra recensione per un&#8217;altra grande donna:\u00a0Maria Jatosti, una vita tutta d&#8217;un fiato &nbsp;<\/p>\n","protected":false},"author":31,"featured_media":3480,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[780,781,284],"class_list":["post-3479","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-etel-adnan","tag-notte","tag-poesia"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.1.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>La notte eterna di Etel Adnan - il BLOG di EDITORIA<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Con Notte, Etel Adnan ci costringe ad allontanarci dai costrutti immaginifici per scavare dentro noi stessi, anche a costo di trovare solo oscurit\u00e0.\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"http:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/la-notte-eterna-di-etel-adnan-recensione\/\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" class=\"yoast-seo-meta-tag\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"La notte eterna di Etel Adnan - 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