{"id":3895,"date":"2019-06-05T12:00:08","date_gmt":"2019-06-05T10:00:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/?p=3895"},"modified":"2019-06-04T23:06:54","modified_gmt":"2019-06-04T21:06:54","slug":"il-mio-dolore-tuo-addio-fantasmi-terranova-strada-per-lo-strega","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/il-mio-dolore-tuo-addio-fantasmi-terranova-strada-per-lo-strega\/","title":{"rendered":"Il mio dolore tuo &#8211; Strada per lo Strega"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella mini-prefazione\nalla nuova, pregiata edizione Bompiani dello <em>Straniero<\/em>, Saviano afferma che Camus \u00e8 riuscito nell&#8217;impresa\nimpossibile di descrivere l&#8217;esistenza come qualcosa che accade. Da questa\nconsiderazione sorgerebbe il carattere refrattario di Mersault, il suo\nlasciarsi scivolare addosso gli eventi come pioggia, come acqua che prima o poi\nil sole asciugher\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto limite, il caso\ndel protagonista di Camus incarna una disposizione d&#8217;animo piuttosto comune,\nuna salda resistenza ai traumi della vita, una ferrea volont\u00e0 di non affrontare\nla tristezza, che appartiene a ciascuno di noi. Ognuno possiede il suo\npersonale fantasma, una presenza cupa ed inquietante che non \u00e8 stata elaborata,\nun ricordo incandescente che non \u00e8 possibile comprimere in un cassetto. Ognuno\nattraversa la propria quotidianit\u00e0 con addosso il segno di un dolore al quale\n\u00e8, in qualche modo, sopravvissuto.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter is-resized\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Nadia-Terranova.jpg\" alt=\"Terranova\" class=\"wp-image-3897\" width=\"484\" height=\"269\" srcset=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Nadia-Terranova.jpg 660w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Nadia-Terranova-300x167.jpg 300w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Nadia-Terranova-24x13.jpg 24w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Nadia-Terranova-36x20.jpg 36w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Nadia-Terranova-48x27.jpg 48w\" sizes=\"(max-width: 484px) 100vw, 484px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nadia Terranova dedica appunto il suo secondo romanzo, <em>Addio fantasmi<\/em>, a tutti i sopravvissuti, a chi ha costruito un fantasma e non riesce a liberarsene<\/strong>. La storia di Ida Liquidara si snoda attraverso tre sezioni, <em>il nome<\/em>, <em>il corpo<\/em> e <em>la voce<\/em>, e racconta con uno stile caldo e intimo l&#8217;edificazione e lo smantellamento di un trauma. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il padre di Ida scompare\nnel nulla quando lei ha solo tredici anni, scavando una voragine nella parte di\nfamiglia che resta. Ida e la madre abitano la loro casa di Messina come due\nreiette, senza menzionare l&#8217;assenza del padre, calpestandone i bordi senza mai\naffondare nella profonda verit\u00e0 di quel gesto. Neppure la fuga a Roma, il\nmatrimonio, un lavoro gratificante possono lenire quel dolore e cos\u00ec quando\nIda, venti anni dopo, \u00e8 costretta a tornare nella casa della sua infanzia, si\ntrova a fare i conti con quel vuoto. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Attraverso ricordi e\ninterludi onirici il libro attraversa tutta la vita di Ida, dall&#8217;infanzia\ndorata con un padre giocondo alle turbolenze dell&#8217;adolescenza e i primi amori, fino\nad arrivare al confronto con il passato lasciato dietro s\u00e9. Si corre il\nrischio, raccontando una storia come questa, di scadere nel sentimentalismo,\nnel facile piagnisteo. <strong>La Terranova per\u00f2\nschiva con eleganza l\u2019ostacolo, portando progressivamente al centro della\nstoria non il dolore della protagonista, ma degli altri<\/strong>. Torniamo cos\u00ec a\nquella dedica, ai sopravvissuti, che guarda agli altri, che pone il libro come\nun dono, un vettore dall\u2019io verso gli altri. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Addio-Fantasmi.jpg\" alt=\"terranova\" class=\"wp-image-3898\" width=\"297\" height=\"465\" srcset=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Addio-Fantasmi.jpg 400w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Addio-Fantasmi-192x300.jpg 192w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Addio-Fantasmi-15x24.jpg 15w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Addio-Fantasmi-23x36.jpg 23w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Addio-Fantasmi-31x48.jpg 31w\" sizes=\"(max-width: 297px) 100vw, 297px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Compassione \u00e8 una parola\nche si confonde a volte con piet\u00e0. Ed invece ha un valore forte, molto meno\nreligioso di quel che si penserebbe. La compassione ha a che fare con\nl\u2019identit\u00e0, con lo straziante riconoscimento del proprio s\u00e9 nel patire di un\naltro. Per quanto sia contro intuitivo, la gamba che manca allo zoppo \u00e8 la mia\ngamba e quando questa consapevolezza mi colpisce, lo stesso dolore mi\nattraversa e io desidero essere la sua stampella. Questa maledizione che piomba\ndall\u2019alto e appiana ogni differenza, \u00e8 quello che cerca Ida. Via via che la storia\nsi dipana il romanzo assume sempre pi\u00f9 la forma di un memoriale interiore,\nraccolto, di una storia privata. Ma alla fine solo il riconoscimento di un\ndolore altro, che non le appartiene, permetter\u00e0 ad Ida di riscattarsi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 questa \u00e8 la\nstoria, in definitiva, di una ricerca. Perch\u00e9 la scomparsa del padre, la sua\nassenza, \u00e8 anche l\u2019assenza di un punto di vista alternativo, di una negazione\nall\u2019interno del discorso. L\u2019esistenza sghemba che conduce Ida allo scoccare dei\nsuoi trent\u2019anni \u00e8 figlia di questa visione monolitica del mondo, forzatamente\nunilaterale. Le sue esperienze adolescenziali sono segnate da un\u2019ingenuit\u00e0\narrogante, che pretende di sapersi da sola, e cos\u00ec quest\u2019ombra di ragazza geme\ne si dibatte per il mondo sconosciuto senza un\u2019autorit\u00e0 a cui ribellarsi. <strong>Tra una madre inerte e un padre scomparso\nquel che davvero manca \u00e8 un contrasto, e il rapporto con il marito pare pi\u00f9 un\nrifugio che una risposta<\/strong>. La sua risposta la trover\u00e0 nel dolore di un\nragazzo che la costringe, inevitabilmente, a ridimensionare il suo. Il fantasma\nche credeva personale, appartiene a tutti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 facile riuscire a veicolare un libro sottile come questo <em>Addio fantasmi<\/em> della Terranova. La campagna di comunicazione si \u00e8 incentrata in particolar modo sui contributi di Annie Ernaux \u2013 interviste, recensioni \u2013 che da grande estimatrice del romanzo ha contribuito ad accreditarne il valore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La cornice editoriale si distingue in particolar modo per il progetto grafico, sempre di alta qualit\u00e0, a cura di Riccardo Falcinelli, che rende il prodotto di Nadia Terranova riconoscibile e lo riconduce con semplicit\u00e0 alla collana di cui fa parte. Una menzione speciale per la copertina, particolarmente azzeccata, che riesce ad immergerci subito nell&#8217;atmosfera del romanzo, con il muro crepato sullo sfondo e la valigia che sembra non volersi chiudere sotto il peso della ragazza inquieta in primo piano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il secondo libro Einaudi tra i dodici candidati al premio Strega si presenta dunque come il perfetto opposto del suo comprimario, quel <em>Fedelt\u00e0<\/em> da mesi sulla bocca di tutti e che molti danno gi\u00e0 come trionfatore a Villa Giulia<\/strong>. Ma il libro della Terranova non teme confronti e trainato da una collana come \u201cStile Libero\u201d, atipica nell&#8217;universo einaudiano e considerabile quasi come un oggetto estraneo alla casa madre, si candida come grande outsider della competizione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align:right\">Luca Biondo<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella puntata precedente: <a href=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/lux-la-marangoni-e-la-nuova-luce-strada-strega\/\">https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/lux-la-marangoni-e-la-nuova-luce-strada-strega\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella mini-prefazione alla nuova, pregiata edizione Bompiani dello Straniero, Saviano afferma che Camus \u00e8 riuscito nell&#8217;impresa impossibile di descrivere l&#8217;esistenza come qualcosa che accade. 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La storia di Ida Liquidara si snoda attraverso tre sezioni, il nome, il corpo e la voce, e racconta con uno stile caldo e intimo l&#8217;edificazione e lo smantellamento di un trauma. Il padre di Ida scompare nel nulla quando lei ha solo tredici anni, scavando una voragine nella parte di famiglia che resta. Ida e la madre abitano la loro casa di Messina come due reiette, senza menzionare l&#8217;assenza del padre, calpestandone i bordi senza mai affondare nella profonda verit\u00e0 di quel gesto. Neppure la fuga a Roma, il matrimonio, un lavoro gratificante possono lenire quel dolore e cos\u00ec quando Ida, venti anni dopo, \u00e8 costretta a tornare nella casa della sua infanzia, si trova a fare i conti con quel vuoto. Attraverso ricordi e interludi onirici il libro attraversa tutta la vita di Ida, dall&#8217;infanzia dorata con un padre giocondo alle turbolenze dell&#8217;adolescenza e i primi amori, fino ad arrivare al confronto con il passato lasciato dietro s\u00e9. Si corre il rischio, raccontando una storia come questa, di scadere nel sentimentalismo, nel facile piagnisteo. La Terranova per\u00f2 schiva con eleganza l\u2019ostacolo, portando progressivamente al centro della storia non il dolore della protagonista, ma degli altri. Torniamo cos\u00ec a quella dedica, ai sopravvissuti, che guarda agli altri, che pone il libro come un dono, un vettore dall\u2019io verso gli altri. Compassione \u00e8 una parola che si confonde a volte con piet\u00e0. Ed invece ha un valore forte, molto meno religioso di quel che si penserebbe. La compassione ha a che fare con l\u2019identit\u00e0, con lo straziante riconoscimento del proprio s\u00e9 nel patire di un altro. Per quanto sia contro intuitivo, la gamba che manca allo zoppo \u00e8 la mia gamba e quando questa consapevolezza mi colpisce, lo stesso dolore mi attraversa e io desidero essere la sua stampella. Questa maledizione che piomba dall\u2019alto e appiana ogni differenza, \u00e8 quello che cerca Ida. Via via che la storia si dipana il romanzo assume sempre pi\u00f9 la forma di un memoriale interiore, raccolto, di una storia privata. Ma alla fine solo il riconoscimento di un dolore altro, che non le appartiene, permetter\u00e0 ad Ida di riscattarsi. Perch\u00e9 questa \u00e8 la storia, in definitiva, di una ricerca. Perch\u00e9 la scomparsa del padre, la sua assenza, \u00e8 anche l\u2019assenza di un punto di vista alternativo, di una negazione all\u2019interno del discorso. L\u2019esistenza sghemba che conduce Ida allo scoccare dei suoi trent\u2019anni \u00e8 figlia di questa visione monolitica del mondo, forzatamente unilaterale. Le sue esperienze adolescenziali sono segnate da un\u2019ingenuit\u00e0 arrogante, che pretende di sapersi da sola, e cos\u00ec quest\u2019ombra di ragazza geme e si dibatte per il mondo sconosciuto senza un\u2019autorit\u00e0 a cui ribellarsi. 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