{"id":4382,"date":"2020-03-06T09:00:15","date_gmt":"2020-03-06T08:00:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/?p=4382"},"modified":"2020-03-06T17:03:07","modified_gmt":"2020-03-06T16:03:07","slug":"cose-che-si-portano-in-viaggio-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/cose-che-si-portano-in-viaggio-recensione\/","title":{"rendered":"Cose che si portano in viaggio &#8211; Recensione"},"content":{"rendered":"<p>Se proprio dobbiamo trovare una cosa buona da imputare al Covid-19 \u00e8 che, finalmente, con tutto questo tempo da trascorrere in casa, abbiamo potuto placare la nostra fame di lettura. La mia era piuttosto avida e, dopo tanti classici, mi ha suggerito di tornare all\u2019anno corrente e di acquistare una novit\u00e0. \u00c8 cos\u00ec che ho scelto \u201cCose che si portano in viaggio\u201d di <strong>Aroa Moreno Dur\u00e1n<\/strong>, edito da <a href=\"https:\/\/www.guanda.it\/\"><strong>Guanda<\/strong><\/a>; un po\u2019 perch\u00e9 ero appena tornata da una toccata e fuga nella mia Sicilia e i miei genitori mi avevano fatto notare che in valigia avevo pi\u00f9 libri che vestiti, un po\u2019 perch\u00e9 avevo voglia di un nuovo viaggio e la trama \u00e8 ambientata in un posto (e in un tempo) in cui non sono mai stata: a Berlino, nel periodo della cortina di ferro. Perfetto!<\/p>\n<h2>La copertina<\/h2>\n<p>La copertina, disegnata dall\u2019illustratrice italiana Chiara Fedele, ha, sostanzialmente, due colori a contrasto: il ceruleo del cielo e del muro e lo scarlatto di un\u2019unica finestra con la luce accesa e del maglione di Katia, la protagonista del romanzo. All\u2019interno del disegno le Katia sono due, in due lati diversi del muro di Berlino, e questo ci annuncia gi\u00e0 qualcosa della trama: ci fa capire sia che la ragazza non rimarr\u00e0 solo nel lato Est, dove \u00e8 nata, sia che questa decisione la spaccher\u00e0 in due.<br \/>\nScarlatto \u00e8 anche l\u2019elemento peritestuale della fascetta che avvolge la copertina, con lo strillo dello scrittore Fernando Aramburu che loda il talento della giovane spagnola.<\/p>\n<p>Il titolo a stampatello, in caratteri bastoni, aleggia, centrato sul paesaggio e l\u2019interlinea ampio e lo spazio arioso tra i caratteri gli conferiscono una forte leggibilit\u00e0. In quarta di copertina leggiamo altri commenti positivi riguardo il romanzo, uscito in Spagna gi\u00e0 nel 2017, ma giunto in Italia il 13 febbraio di quest\u2019anno.<br \/>\nAnalizzando il colophon ci cade subito l\u2019occhio sulla dicitura \u201cQuesto libro \u00e8 stampato con il sole\u201d, e l\u2019attenzione della casa editrice a un tipo di stampa <em>carbon-free<\/em> non pu\u00f2 che essere un ottimo biglietto da visita nel periodo storico nel quale viviamo, in cui l\u2019emergenza climatica \u00e8 un problema di cui non si parla mai abbastanza.<br \/>\nSull\u2019aletta anteriore ci cattura la trama del romanzo e in quella posteriore la breve biografia della scrittrice esordiente nel genere narrativo, corredata di una sua bella foto a colori in cui sorride.<\/p>\n<h2>La trama di Cose che si portano in viaggio<\/h2>\n<p>Il romanzo racconta la storia di Katia, nata (insieme alla sorella) nella Berlino Est, da genitori spagnoli sfuggiti al regime di Franco. La piccola famiglia vive nella DDR, la Germania assegnata all\u2019Unione Sovietica, e le giornate non sono affatto facili: il cibo \u00e8 razionato e la libert\u00e0 fortemente limitata.<br \/>\nKatia, per\u00f2, fa un incontro che le sconvolge la vita: nel 1970 conosce all\u2019interno di una libreria Joahnnes, un ragazzo che vive dall\u2019altra parte del muro, e comincia cos\u00ec la prima vera storia d\u2019amore della sua vita, con una poesia di Neruda e un libro lasciato davanti la sua porta. \u00c8 un amore che la convincer\u00e0 a fuggire dalla sua casa e a lasciare la sua famiglia, nel cuore della notte, per oltrepassare il confine.<\/p>\n<p>Il romanzo si snoda in 36 anni, dal 1956 al 1992, tutti segnalati all\u2019inizio di ogni capitolo. Le quattro parti che lo compongono hanno una divisione di tipo geografico: la Berlino in cui nasce Katia, i luoghi che attraversa durante il suo viaggio clandestino, il lato Ovest, e, di nuovo, il suo luogo di nascita, che in un certo senso ha tradito ed \u00e8 infatti segnalato con il titolo \u201cVaterland: la terra di mio padre\u201d.<br \/>\nElemento fondamentale della storia, che troviamo all\u2019inizio del libro e nella sua parte finale, \u00e8 una valigia di carta piena di ricordi che sar\u00e0 cardinale nello svolgimento del racconto, il perch\u00e9 lo lascio scoprire al lettore.<\/p>\n<h2>Lo stile di scrittura<\/h2>\n<p>Lo stile della Dur\u00e1n \u00e8 molto fresco e scorrevole, il libro si legge in poche ore, senza particolari difficolt\u00e0.<br \/>\nLa psicologia dei personaggi, a mio avviso, meritava un approfondimento. Mi sono ritrovata a non amare particolarmente Katia nella seconda parte del libro: ho percepito un appiattimento della sua personalit\u00e0 e dei suoi pensieri riguardanti Joahnnes e in generale la sua scelta di cambiare vita.<br \/>\nInoltre, devo ammettere che mi sarei aspettata una descrizione dettagliata della Berlino divisa in due, con le differenze delle rispettive parti.<\/p>\n<p>I dialoghi, non segnalati n\u00e9 da caporali n\u00e9 da virgolette alte, rendono abbastanza ostica la lettura prima di abituarsi completamente allo stile della scrittrice.<br \/>\nInfine, il racconto, in prima persona per gran parte del libro, cambia repentinamente in terza persona nell\u2019ultima parte, spaesando il lettore. \u00c8 probabile che questa decisione sia avvenuta per segnare, in maniera evidente, il rientro a casa di Katia ma, personalmente, non l\u2019ho trovata una scelta calzante.<br \/>\nTutto sommato, per\u00f2, \u00e8 una lettura gradevole che ci catapulta nel pieno delle sensazioni provate durante il primo amore e che ci ricorda l\u2019importanza dei nostri affetti familiari.<\/p>\n<p>E voi lo avete letto? Lo porterete con voi nel vostro prossimo viaggio?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 style=\"text-align: right\">Anna Mazza<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se proprio dobbiamo trovare una cosa buona da imputare al Covid-19 \u00e8 che, finalmente, con tutto questo tempo da trascorrere in casa, abbiamo potuto placare la nostra fame di lettura. La mia era piuttosto avida e, dopo tanti classici, mi ha suggerito di tornare all\u2019anno corrente e di acquistare una novit\u00e0. \u00c8 cos\u00ec che ho scelto \u201cCose che si portano in viaggio\u201d di Aroa Moreno Dur\u00e1n, edito da Guanda; un po\u2019 perch\u00e9 ero appena tornata da una toccata e fuga nella mia Sicilia e i miei genitori mi avevano fatto notare che in valigia avevo pi\u00f9 libri che vestiti, un po\u2019 perch\u00e9 avevo voglia di un nuovo viaggio e la trama \u00e8 ambientata in un posto (e in un tempo) in cui non sono mai stata: a Berlino, nel periodo della cortina di ferro. Perfetto! La copertina La copertina, disegnata dall\u2019illustratrice italiana Chiara Fedele, ha, sostanzialmente, due colori a contrasto: il ceruleo del cielo e del muro e lo scarlatto di un\u2019unica finestra con la luce accesa e del maglione di Katia, la protagonista del romanzo. All\u2019interno del disegno le Katia sono due, in due lati diversi del muro di Berlino, e questo ci annuncia gi\u00e0 qualcosa della trama: ci fa capire sia che la ragazza non rimarr\u00e0 solo nel lato Est, dove \u00e8 nata, sia che questa decisione la spaccher\u00e0 in due. Scarlatto \u00e8 anche l\u2019elemento peritestuale della fascetta che avvolge la copertina, con lo strillo dello scrittore Fernando Aramburu che loda il talento della giovane spagnola. Il titolo a stampatello, in caratteri bastoni, aleggia, centrato sul paesaggio e l\u2019interlinea ampio e lo spazio arioso tra i caratteri gli conferiscono una forte leggibilit\u00e0. In quarta di copertina leggiamo altri commenti positivi riguardo il romanzo, uscito in Spagna gi\u00e0 nel 2017, ma giunto in Italia il 13 febbraio di quest\u2019anno. Analizzando il colophon ci cade subito l\u2019occhio sulla dicitura \u201cQuesto libro \u00e8 stampato con il sole\u201d, e l\u2019attenzione della casa editrice a un tipo di stampa carbon-free non pu\u00f2 che essere un ottimo biglietto da visita nel periodo storico nel quale viviamo, in cui l\u2019emergenza climatica \u00e8 un problema di cui non si parla mai abbastanza. Sull\u2019aletta anteriore ci cattura la trama del romanzo e in quella posteriore la breve biografia della scrittrice esordiente nel genere narrativo, corredata di una sua bella foto a colori in cui sorride. La trama di Cose che si portano in viaggio Il romanzo racconta la storia di Katia, nata (insieme alla sorella) nella Berlino Est, da genitori spagnoli sfuggiti al regime di Franco. 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