{"id":4689,"date":"2020-04-20T09:00:18","date_gmt":"2020-04-20T07:00:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/?p=4689"},"modified":"2020-06-19T10:11:25","modified_gmt":"2020-06-19T08:11:25","slug":"raccontare-i-libri-attraverso-i-social-intervista-a-petunia-ollister","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/raccontare-i-libri-attraverso-i-social-intervista-a-petunia-ollister\/","title":{"rendered":"Raccontare i libri attraverso i social: intervista a Petunia Ollister"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_4691\" aria-describedby=\"caption-attachment-4691\" style=\"width: 289px\" class=\"wp-caption alignright\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4691\" src=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/73381323_1994661107303589_2115202484824702976_n.jpg\" alt=\"Petunia Ollister\" width=\"289\" height=\"289\" srcset=\"https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/73381323_1994661107303589_2115202484824702976_n.jpg 700w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/73381323_1994661107303589_2115202484824702976_n-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/73381323_1994661107303589_2115202484824702976_n-200x200.jpg 200w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/73381323_1994661107303589_2115202484824702976_n-75x75.jpg 75w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/73381323_1994661107303589_2115202484824702976_n-24x24.jpg 24w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/73381323_1994661107303589_2115202484824702976_n-36x36.jpg 36w, https:\/\/www.mastereditoria.it\/ilblog\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/73381323_1994661107303589_2115202484824702976_n-48x48.jpg 48w\" sizes=\"(max-width: 289px) 100vw, 289px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-4691\" class=\"wp-caption-text\">Ph. Davide Gallizio<\/figcaption><\/figure>\n<p>Per i <em>book lover <\/em>che frequentano la rete il nome <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/petuniaollister\/?hl=it\"><strong>Petunia Ollister<\/strong><\/a>, pseudonimo di Stefania Soma, suoner\u00e0 familiare. Laureata in lettere, dal gennaio 2015, con #bookbreakfast e \u201ccocktail d\u2019autore\u201d parla di libri sui social, in particolar modo su Instagram e Facebook, attraverso fotografie studiate e create ad hoc.<\/p>\n<p><strong>Ha collaborato con Radio Rai e tutte le settimane \u00e8 sul sito di \u201cRobinson\u201d<\/strong>, oltre a scrivere per\u00a0\u201c<strong>La Stampa\u201d e a pubblicare i suoi libri per Slow Food Editore.<\/strong>\u00a0Oggi le facciamo qualche domanda sul suo lavoro come <em>book influencer<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Tre aggettivi per descrivere Petunia Ollister.<br \/>\n<\/strong><br \/>\nMeticolosa, stratificata, mutevole.<br \/>\nMeticolosa al limite dell\u2019ossessivo come solo un nato sotto il segno della Vergine sa essere.<br \/>\nStratificata come la quantit\u00e0 di interessi, campi di studio e esperienze lavorative diverse che ho fatto nel corso della mia vita.<br \/>\nMutevole come solo un nato sotto l\u2019ascendente dei Gemelli sa essere.<\/p>\n<p><strong>Come sono nati i <\/strong>#<strong><em>bookbreakfast<\/em> che l\u2019hanno resa celebre? Come mai proprio la colazione?<br \/>\n<\/strong><br \/>\nI #<em>bookbreakfast<\/em> sono nati per caso, una mattina di gennaio di cinque anni fa. Mi sono occupata di conservazione dei beni culturali, fotografici prima, librari poi, per circa quindici anni. Quando l\u2019azienda per cui lavoravo \u00e8 stata venduta, mi sono trovata improvvisamente con moltissimo tempo a disposizione. Soprattutto la mattina, soprattutto per fare colazione. Una mattina mi sono trovata a sfogliare un libro sorseggiando del caff\u00e8 da una tazza che era dello stesso colore della copertina che avevo davanti.<\/p>\n<p>Pensare di fare una foto e salire su una scaletta e fotografare il mio tavolo della cucina dall\u2019alto per pubblicarlo su Instagram \u00e8 stato un tutt\u2019uno. Da quel giorno non ho pi\u00f9 smesso perch\u00e9 la community \u00e8 cresciuta da subito e da subito ha dimostrato entusiasmo per i libri e la lettura. Racconto i libri che leggo, che mi piacciono, in un modo efficace pensato per i social: non ho mai preteso di fare critica letteraria, come non ho mai preteso di essere considerata una fotografa.<br \/>\nLa colazione \u00e8 un momento che \u00e8 stato troppo a lungo trascurato, mentre invece \u00e8 il momento in cui corpo e mente vanno nutriti per poter iniziare la giornata con la giusta dose di energie e di stimoli.<\/p>\n<p><strong>Il nuovo format dei &#8220;cocktail d&#8217;autore&#8221; si pu\u00f2 considerare un&#8217;evoluzione dei <\/strong>#<strong>bookbreakfast<\/strong><strong>? Il processo per la creazione del post e l&#8217;intento sono gli stessi?<\/strong><\/p>\n<p>I cocktail d\u2019autore, protagonisti del mio secondo libro, uscito per Slow Food Editore nel 2020, sono una divertente divagazione sul tema. Nei libri ci si consola mangiando ma soprattutto bevendo.<br \/>\nIl processo creativo \u00e8 lo stesso, solo che invece di accostare dolci e caff\u00e8 viene accostato e ritratto un cocktail citato direttamente nel libro o ispirato alla narrazione.<\/p>\n<p><strong>Su Instagram ha pi\u00f9 di 43 mila follower. A che tipo di target si rivolge?<br \/>\n<\/strong><br \/>\n#bookbreakfast non \u00e8 stato un progetto strutturato che occhieggiava a un certo target. La community si \u00e8 creata da sola: sono per la maggioranza donne tra i 25 e i 44 anni residenti nell\u2019Italia Settentrionale.<\/p>\n<p><strong>Esiste un criterio in base al quale sceglie dei libri e non altri per i suoi post? Ci sono dei generi che predilige?<br \/>\n<\/strong><br \/>\nLavoro da sola al progetto #bookbreakfast e scelgo i libri a mio piacimento, esattamente come scelgo i libri da leggere e da riporre sugli scaffali della mia libreria. Capita spesso a chi legge di trovarsi a guardare con curiosit\u00e0 le librerie degli altri: il mio profilo Instagram \u00e8 un accesso diretto a quel che leggo e a quel che mi piace.<br \/>\nSono una grande fan e collezionista di libri illustrati, anche per bambini, fumetti, graphic novel, manga.<\/p>\n<p><strong>Crede che portare i libri suoi social possa essere d\u2019aiuto nel far avvicinare i giovani alla lettura?<br \/>\n<\/strong><br \/>\nPenso di s\u00ec. I bambini imparano a leggere con le immagini ma presto devono rinunciare al corredo d\u2019immagini a favore del solo testo. I fumetti sono un ottimo modo per continuare a leggere. Idem i social: il tempo che si dedica a un singolo contenuto social \u00e8 di pochi secondi, l\u2019immagine \u00e8 un ottimo modo per attrarre l\u2019attenzione su un tema pi\u00f9 complesso. Con le immagini si possono raccontare i libri e creare quella scintilla d\u2019interesse che pu\u00f2 far scaturite la voglia di leggere.<\/p>\n<p><strong>Durante l\u2019ultima edizione di \u201cPi\u00f9 libri pi\u00f9 liberi\u201d ha preso parte agli incontri b2b tra editori e <em>book influencer<\/em> di maggior richiamo nel panorama italiano. Cosa pu\u00f2 raccontarci di questa esperienza?<br \/>\n<\/strong><br \/>\nSpesso le persone che in casa editrice si occupano dei social non sono adeguatamente formati per farlo, n\u00e9 hanno il tempo per poter acquisire le competenze necessarie perch\u00e9 ricoprono altri ruoli. Il carico di lavoro dei social \u00e8 un carico da lavoro importante e nel 2020 l\u2019editoria deve prendere coscienza di questi aspetti.<br \/>\nL\u2019iniziativa di AIE \u00e8 stata importantissima da questo punto di vista perch\u00e9 sono convinta che serva sempre di pi\u00f9 alle case editrici, soprattutto piccole e piccolissime, rendersi conto che il lavoro sui social deve essere sempre pi\u00f9 curato, originale e mirato per poter raccontare efficacemente i propri libri. Da parte mia ho conosciuto il lavoro di un paio di case editrici molto interessanti, che si occupano soprattutto di libri per l\u2019infanzia.<\/p>\n<p><strong>Sono tanti i profili Instagram che hanno per protagonisti i libri. Secondo lei, quale futuro attende i <em>book influencer<\/em>?<br \/>\n<\/strong><br \/>\nNon ne ho idea, ammetto.<br \/>\nDa sempre ho un profilo ibrido: ho lavorato e lavoro per l\u2019editoria da anni, sono stata contributor per l\u2019inserto culturale di un quotidiano nazionale, scrivo una rubrica su Torino per le pagine cittadine della Stampa, presento i libri degli altri, ho fatto radio e mi \u00e8 capitato di fare TV. Non ho idea di quale sar\u00e0 il futuro del fenomeno: finch\u00e9 mi divertir\u00f2 a raccontare i libri sui social continuer\u00f2.<\/p>\n<p><strong>Potrebbe proporci qualche consiglio su libri da leggere che lei ritiene azzeccati per questo periodo, per &#8220;tirarci su il morale&#8221; o per riflettere?<\/strong><\/p>\n<p>Mi ha molto colpito la fascetta di un\u2019edizione meravigliosa del <em>Candido<\/em> di Voltaire, un capolavoro della letteratura e della filosofia francese letto al liceo, che recitava \u00abTutto va male\u00bb. Il tempismo editoriale strappa un sorriso e una certa simpatia per quelli di Blackie Edizioni, una casa editrice sbarcata da poco in Italia, che hanno deciso di pubblicare un\u2019edizione illustrata da Quentin Blake \u2013 ricorderete il suo nome associato a quello di Roald Dahl \u2013 e introdotta da Italo Calvino.<\/p>\n<p>E poi consiglio i libri avvincenti e di una certa mole. Magari per i meno suggestionabili <em>L\u2019ombra dello scorpione <\/em>di Stephen King.<\/p>\n<h6 style=\"text-align: right\"><strong>Giulia Pellegatta<\/strong><\/h6>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per i book lover che frequentano la rete il nome Petunia Ollister, pseudonimo di Stefania Soma, suoner\u00e0 familiare. Laureata in lettere, dal gennaio 2015, con #bookbreakfast e \u201ccocktail d\u2019autore\u201d parla di libri sui social, in particolar modo su Instagram e Facebook, attraverso fotografie studiate e create ad hoc. 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La colazione \u00e8 un momento che \u00e8 stato troppo a lungo trascurato, mentre invece \u00e8 il momento in cui corpo e mente vanno nutriti per poter iniziare la giornata con la giusta dose di energie e di stimoli. Il nuovo format dei &#8220;cocktail d&#8217;autore&#8221; si pu\u00f2 considerare un&#8217;evoluzione dei #bookbreakfast? Il processo per la creazione del post e l&#8217;intento sono gli stessi? I cocktail d\u2019autore, protagonisti del mio secondo libro, uscito per Slow Food Editore nel 2020, sono una divertente divagazione sul tema. Nei libri ci si consola mangiando ma soprattutto bevendo. Il processo creativo \u00e8 lo stesso, solo che invece di accostare dolci e caff\u00e8 viene accostato e ritratto un cocktail citato direttamente nel libro o ispirato alla narrazione. Su Instagram ha pi\u00f9 di 43 mila follower. A che tipo di target si rivolge? #bookbreakfast non \u00e8 stato un progetto strutturato che occhieggiava a un certo target. 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I fumetti sono un ottimo modo per continuare a leggere. Idem i social: il tempo che si dedica a un singolo contenuto social \u00e8 di pochi secondi, l\u2019immagine \u00e8 un ottimo modo per attrarre l\u2019attenzione su un tema pi\u00f9 complesso. Con le immagini si possono raccontare i libri e creare quella scintilla d\u2019interesse che pu\u00f2 far scaturite la voglia di leggere. Durante l\u2019ultima edizione di \u201cPi\u00f9 libri pi\u00f9 liberi\u201d ha preso parte agli incontri b2b tra editori e book influencer di maggior richiamo nel panorama italiano. Cosa pu\u00f2 raccontarci di questa esperienza? Spesso le persone che in casa editrice si occupano dei social non sono adeguatamente formati per farlo, n\u00e9 hanno il tempo per poter acquisire le competenze necessarie perch\u00e9 ricoprono altri ruoli. Il carico di lavoro dei social \u00e8 un carico da lavoro importante e nel 2020 l\u2019editoria deve prendere coscienza di questi aspetti. L\u2019iniziativa di AIE \u00e8 stata importantissima da questo punto di vista perch\u00e9 sono convinta che serva sempre di pi\u00f9 alle case editrici, soprattutto piccole e piccolissime, rendersi conto che il lavoro sui social deve essere sempre pi\u00f9 curato, originale e mirato per poter raccontare efficacemente i propri libri. Da parte mia ho conosciuto il lavoro di un paio di case editrici molto interessanti, che si occupano soprattutto di libri per l\u2019infanzia. Sono tanti i profili Instagram che hanno per protagonisti i libri. Secondo lei, quale futuro attende i book influencer? Non ne ho idea, ammetto. Da sempre ho un profilo ibrido: ho lavorato e lavoro per l\u2019editoria da anni, sono stata contributor per l\u2019inserto culturale di un quotidiano nazionale, scrivo una rubrica su Torino per le pagine cittadine della Stampa, presento i libri degli altri, ho fatto radio e mi \u00e8 capitato di fare TV. Non ho idea di quale sar\u00e0 il futuro del fenomeno: finch\u00e9 mi divertir\u00f2 a raccontare i libri sui social continuer\u00f2. Potrebbe proporci qualche consiglio su libri da leggere che lei ritiene azzeccati per questo periodo, per &#8220;tirarci su il morale&#8221; o per riflettere? Mi ha molto colpito la fascetta di un\u2019edizione meravigliosa del Candido di Voltaire, un capolavoro della letteratura e della filosofia francese letto al liceo, che recitava \u00abTutto va male\u00bb. Il tempismo editoriale strappa un sorriso e una certa simpatia per quelli di Blackie Edizioni, una casa editrice sbarcata da poco in Italia, che hanno deciso di pubblicare un\u2019edizione illustrata da Quentin Blake \u2013 ricorderete il suo nome associato a quello di Roald Dahl \u2013 e introdotta da Italo Calvino. E poi consiglio i libri avvincenti e di una certa mole. Magari per i meno suggestionabili L\u2019ombra dello scorpione di Stephen King. 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